Roberta: l’emozione di tornare a San Siro

di Roberta Pelizer
Oggi debutta una nuova rubrica: l’angolo del tifoso, uno spazio dove ogni tifoso può raccontare una propria esperienza, una prima volta, le proprie emozioni… rispettando sempre i canoni dell’educazione e del rispetto. Chi vuole può inviarci il proprio scritto corredato da alcune foto alla mail: redazione.rpfashionglamournews@gmail.com.

Proseguendo  nell’evoluzione della rivista che edito, in questo 2020 insieme al direttore Fabrizio Capra e  l’assistant advisor Jacopo Scafaro, abbiamo deciso di aprire anche IMG_8070-02-02-20-09-09una rubrica dedicata al “tifoso”.
Ieri, domenica 2 febbraio, siamo stati allo stadio San Siro (ora intitolato a Giuseppe Meazza, ndr) di Milano per assistere alla partita del Milan contro l’Hellas Verona.
Jacopo ed io siamo partiti da una grigia e nebbiosa città di Alessandria alla volta di questa nuova avventura: una volta arrivati alla barriera milanese è magicamente  spuntato il sole (sembrava che ci stessero aspettando).
Ero un po’ emozionata perché era già qualche anno che mancavo dal mitico “ SanSi” a cui personalmente tengo molto, un luogo che mi sta a cuore perché la prima volta che ho messo piede in uno stadio di trattava proprio di San Siro…
Ma passiamo alla partita: il Milan è partito un po’ in sordina e con qualche distrazione al punto che ci siamo presi il primo gol che , naturalmente, è stato accompagnato da i vari fischi e qualche insulto, ma si sa lo stadio è questo perché raccoglie le emozioni di grandi e piccini che in questo caso ogni tanto si invertono i ruoli ah ah ah.
Noi seduti  nel primo anello rosso ci siamo gustati lo spettacolo da vicino (peccato che IMG_8073-02-02-20-09-09Ibrahimovic era assente) e ci siamo calati nella parte del tifoso.
Dietro di me avevo alcuni ragazzini che erano talmente presi dal tifo tanto da voler scendere in campo per insultare da vicino il portiere del Verona che in effetti non si è comportato affatto bene.
Preso il gol abbiamo deciso di fare un super rito anti jella che ha funzionato!!!
Il Milan è riuscito a pareggiare e così è finita la partita.
Nel secondo tempo la partita è stata sicuramente più emozionante e infatti i 45 minuti più recupero sono volati.
Siamo usciti in quattro e quattr’otto e subito in autostrada per il rientro, sosta di rito in autogrill e ci siamo ritrovati nella nebbia in quel di Alessandria

Laura e Biagio: uno Spettacolo!

servizio di Jacopo Scafaro

Il nostro redattore Jacopo Scafaro ha assistito nei giorni scorsi, a Milano, stadio San Siro, al concerto di Laura Pausini e Biagio Antonacci. Ecco il suo racconto, sempre preciso ed emozionale.

