di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event

prima parte

Marina Rossi con Monica Orsini - foto Sergio DiNelle ultime tre settimane vi abbiamo elargito consigli sul come posare in modo corretto: da oggi inizieremo, invece, a fornire consigli su come sfilare.
Come abbiamo già anticipato mesi fa il poter sfilare in passerella è il sogno di molte ragazze e ragazzi e, se capita, bisogna essere preparate per poterlo fare bene.
Sfilare non è un qualcosa di semplice e scontato: come avevamo già visto alcuni mesi fa, sempre per questa rubrica,  calcare la passerella significa dimostrare di avere un carattere forte, di essere predisposte ai sacrifici, di saper superare imbarazzo e vergogna, ma, soprattutto, bisogna dimostrare di essere disponibili a imparare velocemente altrimenti le prospettive hanno un’unica direzione e portano, esclusivamente, a  sfilate da sagra paesana dove tutto va bene perché tutto è improvvisato.
Sfilare significa, soprattutto, rispettare alcune regole basilari che sono d’aiuto per potersi affermare in questo campo e noi cercheremo di trasmetterle, regole che si possono riassumere in tre parole: studio, portamento, eleganza.
DSC_0478Se lo sfilare non è supportato da classe e raffinatezza la bellezza femminile (e maschile) perde parecchi punti.
Sicuramente sarà capitato di guardare in televisione o su qualche canale internet una sfilata di grandi stilisti (ce ne sono parecchie in tutto il mondo).
Un qualcosa che accomuna le “grandi sfilate”, tranne qualche rara eccezione, è che le modelle in passerella non sorridono mai: questa è una delle primissime regole, una di quelle essenziali.
In una sfilata l’obiettivo da perseguire non è quello di apparire simpatici ma quello di sfilare bene per attirare lo spettatore affinché si concentri sull’abito che si sta indossando in quel frangente.
Pertanto la regola numero uno è sempre quella di mantenere un’aria seria ma al tempo stessa espressiva.
Poi ci possono essere casi dove il sorridere viene espressamente richiesto da chi gestisce la sfilata (stilista, regista, coreografo) ma sono scelte della produzione o dell’organizzazione, non potrà mai essere una scelta a discrezione della modella.
Pertanto, iniziamo, oggi, a riassumere alcune di queste regole per poi approfondirle nelle prossime settimane perché importante è iniziare a sfilare bene: poi, con il tempo, la sicurezza in se stesse e l’affermarsi come modella potrebbero portare la modella a proporre un suo modo proprio di sfilare, quasi come fosse un marchio di fabbrica.
DSC_8249Parlavamo di regole.
La prima in assoluto è la postura, senza quella diventa difficile applicare tutte le altre: i muscoli, in particolar modo quelli del collo e della schiena, devo essere stimolati correttamente e la vecchia maniera per imparare, quella del libro appoggiato sulla testa da non far cadere mentre si prova a sfilare, è basilare per correggere il portamento.
Testa alta, spalle dritte, pancia in dentro, gambe ben distese (ricordiamo che piegare troppo le ginocchia viene considerato un gravissimo errore) sono le caratteristiche per raggiungere il portamento ottimale.
Al portamento bisogna poi saper abbinare: prendere il giusto tempo, valorizzare gli abiti che si indossano, porre attenzione a come si gestiscono le braccia, l’utilizzo degli occhi e, infine, fare tanto, tanto allenamento.
Ma tutto questo lo tratteremo nelle prossime settimane.
Nel frattempo se aspiri a diventare una indossatrice, se già lo fai ma vuoi fare un passo in avanti, se vuoi dare un giusto coronamento alla tue ambizioni, inizia a pensare a queste prime piccole cose che abbiamo trattato in questo articolo perché quanto vi spiegheremo e consiglieremo, da mercoledì prossimo, sarà un qualcosa di decisamente impegnativo da non prendere alla leggera come se fosse un gioco, perchè sfilare, alla fine, può anche essere un qualcosa di divertente ma non è un gioco.
Alla prossima settimana.