Capodanno con i programmi Rai: i Concerti di Vienna e Venezia, Ovidio, Roberto Bolle

Riceviamo e pubblichiamo
Primo dell’anno sui canali Rai con il Concerto di Capodanno di Vienna diretto dal mastro Riccardo Muti e quello da La Fenice di Venezia diretto da maestro Daniel Harding. Si parla del poeta Ovidio a “Passato e Presente”. Prima serata Rai con Roberto Bolle e il programma “Danza con me”.

Riccardo Muti dirige il Concerto di Capodanno da Vienna
È il grande direttore d’orchestra italiano Riccardo Muti il protagonista del Concerto di Capodanno dal Musikverein di Vienna, in diretta venerdì 1° gennaio alle 11.15 su Radio3, in differita alle 13.30 su Rai2, e in replica alle 21.15 su Rai5. Il Maestro Muti, che nel 2021 compirà ottant’anni, affronta il tradizionale e festoso appuntamento con i Wiener Philharmoniker per la sesta volta nella sua straordinaria carriera. Per l’occasione, oltre ai valzer e alle polke della famiglia Strauss, propone anche pagine di Carl Zeller e Carl Millöcker, mai suonate prima a un concerto di Capodanno. La regia tv è curata da Henning Kasten

Concerto di Capodanno dal Teatro La Fenice: sul podio veneziano Daniel Harding
È il direttore d’orchestra inglese Daniel Harding il protagonista dell’ormai tradizionale Concerto di Capodanno da La Fenice di Venezia, che Rai Cultura propone venerdì 1° gennaio alle 12.20 in diretta su Rai1, con replica alle 18.15 su Rai5. Con l’Orchestra della Fenice e le voci soliste del soprano Rosa Feola e del tenore Xabier Anduaga, Harding propone una scelta di brani di grandi operisti italiani ed europei. Dopo l’omaggio a Wolfgang Amadeus Mozart nel duecentotrentesimo anniversario della morte con l’ouverture dalle Nozze di Figaro, la scaletta prevede due pagine verdiane amatissime: l’aria del duca di Mantova «La donna è mobile» dal Rigoletto e il celebre coro «Chi del gitano i giorni abbella!» dal Trovatore; seguirà l’arie di Juliette «Je veux vivre dans le rêve» dal Romeo et Juliette di Charles Gounod. Dopo la splendida Barcarolle dai Contes d’Hoffmann di Jacques Offenbach, di nuovo una prova di bravura per il tenore: l’aria «Ah, mes amis, quel jour de fête!» dalla Fille du régiment di Gaetano Donizetti. Il celeberrimo Intermezzo dalla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni farà da introduzione alla parte conclusiva del concerto, affidata a tre brani verdiani: l’aria di Violetta «È strano!… è strano!… Sempre libera degg’io» dalla Traviata e, come da tradizione, i due cori «Va pensiero sull’ali dorate» dal Nabucco e l’immancabile brindisi «Libiam ne’ lieti calici» di nuovo dalla Traviata. La regia televisiva è curata da Fabrizio Guttuso.

“Passato e Presente” racconta Ovidio, il poeta “scomodo” 
L’impero di Augusto ha portato a Roma pace, ricchezza e fermento culturale. Il giovane Ovidio diventa presto uno dei massimi poeti dell’età augustea, insieme a Virgilio, Orazio e Tibullo. Li sostiene Mecenate, ricco amico e consigliere di Augusto. Ma mentre Virgilio celebra le origini di Roma e Orazio ne esalta le antiche virtù, Ovidio canta la gioia dei sensi e racconta le stravaganti e lussuriose avventure degli dei di Roma. Un personaggio raccontato dal professor Alessandro Barbero e Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda venerdì 1° gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Proprio per i suoi scritti, forse, Augusto caccia Ovidio da Roma e lo esilia sul Mar Nero, ai confini dell’impero, mentre altre possibili cause dell’esilio, legate a scandali di corte o complotti politici, non sono mai state chiarite. Dopo dieci anni d’esilio Ovidio muore solo, lontano dalla Città eterna. 

