Venerdì Rai: omaggio a Raffaello e lettere da Auschwitz

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, venerdì 26 marzo, tra i programmi Rai: Art Night dedica la puntata a Raffaello. Lettere da Auschwitz l'epistolario di una deportata.

Art Night: Omaggio a Raffaello
Una serata dedicata al più grande artista del Rinascimento, uno dei più grandi della storia dell’arte mondiale, con un’introduzione di Gabriele Finaldi, direttore della National Gallery di Londra. È l’appuntamento con “Art Night”, in onda venerdì 26 marzo alle 21.15 su Rai5. La serata si apre con il documentario “Raffaello. Il mito e la modernità”, che ricostruisce, con studiosi ed esperti, la figura e la carriera dell’artista che non fu solo pittore e architetto, ma anche intellettuale capace di interpretare il progetto di un’intera società. Grazie alle riflessioni dello scrittore e restauratore Antonio Forcellino, il documentario ripercorre quello che viene considerato il “periodo d’oro”, gli anni romani dal pontificato di Giulio II alla morte di Leone X nel 1521. A seguire “Art Night” propone il documentario in prima visione “Le stanze di Raffaello” di Luca Criscenti. Un approfondimento sulle quattro stanze dette di Raffaello ai Musei Vaticani. Le stanze sono parte dell’appartamento, situato al secondo piano del Palazzo Pontificio, che Giulio II della Rovere scelse come propria residenza e in seguito utilizzato anche dai suoi successori. La decorazione pittorica fu realizzata da Raffaello e dai suoi allievi tra il 1508 e il 1524. Guida appassionata e autorevole in questo percorso è il professor Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani sino al 2016.

Lettere da Auschwitz: l’epistolario di una deportata
Parole che danno voce una deportata politica nel campo della morte: “Lettere da Auschwitz”, in onda venerdì 26 marzo alle 21.10 su Rai Storia, presenta l’epistolario originale, conservato per decenni nell’archivio di famiglia e reso pubblico solo di recente, e la corrispondenza con i genitori della ventenne triestina slovena Darinka Veljak, detenuta ad Auschwitz dal gennaio 1944 al gennaio 1945. Sono lettere che Darinka Veljak scrisse ad Auschwitz e lettere che Darinka ricevette e custodì gelosamente fino alla liberazione nell’aprile 1945 e riportò con sé a casa. Il documentario si basa su questa corrispondenza e su una memoria biografica resa da Darinka Veljak – morta nel 1996 – nel dopoguerra. A interpretarne il ruolo è Tamara Stanese. La sceneggiatura è di Dunja Nanut, la regia di Luana Grilanc. Il documentario, prodotto dalla Struttura di programmazione in lingua slovena della Rai Friuli Venezia Giulia, è stato realizzato nelle versioni slovena e italiana.

Domenica Rai: Raffaello a “Paesi che vai” e le Marche cistercensi a “Linea Verde”

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, domenica 20 dicembre, tra i programmi Rai evidenziamo “Paesi che vai” sulle tracce di Raffaello, da Urbino a Roma. “Linea Verde” invece ci porta alla scoperta delle Marche dei cistercensi.

Da Urbino a Roma: “Paesi che vai” sulle tracce di Raffaello 
Incastonata nelle morbide colline marchigiane, in epoca romana nacque una bellissima città: Urvinum Metaurense, città che, solo successivamente, prese il nome di Urbino. Uno scrigno prezioso che raggiunse il periodo di massimo splendore nel 1400, quando il duca Federico da Montefeltro, pensò di costruire la “città ideale del Rinascimento”. Domenica 20 dicembre alle 9.40, su Rai1,  “Paesi che vai” mostrerà lo splendore di questa città, seguendo le tracce di colui che, come scrisse il Vasari nelle sue celebri “Vite”, “grazie all’arte, visse più come un principe che come un artista”. Il suo nome è Raffaello Sanzio, il Divin pittore che vide la luce a Urbino, nella notte di venerdì santo del 1483. “Paesi che vai” ripercorrerà la vita di Raffaello, partendo dalla casa natale e proseguendo dentro le mura di Palazzo Ducale, il maestoso edificio che Raffaello frequentò fin da piccolo perché, secondo il padre Giovanni Santi, solo lì avrebbe potuto apprendere al meglio la “buona via “.  Ci si sposterà poi a Roma, che nel 1508 accolse il pittore e lo condusse alla sua consacrazione assoluta. Quell’anno infatti, Raffaello fu incaricato da Papa Giulio II di affrescare le Stanze Vaticane, dove realizzò capolavori assoluti come la “Stanza della Segnatura”, la “Stanza di Etiodoro” e la “Stanza dell’Incendio di Borgo”. Ma non solo: nella città eterna diede vita ai mirabili affreschi della “Loggia di Galatea” e della “Loggia di Amore e Psiche”, presso Villa Farnesina, e realizzò il celebre ritratto de “La fornarina” per il suo unico e grande amore Margherita Luti. Un dipinto che è tuttora conservato a Palazzo Barberini. Suo è anche il progetto della Cappella Chigi all’interno della Chiesa di Santa Maria del popolo, e della fastosa Villa Madama, commissionata a Raffaello da Papa Leone X. Il geniale “Principe delle arti” si spense il 6 aprile del 1520 e volle essere sepolto nel Pantheon di Roma. Sempre nella “città eterna” si andrà alla scoperta dei luoghi che hanno fatto da set ad alcuni dei film più celebri del panorama cinematografico italiano e internazionale. Infine, ci si immergerà nelle bellezze dell’arcipelago di isole, a poche decine di km dalla costa laziale. Sei perle preziose immerse nelle acque limpidissime del Mar Tirreno, costellate di spiagge e calette, spesso raggiungibili soltanto via mare.