Laura e Biagio 3Laura e Biagio sono due veri amici, si sente, si vede.
Hanno voglia di divertirsi insieme su un palco e ciò viene trasmesso al pubblico presente a San Siro.
Prima che il concerto inizi si respira un po’ l’aria di sentimentalismi, c’è euforia perché si sta per partecipare a qualcosa di inaspettato e magico.
A mettere a tacere i pensieri e l’attesa ci pensano loro due, che alle 20 e 50, in anticipo di 10 minuti sull’orario del biglietto, salgono sul palco mentre il tramonto comincia a tingere i cieli di Milano.
Laura e Biagio 7L’ingresso dei due nel ‘tempio del calcio’ è solenne, a 6 metri d’altezza immersi nel palco creato apposta per loro da Luca Tommassini, direttore artistico del tour, che ha creato un concerto il quale rappresenta realmente la loro “casa nuova”; tra “Un emergenza d’amore“ e “Liberatemi“ i due prendono posizione sul palcoscenico davanti ad un magico gioco di schermi mobili (590 mq di schermo led ad alta definizione).
Le hit storiche dei due cantautori la fanno da padrone nella lunga scaletta, dove c’è tanto Biagio; ma come detto dallo stesso Antonacci: «nella prima versione pensata da Laura doveva durare quattro ore e quaranta minuti», risponde la Pausini gongolandosi giustamente per uno show cosi immenso:  « Biagio, io sono innamorata di te da sempre, questo tour l’ho fatto per cantare te» fanno capire quanto tutti e due non vedessero l’ora di esibirsi assieme.
Laura e Biagio 5Si divertono, si scatenano e fanno scatenare il pubblico, si raccontano, si coccolano e si prendono anche un po’ in giro, lui – in formissima – corre come un pazzo per tutta la durata del concerto in mezzo alle due imponenti lettere – una L sulla sinistra e una B sulla destra – per andare a salutare più persone possibili, lei sempre elegante sfodera quella simpatia che in pochi conoscono tra una canzone e l’altra, oltre ad una voce che oggi come non mai è potentissima e profonda, tirando fuori una grinta pazzesca.
Se Biagio oltre a tenere il palco con esperienza invidiabile è anche l’abile e perfetto direttore di questa orchestra, Laura è la Superstar assoluta: canta, balla in mezzo corpo di ballo – bravissimi tra le altre cose – suona il flauto ed il piano, per presentarsi poi subito dopo sul palco sempre elegante.
Hai qualcosa dentro di te, che funziona, che funziona, che funziona”  cantano nel ritornello del singolo “In questa nostra casa nuova“ a suggerire il clima di un duetto bilanciato in cui le due parti sono l’una dipendente dall’altra e rappresentano l’una il valore aggiunto per l’altra.
Laura e Biagio 4Uno dei momenti più belli è quando interpretano ognuno le canzoni dell’altro (da “La Solitudine” a “Sappi amore mio“ passando per “Incancellabile“ fino a “Noi non ci facciamo compagnia” solo per citarne alcune); quando si esibiscono riescono sempre ad entrare nel pezzo adattandolo al loro stile vocale, musicalmente parlando e far loro ogni singola frase, quasi vivendola.
La musica suonata nella serata è davvero tanta, in uno stadio che è letteralmente ai loro piedi.
Laura e Biagio interagiscono in modo perfetto, nella festa che hanno preparato con i loro fans, perché come grida Laura: «Questa sera la storia siete voi».
La serata volge quasi al termine non prima però di aver fatto emozionare i presenti con “Iris“, “Come se non fosse stato mai amore “ e “Vivimi” cantata assieme, con un doppio pianoforte, con le loro voci e con un  San Siro diventato un tripudio di torce; forse il momento più toccante della serata che in pochi scorderanno.
Laura e Biagio 9Quasi tre ore di concerto, 33 brani suonati e uno spettacolo semplicemente ipnotico.
Perché tolte le luci, i colori, i maxischermo, bastano loro due, Laura e Biagio e le loro canzoni. L’arrivederci si conclude con “Non vivo più senza te, “Invece no, “Tra te e il maree una vagonata di emozioni.
I due amici si congedano più volte, ringraziando all’infinito le persone presenti e una signora quasi vicino a dove ero io urla: “No ragazzi, grazie a voi!”.
Esatto.
Grazie a voi.

Ligabue a San Siro è sempre un colpo all’anima. Impressioni ed emozioni del concerto a Milano

servizio di Jacopo Scafaro
Il nostro redattore ha assistito al concerto che Ligabue ha tenuto a Milano lo scorso 28 giugno e ci propone questo articolo che racchiude le sue impressioni e le sue emozioni.

