Domenica Rai: Valle Isarco, dall’Umbria alla Basilicata, l’imperatore Costantino e la Costiera verticale

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Livio Leonardi porta “Paesi che vai” in Valle Isarco. Dall’Umbria alla Basilicata in viaggio con “Linea Verde”.  A “Passato e Presente” si parla dell’imperatore Costantino. La Costiera verticale è la protagonista della serie “Di là fiume e tra gli alberi”.

“Paesi che vai” in Valle Isarco: Livio Leonardi sulle tracce dei luoghi del potere
Definita anche la “Porta del sud”, la Valle Isarco è da sempre luogo di incontro e fusione di lingue e culture diverse. Anticamente infatti, Re, Imperatori, mercanti, pellegrini e artisti attraversavano la Valle per raggiungere il sud dell’Europa. A testimoniare il passaggio di queste celebri personalità, sono rimasti numerosi Castelli, incastonati tra ricchi vigneti e colorati frutteti immersi nelle bellezze delle cittadine di Bressanone, Chiusa, Vipiteno e Ponte Gardena. “Paesi che vai”, domenica 13 giugno alle 9.40 su Rai1, partirà da Bressanone per condurre il pubblico sulle tracce delle nobili famiglie che edificarono imponenti castelli in tutto il territorio. Da Castel Wolfsthurn a Vipiteno il racconto proseguirà con la narrazione delle gesta delle famiglie che hanno fatto la storia di Castel Trostburg a Ponte Gardena. Le telecamere si sposteranno poi a Bressanone per incontrare i Principi-Vescovi che hanno voluto la costruzione del Palazzo Vescovile e di Castel Velturno, fino ad arrivare a Chiusa, tra le mura del Monastero di Sabiona. Infine “Paesi che vai” si immergerà nelle bellezze di una riserva naturale protetta, dichiarata nel 2009 “Patrimonio mondiale Unesco”. Un paradiso naturalistico, circondato da vette che superano i 3.000 metri di altitudine.

“Linea Verde” una gita nella storia dall’Umbria alla Basilicata
Il viaggio di “Linea Verde” prosegue con una nuova puntata in onda domenica 13 giugno, alle 12.20 su Rai1. Giugno, ultime domeniche di primavera, voglia di viaggi o di semplici gite. Ed è proprio una gita nella storia quella che propongono Beppe Convertini, Ingrid Muccitelli e Peppone, unendo due cittadine così distanti geograficamente ma così vicine dal punto di vista storico: Narni, borgo incantevole in provincia di Terni, nodo strategico sin dall’epoca romana, e Venosa, in provincia di Potenza, soprannominata “Città Oraziana” proprio per aver dato i natali al poeta latino Quinto Orazio Fiacco e posta lungo il tracciato dell’Appia Antica. Beppe ed Ingrid raggiungeranno Narni attraverso due percorsi differenti ma legati al corso del fiume Nera. Beppe discenderà lungo il Velino (affluente del Nera) le celebri Cascate delle Marmore ed arriverà a Narni, città caratterizzata da un patrimonio monumentale ed archeologico unico, con antiche tradizioni popolari e religiose ed una campagna vocata ad un’agricoltura di qualità. Ingrid invece risalirà il corso finale del Nera, lungo la pista ciclabile ricavata sull’antico tragitto della ferrovia, fra richiami naturalistici e storici che ispirarono persino i pittori plenaristi al seguito dei ricchi aristocratici europei durante il Grand Tour.I due si ritroveranno infine ai piedi del vecchio Ponte di Augusto, per un tuffo nella natura e nel benessere, complice la partecipazione del fitoterapeuta Ciro Vestita. Peppone si muoverà invece nella “sua” Basilicata, raggiungendo Venosa e raccontandone la ricchissima storia che ancora oggi la rende meta prediletta dai turisti appassionati di archeologia, arte e tesori enogastronomici.

“Passato e Presente”: l’imperatore Costantino e la Chiesa
Dopo aver fatto porre il monogramma di Cristo, che gli era apparso in sogno, sugli scudi dei suoi soldati, Costantino vince la battaglia di Ponte Milvio. L’Impero, dopo l’editto di Milano del 313 d.C. e la battaglia di Adrianopoli, torna a essere unito nelle mani di un solo imperatore, in una monarchia d’investitura divina, saldata da un nuovo legame identitario, quello tra Stato e Chiesa. Ne parlano Paolo Mieli e il professor Alessandro Barbero a “Passato e Presente”, programma di Rai Cultura in onda domenica 13 giugno alle 20.30 su Rai Storia. Nel Medioevo la memoria dell’imperatore cristiano ispira storie e leggende, tra cui quella della “Donazione di Costantino”, un documento attraverso il quale l’imperatore avrebbe donato al Papa la città di Roma e i domini imperiali d’Occidente, consolidando il primato della Chiesa di Roma su gli altri patriarcati. Con questo scritto di fatto l’imperatore investe il Papa del potere temporale. Ma Lorenzo Valla nel 1440 dimostra che la donazione di Costantino è un falso: si tratta in realtà di un testo realizzato, forse in età carolingia a Roma o in Francia, per affermare la supremazia della Chiesa rispetto all’Impero in un periodo controverso e difficile. 

