a cura della Redazione

 Oggi per i Luoghi del Cuore 2018 FAI andiamo a visitare due realtà della Sardegna in provincia di Oristano e Sassari.

Ruderi della Chiesa Templare di “Sancta Corona de Rivoira”, Riola Sardo (Oristano) – 648° posto con 38 voti
ruderi chiesa templare sancta corona de rivoiraLa Chiesa medioevale di Santa Corona sorge sulla sommità di un lieve poggio prospiciente il canale di Mar ‘e foghe, S’Arriu, che diede il nome all’agglomerato di case costituenti la domestica di Santa Corona. La sua edificazione risale ad un periodo compreso tra la seconda metà dell’XI secolo e la prima metà del XII secolo. Furono i monaci di Bonarcado ad introdurre in Sardegna il culto di Santa Corona, legata per tradizione a San Vittore, altro grande Santo dell’Ordine Monastico Camaldolese. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado ritroviamo vari riferimenti a “Sancta Corona de rRivora”, ed in particolare la conferma delle donazioni e delle disposizioni fatte al Monastero di Bonarcado dal Giudice di Arborea (Costantino) all’atto della sua fondazione. La scheda n. 1 del condaghe infatti recita: “et confirmolli sa domo de Sancta Corona de rRivora cum omnia cantu aet: cum terras, cum binias, cum servos et ancillas”. Dalla lettura di altre schede del Condaghe (la n. 7 e la n. 115) si evince chiaramente che già nella prima metà del sec. XII Santa Corona di Riola era una fiorente fattoria (sa domestica) che aveva certamente una sua chiesa. Nel corso degli ultimi anni sono state formulate nuove ipotesi sull’origine e l’appartenenza della chiesa di Santa Corona. Secondo quanto riportato dallo storico F.C. Casula, pare che la chiesa, intorno al 1100, fosse annessa ad un ospedale dei Templari per i viandanti che percorrevano la strada tra Othoca e Cornus, per poi passare, nel 1199, ai Camaldolesi di Bonarcado che la dedicarono a Santa Corona. Recentemente è stato anche ipotizzato che la chiesa sia sempre appartenuta ai Monaci Cavalieri del Tempio, già “proprietari di vasti possedimenti, beni e ricchezze in tutto il giudicato”. La chiesa di Santa Corona, nel corso dei secoli, è stata sottoposta a vari interventi di ricostruzione e ristrutturazione. Essa fu quasi certamente ricostruita tra il XIV e XV secolo, sulla struttura originale, per poi essere ristrutturata nel XVII secolo. Alcuni elementi di questo periodo sono ancora visibili; fra tutti le due nicchie, ora molto erose, del lato sinistro della navata centrale, una terminante a timpano e l’altra ad arco con colonnine laterali. A partire dal 1800 divenne parrocchiale la chiesa di Sant’Anna e l’area circostante la chiesa di Santa Corona fu utilizzata come cimitero. Da quel momento in poi la chiesa fu misteriosamente abbandonata e infine lasciata crollare a partire dagli anni trenta del XX secolo. Di essa si conservano solo alcune parti, e la maggior parte delle decorazioni caratteristiche e testimonianti le vestigia templari sono state portate via negli anni e sono ben visibili nelle facciate di alcune antiche case del paese. Ben conservato è rimasto solo un annesso alla navata centrale, che è stato aggiunto in data molto posteriore alla costruzione della chiesa. Della navata centrale rimangono solo la parte di fondo e la parete destra, con ancora visibili alcune nicchie in arenaria, di cui una ad arco con delle colonne decorate ai lati. Dal 2009 i ruderi della chiesa si trovano finalmente in fase di restauro. Il comune ha iniziato un’opera di rivalorizzazione dell’area e Santa Corona è stata inserita in un piano di restauro finanziato con fondi regionali ed europei.

Chiesa Santa Maria di Betlem, Sassari – 221° posto con 1695 voti
santa maria di betlem sassariL’abbazia, fondata dal Giudice Costantino di Torres per i Benedettini, cui subentrarono i Francescani nel XIII sec. venne eretta nel XII secolo e ricostruita in stile gotico nell’ultimo quarto del XIII, è la chiesa più antica della città. Riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, attende la realizzazione di importanti interventi di recupero in tutta la sua struttura.. Il 14 agosto di ogni anno i pesanti Candelieri delle corporazioni di mestieri, sostenuti dai portatori delle Congregazioni concludono in questa chiesa e a tarda notte la processione che ha attraversato le strade della città antica fino alla cattedrale. L’intera popolazione sassarese assiste con devozione alla loro traslazione ed alle conseguenti cerimonie religiose in ricordo del voto alla Madonna Assunta per la cessazione della peste del 1652 .La chiesa è sede di sette dei 10 candelieri del gremio degli Ortolani, dei Piccapietre, dei Contadini, dei Muratori, dei Falegnami, quello dei trasportatori e dei Sarti. Altri candelieri sono custoditi nelle diverse chiese cittadine e nella Cattedrale.
La facciata a capanna, risalente all’originaria fabbrica duecentesca, è in pietra arenaria. Alla base è presente l’alto zoccolo, dal quale originano le robuste paraste angolari. Il prospetto si sviluppa su tre livelli; nel primo, delimitato da una cornice decorata da una serie di archetti pensili (1236-1238), si apre il portale strombato, architravato e sormontato da un arco a tutto sesto. Il livello intermedio ospita il grande rosone, mentre nel terzo livello si trova un oculo, aperto probabilmente nel XVIII secolo. Caratterizzano l’esterno della chiesa anche la cupola ellittica e il campanile cilindrico, sormontato da un cupolino. Internamente, il tempio si presenta a navata unica, con cappelle laterali, transetto e presbiterio particolarmente profondo. La navata, coperta da volte a crociera, è scandita da paraste, aggiunte dal Cano nel XIX secolo, e presenta tre cappelle sul lato destro e quattro sul lato sinistro, frutto di ampliamenti quattro – cinquecenteschi. Il transetto cupolato, opera ottocentesca del Cano, ha pianta centrale e vi si aprono quattro cappelle e alcune nicchie in cui sono ospitate le effigi di santi francescani, separate da colonne con capitelli compositi.