Giornata internazionale del Mar Mediterraneo: cinque mete per celebrare il Mare Nostrum

Riceviamo e pubblichiamo
Per festeggiare l’8 luglio il tour operator digitale Tramundi ha studiato e creato cinque viaggi perfetti per un’immersione nel luogo simbolo della biodiversità marina del pianeta.

Il Mare Nostrum, come lo chiamavano i Romani, è il forziere della biodiversità marina del nostro pianeta: pur avendo una superficie pari a circa l’1% di tutti gli oceani, ospita oltre 12 mila specie marine e racchiude tra il 4 ed 12% della biodiversità marina mondiale. Per celebrare la giornata internazionale del Mar Mediterraneo, oggi, 8 luglio, Tramundi (https://www.tramundi.it), il tour operator digitale italiano creato da viaggiatori per viaggiatori, ha ideato cinque viaggi per scoprire gli angoli italiani più magici e sorprendenti del Mar Mediterraneo. Parola d’ordine? Salvaguardia. Toccarne la ricchezza durante una vacanza è uno dei modi migliori per trasformarsi da turisti in viaggiatori.

Crociera in barca a vela: le Isole del Tirreno (link)
Il mar Tirreno è quella parte del mar Mediterraneo che si estende a occidente della nostra penisola fino alle coste della Corsica e della Sardegna. Un mare pieno di isole, ognuna con le proprie particolarità. Con questo viaggio si salpa a bordo di una barca a vela dalla Campania per arrivare fino in Lazio: da Capri a Ponza, da Ventotene a Procida.

Sardegna: regno del surf (link)
La Sardegna, collocata proprio nel centro del Mar Mediterraneo, è famosa per le sue acque cristalline ma pochi la conoscono come la regina del surf italiano.  Tramundi vuole portare i suoi viaggiatori alla scoperta del Mar Mediterraneo da un punto di vista privilegiato: la tavola da surf. Di base in una Surf-house a  Buggerru, ci si sposterà per esplorare luoghi straordinari come Capo Mannu, S’Archittu e Chia. Surf tra le onde del Mare Nostrum, ma non solo: yoga per legarsi alla natura e cooking class per scoprirne i sapori in cucina.

Tour delle Isole del Golfo di Napoli (link)
Insenatura del mar Tirreno che ospita mare cristallino, spiagge da sogno e tanta cultura: questo è il Golfo di Napoli. Immancabile un viaggio nelle sue splendide isole per ricaricarsi di energie. Tra Ischia, Procida e Capri ci si può innamorare ad ogni sguardo, tra il blu del Mediterraneo, i colori sgargianti dei paesini di mare e il giallo dei limoni di Sorrento.

In catamarano alle isole Eolie (link)
Scendiamo più a sud fino ad arrivare in Sicilia, l’isola più grande del Mar Mediterraneo. Da Palermo si parte alla scoperta delle Isole Eolie che da un punto di vista paesaggistico-ambientale rappresentano un unicum nel bacino del Mediterraneo meridionale. Alicudi, Filicudi, Salina, Stromboli, Panarea, Lipari e Cefalù: a bordo di un catamarano si naviga alla volta delle sette perle del mediterraneo.

Isole Egadi in Barca a Vela (link)
Restiamo in Sicilia e dalle isole Eolie passiamo alle Egadi. Il Mar Mediterraneo in Sicilia regala luoghi meravigliosi da esplorare. Questa volta si issano le vele in direzione Isole Egadi, i paradisi galleggianti della Sicilia. Da Levanzo a Favignana, passando per Marettimo: un tuffo nelle baie più belle dell’arcipelago dove il Mar Mediterrano sfoggia i suoi colori più belli.

Tramundi – www.tramundi.it
Fondata nel febbraio 2020 da Alessandro Quintarelli (CEO), Alberto Pirovano (CTO) e  Rodolfo Lironi (COO), Tramundi è la travel company digitale creata da viaggiatori per viaggiatori che propone percorsi in tutto il mondo in compagnia di guide locali esperte. Tramundi si rivolge a giovani professionisti appassionati di viaggi e cultura e avvezzi alla tecnologia, proponendo destinazioni ed esperienze autentiche che sarebbe complesso vivere e organizzare in autonomia. Grazie al supporto di guide locali, Tramundi si propone di rendere ogni viaggio memorabile, garantendo assistenza e immersione totale, a contatto con le realtà e le persone del posto.

Domenica Rai: il Marchesato di Saluzzo, Tuscia e Calabria, Pompei

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, domenica 14 febbraio, tra i programmi Rai: per “Paesi che vai” Livio Leonardi ci porta nel Marchesato di Saluzzo. Beppe Convertini e Ingrid Muccitelli per “Linea Verde” ci portano a spasso per la Tuscia e la Calabria. La serie “Mediterraneo” ci porta a Pompei.