“Di là dal fiume e tra gli alberi”: “La Costiera verticale”
Un viaggio a tappe lungo 42 chilometri di costa a strapiombo sul mar Tirreno, tra il giallo dei limoni e le rupi scoscese dei monti Lattari. Con il doc “La Costiera verticale”, in onda domenica 13 giugno alle 22.10 su Rai5, Monica Ghezzi racconta la Costiera Amalfitana, un paesaggio mediterraneo così straordinario che nel 1997 l’Unesco lo ha dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità. Per raccontare tanta bellezza si parte da Ravello dove vive Joanne, talentuosa fotografa sudafricana che nella “città della musica” ha trovato la giusta ispirazione per i suoi scatti. È lunga la lista degli artisti che nei secoli hanno soggiornato in Costiera e che ancora la scelgono come luogo capace di nutrire la propria arte. Come Daniele, scultore e pittore che da oltre vent’anni ha trasformato la magnifica torre Asciola, nei pressi di Praiano, nel suo affascinante atelier. A Vietri sul Mare, invece, c’è Lucio, ceramista e musicista, così apprezzato che le sue ceramiche sono disseminate ovunque. Si possono trovare anche sul lungomare di Atrani, il comune più piccolo d’Italia: bellissimo, con il suo intrico di scale che collegano tra loro le case abbarbicate sulla roccia. Ad Atrani vive Lello, detto Ercole, 80 anni e un fisico da culturista: una vita passata con quintali di pesi sulle spalle per offrire un servizio alla sua comunità. Ha trasportato di tutto: lavatrici, pianoforti e lastre di marmo. Il viaggio lungo la strada costiera, tra Vietri Sul Mare e Positano, regala ad ogni tornante vedute sorprendenti e borghi di una bellezza quasi irreale come Furore, nel cuore di uno splendido fiordo. A Furore si consumò la tormentata passione tra Anna Magnani e Roberto Rossellini che tra le due guerre scelse la costiera come set cinematografico per ambientare alcune pietre miliari della sua cinematografia. Lo racconta un appassionato regista di Maiori, Giancarlo Barela, tra i fondatori del premio Rossellini curato dall’Associazione Maiori film festival. La passione per questi luoghi trasuda dalle parole delle tante persone che incontriamo, come Ventura, amalfitano, che si definisce: un canta e contastorie di questo territorio, o da quelle di Gianni, poeta che da oltre 40 anni vive in solitudine nel suo amato canyon selvaggio, tra la fitta selva del Vallone Porto. L’ultima tappa è Positano, la città verticale per antonomasia, splendida con le sue case colorate e la torri saracene che ne lambiscono i confini. Qui c’è la casa di Raimonda, celebre costumista e scenografa che, come in un viaggio a ritroso nel tempo, torna nella Positano degli anni ’70, quell’epoca glamour della quale furono protagonisti Franco Zeffirelli e le grandi star del jet set internazionale.

Mercoledì Rai: la diplomazia di Metternich e la poesia di Fabrizio De André

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Domani, mercoledì 9 giugno, tra i programmi Rai: a “Passato e Presente si parla di Metternich e della sua arte diplomatica. Altra arte quella di Fabrizio De André in una nuova puntata di “Cantautori”.

A “Passato e Presente” l’arte della diplomazia: un ritratto di Metternich
Per oltre tre decenni, tra il 1815 e il 1848, Clemente di Metternich è stato il signore d’Europa, l’artefice di un ordine, la Restaurazione, che resta sostanzialmente immutato per un secolo e di un’epoca. A “Passato e Presente”, in onda mercoledì 9 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli rievoca la sua figura con il professor Luigi Mascilli Migliorini. Nonostante sia stato il trionfatore nel Congresso di Vienna, e l’abilissimo statista capace di sconfiggere Napoleone e di garantire all’Europa stabilità ed equilibrio, di Metternich prevale comunque una valutazione negativa: carceriere dei popoli, custode dell’assolutismo, difensore dell’Ancien Regime fondato sull’ingiustizia e il privilegio. Soprattutto, Metternich resta sgradito all’Italia per la quale conia la famosa definizione di espressione geografica. Ma è una lettura storicamente esatta? Oppure di Metternich si può offrire una descrizione meno negativa e perentoria? 

