di Fabrizio Capra

giuliana busto primo pianoDomenica 11 novembre l’agenzia RP Event di Roberta Pelizer con il patrocinio del Comune di Pontestura e la collaborazione della Pro Loco di Pontestura organizza nel Teatro Verdi del paese casalese un evento di moda e musica a scopo benefico con raccolta offerte a favore dell’AFeVA, l’Associazione Famigliari Vittime Amianto Onlus.
Nel corso di un incontro svolto nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di conoscere personalmente e di apprezzare l’impregno di Giuliana Busto, presidente AFeVA e a lei abbiamo rivolto alcune domande.

giuliana busto manifestazioneGiuliana, cosa significa essere Presidente dell’AFeVA?
È  una grande responsabilità. Un impegno sia dal punto di vista umano che istituzionale. La gente ti riconosce e si aspetta che la battaglia intrapresa ottenga risultati visibili ed immediati; questo è molto difficile perché la burocrazia ti frena in tutti i settori e non sempre è facile farlo capire. Il mio impegno, comunque è quello di portare avanti i nostri ideali e far conoscere la nostra realtà in Italia e non solo”.

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Giuliana Busto con il sindaco di Pontestura, Franco Berra, e Roberta Pelizer, RP Event

Quanto l’opinione pubblica è consapevole del dramma “amianto”?
Se parliamo dell’opinione pubblica delle nostre zone, direi che, con gli anni, e soprattutto con la testardaggine con la quale abbiamo sempre cercato di diffondere la consapevolezza e la conoscenza delle problematiche legate all’amianto, specialmente nel settore scolastico, direi che alcuni risultati sono stati ottenuti. Nelle nostre scuole, infatti, fin da bambini, anche tramite il Concorso Cavalli, che vede la partecipazione degli alunni dalle Materne alle Superiori, si ha la percezione di questa realtà. Un po’ diverso invece è il discorso per altre zone, anche solo nei paesi limitrofi, per questo cerchiamo di diffondere la nostra storia anche attraverso le immagini. Attualmente stiamo proponendo un docu-film della giornalista Rosy Battaglia, dal titolo ‘La rivincita di Casale Monferrato’ che racconta gli ultimi quattro anni delle nostre vicende ed evidenzia come, nonostante il triste epilogo del processo che, a causa della prescrizione, ha cancellato le colpe che pur erano state ampiamente riconosciute, la cittadinanza ha dimostrato di non piegarsi e di voler comunque continuare a perseguire la giustizia. Casale, infatti, è stata definita città resiliente proprio per la sua capacità di risollevarsi e non arrendersi”.

giuliana bustoDomanda difficile: come si riesce a guardare al futuro?
Il futuro deve, e sottolineo deve, essere guardato sempre con ottimismo, e proprio per quanto appena detto, Casale ha dimostrato di essere in grado di credere sia nella giustizia che, come ha recentemente dichiarato il Procuratore Guariniello, non deve essere un sogno, che nella capacità di rigenerarsi; una dimostrazione evidente, a questo proposito, è la costruzione del Parco Eternot, nato proprio sulle macerie della fabbrica della morte, che è diventato un simbolo di quanto la città sia stata in grado di rinascere, infatti, come spesso diciamo, l’unica battaglia che si perde è quella  che si abbandona”.

Bandiera_ETERNIT_GIUSTIZIAFa più male vedere i propri cari subire il mesotelioma o vedere impuniti i responsabili di questo disastro?
Vedere impuniti i responsabili fa sicuramente male, specialmente perché il non pagare per il danno procurato, lede la dignità dell’essere umano in quanto individuo ma è molto più doloroso assistere un malato di mesotelioma; non hai possibilità di incoraggiarlo perché al momento, purtroppo, nonostante le varie terapie sperimentali, non esiste ancora una cura specifica; esistono invece varie forme di mesotelioma  per cui un tipo di cura valida per un malato, può essere completamente inutile per un altro”.

Consapevole di un’altra domanda difficile: come vive una persona che è stata toccata da vicino da questo dramma?
Essere toccati da vicino da questo dramma ti apre un mondo. Ci sono persone che non vogliono più sentir parlare di amianto, di eternit, che cercano in tutti i modi di allontanarsi dal problema, ed è un comportamento rispettabilissimo perché ogni essere umano vive la proprie esperienze in modo unico; per altri, invece, come la sottoscritta, diventa un impegno civile di divulgazione sociale perché il desiderio di fondo, come la storia ci insegna, è che bisogna imparare dal passato affinché non si ripetano gli stessi errori in futuro”.