Alessandria: Palatium Vetus ospita la mostra dedicata a Carlo Carrà

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Dal 28 maggio al 5 ottobre, nella Quadreria del Broletto, omaggio al pittore Carlo Carrà a 140 anni dalla nascita. Esposte 44 opere, alcune inedite, realizzate tra il 1898 e il 1965.

Carrà 140. Opere della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e da collezioni private alessandrine” è il titolo della mostra con la quale, dopo un lungo periodo di confinamento legato alla pandemia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria intende aprire la nuova stagione della Quadreria del Broletto, lo spazio espositivo al piano terra di Palatium Vetus, sede stessa della Fondazione.
La mostra, aperta dal 28 maggio al 5 ottobre, intende – a distanza di 140 anni dalla nascita – rendere omaggio a Carlo Carrà, nato in provincia di Alessandria (Quargnento 1881 – Milano 1966) e divenuto uno degli indiscussi protagonisti delle avanguardie del XX secolo.
Quarantaquattro le opere esposte, tra oli, disegni e acqueforti, in parte provenienti direttamente dalla collezione d’arte della Fondazione e in parte dai collezionisti alessandrini, i quali si sono dichiarati disponibili al prestito di un altrettanto interessante corpus di dipinti, in prevalenza paesaggi, che consentono di delineare un panorama articolato di questo artista imprescindibile del Novecento.
Aprire la Quadreria con una mostra dedicata a Carrà – afferma il presidente della Fondazione, Luciano Marianoha non poche motivazioni di fondo: in primo luogo celebrarne il 140° anniversario della nascita e rendere omaggio a questo artista al quale l’Ente ha sempre dedicato grande attenzione, fin dal 2004, anno a cui risale la prima acquisizione dell’opera Punta della Dogana(1948), arrivando nel tempo ad assicurarsi un corpus cospicuo di dipinti, tale da poter costituire il nucleo di una piccola, ma preziosa mostra che li ripropone tutti negli spazi della Quadreria del Broletto. Numerose le opere inedite che richiameranno sicuramente appassionati di storia dell’arte e visitatori provenienti da tutto il territorio nazionale, creando un positivo volano per l’economia del nostro territorio”.
La rassegna è anche l’occasione per far conoscere a un pubblico più vasto un’opera esposta in permanenza a Palatium Vetus, ma in spazi meno accessibili: il Grande fregio con putti danzanti, studio per una decorazione muraria di cui non si conosce l’esito, risalente al primo decennio del Novecento e appartenente al periodo giovanile dell’attività pittorica di Carrà.

Inoltre, una serie di incisioni – mai esposte – degli anni 1922 – 1927, incluse in una cartella di 30, ottenute su lastre originali in cui, tradotti nelle ombreggiature e nei tratti decisi delle acqueforti, tornano i temi più cari all’artista.
L’arco cronologico rappresentato dalla mostra va dal 1898, a cui risale Pergamena “Agli sposi”, forse la prima opera firmata e datata dall’artista, per arrivare a Campagna di Versilia del 1965, un anno prima della sua morte.
Il progetto scientifico è stato ideato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria che si è avvalsa della collaborazione di tre esperti e critici d’arte: Fulvio Cervini, docente di Storia dell’arte medievale presso l’Università di Firenze, Maria Luisa Caffarelli e Rino Tacchella, che hanno lavorato al catalogo generale delle opere della Fondazione.
La Fondazione ha incaricato della realizzazione operativa della mostra la sua Società strumentale Palazzo del Governatore Srl.
La rassegna inaugurerà il 28 maggio prossimo per concludersi il 5 ottobre 2021. Ingresso gratuito con prenotazione in ossequio alla normativa vigente.
Informazioni e approfondimenti alle pagine Facebook @Collezioni di Palatium Vetus e @Fondazione Cassadi Risparmiodi Alessandria che saranno costantemente aggiornate.
Informazioni e prenotazioni: e-mail: didattica.fondazionecral@gmail.com – telefono 3478095172
Pagine Facebook: @Collezioni di Palatium Vetus – @Fondazione Cassadi Risparmio di Alessandria
Orari ingressi e visite guidate: sabato e domenica (orari in fase di definizione)
Sede della mostra: Alessandria, Palatium Vetus, piazza della Libertà 28

Alessandria: porte aperte a Palatium Vetus per la “Giornata Europea delle Fondazioni Bancarie”

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Anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria aderisce martedì 1° ottobre alla “Giornata Europea delle Fondazioni Bancarie” organizzato quattro visite guidate nella sua sede a “Palatium Vetus”. Ingresso libero e gratuito alla ricca collezione di opere d’arte.