Cantautori: Fabrizio De André 
La produzione musicale di Fabrizio De André come documentata dalle sue apparizioni televisive, non numerosissime. “Cantautori”, in onda mercoledì 9 giugno alle 22.45, su Rai5, propone le migliori “perle” tratte dagli archivi della Rai, tra le quali una delle sue prime canzoni antimilitariste, “Girotondo”, in un raro bianco e nero, e due classici scritti nei primi anni ’60: “Bocca di Rosa” e “Via del Campo”. Non mancano “Fiume Sand Creek” sul massacro etnico, “Una storia sbagliata” sulla morte di P.  Pasolini e “La guerra di Piero”, la più celebre tra le sue canzoni antimilitariste.

Lunedì  Rai: Lincoln, le donne di Augusto, Afrodite e i musei in fondo al mare

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Domani, lunedì 7 giugno, tra i programmi Rai: a “Passato e Presente” Lincoln e l’abolizione della schiavitù. Le donne di Augusto per le “Cronache dall’impero”. Afrodite protagonista delle “Cronache dal mito”. “Italia. Viaggio nella bellezza” ci racconta i musei in fondo al mare.

A “Passato e Presente” la scelta di Lincoln: l’abolizione della schiavitù 
Quando Lincoln viene eletto alla presidenza degli Stati Uniti d’America, nel novembre del 1860, la questione della schiavitù – del suo possibile rafforzamento o della sua graduale estinzione – divide il paese da anni e il nuovo presidente è a capo dello schieramento che si oppone all’estensione territoriale della schiavitù. A “Passato e Presente”, in onda lunedì 7 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli nel parla con la professoressa Raffaella Baritono. Sebbene quella di Lincoln sia una posizione moderata, che non mette in discussione l’esistenza costituzionalmente garantita dello schiavismo negli stati che già lo praticano, larga parte del Sud del Paese respinge la sua vittoria come una minaccia esistenziale e sceglie la secessione. La guerra è inevitabile ma, tanto per Lincoln quanto per la maggioranza del Nord, si tratta di una guerra da combattere per ripristinare l’unione, non per abolire la schiavitù. Sarà la logica interna al conflitto a imporre una radicalizzazione degli obiettivi bellici che, nel gennaio del 1863, porterà al proclama di emancipazione e, tre anni più tardi, alla ratifica del XIII emendamento della Costituzione americana, quello che vieta la schiavitù nell’intera giurisdizione degli Stati Uniti. 

In “Cronache dall’impero” le donne di Augusto: il fallimento di un patriarca 
Dalla sobrietà ambigua di Augusto, all’ascesa dei Flavi, alla gloria di Traiano fino allo scatenato Elagabalo. Il doppio volto di Adriano, l’ambizione di Agrippina, la complessità di Tiberio, i dubbi di Marco Aurelio: scandagliando le fonti antiche ed esplorando i luoghi dell’azione, Cristoforo Gorno cerca di mettere in luce i pensieri e le emozioni che hanno determinato i destini della corte imperiale. La serie di Rai CulturaCronache dall’Impero”, in onda da lunedì 7 giugno alle 21.10 su Rai Storia, racconta in otto puntate due secoli di storia di Roma indagando, più che i grandi eventi, la personalità degli uomini e delle donne al centro della scena. La grandezza politica di Augusto è indiscutibile, ma la sua storia familiare, piena di scandali, intrighi e morti sospette, dipinge un ritratto diverso e più fosco del primo imperatore. Visitando l’Ara Pacis, la casa di Augusto e quella di sua moglie Livia, Cristoforo Gorno racconta  il fallimento di un patriarca.

“Cronache dal mito” racconta Afrodite, la dea dell’amore
Afrodite
, Venere per i romani, è la dea dell’amore e della sessualità nata dalla spuma del mare. Capricciosa e frivola da una parte, profonda e universale dall’altra, Afrodite incarna le energie della vita: per questo è adorata con nomi diversi in tutto il Mediterraneo e in Oriente. Una divinità raccontata da Cristoforo Gorno nell’appuntamento con “Cronache dal Mito”, in onda lunedì 7 giugno alle 21.40 su Rai Storia. Gli amori e le imprese della dea sono ripercorsi dalla Domus Aurea e dal tempio di Venere Genitrice a Roma, costruiti dalla dinastia Giulio-Claudia, che da Venere discendeva.

Italia. Viaggio nella bellezza: un museo sul fondo del mare
Le meraviglie della città sommersa di Baia. La storia della nave di Albenga, la più grande nave oneraria romana rinvenuta nel Mediterraneo. Il satiro danzante di Mazara del Vallo, capolavoro della statuaria in bronzo greca, rinvenuto nelle profondità del Canale di Sicilia. E l’incredibile scoperta dei rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo, dove i romani sconfissero i cartaginesi ponendo fine alla prima guerra punica. Tappe del viaggio alla scoperta del “museo liquido” del nostro patrimonio sommerso ripercorse da “Italia. Viaggio nella bellezza”, in onda lunedì 7 giugno alle 22.10 su Rai Storia. In primo piano, la grande avventura dell’archeologia subacquea, disciplina che proprio in Italia ha visto la sua nascita negli anni ’50 del secolo scorso, grazie al lavoro di un pioniere come Nino Lamboglia. E che ha trovato nell’archeologo siciliano Sebastiano Tusa, scomparso nel marzo del 2019 nel tragico incidente aereo dell’Ethopian Airlines, un altro grande interprete di caratura internazionale. Tra coloro che sono intervenuti in puntata: Fabio Pagano, direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Giuliano Volpe, archeologo, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica all’Università di Bari, Valeria Li Vigni, Soprintendente del Mare della Regione Sicilia, Barbara Davidde, archeologa (Istituto Centrale per il Restauro), Simonluca Trigona, archeologo subacqueo – Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona. 