“Linea Verde” nelle Marche dei cistercensi
È una grande oasi ambientale, ricca di testimonianze architettoniche e artistiche di grande pregio.
La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, in provincia di Macerata, nelle Marche, è al centro del nuovo appuntamento con “Linea Verde”, in onda domenica 20 dicembre alle 12.20 su Rai1. Beppe Convertini e Ingrid Muccitelli si muoveranno all’interno della Riserva, mettendo in evidenza la biodiversità del territorio e la sua lunga tradizione legata alle produzioni agricole, all’allevamento di ovini e di animali di corte, alla cucina, all’artigianato. Per Peppone Calabrese, invece, escursione allo storico mulino di Cingoli per un focus sulle farine biologiche di frumento, farro e mais con l’appetitosa polenta preparata in campagna. In primo piano, tra le prelibatezze enogastronomiche, il Ciauscolo IGP, il salame spalmabile incontrastato “re” degli insaccati marchigiani, che offre anche occasioni imprenditoriali per i giovani. Le telecamere di “Linea Verde” racconteranno, inoltre, il centro storico di Camerino, ancora profondamente segnato dal sisma del 2016 e il suggestivo orto botanico dell’Università. A Macerata, golosa tappa in una bottega di maestri cioccolatieri. Spazio, infine, all’artigianato e alla musica, con la maestria degli artigiani del Sax. 

Fondazione Ferrero: conversazione online su Raffaello Sanzio

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Raffaello Sanzio, il principe del Rinascimento, il primo passo verso la modernità. Claudio Strinati ospite alla Fondazione Ferrero converserà con Piero Bianucci. Venerdì 27 novembre 2020, ore 18 online sulla pagina Facebook e sul sito della Fondazione Ferrero.

Venerdì 27 novembre alle ore 18, il professor  Claudio Strinati converserà online con Piero Bianucci su Raffaello Sanzio. Nel 2020 cade il cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello (Urbino 1483-Roma 1520), genio indiscusso dell’arte rinascimentale, tra i massimi artisti italiani, attivo nelle Marche, in Toscana e alla corte papale, modello di bellezza, eleganza, cultura capace di rimanere un riferimento leggendario per secoli.
Il professor Claudio Strinati è stato membro del Comitato istituito dal Ministero dei Beni culturali per le celebrazioni del cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello. Lo scorso marzo ha pubblicato Il giardino dell’arte (Salani), una sorta di invito al “viaggio tra le meraviglie d’Italia” rivolto alle giovani generazioni sotto forma di romanzo e saggio critico tendente a mettere in luce le grandi tematiche e grandi personaggi della storia dell’arte italiana.
Sarà possibile seguire la conferenza in diretta sulla pagina Facebook della Fondazione Ferrero e sul canale di streaming accessibile dal sito  www.fondazioneferrero.it.
Per informazioni: tel. 0173295259
www.fondazioneferrero.it – info@fondazioneferrero.it

Nato nel 1948 a Roma, Claudio Strinati si è laureato in Lettere con specializzazione in Storia dell’arte. Ha percorso tutti i gradi della carriera di funzionario e dirigente nel Ministero dei Beni e delle Attività Culturali dove è stato tra il 2001 e il 2009 Soprintendente speciale per il Polo Museale Romano e poi Direttore Generale fino al 2013. Organizzatore e curatore di innumerevoli mostre di grande rilievo nazionale ed internazionale, è tra i maggiori conoscitori al Mondo dell’arte del Cinquecento e del Seicento italiano. Tra le tante, ha ideato nel 2010 la mostra sul Caravaggio alle Scuderie del Quirinale, nel quarto centenario della morte del maestro. Con oltre 600.000 visitatori, è stata la mostra più visitata di sempre nel nostro Paese dal dopoguerra. Strinati è Direttore Scientifico della Fondazione Sorgente Group per l’arte e la cultura, collaboratore del Teatro di Roma nelle attività culturali dedicate all’arte, collaboratore dell’Auditorium-Parco della Musica di Roma, collaboratore di Radio Rai3 e di Rai5 nell’ambito dei programmi inerenti alle arti figurative. È giornalista per i quotidiani “La Repubblica” e “Il Messaggero”. È consigliere di amministrazione delle Gallerie nazionali d’Arte Antica in Roma. Per la sua attività di organizzatore di importanti mostre in Francia (la più recente è Les Borgia et leur temps al Museo Maillol di Parigi 2014-15) ha ottenuto la Legion d’Onore dal Governo francese. È Accademico Cultore dell’Accademia Nazionale di San Luca e membro del Gruppo dei Romanisti e dell’Istituto Nazionale di Studi Romani. È tra i più accreditati specialisti al mondo nel settore del restauro delle opere d’arte e degli strumenti musicali antichi. In questa veste, ha diretto centinaia di interventi nel territorio romano e laziale. Fonda nel 2015 con Federico Strinati a Roma la Società Dialogues, dedicata alla divulgazione culturale di alto livello, alla produzione e alla curatela di Mostre Nazionali ed Internazionali, alla progettazione e realizzazione di audiovisivi, opere editoriali ed allestimenti museali permanenti e temporanei.

L’arte non si ferma: si entra nel laboratorio di Raffaello e si indaga sul suo blu

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Venerdì 20 novembre alle 18.00 un webinar di approfondimento organizzato dalla Fondazione CariPerugia Arte e dal Post-Museo della Scienza di Perugia, in collaborazione con il Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto, basato sui risultati della ricerca sui materiali dell'affresco “Il trionfo di Galatea” di Villa Farnesina. L’iniziativa è realizzata per proseguire nelle attività di promozione dell’arte dopo lo stop che ha portato alla chiusura di musei e mostre, tra cui “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia” allestita a Palazzo Baldeschi al Corso, a Perugia, per la quale si sta pensando ad una proroga della scadenza, prevista per il 6 gennaio 2021.

Cosa hanno in comune l’arte di Raffaello con quella dell’antico Egitto?
Il mistero del “blu egizio”
, la sua origine e le sue complesse tecniche di fabbricazione sono al centro di un webinar organizzato dalla Fondazione CariPerugia Arte e dal Post – Museo della Scienza di Perugia in collaborazione con il Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto in occasione del cinquecentenario dalla scomparsa del maestro urbinate.

