a cura della Redazione

Abbazia di San Michele Arcangelo a Lamoli di Borgo Pace (PU) – 8° classificato con 24742 voti
40424_abbazia-di-san-michele-arcangelo-a-lamoli-di-borgo-paceL’Abbazia di San Michele Arcangelo a Lamoli di Borgo Pace (PU), piccolo comune di 600 abitanti, si trova alle pendici dell’Appennino umbro-marchigiano, sul crinale di confine tra Marche, Umbria e Toscana, in un’area selvaggia e incontaminata. I monaci benedettini la fecero costruire tra il IX e il X secolo, anche se oggi l’abbazia appare nella sua veste duecentesca, infatti fonti documentarie la citano dall’anno 1218.
Di imponenti dimensioni, il complesso comprende il monastero, la foresteria e la chiesa ne rappresentano la veste tardo romanica risalente al XII secolo; inoltre conserva un ciclo di affreschi databile al XV secolo oltre a una piccola raccolta di arte sacra e manoscritti esposta nella cripta.
Aspetto esterno
36394_abbazia-di-san-michele-arcangelo-a-lamoli-di-borgo-paceL’Abbazia presenta tutti canoni dell’architettura romanica, quindi interno piuttosto scarno, finestre piccole con scarsa illuminazione che crea penombre; tale particolarità costruttiva è dovuto alla convinzione che il buio o la luce fioca favorisse la concentrazione e quindi desse più forza alla preghiera. Nonostante i numerosi rimaneggiamenti e restauri, l’edificio conserva il suo originale aspetto, una facciata a capanna tripartita, con portale sovrastato da un piccolo rosone centrale.
Prospiciente la parete di fondo della navata destra si trova il campanile a vela, della stessa ampiezza della navata. Oggi restano in piedi, restaurati, la chiesa abbaziale del VII secolo a tre navate con la cripta, e la maggior parte del monastero, adattato a casa canonica e albergo, nel chiostro si trova il Museo dei Colori naturali. Il monastero era provvisto di mura come fortificazione e aveva quindi anche funzioni di difesa.
Interno
42418_abbazia-di-san-michele-arcangelo-a-lamoli-di-borgo-paceL’abbazia benedettina di particolare pregio storico-artistico conserva ancora l’antica struttura tardo romanica a tre navate, con l’austero presbiterio rialzato concluso dall’abside semicircolare con tre piccole monofore e catino. Delle tre navate: quella centrale risulta molto più alta delle laterali ed anche più ampia, scandita da arcate impostate su pilastri. La copertura è ora a capriate, mentre nel 1753 era stata realizzata con un tavolato piatto. La cripta, probabilmente ricostruita durante l’ultimo restauro, realizzato dal 1950 al 1954, presenta la copertura in cemento armato, in netto contrasto con la pietra locale ben squadrata, che costituisce l’elemento costruttivo di tutta l’abbazia. L’interno contiene diverse opere di pregio: un frammento di affresco, ora riportato nel quadro rappresentante il Calvario, del ‘300, alcuni affreschi di Scuola umbra del ‘500 rappresentanti San Romualdo e San Giuliano, e un affresco del XV sec. rappresentante una Madonna che allatta il Bambino. Oltre agli affreschi si trova una tempera su tavola a lunettone raffigurante l’Eterno Padre tra Due Angeli, che è una delle opere più significative custodite all’interno e attribuita a Raffaelin del Colle, pare che sia stato abbandonato in chiesa molto probabilmente da un ladro che colto da rimorso si è voluto in qualche maniera disfare di questa sua refurtiva abbandonandola nel luogo sacro. Troviamo inoltre un olio su tela raffigurante il Presepe di scuola Fiorentina del XV-XVI secolo e un Crocifisso ligneo, che si ritiene della scuola del Brunelleschi (1500), di grande impatto emotivo oltre che di notevole pregio artistico noto come il Cristo spirante. Nella nella cripta preromanica sono raccolti alcuni frammenti scultorei conservati, che fanno ipotizzare una origine nel VI secolo d.C.

42419_abbazia-di-san-michele-arcangelo-a-lamoli-di-borgo-paceL’attribuzione all’Arcangelo ha chiari riferimenti all’epoca Longobarda dove fu massima la costruzione di siti dedicati al culto di San Michele.
L’abbazia benedettina pare sia stata fondata, parallelamente a quella di Scalocchio da alcuni discepoli poco dopo la morte di San Benedetto, avvenuta nel 543 d.C.
Lamoli in quel tempo si trovava perfettamente inserita in una delle principali vie commerciali a cavallo tra Roma e Urbino, importante centro di sosta e di cultura per chi si recava per motivi commerciali, religiosi o politici dal sud ovest al nord est dell’Italia, quindi un punto di notevole rilevanza. Ci troviamo, altresì. di fonte ad una linea di cammino lungo il torrente Meta, che, unendosi al torrente Auro dà vita al fiume Metauro, percorsa nell’antichità da centinaia di migliaia di pellegrini, una direttrice che passando dall’alta valle del Tevere portava dritta all’Adriatico.
L’Abbazia quindi ricopriva un doppio ruolo, da una parte dare ospitalità e sostegno alle persone che transitavano, curare le ferite che potevano presentarsi durante il cammino e dall’altro soprattutto dare forza allo spirito attraverso la fede.

38953_abbazia-di-san-michele-arcangelo-a-lamoli-di-borgo-paceProprietà della Curia, l’abbazia è accessibile e ben conservata. Essendo, Lamoli, un paese strettamente legato alla montagna, d’estate diventa una meta di villeggiatura e d’escursioni con numerosi turisti provenienti dalle vicine regioni di Umbria e Toscana ma anche dal resto della provincia di Pesaro-Urbino.
Nel 2012 un’abbondante nevicata ne ha seriamente compromesso la stabilità del tetto. Far conoscere questo luogo, valorizzarlo e restaurarne il tetto è lo scopo che ha mosso il comitato “per la valorizzazione dell’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo” a segnalare il bene al censimento.