Sabato Rai: “Il Caffè di RaiUno”, Sanremo, Molise e l’Elba

Riceviamo e pubblichiamo

Domani, sabato 6 marzo, tra i programmi Rai Pino Strabioli e Roberta Ammendola ci offrono “Il Caffè di RaiUno”. “Linea Verde Life” fa tappa a Sanremo. “Lineabianca” va alla scoperta del Molise. Tappa all’Isola d’Elba per “Il Provinciale”.

“Il Caffè di RaiUno” tra cultura, musica, libri, arte e attualità con Roberta Ammendola e Pino Strabioli
Sabato 6 marzo
alle 6 su Rai1 torna “Il Caffè di RaiUno” tra cultura, musica, libri, arte e attualità. Tra gli ospiti di Pino Strabioli e Roberta Ammendola, il giornalista Vladimiro Polchi, autore del libro “Nessuno è imperfetto. La rivincita dei diversi. Storie vere per imparare a volerti bene “. Con la cantante Silvia Mezzanotte, invece, si parlerà del suo nuovo singolo “Poesia per una rosa” e si ripercorrerà la sua trentennale carriera. Infine, un talk interamente dedicato al Festival di Sanremo 2021 con filmati, aneddoti, curiosità. A commentarlo il critico tv Davide Maggio.

Il viaggio di “Linea verde life” fa tappa a Sanremo con Marcello Masi e Daniela Ferolla
Linea Verde Life”, sabato 6 marzo alle 12.25 su Rai1 sarà in Liguria, a SanremoMarcello Masi e Daniela Ferolla raccontano la bellezza, le eccellenze e gli angoli meno conosciuti della città dei fiori e della musica. Dal patrimonio botanico custodito nei giardini di Villa Ormond, agli scorci più suggestivi della pista ciclopedonale che attraversa il Parco costiero della Riviera dei Fiori, fino alla rinascita della Pigna, il quartiere storico della città. Anche in questa puntata spazio a ricerca e sperimentazione: protagonisti i fiori, buoni anche da mangiare, e le nuove tecnologie applicate alla tutela dell’ambiente marino e dei cetacei che popolano le acque al largo della città. Balenottere, capodogli e delfini sono, infatti, gli animali che si potranno conoscere meglio in questo viaggio.
Si andrà anche alla scoperta di borghi affascinanti, delle storie di chi li abita e li mantiene vivi, e infine spazio alla cucina con le focacce e le torte salate tipiche della tradizione gastronomica, i famosi baci di Sanremo, mentre Federica de Denaro preparerà un primo piatto a base di olive taggiasche e prodotti del territorio. 

Il viaggio di “Lineabianca” alla scoperta del Molise con Massimiliano Ossini e Giulia Capocchi
Il prossimo appuntamento di “Lineabianca”, in onda sabato 6 marzo, alle 14.00 su Rai1, con Massimiliano Ossini e Giulia Capocchi, sarà un viaggio nell’alto Molise alla ricerca delle eccellenze che rendono unica questa regione. Ad inizio puntata Ossini e Lino Zani saranno a quota 2050 metri sul livello del mare in vetta al monte Miletto, la più alta cima dei Monti del Maltese. 
L’alto Sannio e i suoi pascoli, una risorsa millenaria al servizio di nuove frontiere di allevamento: a Pescopennataro, la storia di Fabio, maestro di sci e grande appassionato di cavalli, che da anni si dedica all’allevamento di una pregiata razza, con un mercato internazionale in pieno sviluppo.
Una superficie di 264 ettari, una fitta rete di sentieri naturalistici che ne permettono una fruibilità a 360 gradi, una straordinaria ricchezza in flora e fauna: a Vastogirardi, nella Riserva Statale Naturale di Montedimezzo, con i Carabinieri Forestali del Reparto Biodiversità d’Isernia, le attività di recupero, i monitoraggi sanitari e la reintroduzione, ove possibile, della fauna selvatica in difficoltà. Un processo produttivo nel quale il latte viene lavorato esclusivamente crudo, esaltato e trasformato grazie al solo utilizzo del siero, senza l’aggiunta di fermenti, coadiuvanti o conservanti: a Capracotta, la secolare tradizione di una famiglia locale che, da ben 10 generazioni, esprime la migliore arte casearia dell’Alto Molise. Le campane, le ostie, i mostaccioli reali, la continua ricerca della perfezione, l’utilizzo di materie prime di indiscussa qualità: ad Agnone, nel cuore dell’Appennino Molisano, in una piccola azienda artigianale fondata nel 1976, la sapiente lavorazione della cioccolata. Una natura incontaminata, la bellezza delle montagne, panorami selvaggi a perdita d’occhio: a Prato Gentile, ciaspolando nel bosco, alla scoperta di un territorio poco conosciuto, con il progetto “Giardino della Flora Appenninica”, meraviglioso orto naturale per la tutela e la conservazione della flora autoctona. E infine il più importante luogo di culto dello stato sannitico: in località Calcatello, il fascino del sito archeologico di Pietrabbondante, fondato nel IV secolo a C.  

Tutte le anime dell’Elba a “Il provinciale”. Conduce Federico Quaranta
È la terza isola più grande d’Italia e in molti la definiscono “un piccolo continente” a sé stante. L’isola d’Elba, con tutte le sue anime, è al centro dell’appuntamento con “Il provinciale”, condotto da Federico Quaranta, in onda sabato 6 marzo alle 17.10 su Rai2. Si parte con una pesca notturna e le reti da recuperare con le prime luci del sole. Poi l’anima montanara: si sale oltre i 1000 metri del Monte Capanne. La scoperta dell’anima verde e sentieristica sarà uno dei passaggi più sorprendenti, con l’aiuto degli asinelli che sono una delle icone “sostenibili” per scoprire l’isola. Non potrebbe mancare un passaggio in miniera per raccontare l’anima di ferro, uno dei tratti maggiormente identitari dell’Elba. E poi, il vino: un sommelier esperto come Federico Quaranta non poteva certo perdersi un calice che porta con sé più di 2000 anni di storia. Obiettivo, inoltre, su un personaggio che sull’isola fu esiliato, Napoleone. Pare che l’Imperatore fosse alquanto mammone, una curiosità da condividere, in occasione del bicentenario della sua morte. Spazio anche all’anima dialettale, linguistica e musicale dell’isola e si finisce con una nuotata in pieno inverno. 