Mercoledì Rai: la nascita della Repubblica e il film “Una stagione da ricordare”

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Domani, 2 giugno, tra i programmi Rai: a “Passato e Presente” si parlerà della nascita della Repubblica. Dramma, sport e sentimenti nel film “Una stagione da ricordare”.

A “Passato e Presente” la nascita della Repubblica con Paolo Mieli e la professoressa Insolvibile
È dal 1944, a guerra ancora in corso, che in Italia si discute della questione istituzionale: se il Paese, cioè, debba continuare a essere una monarchia o diventare una repubblica. Pagine di storia rilette da Paolo Mieli e dalla professoressa Isabella Insolvibile a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 2 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. I partiti che formano il Comitato di Liberazione Nazionale chiedono al re Vittorio Emanuele III di abdicare, per la troppa contiguità avuta con il regime fascista durante il ventennio. A sorpresa è Palmiro Togliatti, appena tornato in Italia dall’Unione Sovietica, a proporre di rimandare la questione istituzionale a dopo la fine della guerra. È la cosiddetta “svolta di Salerno”. Al termine del conflitto si discute se a decidere tra monarchia e repubblica debba essere un referendum a suffragio universale o l’Assemblea costituente, il primo parlamento dell’Italia libera che ha il compito di redigere la nuova Costituzione. Alla fine, prevale l’idea di De Gasperi, che vuole un referendum da tenersi nello stesso giorno in cui si elegge l’Assemblea costituente. La data scelta è il 2 giugno. Quel giorno l’89 per cento degli italiani aventi diritto si reca alle urne per votare. Lo spoglio delle schede è lungo e tormentato, ma alla fine la repubblica prevale con oltre 12 milioni e 700 mila voti, due milioni più della monarchia. Una contestazione sul meccanismo di conteggio dei voti crea un contrasto tra la monarchia e il governo; e rischia anche di esasperare le forti divisioni presenti nel paese, soprattutto tra nord e sud. Il 13 giugno, per evitare ulteriori lacerazioni, il re Umberto II decide di lasciare il paese per l’esilio, senza però riconoscere formalmente la repubblica.

“Una stagione da ricordare”. Dramma, sport e sentimenti con Helen Hunt e William Hurt
Una stagione da ricordare” è il film diretto da Sean McNamara, tratto da una storia vera, in onda in prima visione su Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) mercoledì 2 giugno alle 21.10. La pellicola racconta di come un’intera squadra di pallavolo, le Trojans della Iowa West High School, cerchi di trovare la forza per continuare a giocare, dopo che la loro capitana e leader Caroline “Line” Found muore tragicamente in un incidente stradale. L’obiettivo delle ragazze è quello di vincere il campionato per omaggiare la loro amica e compagna di squadra, ma è dura rimettersi in piedi quando il pezzo più importante delle fondamenta è andato perduto. A motivarle e guidarle in questa missione sarà la loro allenatrice, interpretata da Helen Hunt, vero mentore della squadra che le aiuterà a uscire da uno stato di profonda crisi esistenziale. Nel cast anche Erin Moriarty, Danika Yarosh, William Hurt, Nesta Cooper e Jason Gray-Stanford. A seguire, il magazine “MovieMag” dedicherà al film un approfondimento.

Domenica Rai: Calabria, le residenze presidenziali, Carlo VIII e il Molise

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Domenica con i programmi Rai. Domani 30 maggio: la Calabria a “Paesi che vai…”. “Linea Verde” ci porta alla scoperte delle residenze presidenziali dal Lazio alla Campania. “Passato e Presente” ci racconta di Carlo VIII. “Di là dal fiume e tra gli alberi” alla scoperta del Molise.

