a cura della Redazione
Si va in Molise per i Luoghi del Cuore 2018 FAI.

Monastero Benedettino de Jumento Albo, Civitanova del Sannio (Isernia) – 511° posto con 179 voti
monastero benedettino de jumentoIl monastero di San Benedetto De Jumento Albo, sorto nelle vicinanze del fiume Trigno e del tratturo Lucera-Castel di Sangro nell’ immediata periferia di Civitanova del Sannio, nell’anno 1002 fu uno dei primi insediamenti benedettini in questa zona. L’Alto Molise, in quel periodo, dipendeva politicamente dal Principato Longobardo di Benevento. Il monastero viene edificato in seguito alla donazione di molte terre, da parte del Conte Berardo e sua moglie la Contessa Gemma, all’Abate Pietro nativo di Terni. La denominazione De Jumento Albo (del cavallo bianco) trae la sua origine dal nome di un’antica strada che passava nelle vicinanze. Nell’anno 1020 fu donato con tutte le sue proprietà all’Abbazia di Montecassino di cui divenne dipendenza e nel 1456. Fu distrutto dal violento terremoto che sconvolse l’Italia centro-meridionale. Nel 2009 è stato attuato un primo, minimo ma significativo progetto di recupero del complesso monastico. Di esso, all’ inizio dei lavori, rimaneva ancora in piedi solo la torre campanaria, ridotta allo stato di rudere, mentre era solo individuabile la pianta della chiesa, delimitata da una porzione dell’ abside e da segmenti dei muri perimetrali quasi a livello del suolo calpestabile.

Castello Angioino, Civitacampomarano (Campobasso) – 665° posto con 21 voti
9887_castello-angioinoPur non essendo certa l’epoca della costruzione, più volte rimaneggiata, tutto fa pensare, in particolare le maestose torri cilindriche, che risalga al periodo della dominazione angioina. Edificato su una massa di arenaria, che si erge prorompente tra i torrenti Mordale e Vallone Grande, il castello di Civitacampomarano rappresenta un pregevole monumento dal grande valore storico. Il bel portale trecentesco presente sulla facciata principale, a est, era collegato all’abitato da un ponte levatoio. Il lato occidentale, lungo oltre 50 metri, oggi affaccia sull’attuale Piazza Municipio e ai suoi lati ha due torri di pregevole fattura. Altre due custodiscono il lato occidendale dell’edificio, mentre sul lato settentrionale in passato vi era un fossato che fu riempito nel 1795. Il lato meridionale si erge su uno sperone in muratura sostenuto da una robusta parete rocciosa. La fortezza, che un tempo sorgeva isolata nei suoi fossati nella parte alta del centro abitato e a cui si poteva accedere solo attraverso la porta di cinta, oggi si trova al centro del paese. Infatti fin dal XVIII secolo il borgo aveva cominciato ad espandersi innanzi al castello, quindi dal lato opposto rispetto al primitivo insediamento. Esso si trovò così a dividere in due il paese, distinto in Civita di sotto e Civita di sopra. Nel lontano 1795 gli abitanti delle due borgate, esasperati da questa sconveniente separazione, insorsero riempendo il fossato per creare un collegamento tra le due parti, erigendo una strada che oggi costeggia il castello dal lato nord. Sul prospetto principale lo scudo, sostenuto dal grifo con i gigli capovolti, è il ricordo perenne del tradimento che Paolo Di Sangro, uno dei famosi signori di Civita, fece a danno degli Angioini nella battaglia di Sessano del 28 giugno 1442 e che gli fruttò Civita e il castello stesso da Alfonso I d’Aragona, in cambio dell’aiuto offerto. Nel cortile interno vi sono gli accessi a quelle che dovevano essere le camere per la sala d’armi, per il corpo di guardia, per le cantine, i granai, le stalle e le prigioni. Al primo piano, invece, ci sono la camera baronale, dove si amministrava la giustizia e si ricevevano gli ospiti, la cucina e le stanze private del signore. Da segnalare la fontana sannita situata nel cortile, stupefacente per la fattura dei quattro volti zoomorfi d’angolo e per lo stato di conservazione. Di proprietà della Soprintendenza ai Beni Culturali, recentemente nel castello sono stati realizzati radicali lavori di consolidamento e restauro, ormai giunti quasi alla conclusione, riportando il monumento al suo antico splendore. (Fonte: http://www.turismo-civitacampomarano.it/i-luoghi/percorso-storia/castello-angioino)