PHOTO-2019-07-01-21-50-0528 Giugno 2019: Ligabue a San Siro con il Start Tour che prende il nome dall’album di inediti uscito a marzo di quest’anno. Sarebbe troppo riduttivo parlare solo del concerto in sé, perché dietro ad una tournée c’è una persona che per molti è un punto di riferimento.
Molti mi chiedono perché il Liga? Perché sia così importante per me?
Luciano è la sensazione di avere qualcuno accanto anche quando si è da soli.
Come quando si è a casa, dopo aver passato i momenti peggiori della tua vita e sei lì, solo davanti ad una sigaretta e un bicchiere di vino e ti chiedi, perché a me?
Liga è un compagno fedele che ti dà la forza per tornare a sperare in qualcosa, ti aiuta a trovare il coraggio per andare avanti, di ricordare le cose belle che hai passato, alla persona che ami, a quanta strada ancora dovrai fare per stare bene davvero.
Liga è la musica! È quell’emozione che ti scombussola.
È la colonna sonora della vita. È la scarica di brividi che ti percorre la schiena quando senti le note di una sua canzone, quella che per noi è quella che ti rappresenta.
LIGABUE_START_cover_bLe sue parole raccontano sempre una storia che coinvolge ed emoziona.
Il Liga ci è sempre stato, oggi (28 Giugno 2019) come 22 anni fa (22 giugno 1997) la sua prima volta assoluta a San Siro e che volta!
Ligabue, è ricordare, è amare, è esserci.
Appunto, esserci.
La parola d’ordine doveva essere ad ogni costo esserci, Ligabue a Milano è uno di quegli eventi che non si possono perdere, chi ha visto almeno una volta un concerto allo stadio San Siro di Milano, sa bene di cosa stiamo parlando. La magia indiscutibile del posto, rende tutto particolarmente speciale.
Si respirava Liga ovunque – non solo presso lo stadio – ma anche in metro, in centro città dove le strade pullulano di persone di tutto il MondoLiga: noi quei folli, matti che non sanno proprio resistere al richiamo di Luciano. La consuetudine è che ci si rechi ai concerti degli artisti che si amano, ci si diverta, si ascoltino le canzoni preferite, se ne parli con gli amici e ogni tanto si riguardino le foto o i filmati ricordando la bella esperienza. A seconda di quanto si è appassionati di musica, il numero di eventi a cui si partecipa aumenta sensibilmente.
La cosa che mi è rimasta più impressa questa volta, sono stati i volti. Ero seduto al secondo anello verde di San Siro (tra le altre cose, che peccato sarebbe abbatterlo per un impianto nuovo) tra gambe, corpi, pantaloncini e gente, ovunque. Ogni viso raccontava o meglio nascondeva una storia che l’aveva spinta ad essere li.

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foto Ray Tarantino

Chi perché trasportato di forza dalla morosa/o, chi da amici, chi perché – come ad esempio il sottoscritto – aveva la necessita, il bisogno, di sentirsi VIVO.
In questa occasione ho cercato, come non mai, di capire in che modo tante persone, così diverse tra di loro abbiano sentito il bisogno d’essere li al concerto.
Motivazioni belle, motivazioni brutte, motivazioni irreali, ma la risposta finale sorprendentemente era sempre la stessa e, cosa che fa ancora più paura era uguale alla mia: si sentivano a casa, erano protetti, ascoltati, coccolati, in una parola si sentivano rigenerati.
Mi guardo intorno e noto che anche la natura si è fatta bella per l’occasione. Un cielo meraviglioso.
E poi noi, Che spettacolo! Gente ovunque, ognuno con la propria faccia.
Siamo qui, guardateci.
Una marea di gente che sta bene.
Da un momento all’altro partono le note di “Polvere di Stelle”, entri.
Ci guardi. Come per dire: “Hei ragazzi, vi vedo!
Ci osservi, sempre, profondamente. È una cosa che ti piace fare.
Sorridi.
Gli occhi fissi su di noi, quasi come a volerci contare uno a uno.
Ci guardi sempre come se fosse la prima volta, vuoi goderti ogni faccia delle nostre 60.000.
Liga li, centro del nostro mondo, il palco.
Solo.
Poi parte tutto.
La band sfiora gli strumenti, poche note.
Essenziali.