Roberto Bolle in “Danza con me”
Ad aprire un anno carico di speranza e aspettative, ancora una volta, Rai1 ha voluto la bellezza dell’arte e della danza di Roberto Bolle con il suo Danza con me, in onda in prima serata il 1° gennaio 2021 che torna per la quarta edizione. La conduzione della serata è affidata agli attori Francesco Montanari e Stefano Fresi. Un duo inedito, che richiama la televisione di un tempo, elegante e divertente. I due, armati anche di un pianoforte, presenteranno, interpreteranno, suoneranno e balleranno. Accanto a loro Miriam Leone, che con grazia e ironia non mancherà di rivelare doti nascoste di ballerina. Danza con me – prodotto da Rai1 in collaborazione con Ballandi e Artedanza srl – è una bella abitudine a cui non ci si abitua mai. Pur nelle difficoltà del fare spettacolo di questi tempi, Danza con me va in scena anche quest’anno e viaggia, incontra, abbraccia portando gli spettatori con leggerezza in un mondo altro. Gli ospiti che hanno accettato l’invito di Roberto Bolle a esibirsi con lui sono molti tra cui Vasco Rossi, Michelle Hunziker, Ghali, Diodato, Fabio Caressa.

Lunedì Rai: Vienna, le donne di Augusto e Santa Caterina da Siena

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, lunedì 26 ottobre, nella programmazione Rai vi consigliamo l’ultimo episodio di “Vienna: impero, dinastia e sogno”. Per “Cronache dall’impero” le donne di Augusto. Si parla di Santa Caterina da Siena per la serie “La croce e la spada”.

Vienna: impero, dinastia e sogno: la città dei sogni
Nel 1814 Vienna è il centro del mondo, perché sede del congresso che deve ristabilire l’ordine nell’Europa post napoleonica. Accanto al frenetico lavoro della diplomazia, la città vive il fermento delle idee, che annunciano la restaurazione dell’Ancient Regime. Sono gli eventi al centro dell’ultimo episodio della serie “Vienna: impero, dinastia e sogno”, in onda lunedì 26 ottobre alle 20.30 su Rai5. Nei decenni che seguono, gli Asburgo restano signori e padroni della città e dell’impero, ma subiscono attacchi e attentati, che ne determineranno la fine. Ciononostante, Vienna conosce nuovo splendore; dai diversi paesi dell’impero arrivano in città pensatori e artisti, che la trasformano in un singolare crogiuolo di creatività. Ma accanto a Sigmund Freud, Arnold Schönberg, Egon Schiele e Gustav Klimt, per le strade di Vienna passeggiano anche Iosif Vissarionovič Stalin e Adolf Hitler.

“Cronache dall’impero”: le donne di Augusto, il fallimento di un patriarca
Due secoli di storia di Roma raccontati attraverso i pensieri e le emozioni che hanno determinato i destini dei grandi imperatori, dalla sobrietà ambigua di Augusto all’ascesa dei Flavi, dalla gloria di Traiano allo scatenato Elagabalo, passando dal doppio volto di Adriano, dall’ambizione di Agrippina, dalla complessità di Tiberio e dai dubbi di Marco Aurelio. Li ricostruisce, scandagliando le fonti antiche ed esplorando i luoghi dell’azione, Cristoforo Gorno nella nuova serie di Rai Cultura in otto puntate “Cronache dall’Impero”, in onda in prima visione da lunedì 26 ottobre alle 21.10, su Rai Storia. Si comincia con Augusto. La sua grandezza politica è indiscutibile, ma la sua storia familiare, piena di scandali, intrighi e morti sospette, dipinge un ritratto diverso e più fosco del primo imperatore. Visitando l’Ara Pacis, la casa di Augusto e quella di sua moglie Livia, emerge il fallimento di un patriarca.

