Riceviamo e pubblichiamo
“Donne dietro e davanti all’obiettivo” è l’incontro programmato per giovedì 28 novembre, alle ore 18.30, al Centro Italiano per la Fotografia – Camera – di Torino, organizzato in occasione della mostra “WO|MAN RAY”.

Giovedì 28 novembre, ore 18.30, negli spazi di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia,  a Torino si terrà un incontro sulla mostra WO | MAN RAY. Le seduzioni camera torino donne dietro davanti obiettivodella fotografia” dal titolo “Donne dietro e davanti all’obiettivo”.
Walter Guadagnini, direttore di CAMERA e curatore insieme a Giangavino Pazzola della mostra WO | MAN RAY. Le seduzioni della fotografia, terrà un incontro aperto al pubblico per raccontare, in un vero e proprio viaggio nel surrealismo del geniale Man Ray, come, tra rayografie, solarizzazioni e doppie esposizioni, Man Ray abbia dedicato il suo obiettivo alla figura femminile, sperimentando una continua metamorfosi di significati e rappresentazioni.
La donna, la musa ispiratrice, la modella, l’amante, l’amica non emerge nella mostra solo come oggetto degli scatti di Man Ray: la mostra si concentra, infatti, anche sulle opere di muse e artiste come Lee Miller, Berenice Abbott, Dora Maar, Meret Oppenheim che dall’incontro con Man Ray hanno sviluppato la propria ricerca visiva in direzioni indipendenti portando le loro opere fino ai giorni nostri.
È richiesta la prenotazione: prenotazioni@camera.to
Ingresso incontro: 3 Euro
Ingresso incontro + mostra: 10 Euro intero | 6 Euro ridotto

Fino al 19 gennaio 2020
WO | MAN RAY
Le seduzioni della fotografia
Anche volendo tralasciare le vicende sentimentali, è indubbio che la storia di Man Ray si intrecci in maniera inscindibile con quella di numerose figure femminili; donne che, quasi sempre, hanno a loro volta una storia non meno affascinante da raccontare, Man Raysia sul piano biografico che su quello creativo. Lee MillerBerenice AbbottDora MaarMeret Oppenheim. E Kiki de MontparnasseNusch ÉluardJuliet (l’ultima moglie): artiste, modelle, amiche, compagne. E le protagoniste della Parigi degli anni Venti e Trenta, Gertrude Stein, Nancy Cunard, Sylvia Beach, Youki Foujita Desnos. Tutte, in modi diversi, legate per periodi più o meno lunghi a Emmanuel Radnitzky, detto Man Ray (nato a Philadelphia nel 1890), arrivato nella Ville Lumière nel 1921 con la fama di “dadaista newyorchese”, introdotto da Marcel Duchamp, amico di Tristan Tzara (e anche loro sono in mostra, il primo en travesti e il secondo affiancato da una enorme figura femminile, naturalmente nuda) e subito pronto a mostrare quali magie si potessero fare in camera oscura. Sono questi i protagonisti, e soprattutto le protagoniste, della mostra di CAMERA, insieme a Man Ray, l’autore di opere leggendarie come “Le Violon d’Ingres” (1924), “Noire et blanche” (1926), “La Prière” (1930) - tutte in mostra -, il ritrattista prediletto della Parigi intellettuale e di quella della moda, l’autore dei “rayographs” e delle solarizzazioni, due procedimenti tecnici che sono diventati gli emblemi dell’invenzione fotografica delle avanguardie di inizio secolo.
Didascalia foto: Man Ray. Senza Titolo, 1953-1981 Collezione CSAC, Università di Parma Courtesy CSAC, Università di Parma - © Man Ray Trust by SIAE 2019

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18 – 10123 Torino
www.camera.to