Un momento dedicato all’arte, connessa alla ricerca scientifica, in una fase in cui musei, mostre ed eventi culturali hanno subito lo stop dovuto all’emergenza sanitaria che ha portato anche alla chiusura della mostra “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia” allestita a Palazzo Baldeschi al Corso, a Perugia, dalla Fondazione CariPerugia Arte e dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”.
Già rinviata a causa del primo lockdown la mostra, che si compone di una magnifica sezione multimediale e di una parte documentale, è stata inaugurata a settembre e in poco più di un mese ha fatto registrare oltre 2000 visitatori. Tale successo che fa sì che le due Istituzioni, di comune intento, siano orientate – se le condizioni lo permetteranno – a valutare il recupero del periodo di sospensione attraverso una proroga della scadenza dell’esposizione, prevista per il 6 gennaio 2021.
Nel frattempo le attività non si fermano e proprio nel segno di Raffaello alcune tra le più autorevoli realtà culturali dell’Umbria si sono unite per organizzare il webinar “Il laboratorio di Raffaello e il blu egizio”, che si tiene venerdì 20 novembre dalle 18.00 sul canale Facebook della Fondazione CariPerugia Arte.
Si tratta di un focus sul lavoro del Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto le cui attività di ricerca si sono subito concentrate su alcuni progetti importanti, sia nel contesto nazionale che internazionale dal quale sono emersi i primi risultati. Tra questi merita una attenzione particolare il lavoro effettuato sull’affresco dipinto da Raffaello, raffigurante “Il trionfo di Galatea” a Villa Farnesina a Roma. Il Laboratorio è stato, infatti, incaricato dall’Accademia Nazionale dei Lincei di eseguire particolari indagini mirate sull’opera raffaellesca in considerazione della decennale esperienza e della disponibilità delle più aggiornate strumentazioni diagnostiche portatili e non invasive.

Le indagini sono state effettuate dal LABDIA, diretto da Vittoria Garibaldi, segnatamente da Manuela Vagnini e Michela Azzarelli (LABDIA) all’interno del gruppo coordinato dall’accademico Antonio Sgamellotti e composto da Claudio Seccaroni (ENEA), Chiara Anselmi (IRET-CNR), Roberto Alberti, Tommaso Frizzi (XGLab-Bruker).
Dalla ricerca, portata a termine lo scorso luglio, è emerso che per le parti colorate di blu, come gli occhi della fanciulla, il cielo e il mare, Raffaello utilizzò il cosiddetto blu egizio, il primo colore artificiale della storia, il cui uso si era perso dopo la fine dell’Impero romano, sostituito dal lapislazzuli.
Si tratta di una scoperta inaspettata ed importante resa possibile da valenti studiosi e da istituzioni eccellenti.
Al webinar, coordinato da Francesco Gatti, Presidente del Post, interverranno: Cristina Colaiacovo, Presidente Fondazione CariPerugia Arte; Mario Rampini, Presidente dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”; Marina Balsamo e Vittoria Garibaldi, Presidente e Direttore scientifico del Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto e il professor Antonio Sgamellotti, socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Lunedì Rai: Raffaello Sanzio a Passato e Presente; Cosenza per Storia delle nostre città

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Domani, lunedì 12 ottobre, tra i programmi Rai segnaliamo a “Passato e Presente” il grande maestro del Rinascimento Raffaello Sanzio invece per la serie “Storia delle nostre città” si parla di Cosenza.

A “Passato e Presente” Raffaello, l’arte e le idee: un grande maestro del Rinascimento
Uno dei più grandi maestri del Rinascimento, Raffaello Sanzio, dalla vivace Urbino dei Montefeltro, dove è cresciuto nella bottega del padre, approda, poco più che ventenne, nella maestosa Roma di Giulio II.  È già un pittore affermato e il “Papa guerriero”, che sta cambiando il volto della città, gli commissiona gli affreschi delle stanze Vaticane. Un grande del Rinascimento raccontato da Paolo Mieli e dal professor Lucio Villari a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda lunedì 12 ottobre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. L’affresco delle stanze Vaticane è solo il primo di una lunga serie di prestigiosi incarichi, che continuano sotto il pontificato di Leone X e marcano la brillante carriera di Raffaello. Quando muore, a soli 37 anni, esattamente 500 anni fa, è il più importante artista e architetto del suo tempo: dirige la Fabbrica di San Pietro ed è anche il primo soprintendente ante litteram alle antichità. 

Storia delle nostre città: Cosenza, l’Atene della Calabria
Una città le cui origini possono essere fatte risalire all’ottavo secolo a.c. quando sorse il primitivo villaggio di Kos. Da qui sarebbe nata Cosenza, la protagonista di “Storia delle nostre città”, in onda lunedì 12 ottobre alle 21.10 su Rai Storia. L’insediamento fu successivamente conquistato dal bellicoso popolo dei Bruzi che qui insediarono la loro capitale, da dove dominarono incontrastati la Calabria per secoli. Dopo aver più volte sconfitto in guerra i greci, i Bruzi cedettero di fronte alla micidiale avanzata di Roma e la città diventò una colonia con il nome di Consentia. Dopo il crollo dell’Impero, e l’arrivo dei barbari, Cosenza subì prima la dominazione dei goti, dei bizantini e degli svevi per poi essere contesa tra gli Angiò e gli Aragonesi. Quest’ultimi nel XVI secolo ne fecero una tra le città più importanti del loro regno e nel 1511 vi fondarono l’Accademia Cosentina. La prestigiosa scuola segnò per Cosenza l’avvio di una fioritura culturale e umanistica che vide la sua massima espressione nella figura di Bernardino Telesio, filosofo ispiratore di Giordano Bruno, Tommaso Campanella e Francesco Bacone. In quel glorioso periodo la città fu onorata dell’appellativo di “Atene della Calabria”. Nell’800 Cosenza entra a far parte del Regno Borbonico ed è teatro di violenti scontri durante gli anni che portarono all’unità d’Italia. Oggi la città è il capoluogo di provincia più a Nord della Calabria e rappresenta una realtà che sta costruendo il suo futuro sulle fondamenta del suo grande passato. Ancora oggi la città porta infatti i segni indelebili della sua lunga storia tra i vicoli del centro caratterizzato da un dedalo di strette strade che si snodano attorno ad antichi edifici romani, chiese medievali, conventi, case fortezze, palazzi padronali e bellissime piazze. Ma anche innovative gallerie d’arte, moderni musei diffusi e opere architettoniche futuriste come il “Ponte di San Francesco di Paola” che rappresenta con i suoi 104 metri di altezza il ponte strallato più alto d’Europa.