La croce e la spada racconta Santa Caterina da Siena 
Caterina nasce a Siena nel 1347, ventitreesima figlia di un tintore. Fin da piccola decide di non sposarsi e vive in una piccola cella che si ricava in casa, vestendo la tunica bianca e il mantello nero dei domenicani. Passa la vita dedicandosi attivamente alle opere di carità, curando i malati e i lebbrosi e assistendo i condannati a morte. Secondo la tradizione, muore a Roma a trentatré anni, nel 1380, sfinita dalle troppe penitenze. Viene canonizzata da un papa di Siena, Pio II, nel 1461. A lei e ai suoi luoghi di culto è dedicato l’appuntamento con “La croce e la spada”, in onda lunedì 26 ottobre alle 22.15 su Rai Storia. In primo piano l’imponente basilica di San Domenico, una costruzione in stile gotico iniziata nel XIII secolo, molto frequentata da Caterina durante la sua vita. All’interno della struttura è conservata la Sacra Testa di Santa Caterina, collocata su un altare marmoreo dello scultore Giovanni di Stefano. Sono, inoltre presenti capolavori pittorici del Sodoma, come “L’estasi di Santa Caterina” e “Santa Caterina cade tramortita dopo aver ricevuto le stimmate“. Oltre alla basilica, nella città di Siena è presente la Casa Santuario di Santa Caterina. Al di là del porticato c’è una celletta, dove sono custoditi oggetti legati alla Santa: il bastone usato per sorreggersi, la boccetta nella quale metteva gli aromi per alleviare i dolori dei malati e la borsa in seta che contenne la sua testa quando fu staccata dal corpo sepolto a Roma e trasportata a Siena. Notevole è inoltre l’Oratorio del Crocifisso, costruito nel 1623 sull’orto della famiglia di Caterina per custodire il crocefisso che secondo al tradizione le procurò le stimmate. Sono importanti anche le preziose ceramiche: vasi di porcellana stupendamente decorati, usati per contenere l’olio della lampada votiva, offerti in occasione delle Festa che ogni anno viene celebrata a Siena in onore di Santa Caterina. Ma tracce della vita della Santa sono presenti in tutta la città. 

Venerdì Rai: Ritorno alla natura, Vienna e Sardegna

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Domani, venerdì 23 ottobre, tra i programmi che andranno in onda sui canali Rai segnaliamo la serie “Ritorno alla natura”, il secondo episodio di “Vienna: impero, dinastia e sogno” e per “Art Rider” puntata dalla Sardegna.

“Ritorno alla natura”: il Saaristomeri
Itinerari insoliti e trekking accessibili a tutti attraverso le terre della Finlandia raccontati da un’appassionata di mito e leggende e dall’autore di un blog di viaggi molto frequentato, Reetta Ranta e Antti Huttunen. È la serie “Ritorno alla natura”, in onda da venerdì 23 ottobre alle 13.30 su Rai5. In nove episodi, i due protagonisti attraversano otto regioni e 24 destinazioni diverse che ripercorrono le terre finlandesi narrate nel poema epico “Kalevala”, combinando avventura, mitologia e narrazione, cultura e tradizione, anche culinaria. Leggenda e storia si mescolano così per portare il viaggiatore lontano dalla città e dai suoi ritmi, presso laghi, foreste, paesaggi da sogno che mostrano quanto il contatto con la natura selvaggia e il rispetto dell’ambiente siano fondamentali soprattutto oggi. Al centro del primo episodio è Saaristomeri, il mare dell’arcipelago. Qui ogni notte la luce calda del faro di Bengtskär lampeggia all’orizzonte. Ma non è lì da sempre a guidare i viaggiatori: le tempeste e le scogliere del Saaristomeri, infatti, sono costate la vita a molti.

