La Capra Enoica (Fabrizio Capra)

xvigneto-vino-bianco-pecorinoIl suo nome parrebbe trovare origine dal fatto che le pecore, pascolando tra i filari, gradissero in modo particolare quelle uve particolarmente zuccherine.
Pensate: se quegli acini piacevano alle pecore volete che il vino prodotto dalle stesse uve non possa piacere a La Capra Enoica?
Sto parlando del Pecorino, un vino prodotto a cavallo tra le regioni Marche e Abruzzo (ci sono vigneti anche nel Lazio e in Umbria) però, visto che della regione Marche ho degustato già parecchi vini, grazie anche agli amici di Tipicità, e che al di fuori della mia città l’ho degustato solo in Abruzzo, quando mi recai a Vasto, allora lo assegno a questa regione nel mio  ideale viaggio enoico per la penisola (isole comprese).
pecorino con bicchiereEbbi il piacere di conoscere questo vino in un locale di Alessandria che proponeva una vasta scelta di “bottiglie” provenienti da ogni regione italica.
Mi avvicinai con rispetto a questo vino perché colui che me lo propose mi raccontò che era un vino proveniente da un piccolo produttore che imbottigliava un numero limitato di Pecorino poiché si tratta di un vitigno dalle rese non elevate: però sinceramente non ricordo la sua provenienza.
Però l’apoteosi si verificò quando lo degustai a Vasto, in un bel bar del centro, un aperitivo in attesa di dare sfogo alla mia goduria culinaria con il “Brodetto alla Vastese”, quello era un Pecorino delle Terre di Chieti.
Chiaramente la derivazione del nome dalle pecore che anziché brucare tenera erbetta gozzovigliavano a colpi di grappoli d’uva risulta particolarmente azzardata.
abruzzo transumanzaPiù facile che il nome derivi dal fatto che i pastori durante la transumanza delle greggi portassero con se formaggio e vino a cui furono appioppati questo nome (c’è anche chi sostiene che venne chiamato in questo modo perché i grappoli, con grande fantasia, assomiglierebbero, con un po’ di fantasia, alle teste di questi ovini).
E allora a distanza di tempo ho provato a chiudere gli occhi e ho pensato a questi pastori impegnati nel loro faticoso lavoro a contatto con la natura e con questo vino meraviglioso, un’immagine del tempo passato che è quasi (se non del tutto) scomparso.
pecorino chieti etichettaPoi, sempre a occhi chiusi, ho iniziato a vedere sfilare al posto dei pastori legioni romane, allora riapro gli occhi, penso e  mi chiedo: ma i romani non hanno scritto nulla su questo vino. Vado a cercare.
Ed ecco che scopro che a parlarne è stato, nel II secolo a.C. da Catone il Censore, mica “pizza e fichi”.
Un grande vino, il Pecorino, che recentemente è stato riscoperto dopo che per anni era stato “accantonato”, un vino bianco dalla grande personalità che merita veramente di essere degustato e non importa se la sua provenienza è marchigiana o abruzzese.
Proviamo per una volta a superare i campanilismi e pensare che, come la buona musica, un buon bicchiere di vino unisce e il Pecorino è musica per il palato.