Mercoledì Rai: Raffaello alla corte di Alberto Angela e il raid Roma-Tokyo cento anni fa

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Domani, mercoledì 23 settembre, tra i programmi Rai evidenziamo la nuova puntata di “Ulisse. Il piacere della scoperta” che Alberto Angela dedica a Raffaello a cinquecento anni dalla morte e il raid aereo Roma-Tokyo avvenuto cento anni fa

A “Ulisse. Il piacere della scoperta” c’è Raffaello. Il ritratto di un “artista divino”
La notte tra il 6 e il 7 aprile del 1520 moriva a soli 37 anni uno dei più geniali artisti di tutta la storia dell’arte, Raffaello Sanzio. Dal giorno della sua morte. misteriosa e prematura, parte la seconda puntata di “Ulisse” dedicata al grande pittore, in onda mercoledì 23 settembre, alle 21.25, su Rai1. Alberto Angela racconta vita e opere di Raffaello partendo dal luogo dove l’artista, unico fra i grandi del Rinascimento, è sepolto: il Pantheon. Un percorso a tutto tondo per capire come un giovane nato in una città di provincia, Urbino, sia riuscito a trovare il suo spazio in un’epoca che vedeva la presenza contemporanea di altri due grandi geni del Rinascimento, Leonardo e Michelangelo fino a diventare, in poco tempo, un “artista divino”, amato dai papi e osannato da principi e cortigiani. Raffaello non è stato solo un grande pittore, ma un vero uomo del Rinascimento: amante appassionato dell’arte antica e della sua tutela, architetto innovativo, scenografo, archeologo, “manager” di una delle botteghe più esclusive di tutta la storia dell’arte, e anche poeta. Molte le sue “tracce” nella Città Eterna, dai Palazzi Vaticani alla Domus Aurea, dal Foro Romano a Villa Farnesina, che custodiscono capolavori immortali. C’è, però, anche un altro aspetto che forse pochi conoscono: Raffaello è stato un grande amatore che ha amato le donne ed è stato riamato, tanto che per secoli la passione amorosa è stata considerata la causa della sua morte prematura. Una morte che ancora oggi, dopo 500 anni, lascia spazio alle più diverse interpretazioni.  Ad accompagnare il racconto ci sono gli interventi degli storici Lucio Villari, Antonio Forcellino e Nanà Cecchi, le interpretazioni di Gigi e Carlotta Proietti e la partecipazione di Flavio Parenti, nelle vesti dell’artista. 

“Il raid Roma-Tokyo”. In prima visione per “1919-1922. Cento anni dopo”
Cento anni fa, tra febbraio e maggio del 1920, il pilota Arturo Ferrarin è protagonista di un’impresa epica: la trasvolata Roma – Tokyo. Lo racconta  “1919-1922. Cento anni dopo” in onda in prima visione mercoledì 23 settembre alle 21.10 su Rai Storia. Undici velivoli partecipano alla spedizione, ma solo due arrivano a destinazione, quello di Ferrarin e quello del suo compagno Guido Masiero che però, a causa di guasti al motore, percorre alcune tratte in treno e in nave. Smirne, Aleppo, Baghdad, Delhi, Bangkok, Hanoi, Shanghai, Pechino, sono solo alcune delle numerose tappe del raid. I piloti si devono destreggiare tra difficoltà tecniche e logistiche, imprevisti e pericoli che rendono il viaggio assai avventuroso. E dopo aver sfidato prima il ghiaccio e la neve, e poi il caldo tropicale e le piogge monsoniche, arrivano a Tokyo il 31 maggio 1920. Qui Ferrarin e Masiero ricevono un’accoglienza trionfale. 

Perugia: Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia

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Dopo il rinvio causato dall’emergenza Coronavirus, dal 18 settembre prende il via “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia”, la mostra organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte e dall’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci per rendere omaggio all’artista a 500 anni dalla sua scomparsa. Tra reale e virtuale Raffaello animerà le sale di Palazzo Baldeschi.
Affresco di San Severo

La Fondazione CariPerugia Arte e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” vogliono rendere omaggio a Raffaello Sanzio a 500 anni dalla sua scomparsa con la mostra “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia” che, rinviata a causa dell’emergenza Covid-19, aprirà i battenti il 18 settembre a Palazzo Baldeschi a Perugia.
Fra le manifestazioni riconosciute dal Comitato Nazionale “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia” è parte del percorso “Perugia celebra Raffaello” e si inserisce nel più ricco programma di celebrazioni “Raffaello in Umbria”, coordinato dal Comitato organizzatore regionale.
Tra reale e virtuale: è così che Raffaello abiterà le sale di Palazzo Baldeschi al Corso fino al 6 gennaio 2021.

Pietro Vannucci detto il Perugino, Madonna col Bambino e due cherubini, 1490 circa

Il sommo artista italiano arriverà infatti in una versione digitale senz’altro coinvolgente, e i visitatori potranno persino vederlo mentre disserta con suo padre e con il suo maestro Pietro Vannucci, detto il Perugino. La cosa eccezionale è che si potranno ammirare, a Perugia, tutte ma proprio tutte le opere legate all’Umbria, oggi conservate nei più importanti musei del mondo. Non solo: la sua eredità artistica verrà raccontata attraverso la produzione dei grandi maestri di cui fu fonte di ispirazione.
La mostra infatti è divisa in due sezioni: la prima a cura di Francesco Federico Mancini, con la regia della Fondazione CariPerugia Arte e il contributo della Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche e dell’Archivio di Stato di Perugia, la seconda dal sottotitolo “L’Accademia di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento” realizzata dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia e curata da Alessandra Migliorati, Stefania Petrillo e Saverio Ricci, con il coordinamento di Giovanni Manuali, conservatore dei Beni dell’accademia.

