La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Oggi prende il via un nuovo corso per la rubrica “Il ritorno de La Capra Enoica”. Vini raccontati per definirli se si tratta di un prodotto “fashion” o “glamour”. Si parte con il “Madò” dell’azienda vitivinicola Mario Pastorello di Fubine Monferrato, in provincia di Alessandria… insomma, si gioca in casa per una volta! 

Madò: lì per lì parrebbe una esclamazione e, invece, in questa parola tronca c’è racchiuso un vino da lasciare senza parole.

Me lo vedo Mario Pastorello – produttore vitivinicolo della provincia di Alessandria, per la precisione di Fubine Monferrato – quando assaggiò per la prima volta questo suo vino: lo vedo rimirarlo nel bicchiere, accostarlo prima al naso e poi alla bocca. A quel punto me lo immagino dal volto soddisfatto esclamare “Madò, che vino!”.
Me lo immagino così perché è proprio quello che ho provato dopo che con alcuni amici – Francesco, Lorenzo, Elena, Giorgio – ci siamo ritrovati in un bar di Alessandria, il Bar Niki, e abbiamo condiviso questo capolavoro enoico.

Credo che un qualcosa di buono deve essere condiviso per apprezzarlo appieno, ancora di più se si tratta di un vino superlativo, e vedere le facce soddisfatte e appagate ti fa capire la potenzialità di questo prodotto.
E capisci perché Mario Pastorello, sul suo sito, scrive “Madò vino per passione”… se non hai la passione non puoi apprezzare, non puoi capire.
La passione di Mario nel coltivare i vigneti che produrranno il “suo Madò” che richiedono regole precise tesoro del vignaiuolo, nel seguire tutti i passaggi dalla vinificazione all’imbottigliamento, la passione di noi che ci siamo accostati a questo capolavoro dell’arte enoica, quasi fosse un’opera d’arte a cui avvicinarsi con rispetto e devozione.
Quello che ho degustato è un “Madò Monferrato doc Rosso 2018 – 15 gradi”, prodotto con uve Barbera (80%) e Nebbiolo (20%), caratterizzato da un colore rosso intenso, profumo fruttato ma senza eccedere troppo (“il giusto” come direbbe qualcuno) e da un sapore che ti sa coinvolgere, ti avvolge, che ha il carattere della terra da cui proviene e che ti accompagna nel piacere della degustazione, un piacere che cresce sempre più ad ogni sorso centellinato nel palato.

Seguendo quello che sarà il nuovo corso (che debutta oggi) della rubrica a questo punto devo esprimermi se si tratta di un vino “fashion” o “glamour”.
Sicuramente, il Madò, è un gran vino glamour capace di ammaliarti e catturarti come un canto di una sirena contenuto in un vestito (bottiglia ed etichetta) decisamente fashion.
E così, salomonicamente, ho fatto contente entrambe le fazioni.
Ultimo appunto.
Ma “Madò” è un’esclamazione?
Parafrasando Francesco Guccini nell’ultimissima riga della sua “Canzone di Notte n. 2”: Madò… la bottiglia è vuota!