“Paesi che vai…” alla scoperta della Calabria con Livio Leonardi
Nella puntata in onda domenica 30 maggio alle 9.40 su Rai1, “Paesi che vai…” varca i confini della Calabria, una regione del sud Italia che mostra il suo raggiante volto verace, nonché la sua storia millenaria. Con Livio Leonardi si andrà sulle tracce dei Normanni, che nel corso dei secoli si sono resi protagonisti di una vera e propria opera di fortificazione della regione: a fare da guida sarà la storia di Federico II di Svevia e il racconto sarà immerso tra i più stupefacenti castelli normanno-svevi della regione. Si partirà da Cosenza, la cosiddetta “piccola grande Atene di Calabria”, città dal cuore caldo e dalle origini antichissime, che volge lo sguardo all’imponente castello normanno-svevo che la sovrasta: un fiero simbolo cittadino, eretto alla sommità del colle Pancrazio, che sarà tra le suggestive location raccontate.  A seguire si andrà alla scoperta del territorio della provincia cosentina, curiosando tra i castelli di Corigliano Calabro, Rocca Imperiale e Roseto Capo Spulico: quest’ultima località ospita l’incantevole Castrum Petrae Roseti, un gioiello classificato tra i dieci castelli più belli e romantici d’Europa. Spiando fra i sapori di una terra ricca e generosa come la Calabria, inoltre, si scopriranno i segreti di alcuni prodotti tipici, “dialogando” idealmente con un film ambientato a Diamante e con alcuni personaggi d’eccezione. Il film è “L’abbuffata” del regista calabrese Mimmo Calopresti, che vede tra i protagonisti Gérard Depardieu. In chiusura, lo sguardo del pubblico si perderà nella Sila, un’area montana che, a dispetto della sua ubicazione geografica meridionale, mostra scorci dall’inaspettato sapore nordico-scandinavo.

“Linea Verde”, speciale per la Festa della Repubblica: alla scoperta delle residenze presidenziali dal Lazio alla Campania
Domenica 30 maggio
, a partire dalle 12.20 su Rai1, “Linea Verde” andrà a scoprire tutte le residenze presidenziali, il simbolo della “casa” di tutti gli italiani: la Tenuta di Castel Porziano, Villa Rosebery a Napoli e naturalmente il Quirinale. Ingrid Muccitelli e Beppe Convertini dalla spiaggia di Castel Porziano si inoltreranno nella Tenuta Presidenziale, scoprendola come il polmone verde della città di Roma, un bosco fittissimo in cui la natura incontra l’archeologia. Inoltre, all’interno della Tenuta, troveranno gli allevamenti di cavalli e di vacche maremmane e un particolare addestramento di pastori tedeschi dell’arma dei Carabinieri. Da Napoli, invece, Peppone racconterà l’importanza storica di Villa Rosbery, che nel corso dei decenni ha avuto molte vicissitudini, mostrandosi ora in tutto il suo splendore, con un giardino ricchissimo di piante rare e una veduta privilegiata che da Posillipo abbraccia all’orizzonte tutto il Golfo, il Vesuvio e le isole.
Arrivati al Quirinale, mentre Beppe compirà un percorso tra le sale storiche, Ingrid andrà a conoscere i vari laboratori presenti nel Palazzo: da quello in cui si restaurano gli arazzi, a quello degli orologiai e degli ebanisti. Peppone, invece, scenderà nelle cucine, accorgendosi di quanto fondamentale sia al Quirinale il valore dell’accoglienza e la cura di ogni dettaglio, a partire dalla materia prima: solo prodotti italiani, vero biglietto da visita della nostra cultura e delle nostre tradizioni in tutto il mondo.

“Passato e Presente”: Carlo VIII in Italia
Le truppe di Carlo VIII, con la loro formidabile e sconosciuta artiglieria, nel febbraio 1495 conquistano il regno di Napoli. Una conquista che spaventa i potenti d’Italia timorosi di una completa egemonia francese sulla penisola. Una pagina di storia ripercorsa dal professor Alessandro Barbero con Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda domenica 30 maggio alle 20.30 su Rai Storia. Carlo VIII rappresenta una minaccia e il 31 marzo 1945 nasce a Venezia la Lega antifrancese. Ne fanno parte Venezia, Ludovico Sforza duca di Milano detto il Moro, il Papato, Ferdinando Il Cattolico re di Castiglia e Massimiliano I d’Asburgo assieme ad altri Stati italiani minori. Il comando è affidato a Gian Francesco III Gonzaga, marchese di Mantova. Il suo mandato è quello di cacciare per sempre i Francesi dall’Italia. A Fornovo, vicino Parma, la battaglia decisiva. Dopo una giornata di scontri violentissimi, che causano tremila morti, re Carlo, nonostante la schiacciante superiorità numerica degli italiani, riesce a lasciare con le sue truppe l’accampamento e a tornare in Francia. Malgrado questo esito, la campagna di Carlo VIII lancia all’Europa un segnale preciso: l’Italia, con tutte le sue ricchezze, è mal difesa, e davanti a un nemico ben armato potrebbe diventare terra di conquista.

