a cura della Redazione

Oggi per i Luoghi del Cuore 2018 FAI si va in Valle d’Aosta.

Vallone di Cime Bianche, Ayas (Aosta) – 648° posto con 38 voti
7859_vallone-di-cime-biancheIl Vallone di Cortot o delle Cime Bianche delimita a ovest il versante sud del Massiccio del Monte Rosa. Riveste notevole importanza storica (antica via di comunicazione), paesaggistica, naturalistica (fauna e flora alpine, ambiente subglaciale ancora quasi intatto), oltre che turistica (è percorso dal Tour del Monte Rosa) e archeologica (presenza di antiche cave di pietra ollare e depositi di resti di lavorazione). È attualmente seriamente minacciato dal progetto di collegamento sciistico Cervinia – Monterosa Ski, che lo devasterebbe irrimediabilmente.

Colle del Gran San Bernardo, Saint Rhemy (Aosta) – 591° posto con 95 voti
colle gran san bernardoSituato a 2472 metri di altitudine, il colle è dominato a nord dalla Chenalette, a sud dal Mont Mort, ad occidente dal Pain de Sucre. Il valico, a causa della sua posizione, è esposto a venti quasi incessanti e ad una temperatura che oscilla tra un minimo di -30°C ed un massimo di +19°C. La caduta di neve annuale raggiunge, e a volte supera, i venti metri. Agli inizi, per salire al colle, esisteva solo un piccolo sentiero che fiancheggiava il bordo del lago. Fin dai tempi dell‘Impero Romano, quando sul colle si edificò il tempio dedicato a Giove Pennino, il valico costituì un importante via di comunicazione attraverso le Alpi. Intorno al tempio romano sono stati scoperti degli edifici risalenti alla stessa epoca, sito archeologico noto come Plan de Jupiter. Nel 1045, ad opera di San Bernardo di Mentone, si costruì sul colle un Ospizio gestito da una congregazione di canonici regolari, allo scopo di ricoverare, assistere e proteggere i numerosi viaggiatori, tra i quali i pellegrini che percorrevano la Via Francigena. A partire almeno dal XVI secolo, i canonici dell‘ospizio allevavano grossi cani molossoidi, per la guardia e protezione dell‘Ospizio, ma anche per numerosi altri impieghi. L’utilizzo che li rese celebri nel mondo fu quello di ausiliari dei canonici nel tracciare la pista nella neve fresca, prevedere la caduta di valanghe, e ritrovare i viaggiatori dispersi col maltempo, o addirittura sepolti dalle slavine. A partire dall‘800, da questi cani si selezionò la razza oggi nota come Cane di San Bernardo.