Riceviamo e pubblichiamo
Domani, domenica 9 agosto, su Rai Storia il ricordo delle vittime della tragedia di Marcinelle e su Rai5 per "Di là dal fiume e tra gli alberi" l’Isola di San Pietro in Sardegna.

Marcinelle, memorie dal sottosuolo”. Il ricordo nella Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo
In occasione della Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, celebrata l’8 agosto, Rai Storia (canale 54) ricorda le vittime della tragedia di Marcinelle con il doc “Marcinelle, memorie dal sottosuolo” di Giuseppe Giannotti, in onda domenica 9 agosto alle 11.30. L’8 agosto 1956, un incendio scoppiato nella miniera di carbone del Bois du Cazier presso Marcinelle, in Belgio, causa la morte di 262 persone, di cui 136 italiani. I minatori restano intrappolati nella miniera senza via di scampo e vengono uccisi dalle esalazioni di gas. Le operazioni di salvataggio vanno avanti fino al 23 agosto. Inutilmente, perché non ci sono sopravvissuti. Il documentario ripercorre gli anni delle massicce migrazioni italiane in Belgio e la tragedia di Marcinelle, con testimonianze, interviste e filmati di repertorio. 

“Di là dal fiume e tra gli alberi”: l’isola di San Pietro
Nella punta sud-occidentale della Sardegna, di fronte alle coste sulcitane, c’è l’isola di San Pietro. Nel 1738 il re Carlo Emanuele III donò l’isola a una colonia di pescatori liguri che qui fondò il paese di Carloforte. E ancora oggi l’origine ligure di San Pietro è viva in tutti gli abitanti: un cuore ligure in terra sarda! Lo racconta il documentario di Vincenzo SacconeL’isola di San Pietro”, in onda domenica 9 agosto alle 22.10 su Rai5 (canale 23), per la seconda stagione di “Di là dal fiume e tra gli alberi”. Nell’antichità l’isola fu spesso oggetto di invasione da parte dei saraceni e dei pirati berberi, ma non fu mai abitata stabilmente fino al 1738. In quell’anno il re Carlo Emanuele III, detto Il Forte, donò l’isola a una colonia di pescatori liguri di Pegli che 200 anni prima si era insediata a Tabarka in Tunisia per la pesca del corallo. I pegliesi fondarono qui l’unico centro abitato del paese che, in onore del re, chiamarono Carloforte. E oggi la statua di Carlo Emanuele III è posta proprio di fronte all’arrivo del traghetto come ad accogliere chiunque arrivi sull’isola. Le origini liguri sono ancora oggi più che mai vive e salde e si possono riscontrare nelle tradizioni, nei costumi, nell’urbanistica, nell’architettura e soprattutto nel dialetto. Sorprende infatti la presenza di una rarità linguistica, una sorta appunto di genovese risalente al XV secolo, e sorprende soprattutto l’attaccamento degli abitanti a questa lingua al punto da aver ideato il cosiddetto “sportello della lingua” per insegnare a tutti come scriverlo correttamente. Dall’incontro con tante persone che a Carloforte vivono, emerge su tutto quella che gli stessi isolani chiamano: “la malattia dello scoglio”, ovvero il legame forte e indissolubile di tutti gli abitanti con l’isola. Chi nasce qui, qui vuole rimanere e chi per qualunque motivo è costretto ad andare via, qui poi vuole ritornare; una malattia che colpisce però anche chi sull’isola viene in vacanza, tanto che a volte poi qui decide appunto di rimanere. Di origine vulcanica San Pietro è un paradiso naturale e luogo di sosta e nidificazione di varie specie di uccelli tra i quali primeggia l’elegante falco della regina, un rarissimo rapace che dal Madagascar tutte le estati nidifica sulle ripide scogliere a picco sul mare dell’isola.