Di là dal fiume e tra gli alberi: “Molise, terra di mezzo”
Esiste una terra che si chiama Molise? Pur essendo una delle 20 regioni ufficiali del nostro Paese, da qualche tempo spopola il meme: “il Molise non esiste”. E in effetti la culla dell’antica civiltà sannita, facilitata dalla stessa geografia, vive di una secolare oscurità. Per il suo territorio povero e montagnoso è stato infatti snobbato da sempre: dai Romani, dai Longobardi, dai Normanni e dai Borboni. Una terra protagonista di “Molise, terra di mezzo”, che Rai Cultura propone in prima tv domenica 30 maggio alle 21.15 su Rai5 a “Di là dal fiume e tra gli alberi” Autonoma solo dal 1963, di fatto è la regione più giovane d’Italia e ancora oggi la meno conosciuta, talmente tanto poco conosciuta e bistrattata che un tipico paesino di questa terra, proprio per riscattarla da questo anonimato, ha dato vita al progetto “regalati il Molise” offrendo appartamenti per un soggiorno di una settimana per il puro piacere di far conoscere e condividere la propria terra. Una terra schiva e poetica, piena di amore e orgoglio per la propria storia e fatta di ospitalità, solidarietà e autenticità, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la sopravvivenza e l’intenso legame con le tradizioni e la memoria rendono il Molise un “piccolo mondo antico”. È terra di transumanza per eccellenza: i tratturi, le lunghe vie d’erba che fin dai tempi dei sanniti percorrevano i pastori con le loro greggi per lo spostamento stagionale degli animali, sono ancora oggi sentiti come testimoni inestimabili di un passato identitario al quale si è fortemente legati. In questo territorio fantasma, un piccolo fazzoletto di terra stretto tra Abruzzo e Puglia e spinto verso l’Adriatico da Lazio e Campania, si scoprono tanti piccolissimi borghi sulle cime dei monti o adagiati sulle colline, immense distese di verde che costeggiano le strade, paesaggi che si stagliano all’orizzonte. Ma soprattutto conquista e resta nel cuore la gente del Molise: un’umanità nascosta, mai superba, fiera delle proprie origini che ti abbraccia con la propria naturale ospitalità.

Mercoledì Rai: Giuseppe Verdi e Paolo Conte

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Domani, mercoledì 26 maggio, tra i programmi Rai due appuntamento con la Musica: a “Passato e Presente” si parla di Giuseppe Verdi mentre per “Cantautori” il protagonista è Paolo Conte.

A “Passato e Presente” l’Italia di Giuseppe Verdi, la “colonna sonora” del Risorgimento
Giuseppe Verdi
è il più grande musicista italiano dell’Ottocento – un artista prolifico che, con i suoi melodrammi, rivoluziona il mondo della lirica. Ma è anche un protagonista del Risorgimento italiano. Di Giuseppe Verdi e degli ideali politici che hanno avvicinato le migliori menti del suo tempo, Paolo Mieli parla in studio con il professor Lucio Villari a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 26 maggio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. La sua musica diventa la colonna sonora di un’epoca e le arie delle sue opere vengono spesso cantate come inni dai popoli in rivolta. La politica entra nei suoi libretti e, nel 1861, anche nella sua vita. In quell’anno, infatti, Verdi accetta la proposta di Cavour e diventa deputato nel parlamento del nascente Regno d’Italia. 

I “Cantautori”: Paolo Conte
Il più “aristocratico” cantautore italiano attraverso la sua storia: “Cantautori”, il programma di Rai Cultura che propone un compendio delle migliori “perle” tratte dalle Teche Rai, in onda mercoledì 26 maggio alle 23.20 su Rai5, porta in scena Paolo Conte. In scaletta, una selezione dei suoi grandi successi da “Fisarmonica di Stradella” ai classici come “Via con me” e “Sudamerica”.

Mercoledì Rai: Sibilla Aleramo e Art of Francia

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Domani, mercoledì 19 maggio, tra i programmi Rai: a “Passato e Presente” si parla di Sibilla Aleramo la scrittrice nata in Alessandria. Art of Francia, la storia francese attraverso le sue sculture, la sua pittura e i suoi palazzi.

Nel “Passato e Presente” con Paolo Mieli il ritratto di Sibilla Aleramo
Sibilla Aleramo
, pseudonimo di Marta Felicina Faccio, detta Rina, nasce ad Alessandria il 14 agosto del 1876. A 16 anni sposa con un matrimonio riparatore un impiegato dell’azienda del padre che l’ha violentata e dal quale avrà un figlio. Una vicenda dolorosa, che sarà oggetto del suo primo romanzo, “Una donna”. Sceglierà poi di lasciare la famiglia nel 1902 per trasferirsi a Roma e seguire i suoi ideali, con un impegno che non si limita alla scrittura, ma si concretizza in battaglie per l’emancipazione femminile e a sostegno dei più deboli. A “Passato e Presente”, in onda mercoledì 19 maggio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli ne parla con la professoressa Alessandra Tarquini. La sua figura è nota anche per le tormentate relazioni con alcuni personaggi in vista dell’epoca, primo fra tutti il poeta Dino Campana. Donna combattiva e dalle grandi passioni, nel 1925, Sibilla Aleramo firma il Manifesto degli intellettuali antifascisti, ma tre anni dopo passa ad appoggiare il fascismo, scrivendo sui giornali di regime. Nel 1943 rifiuta di trasferirsi a Salò e nel dopoguerra si iscrive al Partito Comunista, con il quale collabora attivamente, prestando la sua penna al quotidiano l’Unità fino alla morte, il 13 gennaio 1960. 