RAFFAELLO IN UMBRIA
Raffaello nel capoluogo umbro ha trascorso più o meno sei anni della sua vita, dal 1500 al 1505 circa. Perugia e Città di Castello, rappresentano i luoghi dell’Umbria dove ha mosso i primi passi e svolto una parte significativa della sua formazione artistica, iniziata quando il padre Giovanni Santi chiese a Pietro Vannucci di accettare il figlio nella sua bottega per perfezionarsi nell’arte della pittura. Come è noto, le uniche due opere ancora conservate in Umbria sono il Gonfalone della Trinità, nella Pinacoteca comunale di Città di Castello e l’affresco di San Severo presso l’omonima cappella annessa alla chiesa camaldolese, oggi di proprietà del Comune di Perugia.

A Palazzo Baldeschi prenderà vita un’esperienza immersiva dove si potranno ammirare in sequenza tutte le opere umbre del Maestro – se ne contano ad oggi dodici – permettendo ai visitatori di esplorarne anche i dettagli, accompagnati da informazioni lette da una voce narrante. L’esperienza emozionale e innovativa di questa parte multimediale della mostra è data proprio dall’intreccio tra suggestioni visive e sonore. Ecco dunque scorrere le immagini delle opere umbre del grande maestro del Rinascimento: la Pala di San Nicola da Tolentino – oggi ridotta in frammenti e ricostruita virtualmente attraverso alcuni disegni autografi di Raffaello e una copia settecentesca – e a seguire il Gonfalone della Trinità, la Crocefissione Mond, lo Sposalizio della Vergine messo a confronto con l’opera omonima del Perugino, la Pala Colonna, la Pala degli Oddi e la Pala Ansidei. E ancora la Madonna del Libro, più nota come Conestabile, l’affresco di San Severo, la Deposizione Baglioni, la Madonna con il Bambino e i Santi – pala d’altare nota anche come Madonna di Foligno – e, infine, l’Incoronazione della Vergine, opera realizzata da Giulio Romano e Giovan Francesco Penni su disegno di Raffaello. In un’altra sala del palazzo, sempre grazie alla magia degli effetti multimediali, partendo da famosi ritratti alcuni attori in costume rinascimentale porteranno in scena il pittore urbinate attraverso due dialoghi: il primo (siamo nel 1494), è una conversazione che vede un Raffaello undicenne portato dal padre Giovanni Santi presso la bottega del Perugino, a cui viene chiesto di accoglierlo tra i suoi allievi.

Il Pintoricchio, Madonna con il Bambino e san Giovannino

Il secondo, a questo punto Raffaello ha 21 anni, è un confronto con il Perugino che ruota intorno ai due capolavori che raffigurano lo Sposalizio della Vergine. Fiore all’occhiello della mostra tre prestigiose opere del Rinascimento umbro appartenenti alla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e realizzate da tre maestri a cui Raffaello si ispira e con i quali si relaziona quando arriva in Umbria: la Madonna col Bambino e due cherubini di Perugino, la Madonna con il Bambino e San Giovannino di Pintoricchio e il Santo Stefano lapidato di Luca Signorelli.

L’EREDITA’ DI RAFFAELLO IN ACCADEMIA
La sezione della mostra, dal titolo “L’Accademia di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento” si articola in quattro parti tematiche e cronologiche che vogliono mostrare e dimostrare come, per tutto l’Ottocento, Perugia, grazie alla presenza di Tommaso Minardi, fu un epicentro insieme a Roma della corrente purista e del ritorno all’arte di ispirazione religiosa. L’Accademia infatti fu un vivaio di talentuosi pittori che rielaborano la lezione degli antichi maestri, Perugino e Raffaello prima di tutti, attualizzandone modelli e stile, interpretando quel gusto neo-rinascimentale, molto apprezzato anche dal collezionismo e dal mercato internazionali dell’epoca.

Jean-Baptiste Wicar, Lo Sposalizio della Vergine, 1822

Dopo un’antologia di autoritratti degli artisti che si ispirarono a Raffaello, il percorso espositivo si snoda in tre sezioni rispettivamente dedicate a Il culto di Raffaello tra classicismo e purismo, con opere della scuola di Baldassare Orsini, di Tommaso Minardi e di Wicar; Raffaello ‘docet’: la copia e l’invenzione, che ripercorre la lunga stagione dell’Accademia di Perugia fiorita sulla feconda eredità lasciata da Tommaso Minardi; Raffaello nelle arti applicate e nella decorazione murale, che presenta al pubblico una variegata e sorprendente scelta di opere dagli inizi del XIX secolo al primo Novecento.
La mostra sarà corredata da uno speciale catalogo “COVID free”, realizzato da Fabrizio Fabbri Editore con un innovativo sistema di stampa certificato capacedi abbattere la carica batterica e alcuni tra i principali agenti microbici e fungini, sviluppato con lo stampatore Graphic Masters in collaborazione con tre laboratori di analisi specializzati.

Titolo: “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia”
Organizzazione: Fondazione CariPerugia Arte e Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”
Sede: Palazzo Baldeschi - Corso Vannucci, 66 - 06121 Perugia
Date: 18 settembre 2020 – 6 gennaio 2021
Info e prenotazioni: Tel: 075 5734760 - palazzobaldeschi@fondazionecariperugiaarte.it
Sito Internet: www.fondazionecariperugiaarte.it
Facebook: @fondazionecariperugiaarte
Twitter: @CariPerugiaArte
Instagram: cariperugiaarte
#PerugiacelebraRaffaello #RaffaelloinUmbria

Urbino: Baldassare Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della vita di corte

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Palazzo Ducale a Urbino ospiterà dal 19 luglio al 1° novembre 2020 la mostra “Baldassare Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della vita di corte” a cura di Vittorio Sgarbi e Elisabetta Soletti.
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Urbino butta il cuore oltre gli ostacoli ed investe sul suo sistema culturale e turistico decidendo di aprire dal 18 luglio “Baldassarre Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della civiltà di corte”, la mostra curata da Vittorio Sgarbi e Elisabetta Soletti. La mole e il rilievo dei prestiti necessari a portare in porto questa significativa esposizione sono notevolissimi e non semplici da gestire in un momento come il presente. I problemi allestitivi di una mostra complessa nel tema e innovativa anche per le soluzioni tecnologiche, com’è questa, saranno superati in qualsiasi modo.
L’indicazione del Sindaco Maurizio Gambini, dell’intera Città e della regione Marche è chiara: Urbino vuole affrontare l’estate offrendo il meglio di sé ai suoi ospiti, e questa grande mostra è un attrattore sicuramente imprescindibile con la Galleria Nazionale delle Marche, partecipe del progetto attraverso un sistema di comunicazione e promozione coordinato e il biglietto integrato.

