Riceviamo e pubblichiamo
Fortuna il film di Nicolangelo Gelormini, una storia ispirata a fatti realmente accaduti con Valeria Golino.

Presentato oggi in concorso alla 15ª Festa del Cinema di RomaFORTUNA” di Nicolangelo Gelormini con Valeria Golino.
Nancy è una bambina timida che vive con i genitori in un palazzone incastonato come un meteorite in un angolo del mondo dimenticato dal bene.
Chiusa da qualche tempo in un silenzio che allarma sua madre, viene seguita da Gina, una psicologa dell’Asl distratta e scostante.
La bambina sembra non riconoscersi nel nome con cui gli adulti la chiamano e sente di non appartenere a ciò che la circonda.
Come in una favola a cui a volte stenta a credere, pensa di essere una principessa in attesa di tornare sul suo pianeta nello spazio.
Sono Anna e Nicola, i suoi amici del cuore, a chiamarla Fortuna.
Ed è solo con loro che condivide un segreto indicibile, che appartiene a un mondo nero di adulti senz’anima.
Una storia liberamente ispirata a fatti realmente accaduti.

Set di “Fortuna”
regia di Nicolangelo Gelormini.
Nella foto Cristina Magnotti, Pina Turco
e Valeria Golino.
Foto di Serena Petricelli.

PERSONAGGI
FORTUNA (Cristina Magnotti) è una bambina di sei anni che, come tutti i suoi coetanei, vuole essere amata e accettata. Semplice e timida, attraversa la sua storia con una forte dose di straniamento. Inizialmente non si riconosce nel nome di “Nancy” – con cui i suoi genitori e il mondo adulto la chiamano –, ricorda bene invece di chiamarsi “Fortuna”. Ma la verità è che è la custode di un terribile segreto, che condivide solo con i suoi amici del cuore, Anna e Nicola.
GINA (Pina Turco e Valeria Golino) / RITA (Valeria Golino e Pina Turco) Gina è una semplice impiegata dell’Asl non molto interessata a Fortuna, ha gli stessi tratti depressivi e privi di empatia di Rita.
ANNA (Denise Aisler) amica del cuore di Fortuna, vive nell’appartamento al piano di sopra. È custode insieme a Fortuna e a suo fratello Nicola di un segreto agghiacciante. Vive freneticamente il suo conflitto emotivo tra mantenere il silenzio e provare a ribellarsi. Che sia per vergogna o per paura, Anna porta il peso della contraddizione di amare la sua famiglia nonostante l’orrore della realtà.
NICOLA (Leonardo Russo) fratello di Anna, più piccolo delle due amiche e balbuziente, si trova a metà strada tra i due punti di vista: quello della sorella, che cerca di custodire il segreto fino in fondo, e quello di Fortuna, che cerca via via di sollevare il velo di omertà che li avvolge. Appassionato alla storia del pianeta Tabbis da cui credono provenga Nancy/Fortuna.

Set di “Fortuna”
regia di Nicolangelo Gelormini
Nella foto Cristina Magnotti e Nicolangelo Gerolmini
Foto di Serena Petricelli

