a cura della Redazione

Prosegue la scoperta dei Luoghi del Cuore 2018 della nostra Bella Italia con altre due provincie della Campania: Caserta e Salerno.

Rocca Montis Dragonis , Mondragone (Caserta) – 41° posto con 9254 voti
10929_rocca-montis-dragonisLa rocca di Mondragone venne costruita tra l’VIII ed il IX secolo dai reduci della città di Sinuessa. Sorge alla sommità del Monte Petrino. La struttura originaria di quest’edificio non è la stessa che oggi si può immaginare osservando i ruderi ancora esistenti. Le torri che ancora s’intravedono, alcune quadrate, altre circolari, ci inducono a pensare che esse furono costruite in epoche differenti e che senza dubbio già esisteva un’antica costruzione prima che si realizzasse l’imponente rocca. Le linee architettoniche ci fanno dedurre che sia una costruzione sorta tra l’Alto ed il Basso Medioevo, e che ha subito modifiche nel corso dei secoli. L’attuale castello si presenta come un massiccio edificio quadrato composto da due piani poggiati sulla parte scoscesa del monte, con le sue fondamenta che seguono l’ondulata roccia viva. L’entrata principale era posta verso occidente. Allo stato attuale la rocca è ridotta a dei ruderi che col passare del tempo scompariranno definitivamente.

Trittico di Piantanova – Pinacoteca Provinciale,  Salerno – 63° posto con 6483 voti
trittico piantanova salernoIl trittico, proveniente dalla chiesa di Santa Maria di Piantanova, è stato attribuito al Maestro dell’Incoronazione di Eboli. Databile all’inizio della seconda metà del XV secolo, testimonia l’approfondimento prospettico in campo pittorico come in ambito architettonico. Sotto il profilo stilistico-iconografico, la figura centrale della Madonna con il Bambino su un maestoso trono decorato in alto con la crocifissione di Cristo, presenta caratteristiche gotiche. Sulla sinistra si riconoscono i Santi Francesco d’Assisi e Antonio da Padova, vestiti con il saio tipico dell’ordine di appartenenza. Diverse appaiono le figure di San Bernardino da Siena e Ludovico d’Angiò: se il primo riprende lo schema utilizzato da Simone Martini negli affreschi di Assisi, Ludovico è vestito di mitra e pastorale, testimonianza dell’acquisizione del titolo di vescovo di Tolosa. Il maestoso mantello siglato dai gigli angioini si contrappone alla semplicità del saio grigio che si intravvede al di sotto e alla corona ai suoi piedi, a simboleggiare la scelta del Santo, il suo disprezzo per i beni materiali e il rifiuto del titolo di erede del regno di Napoli. La criticità consiste nella presenza di insetti xilofagi che ne hanno fortemente danneggiato il supporto ligneo, pertanto necessita con urgenza di un restauro.