Guida Turistica del Molise: uno strumento maneggevole per scoprire le bellezze della regione

Riceviamo e pubblichiamo
Il Molise è una regione ancora poco conosciuta. Ora c’è una Guida Turistica che ci accompagna alla scoperta di questa piccola ma ricchissima regione italiana.

È disponibile la Guida Turistica del Molise, una Regione italiana meno conosciuta. Chi è più in là con gli anni, si ricorda bene come fin dalle elementari di parlava degli “Abruzzi” che comprendeva l’Abruzzo e il Molise. Poi, nel 1970, esattamente il 16 maggio, il Molise venne formalmente istituita come Regione a sé stante.

Nonostante questo, ancora poco si sa su questo spicchio nel cuore della Penisola ricchissimo di natura, di storia, dove sono forti i valori della tradizione e si può assaporare una gastronomia semplice e al tempo stesso gustosissima, mentre strutture ricettive, quali anche B&B ed agriturismi, offrono il meglio per rendere il soggiorno piacevolissimo ai loro ospiti.
Tra vertiginose e rigogliose montagne che svettano su ben due Parchi Nazionali – quello del Matese e del Lazio, Abruzzo e Molise – ricche di boschi e dove è possibile sciare su piste attrezzate, laghi scintillanti, fragorose cascate, pareti per le arrampicate, i suoi borghi affascinanti (per citarne solo tre: Agnone, il borgo delle campane; Scapoli, il borgo delle zampogne; Sant’Elena Sannita, il borgo degli arrotini e del profumo), i dolci colli che accompagnano fino alle sponde sabbiosissime lambite da un mare blu il Molise è tutto da scoprire. E in questo è di grandissimo aiuto la prima Guida Turistica del Molise edita a cura del noto sito web di GuideSlow.

GuideSlow è impegnata da oltre quindici anni nella promozione del Sannio in tutte le sue sfaccettature e peculiarità. Non a caso ha pubblicato altri volumi, uniti dalla stessa linea grafica, ben differenziati però nei contenuti, per suggerire, invitare, accompagnare il visitatore  alla scoperta di tutte le bellezze della regione; il tutto con l’obiettivo di far conoscere territori poco noti al maggior numero di persone possibile oltre ad assicurare un’alta visibilità alle aziende del territorio.
la Guida Turistica del Molise non è una guida virtuale navigabile su Internet, bensì di una vera e propria guida cartacea che si può portare sempre appresso. In un formato maneggevole, completamente a colori, ha la copertina lucida sulla quale spicca una delle immagini simbolo di questa area del Bel Paese: la transumanza che da tempi immemori fa parte dell’anima del Molise.
La Guida Turistica del Molise è un qualcosa che tutti dovrebbero avere e il piano editoriale prevede di aggiornarla con una cadenza semestrale. Al momento è disponibile l’edizione uscita nell’estate 2020, la prossima è prevista per la primavera/estate 2021.

Una guida ricca di notizie e Pagine Utili per godersi il Molise
Tra gli argomenti imperdibili e coinvolgenti che si possono scorrere e leggere nella Guida Turistica del Molise: il borgo di Termoli; la ‘ndocciata di Agnone; le dune molisane; Jelsi, un viaggio tra sapori e tradizioni; i tesori del Matese; a passeggio sul fiume Biferno; Campobasso, la città dei Misteri; una giornata all’Oasi WWF; e tanto tanto altro.
Non manca una ricca sezione dedicata alle Pagine Utili, dove si possono avere tutte le informazioni (località, tipologia, dati di contatto) su B&B, agriturismi, ristoranti, pizzerie, aquapark, rivendite di specialità gastronomiche (caseifici, panifici, frantoi, prodotti a base di tartufo…).
Chi si trova nella Regione, può comprarla presso 200 punti vendita; chi lo desidera può anche ordinarla online cliccando su https://negozio.guideslow.it/ e riceverla comodamente a casa in pochi giorni. Il costo di copertina? Appena 4 Euro! Un prezzo veramente piccolo per una Guida assolutamente imperdibile.
Per ulteriori informazioni si può contattare il Numero Verde 800 998609 o inviare una e-mail a info@guideslow.it oppure visitare il sito dell’editore della Guida Turistica del Molise  https://guideslow.it/

È il Molise la meta top del 2020 per il New York Times

Riceviamo e pubblichiamo
Itinerario nella regione inserita dal New York Times tra i luoghi più belli da visitare nel mondo. A partire da Castel del Giudice (IS), simbolo di rinascita del Molise e delle aree interne d’Italia.

Mai sentito parlare di Molise? Non essere imbarazzato. Perfino molti italiani non sono stati in questa regione dell’Italia centro-meridionale. Ma quelli che compiono il viaggio unnamedhanno scoperto una delle zone più spettacolari del paese…” così il New York Times inserisce il Molise al 37° posto dei 52 luoghi top da visitare nel 2020, invitando i visitatori di tutto il mondo ad esplorare il suo territorio ricco di boschi e di biodiversità, di borghi arrampicati sulle rocce, di storia e di aree archeologiche sannite, di tradizioni autentiche come quella della Transumanza (da poco riconosciuta come Patrimonio Culturale UNESCO) e della ‘Ndocciata di Agnone, il mare di Termoli e le cime appenniniche innevate, il treno storico che viaggia sulle rotaie della Transiberiana d’Italia. Un territorio di grandi meraviglie, l’una a pochi km dall’altra. Per chi è curioso di conoscere la regione regina del 2020, ecco un itinerario di luoghi imperdibili.