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Il progetto è promosso dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei cinquecento anni dalla morte di Raffaello, dalla regione Marche e dal comune di Urbino.
Ad essere raccontata, in modo del tutto originale, negli spazi delle Sale del Castellare del Palazzo Ducale di Urbino è la vicenda di un uomo che fu figura centrale del  Rinascimento europeo.
Baldassarre Castiglione, mantovano di origine ma urbinate d’adozione, è a tutti noto per il suo Cortegiano, opera che, tradotta nelle principali lingue dell’epoca, fornì “il” modello di comportamento per l’alta società dell’intero continente.
Ma limitare la figura del Castiglione a questa pur celeberrima opera sarebbe scelta del tutto limitante.
Come questa grande mostra evidenzia, la sua fu una figura di intellettuale finissimo, vicino a grandi artisti, Raffaello  in primis, ma anche a scrittori, intellettuali, regnanti e papi, attento politico, incaricato di ambascerie tra e più delicate del suo tempo. Uomo che sfuggì ad intrighi, che seppe muoversi in modo accorto in un periodo storico complessissimo.

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Attingendo alla fonte imprescindibile delle sue Lettere, la mostra ha il merito di ricostruire l’intera vicenda del Castiglione ponendola, correttamente, nel contesto del suo tempo, accanto a figure altrettanto complesse ed affascinanti come quelle di Guidobaldo da Montefeltro, Duca di Urbino, di Leone X, dei Medici, degli Sforza, dei Gonzaga e di Isabella d’Este “prima donna del mondo”, dell’Imperatore Carlo V e di artisti –  Raffaello innanzitutto, ma anche Leonardo, Tiziano, Giulio Romano…- , di fini intellettuali come Pietro Bembo e di studiosi come Luca Pacioli. Tra i tanti.
Sette sezioni fitte di opere importanti, utili a dare la dimensione dell’epoca raccontata. Integrate attraverso soluzioni multimediali che ampliano il racconto, offrendo ulteriori chiavi di lettura, agendo su  immagini  e stimoli visivi ed emotivi.
Una mostra ampia, complessa ma non complicata, imponente e stimolante. Scrigno d’arte ma anche di arti applicate: gli abiti per feste, tornei e parate,  le armi, le antiche edizioni e i manoscritti, poi la musica, per citare solo alcuni dei focus.

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Una grande mostra che trova Il suo naturale complemento nel Palazzo Ducale dei Montefeltro e nell’intera città di Urbino, contenitori e al contempo contenuto di un’esposizione che fa della corte urbinate uno dei suoi fondamentali punti di interesse.
Unire i nomi di Raffaello e di Baldassarre Castiglione – afferma Elisabetta Soletti, che, con Vittorio Sgarbi, cura la mostra – significa dare il giusto rilievo al fondamentale contributo del sommo artista e del grande scrittore nella creazione del mito di Urbino e della sua corte nei primi decenni del Cinquecento. A entrambi infatti si deve l’affermazione del primato culturale del Rinascimento italiano in tutta Europa. Il Cortegiano a lungo ha rappresentato il modello ideale dei valori della civiltà delle corti come è documentato dall’eccezionale successo editoriale dell’opera, che fu tradotta  in tutte le principali lingue nazionali, spagnolo, portoghese, francese, inglese, tedesco, polacco, un successo che conobbe una profonda e duratura fortuna fino al sc. XVIII”.

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Vittorio Sgarbi, ProSindaco di Urbino sostiene che “Urbino è il luogo che Raffaello non può dimenticare, è il luogo della sua infanzia, è il luogo di Piero della Francesca, è il luogo dei suoi amori, è il luogo della bellezza, dell’architettura, delle belle donne che lo porteranno alla dannazione. Bello e dannato. Io credo che ricordarlo voglia dire vedere in Raffaello il punto di arrivo di una vita compiuta. In soli 37 anni  egli ha fatto quello che un altro uomo non avrebbe fatto nemmeno in 100. Raffaello non è solo Rinascimento, è perfezione, è armonia, è l’arte che vince la natura”.
Info: www.vieniaurbino.it

Didascalia immagini
immagine 1 - Raffaello, Ritratto di Baldassarre Castiglione, 1516-19 riproduzione di FACTUM ARTE (Adam Lowe)
immagine 2 - Raffaello Sanzio, La Muta, 1507, olio su tavola, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino
immagine 3 - Tiziano, Ritratto del cardinale Pietro Bembo, 1545-1546, olio su tela, 114 x 97 cm, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte
immagine 4 - Jacometto Veneziano (?), Ritratto di fra Luca Pacioli con un allievo, 1495 circa, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte.
immagine 5 - Polidoro da Caravaggio e Maturino da Firenze, Rotella di gala con presa di una città, olio su legno, secondo quarto del XVI secolo, Torino, Palazzo Madama.

La Roma di Raffaello: stasera alle ore 22 su Rai Storia

Riceviamo e pubblichiamo
Su Rai Storia (canale 54) stasera alle ore 22 andrà in onda la Roma di Raffaello. Una città e un mondo "dipinti" da un grande artista.

La vita di Raffaello nel suo periodo romano, dal 1509 al 1520, raccontata da autorevoli 1600x900_1585906032640_2020.04.03 - Raffaello ritrattostorici ed esperti e dalle riprese di luoghi e opere dell’artista. È il documentario “La Roma di Raffaello”, scritto da Davide Savelli e Massimiliano Griner, con la regia di Graziano Conversano, in onda lunedì 18 maggio alle 22.00 su Rai Storia.
Un’occasione per descrivere la città di Roma all’inizio del XVI secolo, e offrire così al pubblico uno spaccato delle condizioni di vita nell’Urbe, seicento anni fa.
Il racconto della vita dell’artista nell’odierna capitale italiana, dal suo arrivo da Firenze sino alla sua prematura scomparsa, si intreccia alla narrazione del fermento urbanistico dell’epoca, delle ambizioni rinnovatrici dei pontefici, delle lotte tra le famiglie aristocratiche e dell’emergere della nuova figura dei banchieri. Il tutto naturalmente intervallato, dalla visione delle grandiose opere che Raffaello ci ha lasciato in eredità.