Vienna: impero, dinastia e sogno: la città barocca
Una città al centro della storia d’Europa dai tempi dell’Antica Roma fino alla Prima guerra mondiale. Lo storico Simon Sebag Montefiore racconta Vienna e le guerre, gli intrighi e le lotte di potere, ma anche l’arte, l’architettura e la grande musica, che dal Medioevo al XX secolo l’hanno contraddistinta, nella serie “Vienna: impero, dinastia e sogno”. Nel secondo episodio, in onda venerdì 23 ottobre alle 20.30 su Rai5, Montefiore ripercorre il periodo barocco: dopo aver arginato le mire espansionistiche ottomane, l’Austria frena le ambizioni francesi sul continente europeo e gli Asburgo si spartiscono con i Borbone un ricco bottino territoriale. Vienna si afferma come città trionfante, dove fioriscono le arti e dove si sviluppa un ricco substrato culturale, che porta in dote Mozart, Haydn e Beethoven e gioielli architettonici come Schönbrunn. 

Art Rider. La Sardegna da Monte D’Accoddi a Sant’Antioco
La Sardegna, culla dell’antica civiltà nuragica, è stata oggetto di numerose dominazioni che hanno contribuito ad arricchirla culturalmente. L’archeologo Andrea Angelucci va alla scoperta di questa terra, nell’ultimo episodio della serie in prima visione “Art Rider” in onda venerdì 23 ottobre alle 21.15 su Rai5. Lo fa seguendo un tragitto che va da nord a sud, passando per luoghi di culto di 6000 anni fa e attraversando sotterranei poco noti fino a giungere verso il mare, a Sant’Antioco. Qui incontrerà una donna che porta avanti la memoria di un’antica tradizione fenicia. Il tutto all’insegna della parola d’ordine: avventura. 

Giovedì Rai: Vienna e il professor Alessandro Barbero

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Domani, giovedì 22 ottobre, tra i programmi Rai segnaliamo “Vienna: impero, dinastia e sogno” su Rai5 mentre su Rai Storia il professor Barbero introduce la nuova puntata di “Per la fede e per il trono” e conduce la “Storia del mondo”.

Vienna: impero, dinastia e sogn. La città imperiale 
Vienna
, la città al centro della storia d’Europa dai tempi dell’Antica Roma fino alla Prima guerra mondiale. Lo storico Simon Sebag Montefiore racconta guerre, intrighi e lotte di potere, ma anche arte, architettura e grande musica, dal Medioevo al XX secolo nella serie “Vienna: impero, dinastia e sogno”, in onda da giovedì 22 ottobre alle 19.30 su Rai5. Al centro di tutto, la dinastia degli Asburgo, che per centinaia di anni ha esercitato forte influenza sugli equilibri europei fino a diventare, sulla via di un inevitabile tramonto, protagonista del casus belli che portò allo scoppio del primo conflitto mondiale. Il primo episodio inizia 2000 anni fa, quando i romani costruiscono la cittadina fortificata di Vindobona per difendersi dalle aggressive tribù germaniche. Dopo la caduta di Roma per mano dei barbari, Vienna attraversa anni bui, fino a ritrovare, secoli dopo, la gloria come baluardo contro la minaccia islamica. Con l’avvento della dinastia degli Asburgo, che avrebbe dominato fino alla Prima Guerra Mondiale, la città assume un ruolo centrale nella storia e nella cultura d’Europa.

Per la fede e per il trono: “Fratelli nemici”
Quando Enrico III viene incoronato re di Francia, teme che suo fratello, Francesco, possa tradirlo. Sono i fratelli nemici protagonisti del nuovo episodio di “Per la fede e per il trono” per la serie “a.C.d.C.” introdotta dal professor Alessandro Barbero e in onda in prima visione giovedì 22 ottobre alle 21.10 su Rai Storia. Francesco abbraccia la causa protestante e diviene l’eroe dei fiamminghi, i quali gli chiedono aiuto per cacciare dal regno il cattolico re di Spagna, Filippo II. Caterina de’ Medici fa di tutto per far riconciliare i suoi figli. Organizza, quindi, un incontro tra Elisabetta I di Inghilterra e suo figlio Francesco. I due si innamorano, ma la sorte non sarà loro favorevole.