Castel del Giudice, il borgo rinato
Il viaggio può cominciare dal borgo simbolo della riscossa del Molise e delle aree interne Castel del Giudice - Borgo di sera - Credit Emanuele Scoccherad’Italia: Castel del Giudice (IS), al confine con l’Abruzzo. Dalle case e stalle abbandonate è nato l’albergo diffuso Borgotufi (www.borgotufi.it), con caratteristiche casette di pietra e legno in cui soggiornare tra tendine ricamate e camini accesi, fra cui non manca il ristorante “Il Tartufo Bianco”, specializzato nella cucina del tartufo, un gioiello della terra della regione italiana scelta come meta top dal New York Times, e un centro benessere. Un luogo in cui la sostenibilità è di casa: il suo incantevole paesaggio appenninico vede i filari delle mele biologiche Melise, le coltivazioni di luppolo e orzo per produrre la birra agricola Maltolento, le arnie colorate dell’Apiario di Comunità, che integra l’apicoltura e l’agricoltura a tutela dell’ambiente.
foto Emanuele Scocchera

Capracotta, il tetto del Molise
DCIM100MEDIADJI_0146.JPGA pochi chilometri c’è Capracotta, paese a 1.421 metri sul livello del mare noto per le piste di sci di fondo di Prato Gentile, per le nevicate da record (nel 2015 caddero 251 cm di neve in 24 ore) per le escursioni in montagna tra le foreste e per il Giardino della Flora Appenninica.
Merita una tappa anche Pescopennataro con il Bosco degli Abeti Soprani e il Museo della Pietra.
foto Giorgio Paglione

Agnone, città delle campane e del Caciocavallo
Caciocavallo di agnone - Credit Caseificio Di Nuccicentro storico ricco di chiese che custodiscono preziose opere d’arte e palazzi antichi, il Museo della Campana della Pontificia Fonderia Marinelli dall’origine millenaria, il Museo del Rame, i tour gastronomici per assaporare il tipico Caciocavallo di Agnone, i confetti e le ostie ripiene di miele e noci, e il Museo di Arte Casearia e della Transumanza del Caseificio Di Nucci.
foto Caseificio Di Nucci

Pietrabbondante e il mondo dei Sanniti
Continuando l’itinerario in Alto Molise ecco una delle sue più incredibili meraviglie: Pietrabbondante - Teatro Sannitico - credit Adelina ZarlengaPietrabbondante, paesino che nasce sulle “morge” (tipiche rocce) e su un paesaggio capace di abbracciare gran parte della regione fino a scorgere Campobasso e dall’altro lato l’Abruzzo. Qui, oltre a divertirsi a scoprire le tante panchine artistiche disseminate tra gli scorci del paese, è d’obbligo una visita all’area archeologica, con il santuario sannita. È  considerata tra le più preziose della storia antica. Ci si può accomodare sui sedili in pietra del teatro del I secolo a. C. (in estate luogo di spettacoli teatrali), ammirare i templi e la domus publica, passeggiare tra i resti di edifici che rievocano la vita di un popolo glorioso.
foto Adelina Zarlenga

La Riserva della Biosfera UNESCO Alto Molise
Gli amanti della natura devono sapere che il Molise è tra le regioni con la più alta Riserva UNESCO Alto Molise - Credit Massimo Palmieribiodiversità d’Italia e custodisce la preziosa Riserva della Biosfera Mab UNESCO Alto Molise.
Percorrere i sentieri del bosco di Collemeluccio e poi fermarsi sul prato per un pic nic è ideale, anche se si viaggia in famiglia. Invece nella foresta protetta di Montedimezzo c’è il centro faunistico, per conoscere alcuni esemplari della fauna selvatica, di cui questa terra, che ogni tanto è visitata dall’orso bruno marsicano, è ricca.
foto Massimo Palmieri

Isernia e la Preistoria
Isernia Piazza Celestino - credit Eleonora ManciniInfine Isernia, il cui centro storico è un dedalo di affascinanti stradine che conducono alla Fontana Fraterna e all’imponente Cattedrale di San Pietro.
La città è famosa per il Museo del Paleolitico uno dei principali siti archeologici della Preistoria.
Intrigante una visita guidata nell’Isernia sotterranea, con il criptoportico romano.
foto Eleonora Mancini

Grigliata astronomica e letto sotto le stelle al Castello di Petroia, in Molise la magia dell’arte di strada

