di Jacopo Scafaro
Vi proponiamo una bellissima riflessione su Alessandria scritta dal nostro redattore Jacopo Scafaro.

alessandria panoramaMolto spesso quando sono in giro a visitare luoghi, paesi o culture differenti dalla mia sorge dal più profondo di me stesso un mix di emozioni che sfociano puntualmente nelle stesse tre parole: MI MANCA CASA.
Eppure, fin da adolescenti bramiamo di cambiare vita, di lasciare il luogo in cui siamo nati, di intraprendere il più presto possibile nuove avventure.
Sarà che alla fine le vie, le luci, gli odori, gli stessi marciapiedi di dove sei nato ti restano attaccati volente o non volente fin dentro alle ossa, almeno che tu non sia un cyborg privo di emozioni.
Ma è troppo facile innamorarsi quando sei nato a Milano, Alghero o Roma; il compito diventa più arduo se, come nel mio caso, sei nato ad Alessandria.
Alessandria, città natale di Umberto Eco, Gianni RiveraGiancarlo Caselli; è anche definita la ‘Città della Paglia’ per via dei tetti delle abitazioni che nell’antichità venivano fatti con il fango ed appunto la paglia.
È grigia nei colori (dalla nebbia, al calcio dove la nostra squadra viene soprannominata “I Grigi”), nelle persone spesso schive, poco proposte alle smancerie, poco spaccone e poco esibizioniste ma leali e con un grande senso di solidarietà.
alessandria mosaico severiniCapita perciò che ogni tanto, io mi perda – metaforicamente parlando – per le vie della città, che conosco in lungo e in largo.
Molto spesso soprattutto in inverno, quando il grigio della sera si mischia al grigiore della nebbia mi aggrappo a piccoli particolari, che mi aiutano a riconoscere dove sono e quanto spettacolare sia la mia città.
Dal mosaico lungo 38 metri decorato dal Severini sulla facciata del palazzo delle Poste in Piazza Libertà, all’ex fabbrica Borsalino situata in centro città, all’obelisco ai caduti in Piazzetta della Lega ritrovo della movida alessandrina fino a giardini pubblici.
Tutti questi particolari e posti servono a ricordarmi cos’è casa mia.
Ho avuto, negli anni, la fortuna di conoscere ed ammirare ogni particolare – anche i più nascosti – della mia città e dei suoi abitanti potendo assicurare che una caratteristica che ha accomunato, accomuna e accomunerà Lisòndria (come si dice in dialetto) è la costanza nei momenti chiave e più delicati a non mollare mai, ad unirsi, rimboccarsi le maniche e lavorare per rimettersi in piedi.
Questa caratteristica è avvenuta nel passato – agli albori della città – quando per contrastare Federico I Hohenstaufen meglio conosciuto come Federico Barbarossa, un anziano alessandrino Gagliaudo inventò un astuto stratagemma per cacciare gli assediatori.
Fece uscire dalle mura della città una mucca ben nutrita e florida regalandola agli invasori, portando così a far credere di avere scorte di viveri elevate da poter addirittura nutrire bene il bestiame e perciò resistere ancora per lunghi periodi, facendo alla fine scappare il Barbarossa e i suoi scheran sconfiggendo il nemico.
L’ha fatto diversi secoli dopo erigendo il primo Tricolore della storia italiana il 10 marzo 1821, evento citato anche dal Manzoni nella sua poesia ‘1821’, nel pieno dei moti che diedero il via, accesero la scintilla che avrebbe poi portato anni dopo all’unificazione nazionale.
alessandria alluvioni 1994Anche nel recente passato, esattamente nel 1994 quando lo straripamento del fiume Tanaro investì la città con un mare di fango, olio (che ancora oggi, in particolari giorni dell’anno lo si sente nelle narici) e purtroppo perfino con undici morti, la città anche se ad un passo dal baratro, si rialzò.
Nella calamità e nella disgrazia ancora prima dell’intervento istituzionale, ci fu – in massa – quello spontaneo del volontariato senza che nessuno lo sollecitasse o richiedesse, tanto che in seguito venne istituita la ‘Giornata del volontariato Alessandrino’ per ringraziare e ricordare chi, senza essere tenuti a farlo, accorse sul posto prodigandosi generosamente ad aiutare, anche accogliendo in casa i propri concittadini, sospinti unicamente dallo spirito di solidarietà.
E sono sicuro che Alessandria anche in futuro con un’idea di ‘Città Smart’ (più semplice e più vicino alle esigenze dei suoi cittadini) che guarda al futuro tenendo conto del passato saprà eccellere sempre, come avvenuto con la costruzione ed inaugurazione del Ponte Meyer (ideato dall’Arch. Richard Mayer) che è stato il punto di partenza di un nuovo futuro.
alessandria ponte meierUn monumento/costruzione futurista che lega Alessandria al suo passato (il nuovo ponte si poggia sulle sponde di quello vecchio del 1800) unendo la Cittadella di Alessandria alla nuova skyline cittadina, per non dimenticare mai da dove siamo partiti ed augurando alla città un futuro roseo, perché come disse l’arch. Dante O. Beniniil 3 per cento del Risorgimento già giustifica il tentativo di lasciare una traccia’.
Mi ricordo, per concludere alcuni giorni dopo la spaventosa alluvione che ci colpì, in giro vidi scritto – sotto un cartellone con la dicitura “Alessandria “-  si RIAPRE DOMANI.
Bene, spero per la mia Alessandria e dei suoi abitanti che questo futuro, sia arrivato.