Il Marchesato di Saluzzo protagonista a “Paesi che vai” con Livio Leonardi
Dalle antiche mura di Saluzzo prende il via domenica 14 febbraio, condotto da Livio  Leonardi alle 9.40 su Rai1, il racconto di “Paesi che vai”, immaginando incontri con i personaggi storici che resero grande il marchesato: Tommaso III di SaluzzoValerano della Manta di Saluzzo e le dame della sua corte, ma anche il Marchese Roberto Tapparelli d’Azeglio. Incontri che avverranno nei castelli che punteggiano il territorio: l’imponente Castiglia, a Saluzzo, il Castello della Manta, con i suoi straordinari affreschi, l’affascinante castello neogotico del Roccolo a Busca. E poi l’Abbazia cistercense di Staffarda con i suoi misteri e la Casa Cavassa sempre a Saluzzo, con le sue testimonianze d’arte medievale. Scorci di così grande rilievo artistico non potevano non attrarre i registi più attenti: il viaggio nel Saluzzese sarà così anche l’occasione per tornare sul set di film e fiction girati in questa terra e per rivedere di essi le scene, e soprattutto i luoghi e i set più significativi. E, infine, ci si immergerà nelle bellezze naturalistiche del Parco nazionale dello Stelvio che, con i suoi 130.700 ettari, domina il cuore delle Alpi centrali.

“Linea Verde” a spasso tra Tuscia e Calabria. Conducono Beppe Convertini e Ingrid Muccitelli
Nella puntata di domenica 14 febbraio, alle 12.20 su Rai1, “Linea Verde” esplorerà due diversi territori italiani geograficamente piuttosto distanti – la Tuscia e la provincia di Cosenza – ma accomunati dalla vocazione alla bellezza e da un elemento naturale importantissimo: l’acqua, sorgente primordiale di vita, spettacolo della natura che diventa elemento culturale e artistico, ma anche risorsa per l’agricoltura e per l’economia. Beppe Convertini e Ingrid Muccitelli saranno a Bagnaia, frazione di Viterbo, famosa in tutto il mondo per la sua splendida Villa Lante e i suoi giardini all’italiana. Gli elementi più spettacolari della villa rinascimentale sono proprio le fontane, grazie alla massa d’acqua che proviene dai Monti Cimini e dà vita a un giardino di quattro ettari.
Tra passeggiate artistiche nel borgo e l’assaggio di prelibatezze gastronomiche locali – come la famosa porchetta, i dolci natalizi e lo zafferano – Ingrid e Beppe accompagneranno il pubblico in questo angolo della Tuscia, presentando anche alcune interessanti realtà della zona: un birrificio artigianale che nell’acqua trova il suo ingrediente principale e un vivaio molto particolare che ha deciso di dedicarsi esclusivamente alle piante grasse e succulente, di cui scopriremo le origini nei lontani deserti americani e africani, i benefici per la salute e qualche piccolo segreto per la loro cura. Per Peppone Calabrese, invece, escursione nel versante calabro del Parco del Pollino, verso la piana di Sibari dove, grazie alla bonifica degli anni Sessanta, si coltivano le famose Clementine di Calabria IGP, profumate e salutari. Sui monti del Pollino, nel territorio di Civita, incontrerà guide ambientali, allevatori di uccelli rapaci e soprattutto un paesaggio plasmato dal lavorio dell’acqua e dei venti. Nella zona di Morano sarà la volta di un pastore e i suoi squisiti formaggi tradizionali come il Marsatico e la Felciata. Peppone esplorerà il paese di Lungro dove entrerà in contatto con la cultura, le tradizioni religiose, la musica e la lingua arbëreshe, e cioè degli “albanesi d’Italia”, che si stabilirono nel nostro meridione tra il XV e il XVIII secolo, senza dimenticare le specialità della cucina locale, come la “dromsa”, antico primo piatto balcanico, e anche il “mate”, bevanda sudamericana che gli emigrati italiani impararono a gustare in Argentina, riportandola poi nel toro paese d’origine. Infine si andrà alla scoperta del castello che domina il borgo di Corigliano e di altre meraviglie artistiche della zona e, a Rossano, dell’antica lavorazione della liquirizia, radice benefica che viene trasformata in gustosi dolcetti, come i tipici assabesi, caramelle gommose alla liquirizia e anice a forma di faccia o di animali.

