Riceviamo e pubblichiamo
Domani, lunedì 17 agosto, sui canali Rai vi consigliamo: “Passato e Presente” dove Paolo Mieli e Alessandro Barbero parlano dei Servi della gleba, Il Marche De Sade sarà protagonista a “Travelogue, destinazione italia” mentre a “Cronache dall’antichità” si parlerà di Alarico e Attila.

A “Passato e Presente” i servi della gleba con Paolo Mieli e Alessandro Barbero
La casa di Dio che si crede una, è dunque divisa in tre: gli uni pregano, gli altri combattono, gli altri infine lavorano. Coloro i quali lavorano sono chiamati servi”. Questo passo dello storico Adalberone di Laon restituisce un’immagine della società intorno all’anno Mille, uno specchio abbastanza fedele della cosiddetta “prima età feudale”. Ne parlano lo storico medievista Alessandro Barbero e Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda lunedì 17 agosto alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Nell’Italia in cui si stanziano i Longobardi, dopo la dissoluzione dell’impero romano, la maggior parte dei contadini non sono più schiavi: sono ex-schiavi, liberti, nel sistema longobardo detti aldii. Costoro sono uomini liberi, ma per le leggi degli imperatori romani, conservate dai re longobardi, non possono abbandonare la terra che lavorano. È quest’obbligo verso la terra che secoli dopo spingerà i giuristi del basso Medioevo a inventare la figura del “servo della gleba”, un contadino cioè che non è schiavo di un padrone, ma è legato alla terra (la “gleba”) che coltiva. Una figura giuridicamente complessa, che si colloca a metà tra lo schiavo e l’uomo libero.

“Travelogue, destinazione Italia”: il Marchese de Sade
Innegabile centro gravitazionale di ogni pellegrinaggio – vero e proprio o inteso come “viaggio” in senso generale – è sempre stata la città di Roma, anche durante l’epoca del Grand Tour. Ma pochi sanno che ne fu attratto anche il controverso scrittore e filosofo libertino Donatien-Alphonse-François de Sade, il Marchese De Sade, il quale divenne scrittore proprio al rientro dal suo Grand Tour d’Italia, un viaggio intrapreso per conoscere la cultura e le bellezze italiane, ma anche per fuggire dall’imminente condanna a morte che pendeva sulla sua testa in Francia, la sua patria. Lo racconta “Travelogue: Destinazione Italia”, in onda lunedì 17 agosto alle 21.10 su Rai Storia (canale 54). L’Italia all’epoca del Grand Tour viene vista attraverso gli occhi di De Sade che è anche testimone dell’avvento al soglio pontificio di Papa Pio VI, destinato a confrontarsi con uno dei momenti più complessi della storia: la Rivoluzione Francese. Lo scrittore britannico Tobias Jones, attraverso le pagine del Travelogue e delle opere letterarie dello scrittore francese, segue le sue tracce a Roma nell’anno giubilare 1775. Qui il Marchese fa i conti con la Chiesa, la religione cattolica e il Barocco, distanti dalla sua Weltanshauung illuminista, ma anche con le innumerevoli attrazioni della Città Eterna: dai “ruderi” romani (Terme di Diocleziano – Porta Asinaria) alle splendide Ville che all’epoca costellavano Roma, alla intatta e selvatica campagna che si estendeva oltre le Mura Aureliane (Parco della Caffarella).

Cronache dall’antichità: dal mito alla storia. Alarico e Attila: il nuovo mondo
Roma
, 24 agosto dell’anno 410. I Goti di Alarico entrano in città dalla porta Salaria e iniziano un saccheggio che durerà tre giorni. Da 800 anni nessun esercito nemico era riuscito a prendere Roma. Qualche decennio dopo, una nuova ondata di barbari si affaccia in Italia. Sono gli Unni di Attila. La prima città a farne le spese è una delle più prospere del nord: Aquileia. A “Cronache dall’antichità – dal mito alla storia”, in onda lunedì 17 agosto alle 22.10 su Rai Storia (canale 54), Cristoforo Gorno, attraverso la cronaca delle due invasioni barbariche, rivela il carattere dei due capi, Alarico e Attila, e racconta il collasso definitivo di un ordine che per secoli ha governato sul Mediterraneo e  la nascita di un mondo nuovo.