a cura della Redazione

borgo medievale donnasAbbiamo analizzato fino a ora i primi trenta Luoghi del Cuore 2018 del FAI: non riusciremo mai ad analizzare i 37237 siti proposti e votati.
Da oggi andremo ad analizzare alcuni “luoghi” iniziando con regioni che non hanno avuto realtà nei primi trenta posti, otto regioni in tutto.
Iniziamo con la Valle d’Aosta che si è proposta con 273 “luoghi” e andiamo, quindi, a scoprire chi nella classifica regionale ha ottenuto il maggior numero di voti.

Borgo Medievale, Donnas (Ao) – 364° classificato con 443 voti
donnas borgo medievale portaUn borgo che chiede aiuto. Un luogo magico sta chiedendo il vostro aiuto. Un borgo in cui vivono, anzi sopravvivono, 2000 anni di storia. Percorrete il tratto di strada romana intatta, scolpita nella roccia, che da quando i Romani scolpirono percorsero tutti i grandi Re del passato. Oppure catapultatevi nel 1300 come pellegrini e trovate riposo nel borgo medievale. Pregate sulle rappresentazioni della Madonna nera e chiedete di proteggere il borgo dal deterioramento naturale e che l’antica zecca (unico luogo del 1300 dove venne battuta moneta per Valle d’Aosta e Canavese) sia acquistata da chi vuole far rivivere la storia. Il borgo è ormai in completa decadenza e forse non si riprenderà mai. L’alluvione del 2000 ha distrutto animi e sono scappati tutti. Passeggiando si leggono più cartelli Vendesi che targhe storiche. Aiuto è già stato gridato più volte e le uniche due attività presenti non potranno sopravvivere a vita anche se organizzano visite e giornate di intrattenimento.
Superata la maestosa porta orientale, interamente in pietra e costituita da un arco a tutto sesto e percorrendo la strada in discesa verso ovest, il Borgo svela la sua unicità, in quanto mantiene ancora oggi immutata l’atmosfera dei secoli passati.
donnas borgo medievale 1Le sue antiche date incise sugli architravi in pietra, i suoi affreschi stinti, come quello della Madonna con le mani giunte, gli antichi stemmi, le scale a viret, i camini d’epoca, i soffitti a cassettoni, le sue finestre d’epoca, come la grande quadrifora situata di fronte alla piazza comunale e i suoi portoni in noce intagliato, sono solo parte di un vastissimo patrimonio storico, culturale e sociale che oggi diventano il perfetto riassunto dello scorrere del tempo.
Ci troviamo di fronte alla testimonianza del florido passato di questo Borgo fatta di palazzi tra cui il palazzo Enrielli o Henrielli (XVII sec.), i portali in noce e gli affreschi, come quelli della Confraternita dello Spirito Santo (Confrérie du Saint-Esprit), oggi sede dell’Ecomuseo della latteria di Tréby.