a cura della Redazione
Oggi RP Consiglia vi porta al Castello di Petroia in Umbria dove viene proposta una grigliata gastronomica e il letto sotto le stelle e in Molise a Castel del Giudice per la rassegna dell’arte di strada.
CASTELLO DI PETROIA (PG): IL LETTO SOTTO LE STELLE
quando: venerdì 2 agosto e sabato 10 agosto 2019
dove: Castello di Petroia - Loc. Petroia -  Gubbio (PG) 
costo: Il prezzo della Grigliata Astronomica è di 45 euro a persona, con il Letto sotto le Stelle di 55 euro (per gli ospiti del Castello, 45 euro)
prenotazioni e informazioni: Tel. 075920287 - E-mail: info@petroia.it 
sito: http://www.petroia.it/
Petroia-Un-letto-sotto-le-stelle-Foto-di-Leonardo-Passero-3sintesi: al Castello di Petroia (PG) ci sono le Grigliate Astronomiche, con cena, osservazione del firmamento e notte all’aperto nell’incanto del cielo stellato. Dormire sotto il cielo che brilla di stelle, immersi nella storia di un maniero millenario è l’esperienza unica ed incantata che si può vivere al Castello di Petroia (PG), per 6 notti d’estate. Il prato della torre risalente agli anni 1000, che svetta sul silenzio delle vallate umbre rigogliose di praterie e di boschi secolari, diventa il giaciglio esclusivo per sognare sotto il “tetto” stellato. L’evento unisce gastronomia ed osservazione del firmamento, in un’esperienza indimenticabile. La serata comincia nella piazza di bianco sassolino, dove davanti ad un grande braciere ardente il mAstro Massimo si destreggia tra le scintille per preparare bruschette umbre ed arrostire le carni locali, tra cui quelle delle chianine che pascolano nelle valli di Petroia. Dopo cena, gli esperti di Astronomitaly guidano gli ospiti tra le meraviglie del cielo, che dal Castello di Petroia si può osservare in modo perfetto grazie ai livelli massimi di buio (certificati) e dunque all’assenza totale di inquinamento luminoso. Ogni Grigliata Astronomica sarà dedicata ad un tema diverso: il 2 agosto si vivrà un viaggio dentro la via lattea, infine il 10 agosto la protagonista sarà la pioggia di stelle di San Lorenzo. Dopo l’osservazione, coloro che vogliono dormire sotto le stelle possono provare l’esperienza, per poi svegliarsi sotto il tepore del sole e deliziarsi con la colazione nella sala Guidobaldo.
La foto è di Leonardo Passero.
(fonte Ella Digital)
CASTEL DEL GIUDICE (IS): LA MAGIA DELL’ARTE DI STRADA 
quando:  sabato 17 e domenica 18 agosto 2019
dove: Castel del Giudice (Is) 
orario: dalle ore 20,00 (dalle 16,00 animazione per i bambini)
informazioni: Comune di Castel del Giudice 
sito: http://www.casteldelgiudicebuskers.it/
Castel-del-Giudice-Casteldelgiudice-Buskers-Festival-Creme-Brule-Credit-Adelina-Zarlenga-1sintesi: quarta edizione del Casteldelgiudice Buskers Festival, rassegna internazionale e multiculturale dell’arte di strada del Molise. La magia dell’arte di strada incanta Castel del Giudice (IS) – borgo antico tra l’Alto Molise e l’Abruzzo, a 20 minuti da Isernia e a 10 minuti da Castel di Sangro (AQ). Un evento consolidato negli anni, che attira a Castel del Giudice spettatori da tutto il Centro Italia, e per la nuova edizione si presenta ricco di novità, per stupire il pubblico con spettacoli coinvolgenti e scenografici, musica, acrobazie al limite del possibile, portati in scena dai migliori talenti dell’arte di strada italiani e del mondo, e tante iniziative collaterali. Gli artisti, a partire dalle 20.00, daranno vita a show sorprendenti tra le stradine e le piazze del paese e del caratteristico albergo diffuso Borgotufi, con le sue casette di pietra che si affacciano sul paesaggio decorato di vette e boschi. Grandi e piccoli vivranno così una festa itinerante, godendo nelle due serate del festival di performance uniche. Tante le opportunità per i bambini, che dalle 16.00 si divertiranno nell’area bimbi, con animazione magica, caccia al tesoro, musica, i giochi di una volta. Non mancherà l’area street food con cibo di strada, piatti tradizionali, birra artigianale e gustose prelibatezze. La direzione artistica del festival è affidata aGigi Russo, tra i pionieri delle manifestazioni legate all’arte di strada in Italia e direttore organizzativo del Ferrara Buskers Festival, la rassegna internazionale del musicista di strada più grande del mondo. Il Casteldelgiudice Buskers Festival è stato citato nel 2018 dal Corriere della Sera tra i migliori 11 festival italiani. Fa inoltre parte del progetto “Turismo è Cultura” dell’assessorato al turismo della Regione Molise. La manifestazione rientra tra le iniziative del Piano del Cibo, che prevede azioni relative al sistema agroalimentare locale all’insegna dell’ecologia, la riduzione degli sprechi alimentari e lo sviluppo sostenibile. Per il soggiorno durante il festival, fino al 18 agosto 2019 è attivo il codice sconto “BUSKERS” con cui ottenere una riduzione del 10% sui soggiorni dal 16 al 18 agosto (minimo 2 notti), prenotando sul sito www.borgotufi.it o telefonando al numero: 0865946820.
La foto è di Adelina Zarlenga
(fonte Ella Digital)

I Giardini di Mirò e I Racconti delle Nebbie inaugurano Sonika Poietika a Altilia (Campobasso)

rubrica a cura di Fabrizio Capra
Il primo appuntamento di SONIKA POIETIKA, la sezione estiva tutta musicale del POIETIKA ART FESTIVAL è in programma sabato 27 luglio al Teatro Romano di Altilia; la rassegna si apre con Giardini di Mirò e I Racconti delle Nebbie la storica band emiliana e il reading musicale di Paolo Benvegnù e Nicholas Ciuferri. 

Sabato 27 luglio 2019 primo appuntamento con Sonika Poietika, la sessione estiva Benvegnu_Ciuferridi Poietika: aprono la rassegna al Teatro Romano di Saepinum (Altilia – Sepino CB) i Giardini Di Mirò e Paolo Benvegnù e Nicholas Ciuferri con I Racconti delle Nebbie. Una straordinaria combinazione, con una delle formazioni più amate e apprezzate del rock italiano e il nuovo progetto tra parole e musica che vede coinvolto uno dei cantautori di punta degli ultimi vent’anni.
Fondazione Molise Cultura e Regione Molise – con la direzione artistica di Valentino Campo, ideazione Teknè e la preziosa partnership di Camera di Commercio Molise, Discover Molise, Fondazione Banco di Napoli e Spinosa Costruzioni – realizzano un cartellone di respiro nazionale incentrato sui rapporti tra parola e musica, con un occhio di riguardo alla canzone d’autore, ai legami tra rock e poesia, a figure ed eventi storici per la musica italiana e internazionale.

I Giardini di Mirò hanno contribuito allo sviluppo del panorama indie-rock italiano a cavallo tra anni Novanta e nuovo millennio: si sono progressivamente evoluti dal post-rock degli esordi assorbendo influenze, soprattutto anglosassoni, senza rinunciare a una sua peculiarità tutta italiana.
Nel 2001 debuttarono con il seminale Rise and Fall of Academic Drifting, al quale seguì Punk… Not Diet! (2003), due lavori centrali per l’affermazione della band emiliana, che si è ritagliata uno spazio considerevole nella storia recente del rock italiano per l’originalità della proposta, che congiunge post rock strumentale dal sapore cinematografico, psichedelia, shoegaze, dream pop, noise, post punk e musica d’autore. Il Giardini di Miròloro ultimo album Different Times è stato pubblicato nel 2018 da 42 Records, una delle etichette più importanti del panorama nazionale (I Cani, Cosmo, Colapesce, Any Other, tra i tanti).

