di Fabrizio Capra
Social network
1. in Internet, ambiente virtuale in cui gli utenti possono connettersi, comunicare tra loro e condividere informazioni personali, testi, immagini, video ecc.
2. (sociol.) insieme di persone unite tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla semplice conoscenza ai vincoli familiari.
foto Sergio Di
foto Sergio Di

Ho voluto avviare questa mia riflessione partendo dalla definizione proposta dal sito della Garzanti giusto per avviare un ragionamento logico partendo da basi concrete.
Ho voluto partire da questo, anche per chiarire le idee con me stesso, perché inizio ad avere un po’ di dubbi.
Si parla di comunicare e condividere però appena vai a taggare un po’ di amici per far sapere quello che hai condiviso ti trovi bloccato, non puoi più taggare per tot ore o tot giorni.
Alla faccia del condividere e del comunicare: allora che cosa ti consentono di mettere fino a cento tag ad amici se poi ti dicono che non rispondi agli standard e ti bloccano?
Anzi in un mondo sempre più frenetico poter taggare gli amici interessati può risultare qualcosa di utile: saranno loro a chiederti, eventualmente, di non essere più taggato.
Poi, invece, passano senza problemi e senza restrizioni quelli che ti propongono improponibili “catene di Sant’Antonio” oppure cercano di rifilarti finanziamenti commentando con una frase fatta qualunque cosa vai a pubblicare.
Fantastico poi quando, sempre per questi fantomatici standard, ti vedi bloccata una splendida foto raffigurante un rinoceronte nella savana (probabilmente non mi ero accorto che era nudo) per poi scoprire che foto di violenze o che rasentano il volgare e il cattivo gusto restano tranquillamente al loro posto.
Oggi il modo di comunicare passa soprattutto attraverso queste nuove tecnologie, non possiamo più nasconderci; personalmente credo fermamente nella grande potenzialità dei social ma solo se si usano cum grano salis.
Ci stanno frizzi e lazzi, ci stanno le “foto ignoranti”, ci stanno prese di posizione e pareri personali. Non ci sta il comportamento becero, non ci stanno la fake e chi ci da corda, non ci sta l’insulto.
Però gli stessi amministratori dei social devono capire quando e come intervenire.
Chiudo con una frase bellissima del mio concittadino Umberto Eco: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”.