Lorenzo Raveggi: il regista firma il film su Raffaello. Alcuni set al Castello di Gropparello

Riceviamo e pubblichiamo
Il Castello di Gropparello, in Emilia-Romagna facente parte del circuito Castelli del Ducato, è tra le possibili location per alcune scene del set. Il regista fiorentino risponde a 10 domande nell'intervista ai Castelli del Ducato: “Viaggiare nella Storia e nell'Arte Viaggiare nella Storia significa renderle vive nella vita di oggi per tutti”.

Cinquecento anni fa, il 6 aprile 1520, all’età di 37 anni moriva Raffaello, genio del CASTELLO DI GROPPARELLO -LUNA ROSSARinascimento Italiano. Una bella notizia unisce il celebre artista di Urbino nel 500esimo della sua morte, il meraviglioso Castello di Gropparello, tra gli storici fondatori del circuito Castelli del Ducato, e la voglia di guardare in prospettiva al futuro, muovendo dalla grande lente d’ingrandimento sull’arte universale del passato: è in arrivo la produzione di un film storico su Raffaello Sanzio, firmato dal regista fiorentino Lorenzo Raveggi che sta progettando, in collaborazione con alcune grandi produzioni hollywoodiane, una pellicola importante su cui c’è molta attesa.
Tra le possibili location scelte da Raveggi per girare il film – coinvolte Toscana, Lombardia, Umbria, Marche, Emilia-Romagna, Campania, Lazio e Puglia – c’è proprio il bellissimo Castello di Gropparello in provincia di Piacenza, in alta Val Vezzeno, incastonato nella roccia di serpentino verde dove si anima il famoso per il Parco delle Fiabe, primo parco emotivo d’Italia amato dalle famiglie con bambini e gettonatissimo Lorenzo Raveggi - foto autorizzatadalle scuole.
La notizia sul biopic è stata data da alcune testate di cinema. L’abbiamo verificata: e c’è tutto l’entusiasmo della famiglia Gibelli – con cui condividiamo la gioia e la soddisfazione come staff dei Castelli del Ducato – per il probabile coinvolgimento del Castello di Gropparello come set di alcune scene.
Sono anni che seguiamo e stimiamo le produzioni di Raveggi ed è un grande onore che Gropparello possa essere un pezzetto di ambientazione per riportare in vita sullo schermo Raffaello – sottolineano Gianfranco e Rita Gibelli, proprietari del Castello di Gropparello – Le riprese di “Raffaello” saranno effettuate in Italia nelle più belle location dello Stivale e principalmente nei luoghi in cui il grande artista ha vissuto. Da parte nostra, mettiamo a disposizione un maniero antico, in un paesaggio mozzafiato, dove la natura boscosa e selvaggia attorno dà al castello una forza ancora maggiore. Gli spazi all’interno sono ampi e si prestano a moltissime situazioni e tematiche”.
Il regista Lorenzo Raveggi ha concesso questa intervista all’ufficio comunicazione dei Castelli del Ducato.

Come raccontare la grandezza di Raffaello capace di contenere in sé l’antico, che lo precede, e ad inventare un’arte che diventerà modello per i secoli?
Raffaello è immenso e non ci sono parole per descriverlo. Poterlo raccontare filmicamente per me è più di un onore ma non ti concede sbagli, errori e banalità. Il 'divino' come veniva chiamato non era una casualità. Andava oltre e ognuno di noi - che cerchiamo di parlare di lui dobbiamo tentare di capire questo oltre - sforzandoci di abbandonare quella presunzione di mettere punti e virgole alla sua più illuminata vita. Personaggio controverso ma pieno di talenti. Le biografie su di lui, spesso, trascurano fatti essenziali come la sua stessa morte. Il grande urbinate morì avvelenato e complici illustri erano Lorenzo-Raveggi-set-foto autorizzataSebastiano Del Piombo e Michelangelo, i quali non reggevano il successo e la potenza artistica di Raffaello”.

In questo momento di pandemia mondiale, quale messaggio vorrebbe dare al mondo e agli Italiani? Con quale nuova consapevolezza e responsabilità si anima il suo film che accade in tempi così resilienti, complessi e difficili?Il messaggio di fare arte in questi tempi è molto chiaro. Questo momento storico non deve sorprendere giovani e anziani. Donne e uomini. Stiamo pagando un prezzo molto alto e un film su Raffaello è quanto mai contemporaneo: potrà entrare nel cervello e nel cuore di ognuno di noi che apparteniamo alla storia, può creare l'idea di un Nuovo Rinascimento. Poi, al suo, interno ci saranno una parte degli attori e attrici Hollywoodiani che per molti giovani sono eroi, poiché hanno interpretato dei ruoli di azione o Fantasy che hanno portato alla fama determinati personaggi. Ecco, qui avranno l'opportunità di rivedere i propri idoli in versione differente ma potrebbe essere l'occasione per appassionarsi al genere storico e avvicinarsi appassionandosi all'arte e la cultura”.

Questo Raffaello è una sfida anche in termini di tempistiche: realizzare la pellicola in tempo per riuscire a distribuirla nei termini necessari per poter concorrere ai prossimi Academy Awards, Covid-19 permettendo. Noi faremo il tifo per lei fin da ora, con tutto l'orgoglio italiano che portiamo nel cuore. Come è il suo rapporto con il tempo e con la nuova gestione del tempo  governato stavolta da logiche e direttive nazionali ed europee?Questo Covid-19 è una brutta bestia e non sappiamo chi colpisce e cosa. I professionisti che hanno obiettivi ben precisi cercano di portare a termine il proprio scopo creando strategie al fine di combattere gli ostacoli stessi. L'impegno è grande e mettere in piedi una produzione del genere tutta articolata non è una passeggiata. Restare sereni è fondamentale. Io sono sensibile alla mia bandiera e avrò bisogno proprio del vostro calore per raggiungere quanto è possibile raggiungere”.