I Racconti delle Nebbie è un progetto di Nicholas Ciuferri e Paolo Benvegnù, un incontro tra i racconti del primo e la musica del secondo, con le illustrazioni di Alessio Avallone. I racconti sono apparentemente slegati tra loro per la loro ambientazione sempre differente e per le tematiche trattate, l’introspezione e lo sfasamento tra le prospettive costituiscono un punto di forza delle storie, così come la narrazione, spesso in prima persona, che trasporta l’ascoltatore negli episodi e nei luoghi tratteggiati attraverso i suoni e le parole. Paolo Benvegnù è una delle più importanti figure musicali del nostro paese, un vero artista della parola suonata. Anche Mina ha reinterpretato una sua canzone (Io e Te), così come Irene Grandi (È solo un sogno), Giusy Ferreri, Marina Rei (Il mare verticale). Fondatore degli storici Scisma negli anni ’90, ha poi proseguito da solista diventando una delle figure più autorevoli e apprezzate in Italia: album come il debutto Piccoli Fragilissimi Film (2004), Le Labbra (2008) e l’ultimo H3+ (2017) lo hanno consegnato al pubblico e alla critica quale eccellenza della canzone d’autore italiana degli ultimi quindici anni.

In occasione dell’appuntamento del 27 luglio la Camera di Commercio Molise  ha organizzato alcuni eventi collaterali e mette a disposizione dei turisti alcuni suggerimenti utili per un piacevole soggiorno in Molise. Ingresso concerto 10 euro. Prevendita locale dal Lunedì al Venerdì dalle 9.00 alle 12.00 presso  il Palazzo GIL di Campobasso e il giorno dell’evento dalle ore 18.00 ad Altilia. Prossimo appuntamento Sonika Poietika: mercoledì 31 luglio a Roccavivara (CB): Iacampo in concerto (ingresso gratuito).

Tintilia vino autoctono del Molise da abbinare a capretto e castrato…

La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Il Molise è l’ultima regione del secondo giro tra le regioni italiane, parlando di vino naturalmente. Dalla prossima settimana la rubrica cambia “pelle” e cercheremo di contestualizzare i vini sul suo territorio tra cultura, arte, storia, curiosità. Un rubrica che si evolve.

tintilia del moliseEccomi giunto con il Molise al termine del mio secondo giro d’Italia enoico e torno a parlare di una regione mai visitata, di cui avevo assaggiato un solo vino.
Ora i vini molisani degustati sono diventati due: in una fiera ho avuto la possibilità di fare un assaggino di Tintilia del Molise Rosso, l’unica Doc autoctona della regione.
E mi si è aperto un mondo davanti perché si tratta di un vino che è stato capace di far viaggiare la mia fantasia alla ricerca di immagini di luoghi mai visti e credo che sia un po’ tipico di noi razza italica… viaggiare con le mente.
grappolo tintiliaNaturalmente mi sono un po’ documentato, sul vino chiaramente, e ho letto che l’introduzione di vitigni più produttivi ha rischiato di portare il Tintilia alla estinzione, un vitigno che per secoli è stato considerato l’eccellenza qualitativa della produzione enologica del Molise.
Fortunatamente, di recente, un agronomo ha avviato una campagna di recupero che ci permette di poter ancora degustare questa meraviglia.
tintilia-del-molise_O1Però sono rimasto un poco titubante quando ho letto gli abbinamenti consigliati con la cucina tradizionale regionale: il capretto e il castrato.
Devo dire che qualche dubbio sul recarmi in Molise mi è venuto: vabbè! Il rischio di essere cucinato si può anche correre, si parla di capretto e io inizio ad avere i miei anni, non sono più molto capretto… ma quello di diventare castrato un po’ (tanto)  mi lascia interdetto.
Meglio non andare incontro a rischi e se mi trovo un buon Tintilia dalle mie parti me lo gusterò con piacere.

Dalla prossima settimana la rubrica “La Capra Enoica” cambia pelle… qualche ricordo personale ci sarà sempre ma proverò a collegare un vino al suo territorio, alla sua cultura e alla sua storia, all’arte e alle curiosità, in un modo un po’ particolare che scoprirete venerdì prossimo.

20 maggio, Giornata Mondiale delle Api: alcune proposte per conoscerle e apprezzarle

a cura della Redazione

20 maggio giornata apiIl 20 maggio è la Giornata Mondiale delle Api, ricorrenza indetta dalle Nazione Unite per tutelare gli insetti che ci donano cibo e biodiversità. Sono piccole ma fondamentali per la nostra esistenza.
Grazie al loro lavoro  di impollinazione garantiscono che circa il 75 per cento del cibo che mangiamo arrivi sulle nostre tavole. Le api sono importantissime per tutelare la biodiversità e garantire un futuro al pianeta, per invertire la rotta dei cambiamenti climatici. Ecco le motivazioni che hanno portato, lo scorso anno, l’Onu a indire la Giornata Mondiale delle Api, identificando nel 20 maggio il giorno per celebrarla con il fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di questi indispensabili insetti – la cui sopravvivenza è minacciata da diversi fattori, tra cui agricoltura intensiva, pesticidi e cambiamenti climatici – e chiedere azioni concrete di tutela.
Ecco alcune proposte per vivere la Giornata Mondiale delle Api.

