Alessandria: all’associazione Cultura e Sviluppo giovedì 4 aprile si discute del “lungo Sessantotto”

a cura della Redazione

cultura e sviluppoGiovedì 4 aprile, dalle ore 19, all’Associazione Cultura e Sviluppo Alessandria (piazza Fabrizio De André 76), Corrado Malandrino, Professore Ordinario di Storia delle dottrine politiche e Cattedra Jean Monnet (Università del Piemonte Orientale), Fausto Proietti, Professore Associato di Storia delle dottrine politiche (Università di Perugia) e Marco Revelli, Professore Ordinario di Scienza politica (Università del Piemonte Orientale) si confronteranno sul tema Il “lungo Sessantotto”. Dal Maggio francese all’Autunno caldo.
Benché sia entrato nella memoria collettiva tramite il riferimento a uno specifico anno, il “Sessantotto” fu in realtà un fenomeno più ampio e articolato. L’esplosione della contestazione giovanile e studentesca fu preparata dai fermenti politici, sociali e culturali di fine anni ’50 e nella sostanza proseguì all’inizio degli anni ’70, prima che le istanze di democratizzazione e “liberazione” della società (e di vari suoi ambiti in particolare, dalla famiglia alla scuola) cedessero il passo a una sempre più diffusa e capillare violenza politica organizzata.
In quest’ottica, l’Associazione Cultura e Sviluppo – in collaborazione con il Laboratorio di Storia, Politica, Istituzioni (LaSPI) dell’Università del Piemonte Orientale – si propone di discutere i caratteri e il significato del “lungo Sessantotto”, soffermandosi in particolare sul successivo intreccio con le vicende operaie dell’Italia a cavallo fra boom economico e ristrutturazione industriale, destinate a sfociare nella storica approvazione dello Statuto dei lavoratori. Alla discussione interverranno i professori Corrado Malandrino, Ordinario di Storia delle dottrine politiche presso l’UPO, presidente del LaSPI e curatore di un recente Vocabolario Politico del Sessantotto (apparso sulla rivista “Il Pensiero Politico”), Fausto Proietti, Associato di Storia delle dottrine politiche nell’Università di Perugia e Redattore Capo de “Il Pensiero Politico”, e Marco Revelli, Ordinario di Scienza politica presso l’UPO e studioso delle trasformazioni politico-sociali del Novecento.
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Alessandria: il “sessantotto” parlato e cantato giovedì a Cultura e Sviluppo

a cura della Redazione
i nuovi trovieri

i Nuovi Trovieri

Giovedì prossimo, 22 novembre, l’Associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria (piazza Fabrizio De André 76), dalle 19 alle 23 (con una pausa alle ore 20,30), ospita un interessante incontro dal titolo “Il movimento del sessantotto – riflessioni, parole, musica”.
Il Sessantotto, a distanza di cinquant’anni, rimane un momento altamente simbolico, soprattutto grazie alle manifestazioni studentesche (e poi operaie) che ebbero luogo in moltissimi Paesi. Anche l’Associazione Cultura e Sviluppo ha pensato di riflettere su quello snodo fondamentale con un appuntamento dei Giovedì culturali articolato in due momenti distinti.
Nella prima parte, a partire dalle ore 19, il professor Bruno Cartosio (Università di Bergamo) rifletterà su ciò che il movimento del ’68 ha rappresentato, e sulla sua eredità, con particolare attenzione per gli Stati Uniti. Con lui interverrà Pier Paolo Poggio (Fondazione Luigi Micheletti), con uno sguardo più orientato all’Italia e all’Europa.
locandina sessantotto acsalNella seconda parte della serata, si esibiranno invece due gruppi musicali, i Suoni Ribelli (Gianluca Bianchi, fisarmonica, flauto, voce; Mimma Caldirola, voce; Enzo Macrì, voce, regia; Dino Porcu, chitarra; Otello Vanni, chitarra e voce) e i Nuovi Trovieri (Gianni Ghè, Gianfranco Calorio e Giancarlo Monfredini), che insieme proporranno uno spettacolo dal titolo Come un tram senza freni. La musica del ’68 e dintorni.
Gli anni Sessanta non furono solo il decennio dei diritti civili e della guerra del Vietnam, delle rivolte di strada e degli assassinii politici, ma anche dei Beatles e dei Rolling Stones, di Bob Dylan e Joan Baez. La musica e il suo linguaggio universale furono gli elementi che unirono i ragazzi di tutte le nazionalità. I Rockes, I Nomadi, Guccini, L’Equipe 84, e tanti altri, inserirono nel contesto musicale italiano oltre ai capelli lunghi, ai jeans e all’abbigliamento stravagante, anche i temi della rivolta sociale. Nei testi, spesso tradotti dall’inglese, si raccontava oltre al disagio esistenziale della condizione giovanile, la speranza di un mondo nuovo e la contrarietà alla guerra. E poi c’era la canzone politica. Esclusa dai media, aveva tuttavia i suoi canali di diffusione nel “movimento”. Ogni occasione era buona per tirare fuori la chitarra e intonare “Contessa” o “Cara Moglie”. La musica del “Nuovo canzoniere italiano” con Ivan Della Mea, Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, Paolo Ciarchi, Rudi Assuntino, Gualtiero Bertelli costituiva la vera colonna sonora della contestazione. “Come un tram senza freni” è un viaggio nella musica che ha accompagnato la generazione dei “sognatori”, con brevi testi e inserti multimediali dell’epoca.