a cura della Redazione
foto Carlo Centonze
Oggi per i Luoghi del Cuore FAI 2020 andiamo alla scoperta del Ponte della Gravina o dell’Acquedotto a Gravina di Puglia, in provincia di Bari.

Il Ponte della Gravina o Ponte dell’Acquedotto è un ‘importante struttura ad archi, alto 37 m. lungo 90 m. e largo 5,5 m. che collega le due sponde del torrente Gravina.

Fu costruito per permettere l’attraversamento del Crapo (l’antico nome del torrente Gravina), e consentire ai fedeli di raggiungere la chiesetta della Madonna della Stella.
Poco si sa circa la data della sua costruzione.
Fonti storiche datano con certezza la sua esistenza almeno al 1686.
Probabilmente il ponte, reso instabile dal sisma del 1686, crollò nel terremoto del 1722.

Fu quindi la famiglia Orsini di Roma, che si era trasferita nel feudo di Gravina, a ordinare, intorno alla metà del Settecento, la ricostruzione e la trasformazione del ponte in acquedotto, per portare sotto le mura della città le acque delle sorgenti Sant’Angelo e San Giacomo.
La struttura sulla quale poggiava la tubatura dell’acqua che collegava le due fontane (pilacci), ancora oggi esistenti ai due lati del ponte, era costituita da 25 archi disposti lungo la spalliera.

In seguito all’alluvione dell’agosto del 1855, questi archi furono gravemente danneggiati e, poiché pericolanti, furono sostituiti da una spalliera in tufo.
Nel 1860 vennero effettuati interventi di consolidamento e di restauro con la messa in opera di tiranti in ferro e di un selciato rustico di protezione.