Riceviamo e pubblichiamo
La vita è fatta anche di avvenimenti belli e ci piace raccontarli. Emblematica, ed emozionante, è la storia di una studentessa iraniana all’università di Parma, Mojgan Karimifard, alla sua prima laurea in Italia. Nel 2015 la svolta della sua vita, finalmente dopo molti sacrifici ottiene l’autorizzazione a poter venire in Italia a studiare.

L’impegno e la volontà di tanti giovani nemmeno la pandemia può fermarli. E così, in questi ultimi complicati mesi, in tante università italiane ci sono studenti che gioiscono, seppur da remoto, perché finalmente hanno conquistato il loro traguardo più importante: la laurea.

Emblematica, ed emozionante, è la storia di una studentessa iraniana all’università di Parma, Mojgan Karimifard, alla sua prima laurea in Italia dopo averne conseguito un’altra in terra persiana qualche anno fa, precisamente nella provincia del Guilan, nord dell’Iran, dominata da paesaggi rigogliosamente verdi che la fanno assomigliare molto alla campagna toscana. Ultima di sei figli, dal fisico esile ma con due occhioni neri che vogliono esplorare il mondo, Mojgan sin da adolescente aveva un sogno, l’Europa, in particolare i paesi scandinavi dove alcune amiche persiane già vivevano, confidandole la qualità degli stili di vita. Tuttavia, complice internet, pian piano Mojgan scopre l’Italia e le sue bellezze, una per tutte la città di Firenze di cui tuttora è innamorata. Quindi, nel 2015 la svolta della sua vita; finalmente dopo molti sacrifici ottiene l’autorizzazione a poter venire in Italia per proseguire gli studi. La famiglia, pur così tanto legata a lei, non l’ha mai osteggiata, e così la mamma l’accompagna all’aeroporto di Teheran; un ultimo saluto, un fiume di lacrime e di raccomandazioni, poi Mojgan spicca il volo verso il suo futuro.
Comincia la sua avventura in Italia, a Siena, un’altra perla toscana di arte e di cultura, per giunta vicino Firenze. Ma il primo anno di università non va bene, complici le difficoltà di ambientamento in una realtà, l’occidente, così diversa dagli stili persiani. Per la prima volta lontana dall’Iran e dalla sua città, da quei valori familiari forti e radicati nella cultura persiana, Mojgan ne soffre molto e non riesce a trovare rapidamente un proprio equilibrio morale. Tuttavia non demorde, cambia città, va a Parma e si iscrive al corso di laurea “Scienze Economiche e Aziendali” in lingua inglese. Nel frattempo, per fortuna, qualche persona su cui contare, per Mojgan, c’è anche in Italia. Emilio e Maria, una coppia di anziani coniugi irpini, le dimostrano da subito grande affetto e non la fanno mai sentire sola.

Nel periodo natalizio, e in occasione di altre festività, quando l’università chiude e le residenze universitarie si svuotano, Mojgan parte per il Sud e può così trascorrere giorni sereni insieme a chi veramente le vuole bene. Riesce, mese dopo mese, a superare gli esami, qualcuno con non poca difficoltà, e al tempo stesso fa utili esperienze lavorative, come quella di traduttrice presso il Museo Franco Maria Ricci di Fontellato, alle porte di Parma. Si avvicina l’agognato traguardo e, all’improvviso, ecco quel raggio di sole, meravigliosamente accecante, che in un attimo spazza via tante ansie e solitudine: Mojgan incontra il suo grande amore, un ragazzo italiano. Gli ultimi esami diventano una passeggiata, nonostante la pandemia; il resto è storia recente, Mojgan si laurea con la tesi “The effect of exchange rate volatility on inflation rates in Iran” un capolavoro di statistica, estremamente attuale nell’economia mondiale. Adesso, la sua aspirazione principale è trovare un lavoro che possa gratificare anni di studi, ma c’è un obiettivo irrinunciabile per Mojgan: riabbracciare quanto prima l’adorata madre e i suoi cari. Un augurio che le facciamo dal profondo del cuore.