di Jacopo Scafaro
Oggi il nostro redattore Jacopo Scafaro ci propone l’intervista con Federico Rutali, influencer.

Hanno migliaia di follower, scrivono libri, fanno film, partecipano a programmi televisivi: sono i teenager – noti e meno noti – che dominano su Instagram.
Le aziende li chiamano per sponsorizzare i loro prodotti, hanno team di supporto, merchandising dedicato, migliaia di like e commenti.
Instagram è il loro canale preferito e si esprimono a suon di immagini e stories in modo spontaneo e naturale.
Oggi il nostro viaggio ci porterà a conoscere Federico Rutali – classe 1997 – che usa “questo potere” per parlare, a tutti principalmente di libertà e diversità, usando anche la provocazione, perché essa porta sempre a discussione e quindi attenzioni.
La sua storia è quella di molti di noi: diplomato con ottimi voti.

Durante il periodo liceale capisce che ha qualcosa da comunicare, esprimere. Timidezza? Oppure paura del giudizio degli altri, che lo frenava nella vita quotidiana?
L’insieme di questi fattori l’hanno spinto ad emergere, a cercare di comunicare cosa sentiva dentro.
Gli hanno permesso di prendere consapevolezza di se stesso e quindi di lanciarsi nel mondo social.
Per diversi anni ha gestito, profili di personaggi famosi e meno (tipo ex concorrenti di uomini e donne), oppure la comunicazione e pubblicità di alcuni negozi.
Da cosa, nasce cosa; stare a stretto contatto con i Vip, l’ha aiutato ad un ottenere un discreto numero di follower: punto di partenza per diventare anche lui un influencer.

Si sa, quando entri in un mondo, lo vuoi esplorare sempre di più; questo è stato l’input con cui Federico ha deciso di mettere se stesso in primo piano.
Lasciandosi andare, si è aperto sui social attraverso i suoi post, le sue storie, il suo essere molto diretto con i suoi followers e puro – merce rara da trovare in giro – ricevendo numerosi messaggi da parte di ragazzi e ragazze che magari gli domandavano consigli sui vestiti e non solo, rispondendo e dando piccole accortezze per affrontare problemi personali.
Il suo non è un profilo standard, come se ne vedono tanti in giro: sulle sue pagine si parla di libertà e diversità, come dice lui stesso “la prima è fondamentale per poter esprimere come si è realmente e per far capire agli altri quello che abbiamo dentro, senza vergognarci di nulla. La seconda invece è una piccola battaglia per far capire quanto sia importante essere unici e speciali. È importante celebrare la diversità perché la diversità esiste, non possiamo fingere. Un mondo in bianco e nero è un mondo triste, è un mondo superato e per quanto si possa provare a frenare il vento della civiltà… Il vento non si ferma”.

Ma, la provocazione, funziona se riesci a catturare l’attenzione delle persone, perciò Federico posta immagini forti (anche di nudo artistico, mai volgare) per far capire quanto una persona possa essere libera di vivere come vuole la propria vita e quindi di pubblicare quello che ritiene più opportuno.
Se io posto una foto hot– ci racconta – non vuol dire che sono un poco di buono, voglio cercare di abbattere questi pregiudizi (su questo potete leggere il suo pensiero sotto questo post: https://www.instagram.com/p/B_vJRftqVpd/?igshid=lg8hm7vzn3qa).Ho avuto diversi scontri proprio su questo tema perché le persone non capiscono l’importanza della provocazione! Penso sia una strumento fondamentale per far arrivare un concetto così importante come la libertà: ognuno di noi è libero di vivere come vuole e non deve essere giudicato mai dalla copertina”.