NOTE DI REGIA
Un sogno ispirato alla realtà Partire dalla realtà è una delle prerogative del fare Cinema, ma anche uno scoglio contro cui si abbatte, prepotente, l’onda della mimesi come unica forma possibile di racconto. Dinanzi a uno dei più sconvolgenti eventi di cronaca italiana, la narrazione è a un bivio: la ricostruzione giornalistica, con gli imputati al banco e le vittime da compiangere, o la completa reinterpretazione dei fatti. Percepire che un evento così indicibile e nefasto, impossibile da mostrare nella sua escalation di barbarie, avesse bisogno, non di una rappresentazione, ma di uno sguardo disinteressato all’inchiesta e posato sulle labbra di chi quella vicenda non ha potuto raccontarla, ci ha costretto a imboccare la strada più tortuosa: quella del Cinema come riscatto della realtà, nell’immersione catartica dei sentimenti. La sinestesia è un concetto caro all’arte. E il Cinema, che all’arte ha strappato il settimo posto, ne ha ereditato i proponimenti. La via del racconto non si è fermata al volto della protagonista, ma si è addentrata nei suoi occhi, nella sua testa, il suo corpo, il suo sentire. Immaginare che lo spettatore potesse provare gli stessi sentimenti di Fortuna è stata l’ambizione che ha guidato me e Massimiliano Virgilio nel leggere l’inferno imprigionato in questa storia. Non solo il tragico caso di una bambina di sei anni, scaraventata dall’ultimo piano del suo palazzo dopo ripetuti abusi, ma l’esegesi di un tradimento. Del desiderio di tutti i bambini di essere amati, tradito dagli adulti. Un desiderio che riaffiora nella mente di chiunque, a tutte le età, in ogni angolo della Terra. Fortuna non è stata tradita da una sola persona, ma dal mondo intero che la circondava. Un universo difficilmente circoscrivibile a Parco Verde, ma in agguato ovunque, purtroppo. Un tradimento atroce, paragonabile solo a quello inferto da chi ci ha dato la vita: il tradimento della madre. L’adesione a questo sentimento non ci ha consentito di rappresentare i veri personaggi della vicenda, che nella realtà hanno incarnato altri ruoli e pensieri – a cominciare dalla vera madre di Fortuna, che qui non è stata affatto rappresentata – ma di estrarre il seme dal frutto e reimpiantarlo in un terreno nuovo, fertile, foriero di immagini e emozioni.

Set di “Fortuna”
regia di Nicolangelo Gelormini
Nella foto Valeria Golino e Libero De Rienzo. Foto di Serena Petricelli

Nel rispetto della verità giudiziaria, Fortuna è divenuta una principessa di un pianeta lontano chiamato Tabbis, che combatte disperatamente per far ritorno a casa e sfuggire ai Giganti che le danno la caccia. Durante il suo viaggio s’imbatte nella madre che le chiede di fidarsi lei e le infligge, invece, il colpo di grazia. Crediti non contrattuali 6 Il dramma è quello di una società intera contro cui il mondo dell’infanzia va a sbattere, quando la sua innocenza viene profanata. Una collettività buia, incapace di leggere le gradazioni dell’animo umano, arenata a un modello binario che divide il mondo in maschi e femmine, buoni e cattivi, forti e deboli, potenti e indifesi, e che non lascia scampo a tutto quel fiorire di vita che c’è nel mezzo. In quest’ottica, il film ha inevitabilmente assunto la forma del numero due: dalla struttura in due atti, alle inquadrature spaccate a metà, al racconto della realtà riflessa nel mondo interiore di Fortuna. La scrittura ci ha liberato dalla coercizione dell’orrore e ci ha consentito di ridare vita a questa piccola condottiera. Ha vendicato Fortuna, rendendola un personaggio eterno che affronta ogni giorno il suo mostro senza morire mai. L’ha trasformata in un sogno e l’ha condotta su una stella inventata appositamente per lei, per illuminare gli occhi dello spettatore e placare il mio cuore.

FORTUNA
di NICOLANGELO GELORMINI
con
VALERIA GOLINO
PINA TURCO
CRISTINA MAGNOTTI
 nel ruolo di Fortuna
con GIOVANNI LUDENO
con la partecipazione di MARCELLO ROMOLO
con LIBERO DE RIENZO nel ruolo di Pietro
ANNA PATIERNO, LUCIANO SALTARELLIDENISE AISLERLEONARDO RUSSO
Una produzione DAZZLE COMMUNICATION
con INDIGO FILM e con RAI CINEMA
con il sostegno di BANCO BPM
con il patrocinio ufficiale di SAVE THE CHILDREN
Una distribuzione
I WONDER PICTURES e UNIPOL BIOGRAFILM COLLECTION