La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Oggi La Capra Enoica ci conduce alla scoperta di un vino vesuviano: il Lacryma Christi. Come si è capito la tappa del viaggio tra le eccellenze enoiche della nostra Italia ci porta in Campania e La Capra Enoica ci racconterà a suo modo questo prodotto.

Lacryma Christi e vignetiRicordo quando in casa entrò una bottiglia alquanto strana, non la classica bottiglia ma più panciuta e più corta e, soprattutto, ricoperta di una pelle pelosa non meglio definita. E se ben mi ricordo si doveva trattare della ditta Beccaro, quella della “Cremidea”, nota per le sue bottiglie dalla forma più strana.
Dentro era stato imbottigliato un vino fantastico, che non si potava dimenticare: il Lacryma Christi, questo prodotto delle terre vesuviane (non venusiane che è d’altra provenienza) che mi fece immediatamente scatenare in me un’onda di piacere enoico.
Un vino famoso già all’epoca degli antichi romani che lo apprezzavano per corpo e bontà, un apprezzamento condiviso totalmente perché se a distanza di molti anni e dopo che, finita quella bottiglia, non ho mai più avuto il piacere di degustarne, me ne rimane un nitido ricordo vuol dire che era proprio buono.
Per una volta, tra gli antichi romani, non è Plinio, vecchio o giovane a vostra scelta, a parlarne ma bensì Marziale che lo decantò in questo modo: “Haec iuga quam Nysae colles plus Bacchus amavit” (Bacco amò queste colline più delle native colline di Nisa).
Quello che mi ha da sempre incuriosito è l’origine del nome.
Lacryma Christi bottiglia vintageMolte le leggende che vi sono fiorite intorno.
Allora, visto, che il ricordo se pur vivo è lontano nel tempo mi concedo di lasciarvi con queste pillole di storia legate al suo nome.
Dio riconoscendo nel Golfo di Napoli un lembo di cielo strappato da Lucifero durante la caduta verso gl’inferi, pianse e laddove caddero le lacrime divine sorse la vite del Lacrima Christi.
Un’altra versione narra invece di Cristo in visita ad un eremita redento che prima del commiato gli trasforma la sua bevanda poco potabile in vino eccellente.
Versioni cristiane ereditate dalla mitologia pagana ben radicata sin dai primi insediamenti umani come dimostrano l’affresco di Bacco sul Vesuvio conservato nella Casa del CentenarioPompei e le sue infinite presenze nei resti romani scampati all’eruzione del 79 d.C., la più antica di cui si abbia testimonianza scritta.
Sulla leggenda ritornò Curzio Malaparte che ne “La pelle“, invita a bere “questo sacro, antico vino“.
Lacryma Christi bottiglie e panoramaIl Lacryma Christi veniva prodotto negli antichi tempi da certi monaci, il cui convento sorgeva sulle pendici del Vesuvio. Sembra che più tardi i Padri Gesuiti, padroni di vaste terre in quelle località, fossero quasi esclusivi produttori e detentori di questo prezioso vino.
E come capita sovente, parlando di vini italiani di mezzo ci sono sempre antichi romani, monaci, frati e prelati.
Sembrerebbe che siano solo loro ad aver fatto la storia del vino italico.
Mi sa che andrò alla ricerca di una bottiglia di Lacryma Christi per rinverdire i fasti del mio passato…