Umbria: con le api del Castello millenario
20 maggio Castello-di-Petroia-Foliage-6Le arnie sono immerse nella natura che avvolge il millenario Castello di Petroia (PG), il maniero in cui è nato Federico da Montefeltro. Nella sua verde vallata caratterizzata da boschi in cui crescono alberi di quercia e cerri secolari, pini e salici, pascoli di Chianine, alberi di olivo e incolto, si possono percorrere le antiche strade rurali un tempo tracciate dai contadini per occuparsi della campagna, oggi sentieri per viaggiatori alla scoperta dei paesaggi bucolici dell’Umbria. Qui l’agricoltura intensiva e l’uso dei pesticidi sono banditi e le api hanno una grande varietà di fiori spontanei di cui nutrirsi. Ne è testimonianza il buonissimo miele del Castello di Petroia, da assaporare a colazione tra gli eleganti saloni del maniero o da poter portare a casa, come l’olio e il tartufo. Nella tenuta che si estende per 250 ettari, ci sono diciannove percorsi collegati tra loro e anche un maneggio di cavalli di razza frisona.
Se si desidera soggiornare nel castello il prezzo parte da 120 euro a notte a persona. (Tel. 075920287, www.petroia.it).

Romagna: tra le api della valle del Rubicone
20 maggio Ricci-Hotels-Podere-La-Fattoria-Ulivi-3Sulle colline della Romagna, a poca distanza dal mare di Cesenatico (FC), le api del Podere La Fattoria dei Ricci Hotels, svolazzano tra i fiori spontanei della campagna, in cui crescono girasoli, antichi ulivi e vitigni autoctoni di uva sangiovese e trebbiano. Il cascinale di fine ottocento, con vista sul colle di San Marino e di San Leo, è stato completamente ristrutturato conservando l’anima e lo stile delle case di campagna nei suoi appartamenti. È un luogo in cui godere della bellezza e del relax della vita bucolica, ma anche occasione per escursioni di educazione ambientale con i bambini, che possono scoprire il mondo delle api e del miele, dell’olio e del vino. Inoltre, da questo podere, che si trova a 13 km dallo storico Rubicone, partono percorsi a piedi e in bicicletta per esplorare l’entroterra romagnolo, raggiungere la vicina Santarcangelo di Romagna (RN) e gli altri caratteristici borghi. I prodotti genuini qui coltivati grazie all’aiuto dell’impollinazione, arrivano sulle tavole vista mare dei Ricci Hotels di Cesenatico.
Possibilità di soggiornare al Podere La Fattoria, prezzo da 250 euro a settimana in appartamento. (Tel. 0547 87102, Numero verde 800014040, www.riccihotels.it).

Molise: il Primo Apiario di Comunità
Collage-api-Credit-Pixabay-4Nella regione con la più alta biodiversità d’Italia, il Molise, è nato il primo Apiario di Comunità d’Italia, uno dei progetti del Piano del Cibo di Castel del Giudice (IS), borgo al confine tra l’Alto Molise e l’Abruzzo simbolo di resilienza delle aree interne dell’Appennino, che si è dotato di una politica alimentare a favore dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, di cui le api sono protagoniste. Un viaggio in questa realtà naturale e vicina ad aree naturalistiche di pregio, come la Riserva Mab UNESCO di Collemeluccio-Montedimezzo, è un’esperienza nuova e stimolante, fuori dalle solite rotte turistiche. Il Giardino delle Mele Antiche e le api sono occasione per grandi e piccoli per vivere tour multisensoriali guidati e attività di educazione ambientale, mentre il ristorante di Borgotufi è il luogo in cui provare il miele e i piatti di cucina tradizione rivisitata a base di prodotti locali e di stagione, secondo le linee del Piano del Cibo, che tra le altre azioni punta a ridurre gli sprechi alimentari, incentivare la filiera corta e le produzioni biologiche, abolire la plastica.
Per il soggiorno a Borgotufi, prezzo da 130 euro per 2 persone, inclusa colazione, cena e ingresso nel centro benessere. (Tel. 086 946820, www.borgotufi.it).

Alto Adige: sul Sentiero delle Api di Rodengo
20 maggio giornata api Romantik-Hotel-Stafler-1Tra la Val Pusteria e la Valle Isarco c’è un percorso escursionistico tutto dedicato alle api. È il Sentiero delle Api di Rodengo, che dà alle famiglie con i bambini l’opportunità di scoprire masi di montagna su paesaggi da favola, conoscendo da vicino tutto ciò che riguarda l’apicoltura e la produzione del miele. L’itinerario è lungo 7 km, parte da Rodengo e raggiunge il Maso Locherhof dove si può curiosare all’interno di un’arnia, con l’aiuto di un esperto apicoltore che spiega tutte le fasi della lavorazione e produzione dell’oro della natura. Al ritorno la vista si apre sull’affascinante Castel Rodengo. Vicino al Sentiero delle Api,il Romantik Hotel Stafler di Vipiteno (BZ), in cui ingredienti di stagione coltivati nell’azienda agricola di famiglia arricchiscono la cucina dello Chef Peter Girtler (doppia stella Michelin), il miele è l’elisir di benessere di un massaggio per la schiena, che scioglie ed elimina le tossine dal corpo, dando sollievo dal dolore.
Il prezzo è di 37 euro per 25 minuti. (Tel. 0472771136, www.romantikhotels.com).

Ferrara: apicoltori per un giorno
Collage-api-Credit-Pixabay-1Ferrara è uno scrigno di prodotti tipici, che non potrebbero essere così gustosi senza il lavoro delle api. La coppia di pane ritorto, i cappellacci con la zucca, il panpepato con le mandorle, l’aglio DOC sono solo alcune delle prelibatezze da assaporare nella provincia ferrarese, di cui si può fare esperienza grazie al Consorzio Visit Ferrara. Il percorso “Api e Miele” prevede una passeggiata nell’apiario di un’azienda agricola sostenibile, per scoprire la casa delle api, come comunicano tra loro e come producono il miele; l’esperienza di “apicoltore per un giorno”, imparando come si estrae il miele dalle arnie fino al prodotto finale in vaso; e infine la degustazione di cinque pregiati tipi di miele abbinati a formaggi selezionati.
Ogni esperienza è al prezzo di 20 euro, tutte e tre al costo di 65 euro. Il percorso si può prenotare direttamente sul sito web di Visit Ferrara: www.visitferrara.eu, Tel. 0532783944.