sedeLa Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria aderisce anche quest’anno alle celebrazioni in occasione della GIORNATA EUROPEA DELLE FONDAZIONI BANCARIE, in programma martedì 1° ottobre prossimo, offrendo al pubblico l’opportunità di apprezzare la ricca collezione di opere esposte nelle sale d’arte e di usufruire di visite guidate per conoscere la storia dell’antico “broletto”.
L’iniziativa, che si ripete da sette anni, è promossa da DAFNE – Donors and Foundations Networks in Europe – l’organizzazione che riunisce le associazioni di fondazioni del continente di cui fa parte l’Associazione delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio Italiane e vuole essere un’occasione per dare a livello comunitario una riconoscibilità sempre più ampia e condivisa dell’istituto stesso della fondazione: ovvero un patrimonio messo al servizio di uno scopo filantropico o culturale.
14_pv_newLa Fondazione – dichiara il Presidente, Luciano Marianoha deciso di aderire anche quest’anno alla ‘Giornata Europea delle Fondazioni Bancarie’ confermando l’apertura al pubblico di Palatium Vetus. Una iniziativa che anno dopo anno è stata particolarmente apprezzata da alessandrini e turisti che hanno apprezzato le bellezze artistiche contenute in questo ‘scrigno’ dove si respira la storia della nostra città.
Palatium Vetus è stato sede del primo Comune, la massima espressione del potere di governo dell’antica Alessandria e conserva, grazie ad un lungo e importante lavoro di restauro, tutti i segni del passato. Nel corso delle visite guidate sarà possibile visitare oltre all’antico broletto anche l’esposizione permanente delle opere d’arte della Fondazione, nonché la “ghiacciaia”, recentemente restaurata ed aperta al pubblico.
05_pv_newL’augurio è che l’invito a visitare Palatium Vetus sia accolto anche da tanti giovani interessati a conoscere storia, arte e cultura del  nostro territorio
”.
L’ingresso alla corte interna di Palatium Vetus e alle sale d’arte è libero e gratuito secondo il seguente orario: dalle 10 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.30.
Per tutti coloro che sono interessati ad accedere al “broletto”, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ha predisposto quattro visite guidate, coi seguenti orari:  11,00 –  12,00 – 15,00 – 16,00.
È  possibile prenotare la visita per  gruppi telefonando al n. 347-8095172.

Alessandria: inaugurata a Palatium Vetus la ghiacciaia che ospita da oggi reperti archeologici

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Fondazione CRAL003Un’altra importante pagina di storia della città di Alessandria è stata scritta grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e alla società strumentale Palazzo del Governatore.
Al termine di una attenta opera di restauro, sono stati inaugurati la “ghiacciaia” e l’area museale dei reperti archeologici che erano venuti alla luce nel corso dei lavori di ristrutturazione di Palatium Vetus.
Alla cerimonia sono intervenute numerose autorità locali e i funzionari della Sovrintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte, Dr. Gian Battista Garbarino e Dr. Alberto Crosetto.
É stato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Pier Angelo Taverna a portare il saluto di benvenuto agli ospiti e ad illustrare le finalità di questa straordinaria operazione culturale, unitamente al Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, Dr.ssa Egle Micheletto.
Fondazione CRAL005In occasione della ricorrenza dell’850° compleanno di Alessandria – ha affermato il Presidente Taverna – la Fondazione Cassa di Risparmio e la società Palazzo del Governatore hanno voluto lasciare in eredità alla città un’altra importante testimonianza del suo passato dopo la riscoperta dell’antico “broletto”. Anche in questa occasione, si è trattato di un intervento impegnativo, che ha richiesto anni di studio e di ricerche, un delicato lavoro di restauro affidato a ditte specializzate e un progetto museale che non ha lasciato nulla al caso, dalle opere di illuminotecnica, alla tutela dei reperti, alla illustrazione degli stessi, sino all’eliminazione delle barriere architettoniche al fine di rendere l’area fruibile a tutti. Il progetto ha comportato naturalmente un significativo impegno economico pienamente ricompensato dalle scoperte archeologiche effettuate e dal contributo offerto al patrimonio culturale della nostra realtà”.
L’intervento, effettuato sotto la tutela dell’allora Soprintendenza  Archeologia del Piemonte, ha permesso di riportare alla luce interessanti suppellettili di notevoli qualità, tra cui vasi da cucina e corredi da tavola, risalenti al XIV-XV secolo – data in cui si colloca anche la costruzione delle volte del salone del primo piano dell’edificio – e di scoprire le tracce dell’antica fornace delle campane.
Ghiacciaia Palatium VetusSi tratta complessivamente di cinquanta cassette in cui sono raccolti frammenti di utensili della vita quotidiana e parti di manufatti delle attività produttive che testimoniano il passato del nostro territorio.
Una notevole quantità di materiali di elevato interesse archeologico che saranno oggetto di accurati studi scientifici da parte della competente Sovrintendenza.
Nel corso delle operazioni di scavo al palazzo, sono stati, infatti, ritrovati materiali in terracotta interpretabili come resti di “camicie di campana”, ossia residui della struttura in terracotta necessaria alla fusione delle campane in bronzo. Il risultato di tale lavoro ha permesso la ricostruzione quasi integrale di un esemplare – di cui si è potuto ricavare anche il rilievo dell’iscrizione “+vox Domini” che correva all’esterno di una delle campane meglio conservate – e di altre tredici forme ricostruite sulla base degli esemplari meglio conservati e della bibliografia di riferimento. Questa serie di campane fu destinata a diverse chiese della città di Alessandria.
Fondazione CRAL004 Le caratteristiche grafiche della scritta e le fonti storiche possono collocare tale opera poco prima del 1665. Molto probabilmente si tratta di una scelta fatta dal Governatore spagnolo per festeggiare gli esiti delle vicende belliche culminate con la vittoria del 1657 a spese degli assedianti francesi, risarcire le chiese, che cooperarono alla vittoria grazie alle vecchie campane fuse per farne cannoni, e festeggiare la visita dell’Imperatrice.
É stato inoltre predisposto un video multimediale, dedicato alla ricostruzione virtuale di una delle campane, che sarà a disposizione dei visitatori e delle scolaresche.
L’area museale sarà aperta al pubblico nei giorni in cui è visitabile la quadreria della Fondazione e cioè il giovedì pomeriggio e venerdì mattina; la stessa verrà inserita come tappa per le visite delle scolaresche, che sono sempre più numerose.