a cura della Redazione
L’evento regionale piemontese “L’essenziale è barocco” coinvolge anche la Chiesa della Confraternita della Santissima Trinità di Fossano con aperture la domenica pomeriggio fino al 25 ottobre.

Fossano, in provincia di Cuneo, possiede un vero e proprio gioiello: la Chiesa della Confraternita della Santissima Trinità, oratorio dei Battuti Rossi, realizzata su progetto dell’architetto Francesco Gallo, uno dei più suggestivi esempi di Barocco piemontese del Cuneese.

Le decorazioni degli interni – un vero e proprio trionfo di colori – sono opera del figurista Michele Antonio Milocco e dei decoratori Pietro Antonio e Giovanni Pietro Pozzo
L’edificio fu commissionato dalla Confraternita dei Battuti Rossi – laici dediti all’assistenza e alla beneficenza – ancora oggi attiva nel mantenimento e nella valorizzazione del bene.
Fino al 25 ottobre, alla domenica pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.30, aprirà le proprie porte nell’ambito dell’evento regionale ‘L’essenziale è barocco’.
Disponibile per aperture in altri giorni su prenotazione.

La chiesa della Confraternita della Santissima Trinità fu edificata dal 18 giugno 1730 al 24 maggio 1739. Il progetto è dell’architetto Francesco Gallo. L’interno è ad opera dei fratelli Carlo e Giovan Pietro Pozzo. L’interno è a croce greca, con due cappelle laterali e un profondo presbiterio semicircolare. Lungo il perimetro si aprono dodici coretti, dai quali i degenti dell’ospedale potevano assistere alle celebrazioni. Michele Antonio Milocco eseguì gli affreschi. Opere anche del quadraturista Giuseppe Dallamano e degli stuccatori Cipriano Beltramelli e Bernardino Barelli. La consacrazione avvenne nel 1739. Nell’interno, molto luminoso e splendidamente affrescato dai Pozzo e dal Milocco con trompe-l’oeil e finte architetture, si affacciano dall’alto delle pareti dodici matronei lignei scolpiti e laccati, opera di minusieri locali, che consentivano ai ricoverati nell’adiacente ospedale comunicante con la chiesa, di assistere alle funzioni religiose.

Si contano due altari oltre all’altar maggiore, sul quale è collocata una bella pala di forma ovale con Crocefissione e SS. Trinità, opera del Milocco. Sugli altari laterali due tele, di tono minore, l’una con la Strage degli Innocenti attribuibile al fossanese Luigi Gambera, l’altra con il Martirio di Santo Stefano del torinese Giuseppe Bianco (1832). Nei dieci ovali, aperti sulle pareti interne, trovano posto altrettanti busti di Santi realizzati nel 1934 dallo scultore e plasticatore Giuseppe Erbetta, nato a Fontaneto d’Agogna ma fossanese di adozione.