Museo di Archeologia dell’Università di Pavia: autopsie virtuali delle mummie

Riceviamo e pubblichiamo
Presentazione on line dei video che illustrano autopsie virtuali delle due mummie egizie conservate nell’Egyptian corner del Museo.

Il Museo di Archeologia del Sistema Museale d’Ateneo di Pavia  (www.archeologia.unipv.eu/),  martedì 11 maggio 2021, alle ore 21, presenta on-line i video che illustrano attraverso autopsie virtuali le due mummie egizie conservate nell’Egyptian corner del Museo.
Le mummie sono state al centro di due progetti di restauro e valorizzazione voluti dal Museo di Archeologia con il supporto di Regione Lombardia, di cui è stato incaricato il centro ricerche Mummy Project (www.mummyproject.it) tra il 2015 e il 2018.
Grazie a ricostruzioni 3d realizzate con i dati delle Tac, arricchite dai risultati degli studi antropologici e delle analisi svolte, sarà possibile vedere l’interno delle mummie con gli stessi occhi dei ricercatori. In gergo tecnico si parla di “Fly Through”, ossia si vola all’interno delle mummie e si vedono molti dettagli. Non vi è nulla di macabro o spaventoso, ma si tratta di un percorso affascinante anche adatto per un pubblico di giovanissimi.
I video riveleranno le caratteristiche fisiche e alcuni particolari relativi alla vita e alla morte di queste due persone mummificate: una giovane donna, fra i 20 e i 22 anni, con una statura fra 141,5-148,5 cm, vissuta in Egitto nel III secolo a.C., la cui mummia è integra, ma sbendata e un giovane uomo, di cui si conserva solo la testa, vissuto in Egitto in epoca romana, ossia dopo il 30 a.C., quando la terra del Nilo con Augusto diventa provincia di Roma.
Il video è stato realizzato da Roberto Poli, videomaker e da Sabina Malgora, direttore del Mummy Project, che farà da hostess in questo viaggio al centro delle mummie.
L’evento sarà introdotto dal Direttore del Museo di Archeologia, Maurizio Harari, professore di Etruscologia e Archeologia Italica.
I video saranno poi visibili in Museo nella loro versione integrale e sul sito e sulle pagine social del Museo nelle versioni brevi.

Le autopsie virtuali delle mummie sono oggi proposte innovative visibili in molte importanti realtà museali come il British Museum e il Museo Egizio di Torino.
Per partecipare occorre avere un account Gmail. La partecipazione è gratuita: è sufficiente inviare una mail a info@mummyproject.it. Si riceverà, entro un’ora prima della conferenza, una mail di invito con il link per accedere alla piattaforma Google Meet che ospiterà la conferenza.

Museo di Archeologia
Sede Centrale Università di Pavia, Strada Nuova, 65
apertura al pubblico: Lunedì 14-17 | Giovedì 9-12
archeologia.unipv.eu
www.facebook.com/archeologia.pavia
Instagram: @museodiacrcheologia_unipv

Alla scoperta delle mummie di Pavia

Riceviamo e pubblichiamo
fotografie di Michele Alquati e Daniela Bardelli
Il Sistema Museale d’Ateneo di Pavia presenta una conferenza di Sabina Malgora organizzata dal Museo di Archeologia.
Anubi conclude la mummificazione.
Tomba di Irinufer (TT290), necropoli di
Deir El Medina, XIX dinastia

Il Museo di Archeologia del Sistema Museale d’Ateneo di Pavia  (www.archeologia.unipv.eu) organizza per martedì 4 maggio 2021, alle ore 21, una conferenza online intitolata Alla scoperta delle mummie di Pavia, relatrice Sabina Malgora, egittologa e archeologa. Si aprirà una finestra sulla storia e sulla società dell’Antico Egitto.
Il titolo della conferenza anticipa un tema affascinante: protagoniste saranno infatti le due mummie conservate al Museo di Archeologia, di cui è direttore Maurizio Harari, docente di Etruscologia e Archeologia Italica e curatrice Anna Letizia Magrassi Matricardi.

La testa mummificata durante la Tac

La relatrice racconterà gli studi e le scoperte effettuate sulle mummie in occasione di due progetti di restauro e valorizzazione voluti dal Museo di Archeologia con il supporto di Regione Lombardia, di cui è stato incaricato il centro ricerche Mummy Project (www.mummyproject.it).
Le ricerche che si sono svolte negli scorsi anni, hanno portato a una più approfondita conoscenza dei reperti della collezione egizia del Museo, allestita con maggior risalto nell’Egyptian Corner.
L’Egyptian Corner fa parte di una realtà museale di rara bellezza, che porta i visitatori lontano nel tempo e nello spazio, anche attraverso le altre collezioni, ad esempio etrusche, romane e la Gipsoteca. Negli ultimi anni, grazie alla sua curatrice che ha attuato una completa riorganizzazione del Museo, e grazie alle moderne ricerche effettuate sui reperti, l’apertura continuativa, gli eventi, i restauri, le attività didattiche offerte e la partecipazione a convegni, il Museo si è trasformato in una realtà dinamica e vivace.

Francesca Motta, antropologa, Sabina Malgora, direttore del Mummy Project, Maurizio Harari, direttore del Museo di Archeologia

La conferenza di Sabina Malgora si inserisce in questo clima nuovo, che di fronte al problema della pandemia trova il modo di avvicinare il Museo alle persone.
Le mummie sono state accuratamente indagate con TAC eseguite dall’équipe di Fabrizio Calliada, direttore del Reparto di Radiologia del Policlinico San Matteo di Pavia. Successive analisi microscopiche e molecolari dei tessuti hanno visto il coinvolgimento di laboratori e di specialisti coordinati dal Mummy Project.
Le ricerche hanno permesso di conoscere meglio gli individui mummificati e di ricostruire anche i loro volti. Grazie alla ricostruzione del profilo antropologico a cura di Chantal Milani e di Jonathan Elias, si è data conferma che la mummia completa appartiene a una giovane donna, di età compresa tra i 20 e i 22 anni, di corporatura esile, con una statura tra 141,5-148,5 cm, vissuta in Egitto nel III secolo a.C..

L’equipe del Mummy Project durante
la Tac della mummia femminile

Mentre la testa mummificata è di un giovane uomo, vissuto in Egitto nel I sec. d.C., in epoca romana, ossia dopo il 30 a.C., quando la terra del Nilo con Augusto diventa provincia di Roma.
Per partecipare all’evento inviare una mail a info@mummyproject.it occorre innanzitutto avere un account gmail.
Si riceverà, entro un’ora prima dell’inizio, una mail di invito con il link per accedere alla piattaforma Google Meet che ospiterà la conferenza. È consigliato collegarsi una decina di minuti prima delle ore 21, in modo da risolvere eventuali problemi di connessione.