Sicilia: tour virtuale del Parco di Pantelleria

a cura della Redazione
Obbedienti al #iorestoacasa possiamo cogliere tante occasioni per visitare luoghi fantastici e unico. Oggi vi proponiamo il virtual tour del Parco di Pantelleria.

Vogliamo comunicare quella energia che contraddistingue l’essenza di Pantelleria, downloadanche in questo momento di stop forzato. Mettiamoci comodi, allora, e diamoci la possibilità di viaggiare da casa, in attesa di potere  godere dal vivo questi meravigliosi luoghi.
Il Parco Nazionale di Pantelleria ha deciso di realizzare dei tour virtuali della propria rete sentieristica.
Il primo? Ecco l’Itinerario Kaggiar #iorestoacasa

Itinerario Kaggiar 
Arrivo: Pantelleria
Tempo di percorrenza: 3 ore 30 minuti
Difficoltà: E - Escursionistico
Lunghezza: 4.5 km
Dislivello: in salita 100 m - in discesa 100 m
Virtual tour: lungo il sentieropunta Spadillo

Eccoci al parcheggio di Cala Cinque Denti (Street View 1) seguendo la perimetrale in direzione est, dopo circa centocinquanta metri, superato il bivio, troviamo una scalinata 34741_4932_PNPANsulla destra, dove inizia il sentiero 973C (2). Proseguendo lungo la strada percorriamo l’antico sentiero romano che ci conduce all’interno della ricca vegetazione a macchia mediterranea.
Dalla parte del mare si possono notare gli insediamenti di antiche popolazioni, cisterne punico-romane; mentre dalla parte opposta si materializza l’affascinante paesaggio dalle colate laviche del Gelfiser e del Khaggiar (3).
Si ammirano le diverse forme laviche originate da composizioni magmatiche che hanno dato vita a rocce caratteristiche per forma, colore e consistenza. Ricca la presenza di 1280px-Juniperus_phoeniceaLeccio che si presenta sotto forma di macchia-boscaglia a leccio e ginepro fenicio (4).
Al primo bivio segnalato dalle indicazioni, che troviamo in fondo al sentiero in pietra lavica, procediamo verso sinistra (5).
Particolari sono le forme di adattamento della vegetazione di macchia mediterranea che si sviluppano al riparo dal vento. Le grandi rocce vulcaniche, interamente ricoperte da licheni, assumono una colorazione aranciato. Camminando per circa un km vediamo il primo elemento di architettura pantesca: il dammuso rurale (6).
All’incrocio con la perimetrale, manteniamo la sinistra (7). Imbocchiamo, poi, il sentiero di fronte, attraversando la strada (8)
Proseguendo per 800 mt sul piccolo sentiero a sinistra, si avvista il faro di Punta punta-spadillo-1024x680Spadillo. È possibile scegliere di visitare le stupende calette della zona dove è obbligo abbandonarsi a rilassanti nuotate, alla scoperta degli aspetti della conformazione della costa e degli ecosistemi costieri.
Dopo il bagno nella caletta di Cala Cottone (9) si risale per proseguire verso il faro di Punta Spadillo (10). Obbligatoria è la visita al Museo Vulcanolgico (11)
Lasciandoci alle spalle il faro, attraversiamo un primo tratto di lecceta e di vegetazione caratterizzata da piante adattate a vivere in ambienti particolarmente secchi: il Ginepro fenicio (Juniperus Turbinata sudsp. turbinata), la Periploca minore (Periploca angustifolia), il Senecio costiero (Senecio cineraria), l’Olivastro (Olea europea var. sylvestris), l’Euforbia arborescente (Euphorbia dendroides).
Arriviamo nell’ampio parcheggio per la discesa nel Laghetto delle Ondine (12). Nel scarpetta di cenerentolapercorso verso il mare troviamo i ruderi di ex postazioni di artiglieria della seconda guerra mondiale (13). Dopo aver superato il faro sulla destra si arriva al Laghetto delle Ondine (14)
CURIOSITA’: i più avventurosi potranno scoprire la scarpetta di Cenerentola, una grotta senza tetto, con accesso dal mare attraverso un grande arco. Nuotando ci si ritrova in una sorta di piscina naturale dallo spettacolare gioco di colori e di luci che riflettono sul mare, sul lato coperto il fondale è regno di spugne di mare.
Il ritorno al punto di partenza avviene tramite un percorso ricavato su una vecchia mulattiera di guerra che collega il Laghetto delle Ondine con il parcheggio di Cala Cinque Denti.

Le piante citate nel percorso

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