Art of Francia. Plus ça change
La storia francese attraverso le sue sculture, la sua pittura e i suoi palazzi: la racconta la serie “Art of Francia”, in onda da mercoledì 19 maggio alle 20.20 su Rai5. In tre episodi, lo storico dell’arte Andrew Graham-Dixon riannoda i fili di questo complesso rapporto: dai Rivoluzionari che decretarono la fine di uno dei Re più potenti d’Europa e degli artisti di corte, ai Rivoluzionari dell’Arte Moderna, giovani artisti arrabbiati che, nei loro bar e cabaret, avrebbero reinventato l’arte di tutto il mondo. Nel primo episodio Dixon traccia lo sviluppo dell’arte francese partendo dall’architettura gotica, prima vera grande rivoluzione artistica, per approdare al Classicismo e all’Illuminismo. Poi arriverà la vera Rivoluzione.

Lunedì Rai: l’imperatore Domiziano e le “ragioni” dell’archeologia

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A “Passato e Presente” si parla dell’imperatore Domiziano e per “Italia. Viaggio nella bellezza” le “ragioni” dell’archeologia.

Passato e Presente: l’imperatore Domiziano
Nel 69 d.C. dopo la guerra civile succeduta alla morte di Nerone, diventa imperatore Tito Flavio Vespasiano, esponente di una gens di origine equestre. Vespasiano inizia una nuova dinastia, quella dei Flavi, il cui epigono è Domiziano. Il suo ritratto è affidato al professor Umberto Roberto e a Paolo Mieli a “Passato e Presente”, in onda lunedì 17 maggio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Domiziano regna per 15 anni, dall’81 fino al 96 d.C. e si distingue per la ripresa di una politica d’espansione ai confini dell’Impero. Consolidato il Limes germanico, Domiziano porta a termine a Roma importanti opere pubbliche. Tra queste c’è lo stadio, una struttura per le gare atletiche capace di accogliere fino a 30.000 spettatori. La celebre piazza Navona ne ricalca ancora le dimensioni. Sul Palatino fa costruire un vero e proprio palazzo dinastico, diviso in tre settori: la domus Flavia, la domus Augustana e lo stadio palatino. Domiziano propone sé stesso come sovrano assoluto, come dominus et deus, conquista il consenso dell’esercito con una politica di elargizioni e il favore del popolo con spettacoli maestosi. Ma, proprio per questa sua politica, si rende inviso al Senato, che ne cancellerà la memoria e lo consegnerà alla storia come tiranno. 

Italia. Viaggio nella bellezza: le “ragioni” dell’archeologia 
Archeologia, industria, agricoltura, lottizzazione edilizia. A partire dagli anni ’60 del secolo scorso le ragioni del patrimonio archeologico sono spesso entrate in conflitto con quelle dello sviluppo industriale, agricolo e urbanistico del nostro Paese. Chi le ha difese? Con quali alleati? E con quali risultati? “Italia, viaggio nella bellezza“, in onda in prima visione lunedì 17 maggio alle 21.10 su Rai Storia, racconta alcune storie simbolo dell’archeologia italiana: la battaglia per la scoperta e la difese delle aree archeologiche della Basilicata; lo scavo dell’antica città di Sibari, che ha preservato il territorio della Piana del Crati dalle conseguenze di un massiccio sviluppo industriale; la difesa del sito archeologico di Paestum assediato dal cemento della speculazione edilizia; e la straordinaria scoperta del santuario-emporio di Gravisca, a Tarquinia, in un’area archeologica salvata all’ultimo istante da una rovinosa lottizzazione. Attraverso il recupero di filmati anche inediti delle Teche Rai, “Italia. Viaggio nella bellezza” ripercorre conflitti, scoperte, e tappe della salvaguardia del nostro patrimonio archeologico, ricordando anche protagonisti di quella importante stagione dell’archeologia italiana, come Dinu Adamesteanu, Mario Napoli, Mario Torelli. Nella puntata intervengono Lucio Fiorini, archeologo, Università di Perugia; Emanuele Greco, archeologo, presidente della Fondazione Paestum; Pietro Giovanni Guzzo, archeologo, accademico dei Lincei; Elena Lattanzi, archeologa, ex soprintendente della Calabria; Roberto Spadea, archeologo; Filippo Demma, Direttore del Parco Archeologico di Sibari.