La “Storia del mondo” con il professor Barbero: l’età del saccheggio
Il capitalismo “globale” nasce con Cristoforo Colombo che scopre l’America mentre cerca l’Oriente: così, tra il 1492 e il 1637, il capitalismo europeo si diffonde in tutto il mondo tra corsa all’oro e diffusione del cristianesimo. Un periodo raccontato da “L’età del saccheggio”, in onda giovedì 22 ottobre alle 22.10 su Rai Storia, con un’introduzione del professor Alessandro Barbero per il ciclo “La storia del mondo”. L’Europa, intanto, è distrutta dalle guerre di religione che hanno inizio con la protesta di Martin Lutero contro la Chiesa cattolica a Wittenberg: nasce il protestantesimo. Il vecchio continente vive, così, grandi cambiamenti, gli imperi crescono e si arricchiscono e anche lo zar Ivan “il terribile” vuole fare lo stesso in Russia, costruendo un ricco impero sul commercio di pellicce dalla Siberia. Sono però i bucanieri olandesi e inglesi a compiere gli affari migliori, fondando le società a responsabilità limitata e la prima borsa del mondo. 

Praga e Vienna: due città da visitare

di Alice Sansebastiano
Torna una “penna” che ci fa piacere ospitare sulle pagine della nostra rivista. Alice Sansebastiano ci racconta in modo sempre appassionato le sue esperienze di “vacanze”. Oggi spazio a Praga e Vienna due città da visitare almeno una volta nella vita.

Quest’anno è risultato un periodo davvero molto triste e molto particolare… a livello personale non è iniziato nel migliore dei modi e poi è continuato ancora peggio con l’arrivo della pandemia che tutti bene conosciamo.

Avevamo, come tutti, dei progetti per l’estate e, addirittura, anche per l’inverno, progetti  che, come a milioni di italiani  e persone nel mondo, sono saltati.
Cosi abbiamo deciso che, in ogni caso, qualche giorno in giro per il mondo insieme alla coppia fissa dei nostri due amici viaggiatori e l’aggiunta di mio fratello e del fratello del mio amico saremmo partiti.
Destinazione vacanza culturale… Praga e Vienna.
Voli low cost  con Ryanair e ostelli per divertirci e spendere poco. E così via…. partenza!

Il primo ostello (oltretutto bellissimo) era in centro a Praga e questo ci ha permesso di goderci al meglio la città perché l’abbiamo vissuta in pieno. 
Eravamo a pochissimi passi dal Ponte Carlo che conduce alla città vecchia dominata da uno splendido castello.
La magia della città  è quasi indescrivibile: tutto è curato nei minimi dettagli, dai palazzi, alle strade, ai lampioni.
Sembrava di essere dentro una cartolina: tutti gli edifici sono palazzi storici e quindi ricchi di fascino e di storia.
Incredibile come città. Abbiamo visitato ovviamente la piazza della città vecchia, il duomo, l’orologio astronomico, la casa danzante e molto molto altro. Tutti i vari quartieri, i ponti, le viuzze caratteristiche… magico davvero.
Anche l’isoletta centrale sotto il Ponte Carlo ricca di vegetazione e di giardini.
Insomma non ci siamo persi nulla.

Non sono mancate le visite culinarie dove abbiamo avuto modo di assaggiare diverse specialità del luogo.
Un ristorante particolarissimo è il Fleku: praticamente allestito internamente come una fiera ma a cielo aperto, ricordandoci che però è un ristorante. Davvero interessante dove tra risate e balli tipici abbiamo cenato allegramente.
Consiglio anche il Tdrol  un dolce tipico che si trova ad ogni angolo della città.
Nella ridente Praga ci siamo fermati per due giorni da qui il nostro tour è ripartito verso Vienna.
La ricca e moderna Vienna: sicuramente  parliamo di un altro tipo di città.
La magia che si respirava a Praga non la si trova a Vienna ma semplicemente perché si respira l’aria della grande e ricca città: negozi chic e grandi marche anche se ovviamente racchiude al suo interno una grande storia.

