a cura della Redazione

Nelle prossime tre uscite andremo a scoprire alcuni Luoghi del Cuore 2018 FAI della Campania: oggi iniziamo con la provincia di Avellino e quella di Benevento.

Capocastello, Mercogliano (Avellino) – 214° posto con 1900 voti
capocastello avellinoA Mercogliano, in provincia di Avellino, ben conservato c’è un borgo medioevale, con vicoli stretti che si aprono talvolta su spazi da cui si può godere del panorama sottostante. Capocastello presenta un fascino immutato nel tempo, con diversi lasciti architettonici da ammirare tra cui il suggestivo castello medioevale, distrutto da un tremendo incendio nel 1656 e di cui oggi sono visibili i ruderi, in passato restaurati ma purtroppo lasciati all’incuria totale da diversi anni. Oggi è possibile ammirare solo una torre e parti della cinta muraria. Delle cinque porte, l’unica superstite è la Porta dei Santi che nella parte superiore mostra un affresco raffigurante S. Martino, S. Fiorentino e S. Flaviano. La porta detta anche Porta Maggiore segna l’ingresso all’antico Castello e chiudeva la cortina muraria che un tempo circondava il borgo. Altra superstite è la Porta dell’Acqua, situata nei pressi della sorgente “acqua del pero”. Numerose sono le Chiese, tra cui la Chiesa di San Pietro e Paolo; la Chiesa di San Francesco, eretta nel XVII secolo, riccamente decorata con marmi policromi, stucchi floreali e da un prezioso coro ligneo che corre lungo la navata della chiesa; la Chiesa dell’Immacolata Concezione, che si colloca tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII; ed infine l’Antiquarium, inaugurato nel 2009 che ha avuto il riconoscimento di interesse regionale e conserva al suo interno reperti archeologici che risalgono al periodo angioino- aragonese. Il borgo ha ospitato, per 24 anni, tra i suoi incantevoli vicoli la manifestazione “Castellarte” che durante i tre giorni dell’evento può contare oltre 60000 presenze che ogni anno restano incantate da questo fantastico borgo.

Sorgenti del Fizzo e Ponte Carlo III, Moiano (Benevento) – 52° posto con 7378 voti
sorgenti fizzo beneventoL’Acquedotto Carolino è una delle più importanti opere realizzate dai Borbone è una delle costruzioni più imponenti del Settecento europeo. Questa opera fu progettata da Luigi Vanvitelli su incarico di Carlo III di Borbone per alimentare le fontane ed i giochi di acqua della reggia di Caserta e la sua realizzazione è collegata direttamente alla costruzione della Reggia stessa. Le sorgenti adatte, per portata e posizione, a rifornire l’acquedotto furono individuate nel territorio del comune di Airola, in località Fizzo. In questa zona le acque provenienti da numerose polle sorgive furono raccordate tra loro in due collettori, conosciuti col nome di Carcarella e Ficucella, e quindi convogliate in un unico condotto: da qui cominciava il viaggio che avrebbe portato l’acqua del Monte Taburno fino alla Reggia di Caserta. Nell’area del fizzo è presente il primo dei 67 “torrini” che contrassegnano il percorso dell’aquedotto fino a Caserta e il mulino ad acqua che fu costruito subito a valle delle sorgenti. Il ponte Carlo III, situato al confine dei comuni di Moiano, Airola e Bucciano, è, a partire dalle sorgenti, il primo dei ponti che Vanvitelli realizzò lungo il corso dell’Acquedotto Carolino. La sua costruzione rappresentò la prima attestazione pubblica della riuscita del lavoro dell’architetto, e fu celebrata in occasione di una visita dei sovrani Carlo III e Maria Amalia di Sassonia al cantiere. É costituito da quattro archi ed è realizzato in tufo e pietra calcarea. Sotto uno degli archi passa il fiume Isclero e questo arco è caratterizzato dalla presenza di due lapidi, una per lato, che recano l’iscrizione : “CAROLUS ET AMALIA UTR. SIC. ET. HIER. R. A.D. MDCCLIII” che ricordano l’anno di posa della prima pietra dell’Acquedotto Carolino. Dal 1997, l’Acquedotto Carolino e quindi anche le Sorgenti del Fizzo il Ponte Carlo III, sono stati inclusi dall’UNESCO nelle liste del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.