di Roberta Pelizer
La titolare del brand RP torna a interrogarsi sul ruolo di mamma oggi. Una interessante riflessione.

Cari lettori, tempo fa mi sono già dedicata nello scrivere un’articolo dedicato a noi mamme e quest’oggi voglio riprendere “in mano” il discorso perché nell’arco di un anno circa da quando ho scritto l’articolo sono cambiate un mare di cose e purtroppo mio malgrado lo devo ammettere in peggio.

Come già ho scritto c’è il famoso detto “bambini piccoli problemi piccoli ragazzi grandi problemi grandi” ed è proprio così perché io ho un figlio adolescente di quindici anni ed è nel pieno sviluppo ormonale e fisico
Soprattutto ha fatto il passaggio dalle scuole medie alle superiori ed è stato una vera e propria tragedia o forse addirittura un trauma perché ha vissuto il vero e proprio stacco da quelli che erano gli insegnanti un pochino malleabili, appunto delle scuole medie, a quelli con il polso più duro delle superiori.

Mio figlio è alto 1.80 e fisicamente potrebbe sembrare quasi un uomo ma realtà è ancora piccolo e mi rendo conto che forse questa è la fase più delicata della sua crescita, stiamo crescendo comunque assieme, perché non è più piccolo ma non è neanche ancora abbastanza grande da riconoscere il pericolo, che peraltro si nasconde dietro ad ogni angolo e ad ogni persona, e come tutti i ragazzi della sua età compie gesti senza cognizione.

Noi mamme, purtroppo, in questi casi siamo letteralmente con le spalle al muro, io per prima, perché veniamo accantonate per gli amici di turno che si spacciano come la “famiglia” solo perché tutti assieme compiono malefatte di ogni genere spinti, soprattutto, da quello che in questo momento i social ti propongono e mi riferisco ai vari profili presenti su Instagram, Facebook e tutti gli altri veicoli di comunicazione che propongono video specifici che incitano a fare uso di stupefacenti, picchiarsi per strada, bistrattare le forze dell’ordine e molte altre stupidaggini (se così si possono chiamare).
Insomma essere genitori oggi è una vera e propria guerra contro tutto e tutti: il problema è che le cose si sanno ma nessuno fa niente per fermarle perché è troppo facile nascondersi dietro ad un dito anziché risolvere il problema che è lampante davanti nostri occhi.