Ciò che mi ha colpito di più è  stato il Castello di Schönbrunn ovvero il castello di Sissi, veramente favoloso ricco di sfarzo con una distesa di giardini inimmaginabile. Abbiamo visitato tutto il parco da cima a fondo ed è da rimanere senza fiato.
Poi abbiamo deciso di prendere il big bus che ci ha condotto in tutti i punti più caratteristici della città a partire dalla Wiener staatsoper, al Castello di Hofburg , al Castello del Belvedere, al Stefhansdom (ovvero la Cattedrale di Santo Stefano).

Siamo poi scesi anche al Prater che è il parco giochi (quello che si vede nel telefilm Rex per intenderci) e ci siamo divertiti sulle giostre, tornando per qualche ora bambini.
Anche qui non poteva mancare l’assaggio della Torta Sacher, rito effettuato all’interno dello storico hotel Sacher.
È stata una vacanza favolosa davvero ricca di cultura di cibo e di magia… poi quando si sta con i propri amici ed un pezzo della propria famiglia nulla può andare storto.
Un viaggio che consiglio a tutti.

PRAGA

VIENNA

Torino, Palazzo Madama: giovedì 4 aprile conferenza su come si rideva delle corti al tempo del Re Sole

a cura della Redazione

torino ridere tempo re sole 1Palazzo Madama a Torino ospita giovedì 4 aprile, alle ore 17.30, la quarta conferenza del ciclo dedicato alla mostra Madame Reali: cultura e potere da Parigi a Torino”.
Titolo dell’incontro, che si terrà nel Gran Salone dei Ricevimenti, “Ridere delle corti al tempo del Re Sole”, relatore Giovanni Ricci e a cura della casa editrice Il Mulino.
Le corti trionfanti, le guerre dinastiche ritualizzate, non lasciano molto spazio alla dissidenza: tanto più preziose, dunque, le voci ironiche, che l’inevitabile prudenza non rende meno pungenti.
È il caso delle incisioni del bolognese Giuseppe Maria Mitelli (1634-1718).
torino ridere tempo re sole 2Attivo anche a Roma, Venezia e Madrid, di lui si conoscono oltre 1500 incisioni su rame, alcune decine delle quali illustrano le vicende politico-militari di un tempo che corrisponde all’egemonia di Luigi XIV, re di Francia.
Tutte le potenze europee sono raffigurate, compresi gli ottomani all’assedio di Vienna.
Dei contendenti si mettono alla berlina gli abbigliamenti differenziati e persino certe caratteristiche nazionali già fissate in stereotipi.
La cultura della burla, già fiorente nel Rinascimento, si arricchisce di strumenti grafici rinnovati: didascalie e cartigli, cui manca solo la nuvoletta per diventare fumetti a pieno titolo, rebus, giochi di parole e scioglilingua.
L’identificazione della situazione prescelta è immediata, al punto che sotto l’apparente leggerezza formale nulla è innocente o gratuito.
torino ridere tempo re sole 3Fasci di luce inconsueta illuminano così il mondo delle corti.

Giovanni Ricci, già professore ordinario di Storia moderna all’Università di Ferrara, si è occupato, fra l’altro, di signorie italiane nel Rinascimento e di rapporti fra l’Europa e l’impero ottomano. Fra i suoi ultimi libri: I giovani, i morti. Sfide al Rinascimento, Bologna, il Mulino, 2007; I turchi alle porte,Bologna, il Mulino, 2008; Appeal to the Turk: ther broken boundaries of the Renaissance, Roma, Viella, 2018.

Costo della conferenza: € 5; ridotto € 3 (insegnanti, studenti, Abbonati Musei) (pagamento il giorno della conferenza presso la biglietteria). Ingresso fino a esaurimento posti con prenotazione obbligatoria: tel. 0114429629; madamadidattica@fondazionetorinomusei.it
Prossimi appuntamenti:
10 aprile 2019 ore 17.30 Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours di Robert Oresko
Relatori: Blythe Alice Raviola, Università degli Studi di Milano; David Parrott, Università di Oxford
17 aprile 2019 ore 17.30 Intrighi matrimoniali tra Torino e Parigi: la corrispondenza di Albert Bailly con le Madame Reali
Relatore: Antonella Amatuzzi, professore associato di Lingua francese Università degli Studi di Torino