Riceviamo e pubblichiamo
Domani, domenica 15 novembre, tra i programmi Rai “Paesi che vai” ci porta a Monza, “Linea Verde” nella Riviera Ligure e “Di là dal fiume e tra gli alberi” nel porto di Taranto.

Alla scoperta di Monza con “Paesi che vai…” e Livio Leonardi
Paesi che vai… luoghi, detti, comuni…” il programma di Rai1, ideato, scritto e condotto da Livio Leonardi, patrocinato dal MIBACT,  domenica 15 novembre alle 9.40 arriva a Monza. Definita nel capitolo IX dei Promessi Sposi “Un borgo antico e nobile, a cui di città non mancava altro che il nome”, Monza è sempre stata un crocevia di grandi personaggi della storia, come Carlo Magno, Federico Barbarossa e Carlo V, mentre i Savoia vi stabilirono la loro residenza lombarda: Villa reale. Una Reggia di oltre 22 mila metri quadrati, dono di nozze del re Vittorio Emanuele II al figlio Umberto I e alla moglie Margherita. Col consueto linguaggio fiabesco, e quella capacità di far rivivere il passato nel racconto televisivo, Livio Leonardi immergerà il proprio racconto nella storia della Regina Margherita di Savoia, prima Regina d’Italia. La Sovrana accoglierà il conduttore al cospetto di Villa Reale, per raccontare la sua vita e i lunghi periodi trascorsi a Monza insieme al marito. Le telecamere si sposteranno poi all’interno della Saletta Reale, realizzata per volontà di Umberto I, per proseguire alla Cappella Espiatoria, un’imponente stele di 35 metri fatta innalzare da Vittorio Emanuele III in ricordo del padre. Umberto I, infatti, il 29 luglio del 1900, venne ucciso proprio a Monza per mano dell’anarchico Gaetano Bresci. Le telecamere entreranno nella Cappella di Teodolinda per scoprire tutti i tesori nascosti al suo interno, per vedere l’apertura integrale e completa della teca contenente uno dei gioielli più importanti e densi di significato di tutta la storia dell’Occidente, “la Corona Ferrea”, nella sua naturale e “ravvicinata” inestimabile bellezza. Il viaggio prosegue poi nel terzo autodromo permanente più antico del mondo: l’Autodromo nazionale Monza, un luogo diventato simbolo anche grazie alle pellicole cinematografiche che qui hanno ambientato i loro set di ripresa. E, infine, le bellezze naturalistiche del Parco nazionale dello Stelvio che, con i suoi 130.700 ettari, domina il cuore delle Alpi centrali.

“Linea Verde” nella Riviera Ligure: da Levante a Ponente
Il viaggio di “Linea Verde“,  domenica 15 novembre alle 12.20 su Rai1,  attraverserà la Riviera Ligure, da Levante a Ponente. Dalla spiaggia di Camogli, antico borgo di pescatori, Beppe Convertini e Ingrid Muccitelli cercheranno di scoprire la particolarità di questo territorio ricco di tesori e curiosità. Le comunità dei borghi che affacciano sul mar Ligure, sono state costrette a inventare nuove possibilità di sussistenza e sopravvivenza, cercando di rendere fertili terreni molto spesso impervi. In un’azienda agricola i conduttori incontreranno una famiglia eroica che ha deciso di dedicare tutta la vita al contatto con la natura allevando capre e vacche Cabannine, una specie che rischiava l’estinzione. A Rapallo, invece, Peppone cercherà di entrare nella storia di una comunità la cui antropologia è stata fortemente influenzata da eventi storici e credenze popolari.
Ma la Riviera Ligure è una terra in cui sono nati e hanno vissuto poeti, scrittori, artisti, cantautori, filosofi. Un luogo, insomma, di grande ispirazione. Se a Rapallo, sulla Riviera Levante, hanno vissuto Nietzsche, Hemingway ed Ezra Pound, su quella di Ponente poteva capitare di incontrare, oltre un secolo fa, tra Dolceacqua e Bordighera, il grande pittore impressionista Claude Monet, che proprio lì dipinse moltissimi capolavori. Restando sulla riviera di Ponente, al confine con la Francia, sulla costa di Ventimiglia, si trova l’affascinante giardino Hanbury, realizzato alla fine dell’Ottocento da una famiglia inglese stabilitasi lì. Salendo qualche chilometro nell’entroterra, si “incontra” una delle eccellenze di questo territorio: le olive taggiasche. Un imprenditore è riuscito a far conoscere l’olio delle taggiasche in tutto il mondo grazie alla sua capacità di mescolare questo prodotto agricolo in mondi completamente diversi, come quello dell’arte e del design. Ma la Riviera Ligure è soprattutto mare. Un mare misterioso che a volte, come scriveva il grande poeta italiano del Novecento, Eugenio Montale, può essere un “delirio”, ma da cui nasce la zona più ricca di vita dell’intero Mediterraneo: il Santuario Pelagos, o, più comunemente, il Santuario dei Cetacei, un triangolo marino che si estende per novantamila chilometri quadrati in cui vivono numerosissime specie di mammiferi marini: dalle balene ai delfini.

Di là dal fiume e tra gli alberi: il porto di Taranto
«Taranto è una città perfetta. È come vivere nell’interno di una conchiglia, un’ostrica aperta». Così Pasolini nel 1959 descrive la città ionica. Un anno dopo, la rivoluzione del siderurgico con l’Italsider. Agli occhi del poeta si presentano gli ultimi attimi di una simbiosi ancora intatta tra mare, città e abitanti. Il documentario di Giuseppe SansonnaIl porto di Taranto”, in onda domenica 15 novembre alle 22.15 su Rai5 per la serie “Di là dal fiume e tra gli alberi”, racconta la città e i suoi abitanti. Taranto è una città sorprendente, ancorata ad un’isola che sembra ruotare su se stessa, mostrando da ogni punto una prospettiva diversa. Gli angoli di paesaggio sembrano oscillare instabili tra le epoche. Tutto appare in perpetuo movimento, come il mare. Ma forse è solo un’illusione, generata dalla forma unica di questa città. Francesco Sisto ha una visione ampia, da architetto, e una solida sapienza pratica, da fine artigiano. Con il cuore ancorato alla propria città, sta riannodando i fili di una tradizione, che può trasformarsi in risorsa: la sapienza dei maestri d’ascia, costruttori e restauratori di barche, come il maestro Cataldo Portacci. Giovanni Tamborrino, compositore geniale, dice che Taranto può essere percepita come una sinfonia surreale dei contrasti. Come accade a tanta parte di Sud. Una dissonanza armonica che emerge anche dalle foto di Pierfrancesco Lafratta. Artista che, come Giovanni Tamborrino, ha nel bagaglio un passato nel siderurgico. Ma ci si imbatte anche in un pescatore di lungo corso, misteriosamente soprannominato Briosce. Nomignoli la cui origine affonda in un’infanzia spesa in mare, come il resto della vita. Marina militare e Taranto sono un binomio indissolubile, testimoniato anche dal Castello Aragonese, pietra angolare della città, di cui parla Francesco Ricci, un ammiraglio molto poco a riposo. Marchigiano di stanza a Taranto, sembra smanioso di parlare del tesoro architettonico che custodisce e restaura da tempo.