di Fabrizio Capra
Proseguono gli appuntamenti organizzati dall’associazione culturale Libera Mente – Laboratorio di idee nel Salone di Rappresentanza della Basile in Alessandria: giovedì 16 maggio è la volta di una scrittrice molto apprezzata che presenterà il suo libro “La musica del male” (Rizzoli): Daniela Piazza. 

Daniela Piazza 1Giovedì 16 maggio, alle ore 18, nel Salone di Rappresentanza della Basile in Alessandria (via Tortona 71) verrà presentato il libro di Daniela Piazza “La musica del male”.
Modererà l’incontro il presidente dell’Associazione Libera Mente – Laboratorio di Idee organizzatrice dell’evento.
Daniela Piazza è scrittrice sensibile e raffinata, storica dell’Arte e musicista. Il suo ultimo romanzo storico “La musica del male” racconta un episodio della vita di Leonardo da Vinci, ritenuto il  più grande genio  di tutti i tempi di cui proprio quest’anno ne ricorre l’anniversario della sua morte avvenuta 500 anni fa, il 2 maggio 1519 a Clos-Lucé vicino ad Amboise.

Daniela Piazza
Daniela PiazzaNata a Savona nel 1962, è laureata in Lettere, con specializzazione in Storia dell’Arte, e diplomata in pianoforte al Conservatorio “N. Paganini” di Genova. Da vent’anni insegna Storia dell’arte nel Liceo “Chiabrera/Martini” di Savona, dove si occupa anche dell’attività del Laboratorio musicale. Come musicista, si è esibita in duo con i pianisti Fabrizio Borchi e Fulvio Bianchi e fa parte del Coro Anton Bruckner e del gruppo Pro Musica Antiqua, indirizzato al recupero della letteratura musicale rinascimentale e barocca, eseguita con strumenti copie di quelli originali dell’epoca. Ha pubblicato articoli a soggetto storico-artistico prima di esordire con il fortunato romanzo storico “Il tempio della luce”, edito nel settembre 2012 da Rizzoli e accolto con notevole interesse da stampa e lettori, a cui hanno fatto seguito “L’enigma Michelangelo” (Rizzoli, 2014) e “La musica del male” (Rizzoli, 2019).

“La musica del male” (Rizzoli)
image1_11482. Quando Leonardo da Vinci arriva alla corte di Ludovico il Moro, in veste di ambasciatore a Milano per conto del Magnifico Lorenzo, porta con sé in dono una lira d’argento a forma di teschio di cavallo, che ha progettato e costruito personalmente. Artista già noto a Firenze, Leonardo è anche un grande musico, ed è venuto alla corte sforzesca con due seguaci: il giovane allievo Atalante Migliorotti e Tommaso Masino, esperto nel leggere i moti degli astri e affascinato della magia, che si fa chiamare Zoroastro. Ben presto, però, lo strumento pensato da Leonardo rivela delle proprietà che sfuggono all’intelligenza del suo inventore: già alla prima esibizione pubblica, infatti, il maestro intuisce che la lira è dotata di volontà propria, e che le melodie che ne scaturiscono sono uniche e potenti, capaci di mettere in profonda connessione l’anima di chi la suona e di chi la ascolta. Qualità, queste, che Leonardo non riesce a spiegarsi razionalmente, ma che pure mette a frutto per realizzare il ritratto di Cecilia Gallerani, amante del Moro.