di Roberta Pelizer
Prosegue il viaggio di Roberta Pelizer, titolare del brand RP e presidente di RP Calcio, tra i protagonisti del campionato vinto: oggi ci racconta di Tato e Pirro.

Buongiorno cari lettori, dato che ho iniziato un percorso di presentazione della mia squadra la RP Calcio anche questa settimana proseguo nel raccontarvi chi sono i miei magnifici e bravissimi ragazzi.
Salvatore Gravina in arte “ Tato”, ruolo di terzino, è un ragazzo con molta personalità e ha dimostrato in campo doti calcistiche davvero importanti ma l’elemento che ci ha contraddistinto da sempre l’unione, il rispetto ma soprattutto l’entusiasmo per i risultati raggiunti da tutti e non per il singolo individuo.

foto Andrea Amato

Anche quando è in panchina non si risparmia mai nell’incoraggiare la squadra, spronare un’azione e naturalmente esultare (anche in questo caso ho i video che lo provano) come se avessimo vinto la Champions League e questo è un lato dei ragazzi adoro.
Tato è anche papà del piccolo Natan che è un po’ la mascotte della nostra squadra e, infatti, gli abbiamo regalato la maglietta con il logo e naturalmente il suo nome con la speranza che “da grande” diventi uno dei miei giocatori.
Massimo PirronePirro”, centrocampista, me lo sono trovato una sera in campo con il numero otto e quella partita me la ricordo benissimo perché il mister Jacopo mi ha fatto la sorpresa e senza dirmi niente l’ho visto nella rosa dei giocatori.

foto Andrea Amato

Ne sono subito stata colpita perché ha uno stile davvero unico ed inconfondibile, classe e genialità nel muoversi in campo.
Tutti questi ragazzi non sapevo chi fossero fino a circa due anni fa ma ho imparato a conoscerli giorno dopo giorno e a capire il loro carattere.
Pirro da subito era un pochino riservato e praticamente non mi parlava, mi salutava e basta ma partita dopo partita sono riuscita a conquistare la sua fiducia ed ad abbattere questo muro di diffidenza che aveva nei miei confronti.

Non mi stancherò mai di dire quanto sono orgogliosa di tutti i ragazzi che fanno parte della mia squadra perché sono uno diverso dall’altro ed è proprio questo che li rende unici ed inimitabili ma soprattutto sono tutti bravi ragazzi qualcuno è un pochino più esuberante altri sono invece un po’ più riservati.
Loro sanno molto bene quanto sono legata alla squadra e sanno anche che voglio un mondo di bene a tutti quanti e mi auguro di poter proseguire questo percorso assieme per molto tempo.