Fede, che emozioni ti provoca stare nudo davanti ad una fotocamera? E che sensazioni vuoi trasmettere?
Fin da piccolo mi è sempre piaciuto apparire e stare al centro dell’attenzione, mi fa sentire apprezzato e mi rende anche molto più sicuro di me. Mi piace sapere che le persone possano fantasticare su certe mie foto provocanti, anche perché la provocazione è uno degli strumenti più efficaci per ottenere l’attenzione di chi si mostra indifferente. Mi piace mostrarmi senza veli in tutti i sensi, anche perché sui social voglio mostrarmi per come sono davvero. Perché dovrei vergognarmi di quello che sono?! Dovrei fingere?! Se piaccio bene, se non piaccio meglio. La società in una foto hot vede solamente la provocazione e lo stimolo erotico, quando in realtà bisognerebbe guardare oltre e vederci anche il messaggio che qualcuno vuole mandare!

Influencer, ossia una persona seguita e imitata da molti. Come definiresti questo ruolo?
Voglio come prima cosa dire che l’influencer non è un educatore, è una persona che mostra la propria vita, giusta o sbagliata che sia. E come essere umano, ho le mie opinioni, che attraverso i post e le storie su instagram cerco di trasmettere. Chi mi segue sa quanto amo la libertà. Dobbiamo mostrarci sempre per quello che siamo, senza vergognarci di nulla a partire dal fisico per arrivare alla sfera amorosa. Le persone che si mostrano per come sono davvero, sono coraggiose! Perché è molto più difficile essere se stessi, che essere come la società ci vuole! Tutte quelle donne e quegli uomini che cercano la perfezione negli stereotipi creati dalla società mi disgustano!” 
Le richieste più assurde che ti hanno mai fatto?
Bella questa domanda! Ti direi una bugia se ti dicessi che non ho mai avuto proposte indecenti e ti rivelo un segreto, quasi tutte mi sono state fatte da personaggi più o meno famosi. Non mi chiedere i nomi perché, non te li direi mai (ride). Comunque le classiche proposte magari fatte da persone che ti volevano dare un lavoro in cambio di prestazioni sessuali, la cosa più squallida che esista al mondo. La più buffa mi è stata fatta da una persona del mondo dello spettacolo che voleva persino pagarmi per sposarmi con lui in Spagna. Ho rifiutato”.

Com’è per te la società di oggi e la televisione di oggi?
Viviamo in una società con una ristrettezza mentale assurda, piena di persone vuote e superficiali che si fermano solo alle apparenze ed ai pregiudizi. Siamo nel 2020 e penso sia arrivato il momento di abbattere certi pregiudizi! Sono stanco di questa società che associa alle persone che pubblicano foto provocanti un mondo fatto di soli eccessi, vizi e talvolta prostituzione. Ma siamo seri? Ma vi rendete conto di cosa dite alle persone che nemmeno conoscete? Vi sembra normale che una persona non possa pubblicare quello che più le piace? Vi sembra normale che le persone debbano vivere come la società impone loro? Io lo trovo disgustoso, ed ancora più disgustose sono le barriere mentali che la società non vuole abbattere! Aprite la mente, svegliatevi! Vorrei una posto dove ognuno possa esprime se stesso al 100%, dove ci si possa sentire liberi di pubblicare e mostrare ciò che si vuole. La televisione mi piace molto e mi piacerebbe poter portare avanti questi miei messaggi magari durante la partecipazione di un reality: mai dire mai nella vita. La televisione è uno strumento valido per aprire le menti ed avvicinare sempre più le persone alla diversità”.

La forza trainante degli influencer, in conclusione, può essere riassunta in quattro parole chiave: autenticità, normalità, storytelling, ispirazione.
Immaginate Instagram come il paradosso del gatto di Schrödinger: la presenza degli influencer eclisserà le campagne sponsorizzate o viceversa?
Chi può dirlo, voglio credere che entrambe le possibilità (in questo caso positive e non letali) possano coesistere, fortificando l’una il lavoro dell’altra, dando la possibilità agli individui di esprimere le loro opinioni, idee, pensieri e all’azienda l’affidare il proprio marchio ad uno strumento tanto potente quanto contagioso.