a cura della Redazione
“Lettere da un Paese chiuso - Storie dall’Italia del coronavirus " di Toni Capuozzo è il primo appuntamento di una serie di presentazioni che avverranno online nell’ambito delle “Giornate culturali del Premio Acqui Storia”. Giovedì 23 luglio, ore 18.

Il Premio Acqui Storia invita il pubblico all’apertura di una serie di incontri nell’ambito delle “Giornate culturali del Premio Acqui Storia” con un appuntamento dedicato al difficile periodo attraversato dalla comunità mondiale, causato dalla situazione sanitaria emergenziale per epidemia da covid-19, che vedrà la partecipazione di un ospite speciale e noto al grande pubblico.

Toni Capuozzo, giornalista, già Direttore del TG5 e scrittore, presenterà il suo volume  “Lettere da un Paese chiuso. Storie dall’Italia del coronavirus”, edito da Signs Books, giovedì 23 luglio alle ore 18.00. Interverrà il professor Giuseppe Parlato, insigne storico e accademico, Presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice nonché giurato del Premio Acqui Storia per la sezione storico scientifica e modererà l’incontro il dottor Danilo Poggio, giornalista professionista, direttore news Grp Televisione e collaboratore del quotidiano Avvenire.
Il pubblico della diretta streaming potrà interagire con i relatori attraverso la chat del canale YouTube  all’indirizzo: http://streaming.acquistoria.it/.
I contenuti rimarranno disponibili gratuitamente sul sito www.acquistoria.it e sui canali social del Premio (YouTube, Facebook e Instagram).
Gli incontri saranno realizzati online in diretta streaming – annuncia l’Assessore alla Cultura Avv. Alessandra Terzolo – in linea con il più attuale trend culturale che ha ottenuto straordinari successi, riuscendo a raggiungere un largo bacino di utenza”.

Toni Capuozzo aggiorna di ora in ora il suo straordinario diario da una Milano in preda al coronavirus. Il giornalista, sul suo profilo Facebook, mette in luce tutti gli aspetti ormai mutati della quotidianità in un’Italia chiusa, ferita, impaurita nelle lunghe settimane della quarantena da coronavirus. Gli appunti, le idee, i pensieri e ricordi diventano vere e proprie lettere: nasce così, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, un insolito “diario di bordo” fatto di pagine sulla cronaca, sulla politica, sull’isolamento forzato, su uomini e donne alle prese con la vita e con la morte. Scrive Capuozzo «L’ho scritto di getto, giorno dopo giorno, o meglio, notte dopo notte, per i 71 giorni di quello che abbiamo chiamato “lockdown” e avrei preferito chiamare “confino”. Ho iniziato per caso, un giorno, sulla mia pagina Facebook, e il giorno dopo ho chiamato il secondo post Lettera da una città chiusa e poi è diventato qualcos’altro, un impegno quotidiano da un Paese chiuso per intero».
In queste lettere Capuozzo torna anche sulla sua vita – volti conosciuti, amici che non ci sono più, esperienze ordinarie e straordinarie – in un parallelismo continuo, onirico, tra il dramma del presente e i ricordi del passato. La capacità di osservazione, di ascolto, e la grande sensibilità di Toni Capuozzo, restituiscono così un’istantanea dell’Italia alle prese con la pandemia tanto originale quanto autentica e profonda in una narrazione malinconica e divertente al tempo stesso, dolce e amara. Lettere da un Paese chiuso è, innanzitutto, il racconto di un’umanità, in cui ognuno si ritrova, ritratto dopo ritratto, carattere dopo carattere. Nessuno escluso.
L’edizione è arricchita dai disegni di Miron Polacco e da contenuti multimediali fruibili attraverso un QR CODE; con smartphone o tablet, il diario diventa audiolibro letto da Toni Capuozzo: «I giovani, pur non sapendo che cosa sia stata una cartolina postale, sanno benissimo cosa sia un QR code, il codice che, inquadrato da uno smartphone, consente di aggiungere qualcosa alla lettura, di arrivare ad altri contenuti. Tra queste pagine, sono a vostra disposizione una mia lettura ad alta voce delle Lettere e una scelta, forzatamente ridotta, delle lettere ricevute».

TONI CAPUOZZO nasce a Palmanova, in provincia di Udine, nel 1948. Laureato in sociologia presso l'Università di Trento, diventa giornalista professionista nel 1983. Scrive per “Reporter” e per i periodici “Epoca” e “Panorama mese”. Vicedirettore del TG5 e conduttore della trasmissione giornalistica settimanale “Terra!”. Inviato di guerra per diverse testate giornalistiche televisive, ha seguito i conflitti nei Balcani, in Somalia, in Medio Oriente, in Afghanistan, in Iraq. Autore di numerosi libri, per Signs Publishing ha pubblicato il primo fumetto italiano di giornalismo di guerra, dedicato alla nascita dell’ISIS (La culla del terrore – L'odio in nome di Allah diventa Stato, con i disegni di Armando Miron Polacco, 2018).