La lettura per il viaggio: La Rivoluzione delle Api
Per celebrare in viaggio la Giornata Mondiale delle Api, il consiglio di lettura è “La Rivoluzione delle Api. Come salvare l’alimentazione e l’agricoltura nel mondo”, di Monica Pelliccia e Adelina Zarlenga, edito da Nutrimenti Edizioni, con la prefazione dell’attivista ambientale Vandana Shiva. Storie narrative di speranza, da una parte all’altra del mondo, che svelano come apicoltori e apicoltrici, contadine e agricoltori, ma anche le istituzioni, facciano dell’apicoltura uno strumento di agricoltura sostenibile, innescando un cambiamento nella produzione di cibo.  https://www.nutrimenti.net/libro/la-rivoluzione-delle-api/

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FAI – Luoghi del Cuore: andiamo in Molise a scoprire il Monastero de Jumento Albo e il Castello Angioino

a cura della Redazione
Si va in Molise per i Luoghi del Cuore 2018 FAI.

Monastero Benedettino de Jumento Albo, Civitanova del Sannio (Isernia) – 511° posto con 179 voti
monastero benedettino de jumentoIl monastero di San Benedetto De Jumento Albo, sorto nelle vicinanze del fiume Trigno e del tratturo Lucera-Castel di Sangro nell’ immediata periferia di Civitanova del Sannio, nell’anno 1002 fu uno dei primi insediamenti benedettini in questa zona. L’Alto Molise, in quel periodo, dipendeva politicamente dal Principato Longobardo di Benevento. Il monastero viene edificato in seguito alla donazione di molte terre, da parte del Conte Berardo e sua moglie la Contessa Gemma, all’Abate Pietro nativo di Terni. La denominazione De Jumento Albo (del cavallo bianco) trae la sua origine dal nome di un’antica strada che passava nelle vicinanze. Nell’anno 1020 fu donato con tutte le sue proprietà all’Abbazia di Montecassino di cui divenne dipendenza e nel 1456. Fu distrutto dal violento terremoto che sconvolse l’Italia centro-meridionale. Nel 2009 è stato attuato un primo, minimo ma significativo progetto di recupero del complesso monastico. Di esso, all’ inizio dei lavori, rimaneva ancora in piedi solo la torre campanaria, ridotta allo stato di rudere, mentre era solo individuabile la pianta della chiesa, delimitata da una porzione dell’ abside e da segmenti dei muri perimetrali quasi a livello del suolo calpestabile.

Castello Angioino, Civitacampomarano (Campobasso) – 665° posto con 21 voti
9887_castello-angioinoPur non essendo certa l’epoca della costruzione, più volte rimaneggiata, tutto fa pensare, in particolare le maestose torri cilindriche, che risalga al periodo della dominazione angioina. Edificato su una massa di arenaria, che si erge prorompente tra i torrenti Mordale e Vallone Grande, il castello di Civitacampomarano rappresenta un pregevole monumento dal grande valore storico. Il bel portale trecentesco presente sulla facciata principale, a est, era collegato all’abitato da un ponte levatoio. Il lato occidentale, lungo oltre 50 metri, oggi affaccia sull’attuale Piazza Municipio e ai suoi lati ha due torri di pregevole fattura. Altre due custodiscono il lato occidendale dell’edificio, mentre sul lato settentrionale in passato vi era un fossato che fu riempito nel 1795. Il lato meridionale si erge su uno sperone in muratura sostenuto da una robusta parete rocciosa. La fortezza, che un tempo sorgeva isolata nei suoi fossati nella parte alta del centro abitato e a cui si poteva accedere solo attraverso la porta di cinta, oggi si trova al centro del paese. Infatti fin dal XVIII secolo il borgo aveva cominciato ad espandersi innanzi al castello, quindi dal lato opposto rispetto al primitivo insediamento. Esso si trovò così a dividere in due il paese, distinto in Civita di sotto e Civita di sopra. Nel lontano 1795 gli abitanti delle due borgate, esasperati da questa sconveniente separazione, insorsero riempendo il fossato per creare un collegamento tra le due parti, erigendo una strada che oggi costeggia il castello dal lato nord. Sul prospetto principale lo scudo, sostenuto dal grifo con i gigli capovolti, è il ricordo perenne del tradimento che Paolo Di Sangro, uno dei famosi signori di Civita, fece a danno degli Angioini nella battaglia di Sessano del 28 giugno 1442 e che gli fruttò Civita e il castello stesso da Alfonso I d’Aragona, in cambio dell’aiuto offerto. Nel cortile interno vi sono gli accessi a quelle che dovevano essere le camere per la sala d’armi, per il corpo di guardia, per le cantine, i granai, le stalle e le prigioni. Al primo piano, invece, ci sono la camera baronale, dove si amministrava la giustizia e si ricevevano gli ospiti, la cucina e le stanze private del signore. Da segnalare la fontana sannita situata nel cortile, stupefacente per la fattura dei quattro volti zoomorfi d’angolo e per lo stato di conservazione. Di proprietà della Soprintendenza ai Beni Culturali, recentemente nel castello sono stati realizzati radicali lavori di consolidamento e restauro, ormai giunti quasi alla conclusione, riportando il monumento al suo antico splendore. (Fonte: http://www.turismo-civitacampomarano.it/i-luoghi/percorso-storia/castello-angioino)

