a cura della Redazione

Rocca di Cerere, Enna – 64° posto con 6369 voti
rocca di cerere enna (2)Enna
esisteva già quando i Greci arrivarono in Sicilia e il culto della “Dea Madre”, divinità femminile collegata alla fertilità dei campi e della natura era attivo. I Greci vi portarono quello di Demetra, culto della vita e dei suoi cicli, il succedersi delle stagioni: un culto che andava a sovrapporsi senza problemi al culto della “Dea Madre”. L’avvento dei romani portò un ulteriore cambiamento del nome in “Cerere”.
Le notizie storiche e le indagini archeologiche confermano che in quest’area era ubicato il più importante santuario dedicato a Demetra in epoca greca, e poi a Cerere in epoca romana.
rocca di cerere enna (1)Inoltre, notizie sul tempio sono tramandate da diversi scrittori latini, che in vario modo hanno anche descritto l’aspetto dell’area sacra, la quale si estende in tutta la zona in prossimità della rocca di Cerere, sino alla superficie oggi occupata dal Castello di Lombardia.
Diodoro siculo ci tramanda che il famoso e venerato tempio di Cerere, di cui oggi non sono rimaste  testimonianze, era situato nel “prato in alto pianeggiante e ricco di acque; all’intorno elevato e da ogni parte scosceso per i precipizi“, questa descrizione corrisponderebbe, infatti, all’attuale “Cortile della Maddalena” del Castello di Lombardia.
Questo luogo è noto come Rocca di Cerere.
Cicerone descrive con minuzia che «ante aedem Cereris in aperto ac propatulo loco» vide due statue colossali: una di Cerere, recante una statua della Vittoria sulla mano destra; una di Triptolemo.
rocca di cerere enna (5)Sulla rocca di Cerere, infatti, sarebbero ancora visibili le tracce di un’ara posta al centro, oggi scomparsa, e due grandi intagli nella roccia, nei quali dovevano essere incassate le basi delle statue colossali.
Si accede alla sommità della rocca attraverso due rampe di scala, una a nord-ovest e l’altra a sud-ovest, tutt’oggi adoperata.
La rocca di Cerere era solo una parte dell’area sacra, dato che il tempio era da individuarsi nel piano attualmente occupato dal Castello di Lombardia.
I due spazi sacri erano collegati attraverso appositi percorsi, ricchi di edicole votive e sorgenti d’acqua.
rocca di cerere enna (6)Analoga caratteristica presentano alcuni spazi posti nelle zone sottostanti lo sperone roccioso, che dunque precedevano il raggiungimento della rocca di Cerere.
Si trattava di aree preposte allo svolgimento di rituali da parte dei pellegrini che volevano raggiungere il tempio.
Nell’odierna Contrada Santa Ninfa, su una parete calcarea, è possibile ammirare le edicole scavate nella superfice rocciosa, testimoni della caratterizzazione sacra dell’intera area.
A ulteriore conferma della presenza di una così grande area sacra interverrebbe un’epigrafe, oggi scomparsa, risalente al IV o III sec. a.C., recante una dedica alla dea Demeter degli ennesi.
rocca di cerere enna (4)La Rocca di Cerere costituisce uno spazio simbolico unico nel suo genere, erede di un grande patrimonio storico, culturale e persino mitologico.
Nel Marzo del 2018, infatti, la commissione per le eredità immateriali della Sicilia ha deliberato l’iscrizione del bene “Spazio simbolico della Rocca di Cerere” nel Registro delle Eredità Immateriali, in riferimento al mito di Demetra e Kore per la città di Enna, grazie al prezioso lavoro portato avanti dalla Delegazione FAI di Enna.