Martedì Rai: Livia Drusilla e la battaglia di Gettysburg

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, martedì 11 maggio, tra i programmi Rai a “Passato e Presente” c’è la storia di Livia Drusilla mentre per “La Bussola e la Clessidra” si racconta La battaglia di Gettysburg.

A “Passato e Presente” la storia di Livia Drusilla, la prima imperatrice 
Nella storia dell’antica Roma la figura di Livia Drusilla, moglie di Ottaviano Augusto, occupa un posto speciale. Solida donna di potere, condizione straordinaria per i suoi tempi, si è conquistata fama e rispetto e ha lasciato un’impronta decisiva sul futuro di Roma, affidando al figlio Tiberio e alla sua discendenza il controllo dell’Impero creato dal consorte. A “Passato e Presente”, in onda martedì 11 maggio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli e la professoressa Francesca Cenerini – attraverso il racconto delle vicende biografiche della prima imperatrice – ricostruiscono la condizione sociale delle donne nell’antica Roma e il loro ruolo politico nell’impero. Gli storici latini di orientamento filo senatoriale, come Tacito, hanno tramandato un ritratto di Livia pieno di ombre, accusandola di aver tramato contro i naturali discendenti di Augusto per favorire l’ascesa al potere di suo figlio Tiberio, avuto da un precedente matrimonio. Altri storici, come Svetonio, sono più indulgenti sulla sua figura e descrivono l’unione tra Livia e Augusto, non come un affare politico, ma come una lunga storia d’amore. 

“La Bussola e la Clessidra”: La battaglia di Gettysburg
Uno degli scontri decisivi della guerra di secessione americana: a “La Bussola e la Clessidra”, in onda in prima visione martedì 11 maggio alle ore 21.10 su Rai Storia, Alessandro Barbero analizza la battaglia di Gettysburg, rispondendo anche alle numerose domande inviate dal pubblico. Quando le truppe sudiste del generale Lee invadono la Pennsylvania, tocca alle forze nordiste dell’armata del Potomac arginare l’aggressione confederata. Teatro dello scontro è la piccola cittadina di Gettysburg, che per tre giorni sarà l’epicentro di combattimenti sanguinosi.

Lunedì Rai: il Giro d’Italia e l’Ispettore Jury

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, lunedì 10 maggio, tra i programmi Rai : a "Passato e Presente" gli anni ruggenti della corsa rosa e "Ispettore Jury - La morte di Arlecchino".

A “Passato e Presente” l’Italia del Giro gli anni ruggenti della corsa rosa
Oltre un secolo fa prendeva il via la prima edizione del Giro ciclistico d’Italia, che sarebbe diventato per anni la manifestazione sportiva italiana più celebrata nel mondo. Dalle prime biciclette, pesanti e rudimentali, fino a quelle in fibra di carbonio, il Giro ha accompagnato gli italiani attraverso due guerre, il dopoguerra e il boom economico. Ne parlano il professor Stefano Pivato e Paolo Mieli a “Passato e Presente”, in onda lunedì 10 maggio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Il Giro ha infiammato gli animi attraversando il paese da nord a sud ed entrando nelle case attraverso i programmi della Rai. Dalle strade polverose in terra battuta di un tempo, a quelle più sicure di oggi, il mondo è cambiato. Ma non la passione popolare che per un mese, ogni anno, si stringe intono ai campioni che ancora infiammano la corsa in rosa.

“Ispettore Jury – La morte di Arlecchino”: adattamento televisivo dei best seller di Martha Grimes
La prima serata del lunedì di Rai Premium (canale 25 del digitale terrestre) si tingerà di giallo con l’affascinante e malinconico ispettore di Scotland Yard Richard Jury, interpretato da Fritz Karl, nell’adattamento televisivo dei best seller di Martha Grimes. Aiutato dai suoi colleghi e inseparabili amici, l’eccentrico aristocratico Merlose Plant (Götz Schubert) e il fidato Sergente Wiggins (Arndt Schwering-Sohnrey) è sempre in viaggio per l’Inghilterra con l’obiettivo di far luce su delitti apparentemente perfetti, facendo breccia nei cuori delle persone grazie al suo fiuto infallibile e al suo savoir-faire. Il 10 maggio in prima serata alle 21.20 andrà in onda “Ispettore Jury-La morte di Arlecchino”. A Rackmoor, una pittoresca cittadina portuale nello Yorkshire, viene uccisa una donna mascherata da Arlecchino. La vittima dovrebbe essere Dilly March, scomparsa 20 anni prima e ora sorprendentemente tornata. Sarebbe la figlia adottiva di Titus Crael, un colonnello estremamente ricco; ma c’è chi, tra i Crael, non crede a tale versione e considera la donna soltanto una truffatrice in cerca di una ghiotta eredità da incassare. L’ispettore Jury investiga sul caso, portando alla luce verità sconvolgenti.