Lei ha parlato di “scene nelle scene di ogni dipinto”,“spettacolo nello spettacolo”: il Rinascimento di Raffaello con la sua macchina da presa quale cifra stilistica avrà?
Immaginate un compendio di scene che racchiudono dipinti, affreschi, location da far girare la testa, arredi meravigliosi e tutto si muove anche all'interno di un dipinto. Il dipinto reale che fa muovere i personaggi al suo interno dove attrici e attori, paladini del cinema mondiale, divengono i personaggi di Raffaello. I colori, i costumi, tutto viene fuori da immagini dipinte andando oltre il 3D. Possiamo immaginare Amber Heard che viene fuori dal dipinto stesso creando suggestioni specialissime. L’affresco o il dipinto che vive tutto esattamente identico incomincia a muoversi. Pensate nelle Stanze Vaticane ‘La Scuola CASTELLO DI GROPPARELLO-Castelli-Ducatodi Atene’ o il ‘Parnaso’ con queste ‘star’ che danno vita ai capolavori”.

Il biopic si concentrerà su tre momenti della vita dell’artista: la sua formazione col Perugino, il periodo romano, e quello che lo vede coinvolto con la famiglia Gonzaga e il Viceré di Napoli. L'arte di Raffaello è immensa agli occhi di chiunque. Ma della sua biografia quale aspetto l'ha colpita di più?
“Tutta la vita di Raffaello Sanzio ha un senso ma senza raccontarne alcuni passi romantici o misteri tipo la sua morte avrebbe rasentata la monotonia. Per esempio, nessuno ha scritto in passato di ciò che invece a me piace mettere in campo fra tanti particolari. Nel 1518, Raffaello ha trascorso del tempo a Napoli, ospite del Viceré Ramon De Cardona. All'epoca stava lì realizzando uno dei ritratti più belli, a mio giudizio, di tutta l'arte pittorica ovvero il ritratto di Giovanna D'Aragona. Giovanna D'Aragona/Isabel De Requesens. Isabel era la giovane e bellissima moglie del Viceré. Raffaello era estremamente affascinato da lei e dalla corte, che era ricca di calore spagnolo folgorato dalle bellezze del Golfo di Napoli. Quindi tanto per sognare, una sfilata di Raffaello che accompagna la principessa al banchetto, fiori e petali che vengono lanciati da putti ridenti dal terrazzato, un via vai di animali selvatici, uccelli colorati e pappagalli, vesti meravigliose da visuali inebrianti, costumi scintillanti che fanno da corredo allo strepitoso banchetto illuminato da fuochi d'artificio”.

Fin da piccolo ha sempre avuto la passione per cinema, teatro lirico, storia e arte in genere. E i Castelli, visto che in un Castello si è sposato. Parlando di manieri, quale immaginario si attiva nella sua memoria e nella sua fantasia?
“L'immaginario è quello di vivere nella storia. Di saperla rendere effettivamente tutta reale, togliendone i filtri del tempo e respirarla facendo in modo di provarne i veri sentimenti di un tempo, sempre e comunque. Pensate, è già complicato concentrare tutti gli sforzi sul rendere veritiero, senza dubbio alcuno, Raffaello che a tempo perso (in realtà non avrei tempo) sono agli studi teorici di un prossimo progetto dal titolo 'Le donne di Tiziano' e sarà anche questo un bel percorso ma ci vorrà un bel po' di tempo... Poi, vedremo”.

Viaggiare nella Storia per Lei significa?Renderla viva nella tua vita e di chi intende venire con te a fare un percorso sensazionale che rimarrà per sempre nella tua testa e nel cuore”.

Oltre alle sue opere, se ci dovesse consigliare tre film che lei porta nel cuore – assolutamente da vedere in questo tempo #iorestoacasa – quali sceglierebbe e perchè?
Ludwig di Luchino Visconti, versione integrale, perché è un capolavoro che fa vedere tutta l’arte scenografica di Luchino ma anche le idee sensazionali del famoso re delle favole. Il Gladiatore di Ridley Scott che vede una bella narrazione e un grande Russel Crowe. La Passione di Cristo di Mel Gibson dove si vive veramente lo strazio patito da Lorenzo-Raveggi-al-lavoro-foto autorizzataGesù”.

Castelli del Ducato ha lanciato in questi ultimi anno un claim: Chiunque visita un Castello, ne diventa il Custode per Sempre. L'abbiamo cambiato – per il Coronavirus belligerante – in Castelli del Ducato – Custodi di Storia, Custodi di Vita : Custodi di Storie, Custodi di Vite. Certi che qui sia il legame tra passato, contemporaneità e futuro, chiediamo a Lei se si sente un Custode di Storie. E quali storie la colpiscono di più?
“Castelli del Ducato fin dal principio è stata una associazione che ha cercato di creare molte iniziative per il territorio per far rivivere la storia. Mi sento anche io un custode della storia e ho amato come lo stesso Raffaello, le gesta di Alessandro Magno e poi tutto ciò che riguarda il Medio Evo e il Rinascimento. Nella letteratura mi viene in mente La Chanson De Roland, i poemi cavallereschi fra i quali L'Orlando Furioso dell'Ariosto per passare alla Gerusalemme Liberata del Tasso e così via”.

Nel circuito dei Castelli del Ducato, ci sono i Luoghi Verdiani e a Castell'Arquato nacque Luigi Illica, librettista di Puccini. Oltre che molti teatri dove l'opera lirica è sempre andata in scena. Dal Teatro Verdi di Busseto con il Festival Verdi al Teatro Magnani di Fidenza, dalla Piazza del Borgo Storico di Vigoleno a corti di rocche e castelli, con nomi di primo piano, basti ricordare alcuni anni fa Raina Kabaivanska alla Rocca di Fontanellato: il suo forte legame con la lirica come si esplica?La lirica è stata parte integrante della mia preparazione di gioventù e oltre. E' tuttora una grande passione e quando sento alcune note mi toccano irrimediabilmente il cuore. Tutta la zona dell'Emilia-Romagna è una fonte di eventi importanti. Io ricordo un San Silvestro di alcuni anni fa al Teatro Regio di Parma. Fantastico!