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foto Ray Tarantino

Parte la tua e la nostra musica e ci fa venire voglia di ballare, da lì in poi balliamo per ore. Perché in nessun altro posto ci potremo mai sentire così. Ogni tanto spalanca le braccia, quasi a volerci abbracciare tutti.
Un abbraccio che stringe forte, un abbraccio che ricambiamo con quel coro indescrivibile su Certe Notti, queste notti – sono proprio quel vizio che non vogliamo smettere, smettere, smettere mai.
Il tempo passa, adesso troppo veloce, nonostante non sia più un ragazzino Luciano canta ed incanta, gli stadi sono la sua casa naturale, riesce a dare il massimo di se stesso e delle sue canzoni.
Il palco è immenso, come sempre in ogni tour la tecnologia d’avanguardia la fa da padrone, come le immagini che passano sui maxi schermi, potenti, forti e dirette per scuotere anche le coscienze.
Si sentiva che il ‘ragazzo’ nativo di Correggio aveva voglia di Live, d’essere finalmente faccia a faccia con il suo pubblico e la carica messa venerdì sera ne è la prova.
Le nuove canzoni dell’album Start si mescolano in maniera perfetta alle Hit storiche, si passa dalla sempre toccante ‘A Modo Tuo’, al LigaRock, con lui e la sua band immersi completamente in mezzo al pubblico a picchiare come non mai sugli strumenti, fino a ‘Certe Notti’ e chiudendo come da copione con ‘Urlando contro il cielo’.
Il tutto può essere racchiuso in un gioco di parole: se siamo rimasti ancora noi è perché abbiamo ballato sul mondo guardando una piccola stella senza cielo, che ci ha permesso di urlare contro il cielo, questa è la mia vita.
Che dire, una marea di gente, emozioni a non finire che purtroppo è difficile esprimere a parole in questo momento.
Se chiudo gli occhi rivedo ogni singolo momento – e lo Start Tour merita davvero d’essere visto – risento ogni singolo suono e so che di nuovo una parte di me è rimasta lì, ma forse è giusto così, perché rimanendo li sarò costretto a tornarci.
Sono ricarico a più non posso di Liga, cosi nei momenti tristi che potrebbero arrivare, mi basterà chiudere gli occhi ed in un battibaleno sarò di nuovo a ballare e cantare come un matto.

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foto Ray Tarantino

Sempre più spesso mi capita tornando a casa da questi concerti, di dovermi concedere una breve camminata intorno a casa. Spengo il motore dell’auto, lascio i borsoni sul sedile, tiro fuori le cuffiette e le infilo nelle orecchie. Mi siedo nel giardino dando le spalle a casa mia ed accendo la musica. Fisso per alcuni minuti il cielo e quello che sta attorno a me. È una bellissima e caldissima giornata di giugno. Nonostante il caldo della notte che mi batte in faccia, lascio girare i i miei pensieri, mi sento felice e rilassato.
Un grazie speciale lo dedico a te Luciano. Difficilmente leggerai questo mio articolo; ma sappi che le tue canzoni sono servite a rendere alcune situazioni e attimi di vita più leggeri.
Perché avevo la sensazione di essere passato – e che ormai tutto quello che facevo fosse scontato – e invece non solo sono passato.. ma STO PASSANDO tutt’ora.. e credetemi non è roba da poco.
Per finire, per quanto il mondo possa prendervi a sberle e fare schifo, quando credete d’essere arrivati al limite e non farcela, voltatevi, cercate ovunque, giratevi a 360 gradi, ci sarà qualcuno che ha vissuto le vostre stesse situazioni e vi aiuterà a ripartire, perché comunque vada.. il meglio deve ancora venire… SEMPRE!
Un Concerto del Liga serve a fare scorta, di vita.
Come dice il Liga, tenete botta ragazzi!
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Vasco Non Stop Live 2019: 6 concerti a San Siro e 2 a Cagliari Fiera

