di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event

seconda parte

foto Massimo Pitorri
model: Monica Orsini – foto Massimo Pitorri

Proseguiamo con i consigli per chi vuole calcare la passerella in modo corretto.
I tempi di sfilata sono davvero molto importanti.
Nella maggior parte dei casi le sfilate prevedono la direzione artistica che ha scopi ben definiti: guidare modelle e modelli nella sfilata, indicare lo stile ci camminata, i tempi, correggere in tempo reale ciò che non va, ecc.
Purtroppo in molti casi modella e modelli vengono lasciati al loro destino ed allora, come si dice, bisogna sapersi arrangiare per sopperire alle mancanze organizzative (quelle tipiche del fai da te).
E allora andiamo a fornire ancora qualche consiglio sul come approcciarsi alla sfilata nel modo giusto.
Bisogna ricordare sempre che in sfilata non è la modella o il modello che deve essere valorizzato: non ci troviamo a un concorso di bellezza dove i giudici devono valutare nel suo complesso il o la concorrente ma c’è un pubblico che deve essere in grado di poter valutare cosa “acquistare”, pertanto in passerella deve sempre essere valorizzato l’abito che si indossa: è lui il protagonista.

foto Vittorio Destro
model: Olga Rastasan – fotografo: Vittorio Destro

Quando dal backstage si entra in passerella bisogna farlo sempre in modo di sorprendere chi è presente tra il pubblico: bisogna pensare di entrare nella sala dove si sta svolgendo una festa e di attraversarla attirando su di si lo sguardo dei presenti.
Sulla passerella i passi devono risultare lunghi e sinuosi, tenendo (salvo indicazioni differenti, ma ci deve essere un direttore artistico non un improvvisato) un piede davanti all’altro: da evitare il camminare con i piedi aperti “a papera”.
Le soste: anche qui bisogna seguire bene le indicazioni che vengono fornite perché ogni coreografia ha le sue necessità. Se non ci sono indicazioni è consigliabile, sempre, una breve sosta a metà passerella (se fosse lunga anche due) ma, la sosta da rispettare assolutamente è quella a fine passerella.
Quando si arriva in fondo è bene fermarsi e non essere smaniose di rientrare, prendere il tempo necessario anche per “riprendere fiato” e avviarsi al rientro ed è il momento in cui i fotografi scattano quindi bisogna cercare di dare loro i lati migliori.
Quello che ripeto sempre prima di una sfilata è che non stiamo perdendo l’autobus per tornare a casa, quindi la passerella va affrontata senza correre, con il giusto passo cadenzato: percorrere rapidamente il percorso della sfilata da una parte non consente ai presenti di apprezzare l’abito che si propone e dall’altra può mettere in difficoltà la collega che sfila prima o dopo che vede sfasati i tempi previsti dalla coreografia.

Il Sarto - Asia 2
model: Asia Rodrigez – fotografo: Giuseppe Momentè

Torniamo, pertanto, al valorizzare gli abiti che si indossano: alla fine lo scopo della sfilata è quello ed è ciò che deve sempre rimanere impresso nella mente di chi sfila, quello è il compito principale della modella o del modello.
Bisogna far si che il pubblico possa osservare ciò che “porti” in passerella, i particolari, anche quelli più nascosti.
Ricordati sempre di trattare i capi che si indossano con grande attenzione e rispetto evitando così di sciuparli.
Se in passerella indossi una giacca è consigliabile sfilarla lentamente al fine di permettere al pubblico di osservare anche l’outfit che c’è sotto.
Concludendo l’articolo di oggi andiamo a vedere due azioni che sono assolutamente da evitare una volta che si è in passerella: mai toccarsi i capelli mentre si sfila e mai sistemarsi la gonna tirandola su.
La prossima settimana torneremo sull’argomento entrando maggiormente nei particolari.

Prima parte