a cura della Redazione
Modica, in provincia di Ragusa, è una città patrimonio dell’Unesco, ricca di fascino e di storia. Il suo centro storico, ricostruito dopo il devastante terremoto del 1693, è un gioiello di architettura tardo barocca. Modica è famosa, altresì, per la produzione di cioccolato. Questa città siciliana è in lizza per il riconoscimento di “Luogo del cuore FAI” tramite La via delle Collegiate e c’è tempo fino al 15 dicembre per votare. Andiamo ora a scoprire questa via.

La dimensione religiosa del popolo modicano, motore di numerose rinascite dopo ogni terremoto, epidemia e cataclismi di ogni genere, si è manifestata da sempre nella costruzione di grandi chiese e monumenti che hanno caratterizzato l’attuale urbanistica della città.

A partire dal Concilio di Trento, i Vescovi confermano la loro presenza sul territorio attraverso l’istituzione di chiese di Collegiate che rispecchiassero la profonda fede della popolazione; ai Canonici, che conducevano ritmi di vita conventuali ma pur sempre legati all’autorità vescovile, vennero demandate tante responsabilità organizzative dalla cura delle numerose processioni religiose cittadine in ogni periodo liturgico, caratterizzate da grande partecipazione del popolo di Dio, alla custodia degli archivi delle chiese maggiori, un capitale di fonti storiche e documenti immenso che ci permettono tutt’oggi di conoscere e scoprire una società ormai scomparsa.
Consultando le carte antiche lasciateci in eredità dai Canonici si possono quindi ricostruire i principali momenti religiosi e spirituali della città, i percorsi di processioni ormai scomparse, scoprire i tempi, le usanze, e lo spirito che hanno scandito gli avvenimenti della storia della Città.

La storia di Modica del periodo pre e post-terremoto, i suoi fasti, la sua forza di reagire e ripartire dopo ogni cataclisma si può rileggere alla luce dei grandi cantieri ecclesiali che hanno dato origine ad uno dei territori più particolari della Sicilia: Il Val di Noto.
Le Collegiate di San Giorgio, Santa Maria di Betlem e San Pietro rappresentano la più vivida testimonianza della storia di una città lungo i secoli, testimonianze artistiche che partono dal tardo gotico, passando per il barocco ed il tardo barocco fino agli ultimi interventi di inizio 900’ che hanno visto l’impegno di una quantità ingente di risorse economiche, culturali, artistiche e spirituali.
Custodi di memorie religiose che hanno ispirato, confortato e incoraggiato il popolo Modicano lungo i numerosi percorsi di rinascita e progresso e che oggi sono testimonianza viva della cultura di un territorio.

La creazione di monumenti così importanti ha comportato un’opera continua e incessante di restauro che non si è mai interrotta.
Il consolidamento architettonico, il restauro dei dipinti e degli altari la custodia attraverso aree espositive del patrimonio di paramenti, calici, ostensori che costituiscono un vero tesoro per ciascuna delle maggiori Chiese di Modica, cioè San Giorgio, San Pietro e Santa Maria di Betlem, erette a Collegiate Insigni durante il XVII secolo, e che rischiano oggi di essere dispersi a causa del logoramento e del naturale degrado dei materiali avuto lungo i secoli.
Al recupero di tutto ciò vuole intervenire il percorso La via delle Collegiate che si propone come strumento pratico per la conservazione e la valorizzazione di questa importante eredità culturale che deve essere fruibile a tutti.