a cura della Redazione
Riprendono, dopo la pausa estiva, gli incontri del progetto “Letture in Biblioteca”, iniziativa ideata dall’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee. Ospite Miriam Maria Santucci che presenta il libro “Gora”. Letture a cura di Lia Tommi e Cristina Saracano.

copertinaGiovedì 19 settembre 2019, alle ore 17.00, nuovo appuntamento del progetto “Letture in Biblioteca” con la presentazione del libro di Miriam Maria Santucci dal titolo “GORA – Appunti di un’infanzia nel dopoguerra” in Sala Bobbio della Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria in piazza Vittorio Veneto, 1.
Partecipa all’iniziativa Andrea Bassani, Presidente e Fondatore dell’Associazione Sogni in Scena – Milano .
Letture a cura di Lia Tommi e Cristina Saracano.
Introduce Fabrizio Priano, presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee.
Un romanzo per ricordare come si viveva dopo la seconda guerra mondiale con tutte le difficoltà della ricostruzione ma con tanto entusiasmo e speranza di un futuro migliore.
Letture in biblioteca” è un progetto promosso dall’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee con il quale si intende promuovere  la lettura di  libri semplificandone la comprensione attraverso l’incontro con i relativi Autori nel luogo maggiormente deputato alla lettura, la  Biblioteca Civica.

GORA – Appunti di un’infanzia nel dopoguerra
«1944 – 1956: uno spicchio di Storia molto spesso messo in secondo piano o quasi image1 (1)dimenticato. La voce narrante presenta la dura infanzia di Gora, con gli occhi e la mente della piccola, che nasce e vive in quel difficile periodo di transizione, tra la fine del secondo conflitto mondiale e l’arrivo del progresso, quando tutto era da ricostruire e il disagio regnava in tutte le categorie sociali e in tutti i settori produttivi. Nel mondo rurale la povertà imperava, ma la speranza albergava nel cuore di ogni essere umano, soprattutto in quello della piccola protagonista. “GORA” è una testimonianza che l’autrice desidera lasciare alle proprie nipoti e a tutte le giovani generazioni, affinché la loro realtà, estremamente distante da quel pur recente periodo storico, possa in qualche modo agganciarsi a quella dei loro nonni e bisnonni, comprendendola e apprezzandola, facendo sorgere in loro un più equilibrato concetto dei veri valori della vita.»

Miriam Maria Santucci, nata a Camerino il 24 febbraio 1945, trascorre l’infanzia e l’adolescenza nelle Marche e in Umbria. Inizia ufficialmente a scrivere a tredici anni, vincendo a livello nazionale (Sezione Poesia) il “Trofeo Penna d’Oro” (1963) Edizioni Sereno – Torino, e “Il Campanellino” (1965). Scrive articoli su giornali studenteschi e riviste locali. Trasferitasi con la famiglia in provincia di Milano, viene assunta come correttrice di bozze presso la Casa Editrice Fratelli Fabbri Editori. Poi gli avvenimenti della vita la porteranno a trascorrere i successivi ventidue anni in Brasile, prima a San Paolo e poi a Curitiba (capitale dello Stato del Paranà), dove sarà, tra l’altro, coordinatrice e insegnante di Lingua Italiana presso la Dante Alighieri e fondatrice e direttrice di un Coro di musica italiana, come supporto didattico ai Corsi. Successivamente fonda e presiede il Centro di Cultura Italiana “Integrato”, dove realizza Corsi di Italiano e numerose attività socio-culturali. Per tali attività, svolte per tramandare le tradizioni italiane, il Consolato Generale D’Italia a Curitiba e il Governo Italiano le conferiscono, nel 1993, l’onorificenza di “Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana”. Con il ritornoin Italia si dedica completamente alla famiglia. La realtà che la circonda, tanto diversa da quella sperata, risveglia in lei la necessità di rimettere nuovamente in versi, riflessioni ed emozioni, fino alla stesura del breve romanzo autobiografico “Gora”, in cui viene raccontata la propria difficile infanzia, vissuta nell’immediato dopoguerra, in un Paese devastato, completamente da ricostruire.