“Mediterraneo” visita Pompei tra silenzio e nuove scoperte
Senza la folla di turisti e visitatori Pompei appare come mai si era vista prima. Il sito archeologico fra i più importanti al mondo offre sempre uno spettacolo suggestivo. E c’è un team di studiosi e ricercatori che non si ferma mai: ecco le nuove scoperte e i nuovi allestimenti. “Il silenzio di Pompei” è il titolo del reportage che aprirà la prossima puntata di Mediterraneo, la rubrica nazionale della TgR in onda domenica 14 febbraio alle 12,25 su Rai3. Poi tappa in Tunisia: dieci anni dopo la cosiddetta “rivoluzione dei gelsomini” il paese nordafricano può godere di maggiori diritti civili e di un nuovo governo ma deve affrontare i vecchi problemi: povertà sempre più diffusa, disoccupazione in crescita, giovani in fuga. Ritornano dunque le proteste e le manifestazioni in piazza. Con le preoccupazioni per i saccheggi e le devastazioni. Quindi in Libano: crisi economica e inquinamento costringono molte persone a cambiare vita. La storia emblematica di una famiglia che la lasciato Beirut e si è trasferita in campagna, tra l’orto e il lavoro a distanza. Infine, dalle teche di Mediterraneo, il viaggio in Marocco, a bordo di un peschereccio di Tangeri. La marineria aspetta la stagione del pescespada, poi varca le Colonne d’Ercole e si avventura verso l’oceano. Mediterraneo, curata da Rino Cascio, Nicola Alosi e Lidia Tilotta, è una rubrica storica della TgR. È giunta al suo ventinovesimo anno. Viene realizzata a Palermo dalla TgR Sicilia, in collaborazione con le altre testate Rai e con il canale francese France 3.

16 febbraio Giornata mondiale delle Balene: WWF e Fondazione Cima protocollo d’intesa

Riceviamo e pubblichiamo
Domenica 16 febbraio si celebra la Giornata mondiale delle Balene. In questa occasione WWF Italia e Fondazione Cima hanno siglato un protocollo d’intesa per la tutela del Mediterraneo e dei Cetacei. Collaborazione su regolamentazione Whale watching e monitoraggio del traffico marittimo, celebrare e proteggere i giganti del Mediterraneo nella Giornata mondiale delle Balene, in particolare quelle che vivono nel Santuario Pelagos ancora minacciate da inquinamento da plastica, acustico e traffico marittimo.

Balenottere comuni, capodogli, globicefali, delfini, tursiopi, stenelle e il meno conosciuto zifio popolano il Santuario Pelagos, in vigore dal 2002 grazie a un accordo sottoscritto da Francia, Italia e Principato di Monaco.

A long-finned pilot whale and her two calves n the Canary Island

Globicefalo – foto Teo Lucas

Per proteggere questi giganti del mare – e i più piccoli delfini – è nata una nuova collaborazione tra Fondazione CIMA e WWF, enti entrambi impegnati da anni nella difesa della biodiversità: il Protocollo d’Intesa annunciato oggi prevede il sostegno reciproco dei programmi per la tutela del mediterraneo e per la sostenibilità delle attività antropiche tra cui, in particolare whale watching e traffico marittimo.
Balene e delfini rappresentano, infatti, una ricchezza non solo in termini di biodiversità, ma attraggono un pubblico sempre più nutrito di whale-watchers. È importante quindi non solo promuovere l’interesse per la biodiversità marina in generale, ma garantire che vengano rispettate le regole per non creare disturbo agli animali durante l’osservazione, come ad esempio, l’attuazione del Codice di condotta per l’osservazione dei cetacei nel Mediterraneo – di ACCOBAMS e Pelagos.

Stenella striata credit Laura Pintore1

Stenella striata – foto Laura Pintore

A tale fine, nell’ambito del progetto europeo Interreg Marittimo EcoSTRIM, la Fondazione CIMA si occupa d’implementare la certificazione High Quality Whale Watching® sviluppata dai segretariati di ACCOBAMS e Pelagos.
«In Italia, il whale watching è nato in Liguria all’inizio degli anni ’90. In pochi anni l’attività si è sviluppata velocemente, arrivando a poter essere considerata una vera e propria attrazione per la regione. Negli ultimi anni, inoltre, la sua diffusione ha interessato praticamente tutte le regioni italiane che si affacciano sul mare, incluse alcune realtà presenti in Adriatico. Un censimento da noi effettuato ha contato circa 40 operatori dislocati nel territorio italiano, un numero probabilmente sottostimato – spiega Aurélie Moulins, ricercatrice dell’ambito Ecosistemi Marini della Fondazione CIMA -. Il whale watching può essere praticato in diversi modi: escursioni giornaliere su motonavi o in gommone e anche settimane vacanza in barca a vela. Per questo è difficile dare dei numeri sulla quantità di partecipanti. Inoltre, a oggi non esiste un ‘regime’ legislativo a riguardo. Ecco perché, da qualche anno, il segretariato ACCOBAMS ha registrato il marchio High Quality Whale Watching®, sviluppato in collaborazione con il segretariato Pelagos: il marchio certifica gli operatori che s’impegnano a effettuare l’attività seguendo precisi criteri di sostenibilità e il Codice di condotta per l’osservazione dei cetacei nel Mediterraneo. A febbraio inizierà il secondo corso per la certificazione, tenuto da Fondazione CIMA nell’ambito del progetto EcoSTRIM».