rubrica a cura di Fabrizio Capra

fototourVasco Rossi a San Siro per 6 concerti 6, in giugno: 1, 2, 6, 7, 11 e 12.
Per la prima volta in assoluto un artista si esibisce per 6 concerti 6 allo stadio milanese.
Come puntualmente succede ogni volta che si ufficializzano le date di un tour, i biglietti Vasco Non Stop Live 2019 sono andati a ruba, nel giro di un paio di ore di un paio di giorni ne sono stati venduti oltre 330.000 (esclusiva VivaTicket) praticamente 6 sold out. E la richiesta continua..Incredibile!!
“Occuperemo lo stadio per una quindicina di giorni”. Il più lungo soggiorno rock della storia in uno stadio, praticamente un bivacco. Un’altra scommessa vinta per Vasco Rossi.
Riempire lo stadio milanese, la Scala del Rock, per 6 concerti 6 consecutivi non è ancora mai successo a nessuno nella storia, Vasco detiene il primato di 4 sold out consecutivi nel 2011 e altrettanti nel 2014. Con la sfida di quest’anno saliranno a 29 volte a San Siro, in 29 anni!
VASCO 002_PUTLANDChe cosa spinge Vasco Rossi dopo lo straordinario bagno di folla mondiale a Modena Park? La sua innata voglia di continuare il suo percorso di artista: forte delle sue canzoni, oggi gli piace riscoprirle, riascoltarle e magari migliorarle aggiornandone la musica con suoni più attuali. Unitamente alla sua coerenza artistica (Vasco non ama le ripetizioni) e alla sua inesauribile energia. Essenzialmente per il suo sincero desiderio di “Komunicare” e condividere le sue esperienze con i suoi. Per antonomasia  la “combriccola del Blasco”, in realtà oggi è un vero e proprio popolo. Quelli che fin dagli inizi lo ascoltano e.. lo tramandano. Non si è mai visto un artista che piace a 3, 4 generazioni…contemporaneamente!
Dopo Modena Park, Vasco chiude il cerchio della sua prima vita e sceglie Non Stop Live, di essere “sempre” in tour ogni anno. Daccapo, dagli stadi e “Nonstop Live”
Alla nuova sfida milanese se ne aggiunge un’altra non meno stimolante, alla Fiera di Cagliari con la gigantesca produzione intera, per due sere consecutive, il 18 e 19 giugno prossimi.  E tutti a bordo della Nave Vasco Non Stop 2019 che starà in porto per tutte e due le notti di rock sull’isola.
CSdB.. Ci siamo di brutto”, annuncia su fb Vasco, la scaletta c’è, è pronta e perfetta”. E diversa, perché diverso è il tema che le lega tutte, più adatto ai tempi. Se un anno fa si riallacciava il discorso post Modena Park con la domanda “Cosa succede in città?”, l’incipit del 2019 è più diretto e complice, Vasco parte con “Qui si fa la storia”:

La disperazione è già qui/
C’è solo un modo / che io conosco/
la disperazione la soffochi con me/
Con me…

Il valore inestimabile di un concerto che aggrega, la musica che consola e aiuta nei momenti difficili. Almeno per una sera, via dai guai, non ci abbattiamo ma guardiamo oltre l’orizzonte e saremo di nuovo insieme! Qualche anticipazione sui brani in scaletta: da “La Verità”, già tra le immancabili hit,  a “Mi si escludeva”, tra le novità  alcuni interessanti ripescaggi di brani dai testi ancora d’attualità, rivisitati in chiave punk rock,  come  “Ti taglio la gola” e “Portatemi Dio”, ancora un capolavoro degli anni ’80 che manca da tantissimi anni. E molto altro ancora,, per circa 30 brani, due ore e mezza  di spettacolo rock filato, potente e emozionante.
Vasco_Stadi-sì_-scontato-noSul fronte della band come ha anticipato Vasco sulla sua pagina di fb:  “Confermato  Il Gallo al basso (al secolo Claudio Golinelli) che  si alternerà sul palco  con il “Torre” Andrea Torresani, musicista di sostanza che già abbiamo ammirato lo scorso anno.Per il resto tutti confermati !!
Vince Pastano, CAPO ORCHESTRA e arrangiatore.L’entusiasmo e l’energia di Beatrice Antolini, Polistrumentista Polivalente !Il vecchio e sempre “ peloso ” Lupo Maremmano, Alberto Rocchetti alle Tastiere Frankie Goes To Hollywood, Frank Nemola per tromba cori e sequenze .Da Los Angeles Matt Laug alla batteria e Stef Burns alla solistica !!
Radio Italia e RDS sono le radio ufficiali del VASCO NON STOP LIVE 2019.