FAI – Luoghi del Cuore: Chiesa rupestre Sant’Antonio Abate, Pietracupa (Cb)

a cura della Redazione

33998_chiesa-rupestre-sant-antonio-abateChiesa rupestre Sant’Antonio Abate, Pietracupa (Cb) – 556° posto con 132 voti
La Grotta è antichissima ed è tra quelle più grandi utilizzate dai primi abitanti di Pietracupa.
Nel corso dei secoli fu utilizzata per diversi scopi.
Nei secoli VI e VII con tutta probabilità faceva parte di un cenobio, una comunità di persone che qui si rifugiavano per scampare alle invasione e dove pregavano chiedendo a Dio la clemenza.
Tra l’XI e il XIV secolo fu usata come posto di guardia del castello costruito sulla cima della Morgia a difesa della valle.
Nel 1360 veniva costruita per la popolazione una chiesa dedicata a San Gregorio ma, quando, fu distrutta da un terremoto nel dicembre 1456 alla grotta fu restituita la sua funzione sacra: nel paese è stata ricordata come “la Chiesa vecchia” fino a qualche anno fa  e rimase tale fino a che la chiesa di San Gregorio non fu ricostruita circa cento anni dopo: nel 1575 è attestata di nuovo l’esistenza in Pietracupa della chiesa archipresbiteriale di S. Gregorio.
La grotta fu, quindi, utilizzata come tribunale del barone e come prigione. Ancora oggi sono visibili segni dei sistemi giudiziari dell’epoca, come incatenamenti e tratti di corda. Non risulta che all’interno siano state eseguite sentenze capitali, che avvenivano all’aperto, per edificazione e monito della popolazione.
Terminata la sua funzione feudale, la grotta ebbe nuovamente varie destinazioni.
L’ingresso che dava sulla piazza franò nel terremoto del 1805, e il vano fu chiuso da una finestra. Scavato un secondo ingresso, la grotta divenne abitazione, stalla, magazzino, discarica.
39975_chiesa-rupestre-sant-antonio-abateNel dicembre 1943 Pietracupa si trovò sulla linea del fronte fra l’VIII armata inglese, che era sbarcata a Termoli, e i tedeschi della 16ª Divisione Panzer in ritirata verso Cassino che, dopo Pietracupa, avevano occupato Torella. In quei giorni la grotta accolse tutta la popolazione atterrita dal continuo cannoneggiamento, di cui diverse case del paese mostrano ancora le tracce.
All’esterno rimane un portale sormontato da un arco e, sulla chiave di volta, il bassorilievo di un Cristo giudice rovinato dal tempo, con la scritta “salvador”. Nel 1977, su proposta del parroco Mons. Orlando di Tella, il lavoro volontario dei pietracupesi la recuperò come chiesa. Una macina di mulino divenne l’altare intorno al quale, vista la conformazione della grotta, si riunisce la comunità e su di esso fu sospeso un antico crocifisso (1500) senza braccia trovato tra i rifiuti, volutamente non restaurato (“Le mie braccia siete voi”).
La chiesa accoglie oltre alle cerimonie religiose anche attività sociali e culturali, e con la sua stupenda acustica è sede di concerti. Unica nella sua commovente povertà, accoglie sempre più visitatori.
Vi sono conservati un Bambino Gesù di legno d’olivo, a grandezza naturale, proveniente da Nazareth, assieme ad un calice, pure di legno (S. Giuseppe era un falegname), acquistato a Betlem, ambedue benedetti personalmente da Papa Giovanni Paolo II; vengono esposti ed utilizzati nelle feste di Natale alla presenza di personalità, dei media, con la partecipazione di zampognari fra torce, stelle filanti e musiche composte proprio per il paese.

FAI – Luoghi del Cuore: Monastero Benedettino de Jumento Albo, Civitanova del Sannio (Is)

a cura della Redazione

Altra regione che non ha avuto “Luoghi del Cuore 2018 – FAI” tra i primi trenta è il Molise.
Oggi andiamo a scoprire il primo classificato tra i luoghi molisani.

Monastero Benedettino de Jumento Albo, Civitanova del Sannio (Is) – 511° posto con 179 voti
monastero de jumento albo 1Il monastero di San Benedetto De Jumento Albo, sorto nelle vicinanze del fiume Trigno e del tratturo Lucera-Castel di Sangro nell’ immediata periferia di Civitanova del Sannio, in località Santa Brigida, nell’anno 1002 fu uno dei primi insediamenti benedettini in questa zona, uno dei monumenti da scoprire e visitare.
La sua chiesa rappresenta  uno degli ‘edifici’ più rilevanti del Medioevo molisano.
L’Alto Molise, in quel periodo, dipendeva politicamente dal Principato Longobardo di Benevento.
Il monastero viene edificato in seguito alla donazione di molte terre, da parte del Conte Berardo e sua moglie la Contessa Gemma, all’Abate Pietro nativo di Terni.
monastero de jumento albo 2La denominazione De Jumento Albo (del cavallo bianco) trae la sua origine dal nome di un’antica strada che passava nelle vicinanze. Nell’anno 1020 fu donato con tutte le sue proprietà all’Abbazia di Montecassino di cui divenne dipendenza e nel 1456 fu distrutto dal violento terremoto che sconvolse l’Italia centro-meridionale.
Nel 2009 è stato attuato un primo, minimo ma significativo progetto di recupero del complesso monastico. Di esso, all’ inizio dei lavori, rimaneva ancora in piedi solo la torre campanaria, ridotta allo stato di rudere, mentre era solo individuabile la pianta della chiesa, delimitata da una porzione dell’ abside e da segmenti dei muri perimetrali quasi a livello del suolo calpestabile.
Gli scavi più recenti sono stati eseguiti dal gruppo del Labotatorio di Archeologia Tardoantica e Medievale dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, con autorizzazione della Soprintendenza dei Beni Architettonici e Archeologici del  Molise.
monastero de jumento albo 3Fattiva e determinante la collaborazione del Comune di Civitanova e dell’Associazione Civitanovesi nel mondo Onlus.
Il Fai ha inserito per il secondo anno consecutivo il monastero tra i ‘luoghi del cuore’ cioè i luoghi italiani da non dimenticare. Il complesso, con i suoi scavi, può essere visitato sulla strada interpoderale per Duronia, accompagnati e guidati dagli esperti.
Il Comune di Civitanova del Sannio, con in testa il sindaco Roberta Ciampittiello, vorrebbe che continuasse, in futuro, l’opera di scavi, al momento ferma, perché c’è ancora altro, di importante, e pare di differenti epoche, da riportare alla luce.
Insomma, per il weekend, e non solo, c’è una bella alternativa da valutare per un giro in Alto Molise.