di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event

seconda parte

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model: Elisa – fotografo: Antonio Petocchi – con la collaborazione di Fabrizio Capra

Mercoledì scorso abbiamo introdotto l’argomento sul quando e come scegliere il genere “intimo”, “trasparenze” e “nudo”.
Oggi approfondiamo il tema con ulteriori consigli e analisi.
Se si vuole veramente “provare” è bene rivolgersi a un fotografo di fiducia, serio e professionale, e che se promette di non pubblicare le foto si comporti in modo corretto, ricordando però di  escludere esplicitamente dalla liberatoria questo genere di foto.
Con il fotografo prescelto conviene dedicare varie ore sul set affinché si possa gradualmente prendere confidenza nello stare svestita sotto le luci e i flash, utile anche per eventuali sfilate dove potrebbero essere previsti cambi in intimo o con trasparenze.
Fare pratica in questo modo aiuterà a vivere serenamente la situazione che si crea sul set senza preoccuparsi del fatto “come mi stanno vedendo”.
“Provare” serve anche per valutare se le proprie caratteristiche fisiche, e non solo quelle, siano veramente adatte a questo genere.
Bisogna essere disinvolte, espressive e avere anche un bel corpo espressivo ma, soprattutto, bisogna sentirsi a proprio agio con il proprio corpo e, anche, con la propriasessualità.

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model: Serena – fotografo: Alessandro Caramagna – con la collaborazione di Fabrizio Capra

Se si pensa di fare la fotomodella di intimo, trasparenze e, soprattutto, di nudo, bisogna essere certe di poter posare senza arrossire, senza la necessità di coprirsi, di saper mostrare sempre il lato migliore del proprio corpo garantendo di essere sempre espressive.
Viste le numerose e sempre più insistenti richieste di foto di nudo. in particolare da parte di fotoamatori, l’aspirante modella si può porre la domanda: “è proprio necessario essere disposta a posare in intimo o nuda?”.
La risposta chiaramente è no, non è necessario trattandosi di una libera scelta della ragazza, in particolare se lo si fa come hobby o come seconda attività.
Cambia, invece, la valutazione se il lavoro di fotomodella viene scelto come propria attività: non posare “nuda” (e non parliamo delle foto fatte tanto per fare) porta a negare tutta una serie di lavori riducendo di tanto le possibilità professionali.
Prendiamo come esempio tutte le campagne pubblicitarie che hanno per oggetto prodotti per la cura del corpo o creme abbronzanti oppure, ancora, cataloghi di intimo.
Se poi vogliamo analizzare più a fondo il discorso spostiamo l’attenzione non tanto sul risultato finale dove grazie a effetti di luce o ritocchi al computer delle parti intime nulla è mostrato al pubblico ma sulla realizzazione del lavoro. Sovente una fotomodella deve restare parzialmente o completamente nuda sul set per realizzare queste immagini.
Quindi il vero problema si sposta, per la ragazza, nello stare sul set senza imbarazzi e pudori, attorniata da persone che lavorano, fatto che non è un qualcosa di semplice, in particolare le prime volte.
Pertanto se s’intende fare questo genere bisogna mettere in conto la disponibilità a stare più o meno nuda sul set perché accettare certi generi di lavoro e poi non essere disposta può far diventare tutto molto complicato: la fotomodella di professione si distingue da una ragazza qualunque che posa dal fatto che per lei dovrebbe essere naturale trovarsi in queste situazioni.

Barbara e Antonio
model: Barbara – fotografo: Antonio Petocchi – art director: Fabrizio Capra

Un’altra domanda che mi sento porre sovente è: se decido di fare nudo devo fare per forza tutti i generi?
Innanzitutto non deve esistere la parola “per forza”: fare intimo, trasparenze e nudo è una scelta, come abbiamo già detto, che deve essere ponderata e si farà solo il genere che si ritiene più adatto e per il quale si dimostra una maggiore propensione, analizzando tutti i pro e i contro ricordando che la scelta del genere è importante perché poi può condizionare quelle che sono le scelte future.
Ad esempio, per estremizzare, se si decide di lavorare nel settore della fotografia hard difficilmente si riuscirà a risultare poi proponibile per generi più soft.
Mercoledì prossimo andremo ad affrontare le differenze tra i vari generi trattati mercoledì scorso e oggi, al fine di completare il quadro.

Prima parte