di Antonio Scafaro
Una interessante “riflessione” che ci racconta come leggere Gabriel Garcia Marquez.

GABRIEL GARCIA MARQUEZ: pronunciando questo nome si ha l’impressione di arrotolare il suono, distribuendolo dalla gola alla lingua con l’aiuto del palato, e chiudendolo infine tra le labbra da dove, con dolcezza, si dissolverà nel vento.

Una sensazione, resa più piacevole, se ad esso si associano i ricordi dei capolavori letterari scritti da questo grande giornalista, scrittore e saggista colombiano.
Gabo, così soprannominato dagli amici, è da sempre il mio scrittore prediletto.
È da pochi giorni che ho finito di leggere, per la terza volta, il suo romanzo capolavoro del novecento “Cent’anni di solitudine”, che gli valse il premio Nobel per la letteratura nel 1982. 
È sempre un’emozione, ripercorrere nell’arco di un secolo, la storia di Macondo, villaggio dell’entroterra caraibico, quasi primitivo, dove il contatto con il mondo esterno è scandito annualmente dall’arrivo degli zingari, con il loro enigmatico e affascinante capo Melquiades, portatore di prodigiose, a volte assurde, scoperte.
Le quattrocento pagine del romanzo ti legano indissolubilmente ai fantasiosi e magici componenti della famiglia Buendìa, in particolare ai capostipiti Josè Arcadio e Ursula. Il primo, sognatore e avventuroso, vive in un proprio mondo di illusioni fino alla fine dei suoi giorni.

È Ursula invece, che ci accompagna in questa saga secolare con la sua forza e la sua stabilità, cercando di tenere sempre unita la famiglia, nonostante le numerose e imprevedibili disavventure, che ci accompagneranno lungo tutto il racconto.
Il lettore diventa parte di questa famiglia, affezionandosi ad essa, partecipando alle sue gioie e disgrazie, arrivando al punto di accettare e credere agli irreali accadimenti che, numerosi, si presenteranno.
La solitudine di Macondo accompagnerà e coinvolgerà il lettore, i fantasiosi personaggi lo prenderanno per mano e lo accompagneranno nelle loro scoperte, nelle rivoluzioni, negli amori, nei misteri.

E tutto ciò rimarrà impresso nel suo animo, e gli farà amare questo secolare racconto e forse, come è successo a me, verrà custodito nella scatola dei ricordi della mente, dove gelosamente preserviamo le nostre vestigia più belle.
Leggetelo con calma, fatevi coinvolgere, amatelo e sarete ricompensati da travolgenti emozioni.
Buona lettura.