di Antonio Scafaro
Il racconto di una giornata percorrendo un tratto della Via del Sale, quello che porta da Varzi al monte Chiappo dove Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna si incontrano.

Le vie del sale erano nell’antichità, sentieri che i commercianti percorrevano per portare, dal mare alle pianure e in montagna, il sale, questo “oro” utile per la conservazione degli alimenti, per la produzione di formaggi e insaccati e anche per la concia delle pelli e della tintura.
La scorsa settimana mi sono avventurato su un percorso di una delle Vie del Sale che, dalla pianura Padana arriva in Liguria, nel parco di Portofino. Con un amico ho affrontato la prima tappa che da Varzi, comune dell’OltrepòPavese a 400 metri di altitudine, porta al monte Chiappo, a 1700 metri d’altitudine, sull’Appennino Ligure, ove si incrociano i confini di tre regioni, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna.

Partiti alle otto del mattino, dopo 3 chilometri di salita impegnativa, siamo arrivati a Monteforte, piccola frazione con poche case ancora abitate, dove si può ammirare la chiesa di San Colombano Abate “Sancto Columbano Dicatum” che, dicono i pochi abitanti rimasti, abbia 1000 anni.
Rifornitici di acqua all’unica fonte lungo questa tappa, siamo arrivati, dopo altri 4 chilometri di salita, al paese di Castellaro, dopo è possibile fare una sosta all’unico ristorante-bar del paese, dove è di casa la gentilezza e la disponibilità verso i camminatori.
Da questo punto in poi non si trovano altri segni di vita fino all’albergo Capanne di Cosola, 100 metri di dislivello sotto il monte Chiappo, che è il punto di arrivo della prima tappa.
In questo lungo tratto, tutto in salita, dove si alternano diversi livelli di difficoltà, si trovano due bivacchi, uno al Pian della Mora a 1350m di altitudine e l’altro a 1470m di altitudine, al piano della Bonazza, sotto il Monte Bagnolo.

Sono dei caseggiati in legno, dove è possibile accendere un fuoco, mangiare ai tavoli, sia all’interno che fuori, e ripararsi in caso di necessità, perché la montagna è imprevedibile e bisogna sempre essere pronti a fronteggiare qualsiasi avversità, come ricorda una didascalia del CAI posta al primo bivacco: “Estate e inverno, la montagna regala sempre grandi emozioni, frequentala in libertà, con entusiasmo, consapevolezza e ragionevole prudenza”.
Un altro cartello ci racconta la storia del bivacco e ci dice che è possibile incontrare Volpi, Caprioli, Scoiattoli, Lupi e Formiche Rufe. Uno Scoiattolo ci ha fatto compagnia mentre mangiavamo un panino al primo bivacco, un Capriolo ci ha osservato e seguito per un po’ sul sentiero di ritorno, il Lupo fa vita notturna, quindi difficilmente lo si può vedere e, per nostra fortuna, non abbiamo avuto incontri con la Formica Rufa, che si difende lanciando getti di acido folico, veleno urticante, anche a 30 cm di distanza.

La stanchezza, che non si può negare sarà presente su un percorso classificato E, escursionistico sulla scala dei livelli, sarà ricompensata dalla bellezza dei boschi, dalle distese di fiori che variano dalle campanelle alla genziana, dal narciso al geranio selvatico, dalle cascate di fiori dei maggiociondoli ( LaburnumAnagyroides) che saranno la nostra volta celeste nell’ultimo tratto, fino alle pendici del monte Chiappo. E cosa dire dei cavalli allo stato brado che si fermano a salutarti, e docili, si fanno accarezzare forse per augurarti un buon cammino.
E se alzi gli occhi al cielo, quando lasci la frescura dei boschi secolari, puoi osservare il volo delle Poiane e gli appostamenti, sospesi in aria, del Gheppio.
È la bellezza della natura, che solo il camminare a piedi può far apprezzare.

Bruce Chatwin, scrittore inglese di racconti di viaggi e romanzi, scrisse: “La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi”.
Quindi, con prudenza, ritorniamo a camminare. Solo così  torneremo ad apprezzare il fantastico mondo che ci circonda, un passo dopo l’altro ci permetterà di riscoprire le bellezze del creato che la fretta, uno dei peggior nemici dell’uomo moderno, ci tiene nascoste per indirizzarci verso mere illusioni di felicità.