Riceviamo e pubblichiamo
Visite al Parco e al Castello di Monticello d’Alba con guide virtuali d’eccezione e in più scopri gli indizi nascosti nel Parco per scoprire dalla voce del fantasmino Chiara un antico segreto! Il segreto della mappa del Parco Roero! Domenica 12 luglio 2020 al Castello di Monticello d’Alba.

Il Parco romantico all’inglese del Castello di Monticello d’Alba, realizzato su progetto dell’architetto paesaggista dei Savoia Xavier Kurten, ha riaperto le porte, mentre si è inaugurato un percorso di video e audio per accompagnare i visitatori con la narrazione tra Parco e Castello.

Domenica 12 luglio, dalle 10 alle 13 e dalle 14 fino alle 18, sarà possibile accedere al Parco e al Castello con guide virtuali d’eccezione e in più ci saranno nascosti nel Parco degli indizi per scoprire un antico segreto!
La visita sarà libera ma, grazie alle mappe virtuali che verranno inviate all’atto della prenotazione, al percorso obbligato e a QR-Code posizionati in diversi corner lungo le passeggiate, si potrà scoprire la storia del castello, conoscere come è cambiato il gusto estetico degli esterni e delle aree verdi nel corso dei secoli e scoprire la storia delle stanze visitabili.
Il percorso obbligato prevede diversi punti di sosta dove – con il proprio smartphone – si potrà ascoltare la voce autorevole del Conte Aimone Roero, che descrive i punti più caratteristici degli ambienti accessibili e del parco.

Ma domenica 12 luglio ci sarà una sorpresa in più! Sparsi nel Parco vi saranno anche QR-code per ascoltare la storia di un misterioso personaggio, il fantasma della bella Chiara, che svelerà dei piccoli segreti ai partecipanti. Ascoltando tutti i video, si potrà così ricomporre una frase, un’antica formula magica custodita segretamente! (nella foto Il fantasma Chiara di Monticello (Disegno del fantasmino by Curmilla alias Lara Carbone)
Il ticket d’ingresso per il tour parco e castello e per il percorso di gioco è di 8 euro a persona, gratuito per bambini fino a 6 anni; ridotto 6 euro 6-12 anni.
In ottemperanza ai protocolli per la misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19, gli ingressi al Parco e al castello saranno contingentati. La prenotazione è consigliata. Si rammenta che l’accesso è consentito solo se muniti di mascherina.
Informazioni e prenotazioni: TURISMO IN LANGA, http://www.turismoinlanga.it, 0173/364030, info@turismoinlanga.it

Storia del Castello
Situato a pochi chilometri da Alba, nel centro di una delle zone eno-gastronomiche del Piemonte, il Castello di Monticello è una delle più imponenti e meglio conservate costruzioni medievali della zona, grazie anche al fatto che dal 1372 ad oggi è di proprietè della stessa famiglia, i Roero di Monticello che ne hanno fatto la loro abituale residenza. Il Castello di Monticello venne fatto costruire dai Vescovi di Asti per difendere i confini del contado, dopo la devastante calata dei Saraceni su Alba nel 920 d.C. Non era, ovviamente, la costruzione che vediamo attualmente; essa ,infatti venne seriamente danneggiata nel 1187 durante un assedio prolungatosi per quasi tre anni e ricostruita nel 1348, quando il feudo di Monticello passo ai Malabaila. Nel 1372, però, i Monticellesi, esasperati dalle angherie dei loro Signori, chiesero aiuto ai Conti Roero o Rotarii che, scacciati i Malabaila, ricevettero in ricompensa dal Vescovo i territori di Monticello e di Castagnito. Nel Castello vennero compiuti dei radicali restauri nel 1787 in occasione del matrimonio di Francesco Gennaro, Vicerè di Sardegna, con Paola del Carretto di Gorzegno, senza tuttavia alterare la struttura medievale all'esterno. I lavori, quindi coinvolsero gli interni, trasformando il Castello in una piacevole ed elegante dimora signorile di campagna. Vennero eliminati parte degli elementi difensivi, sostituendo il ponte levatoio con uno scalone in pietra e colmando i fossati ed all'interno si procedette a nuove decorazioni pittoriche secondo il gusto settecentesco. Nel 1827 Xaverio Kurten già autore delle trasformazioni del Parco Reale di Racconigi, disegnò il parco all'inglese che si estende tutt'attorno alla collina. Giustamente indicato come "esempio tipico di residenza fortificata", Monticello può vantare una particolarità architettonica molto singolare: la presenza di tre torri e ognuna con pianta e dimensioni differenti: una torre quadrata, una rotonda, e l'ultima ottagona. Il Castello si sviluppa su tre piani sui quali sovrasta il passaggio di ronda munito di merlature ghibelline e di caditoie. Salendo lo scalone di pietra, si accede alla Sala delle Armi, dove si trova una raccolta di armi di varie epoche, ed attigua ad essa la Cappella votata a Santa Barbara. Al piano superiore, si può ammirare la Sala dei Quadri con i ritratti della famiglia dei Roero, e sulla volta, gli stemmi delle mogli dei maschi primogeniti della famiglia. Proseguendo nel percorso si attraversa la Sala del Biliardo per poi accedere alla Galleria di Diana Cacciatrice, tipico esempio del Settecento piemontese. Il cortile, situato all'altezza del primo piano rialzato, presenta, ancora intatto l'antica struttura del Trecento.
Storia del Parco
Il parco del Castello di Monticello d'Alba venne fatto costruire dai Vescovi di Asti per difendere i confini del contado, dopo la devastante calata dei Saraceni su Alba nel 920 d.C. Non era, ovviamente, la costruzione che vediamo attualmente; essa ,infatti venne seriamente danneggiata nel 1187 durante un assedio prolungatosi per quasi tre anni e ricostruita nel 1348, quando il feudo di Monticello passo ai Malabaila. Nel 1372, però, i Monticellesi, esasperati dalle angherie dei loro Signori, chiesero aiuto ai Conti Roero o Rotarii che, scacciati i Malabaila, ricevettero in ricompensa dal Vescovo i territori di Monticello e di Castagnito. Nel Castello vennero compiuti dei radicali restauri nel 1787 in occasione del matrimonio di Francesco Gennaro, Vicerè di Sardegna, con Paola del Carretto di Gorzegno, senza tuttavia alterare la struttura medievale all'esterno. I lavori, quindi coinvolsero gli interni, trasformando il Castello in una piacevole ed elegante dimora signorile di campagna. Vennero eliminati parte degli elementi difensivi, sostituendo il ponte levatoio con uno scalone in pietra e colmando i fossati ed all'interno si procedette a nuove decorazioni pittoriche secondo il gusto settecentesco.