White-beaked dolphin, Stavanger, Norway

Delfino – foto Rudolf Svenson

Altro importante punto d’incontro per le attività del WWF Italia e della Fondazione CIMA è quello legato alla riduzione del rischio di collisione tra le grandi navi e i cetacei. Come partner del progetto Interreg Marittimo SICOMAR plus, infatti, la Fondazione porta avanti attività di ricerca e monitoraggio che hanno lo scopo d’identificare le zone ad alto rischio, dove le rotte di navigazione incrociano gli hot spot della presenza di balenottere e capodogli. Insieme, i due enti saranno impegnati a organizzare iniziative educative e formative che mirino a salvaguardare le specie, e a promuovere le tecnologie disponibili in grado di ridurre le collisioni con i cetacei.
La conservazione dei cetacei nei mari del mondo dipende da una serie di importanti fattori, tra cui la nostra capacità e volontà di mitigare l’impatto del traffico marittimo e ridurre l’inquinamento acustico – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia – Con un tasso di crescita del 3-4% l’anno, il traffico marittimo nel Mediterraneo è quasi raddoppiato dal 2002 e continuerà ad aumentare. Un impatto non sostenibile che concentra in uno specchio d’acqua il 19% del traffico mondiale e che, allo stesso tempo, ospita il 7,5% di tutte le specie marine del pianeta. Come WWF abbiamo anche raccolto evidenze scientifiche sul problema dell’inquinamento acustico nell’area di Pelagos, evidenziando una carenza di linee guida specifiche per mitigare e contenere il rumore prodotto dalle navi. La collaborazione con Fondazione CIMA potenzierà le nostre attività sulla difesa del mare. Nel 2020 avvieremo anche un programma specifico per il monitoraggio dei cetacei grazie a una nuova Community che ‘salperà’ nei prossimi mesi, le VELE DEL PANDA, a bordo delle quali biologi e ricercatori potranno raccogliere dati attraverso survey visivi e acustici, foto-identificazioni, studio del comportamento, analisi dell’inquinamento acustico e monitoraggio della marine litter”.

3_GRAMPO Risso's_dolphin Mike Michael L. Baird CC BY 2.0 via Wikimedia Commons

Grampo – foto Mike Michael L. Baird

«L’ambiente marino è da sempre una risorsa fondamentale per le attività antropiche; allo stesso tempo, proprio queste ne hanno messo a rischio il delicato equilibrio. Proprio alla tutela della vita marina è dedicato infatti l’obiettivo 14 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, mentre l’obiettivo 17 sottolinea l’importanza della partnership. L’intesa firmata con il WWF Italia unisce questi due obiettivi e rappresenta quello in cui la nostra Fondazione crede da sempre: è la condivisione delle conoscenze e degli sforzi a consentirci di lavorare efficacemente per un mondo più sostenibile», conclude Moulins.

Mediterranean Stars Festival: dal vivo da Malta un grande evento per far rinascere il Mediterraneo

rubrica a cura di Fabrizio Capra
Il 4 ottobre dal vivo a Fosos – Floriana Granaries a Malta prima edizione del Mediterranean Stars Festival. Insieme ad artista provenienti da tutta l’area del Mediterraneo ci saranno i protagonisti di Radio Italia Live.

Venerdì 4 ottobreFosos – Floriana Granaries a Malta ci sarà la prima edizione del  Mediterranean Stars Festival, prodotto dalla Mediterranean Tourism Foundation in collaborazione con Malta Tourism Authority, Air Malta e il Ministero del Turismo di Malta.
Fosos-Floriana_MSFWEC World Entertainment Company si occuperà invece della produzione esecutiva dell’evento.
Insieme ad artisti da tutto il Mediterraneo ci saranno i protagonisti di Radio Italia Live – Il Concerto con una line up di eccellenza formata dai più noti artisti italiani che si esibiranno durante la serata.
Il Festival intende superare la sua dimensione di spettacolo e intrattenimento e, nei suoi limiti, vuole contribuire a far rinascere l’identità del Mediterraneo creando occasioni di collaborazione e interazione tra i diversi paesi che si affacciano su esso attraverso turismo ed eventi culturali.
«Ci sono una serie di ambizioni e sfide comuni tra i paesi del Mediterraneo e avremmo tutti da guadagnarci da relazioni economiche più strette e accordi nel settore del turismo. – afferma Konrad Mizzi, Ministro del Turismo del Governo di Malta – I paesi del Mediterraneo non competono soltanto tra di loro ma devono far fronte ad una competizione sempre più forte con il resto del mondo. È perciò di vitale importanza che essi lavorino insieme per incrementare efficienza e competitività. È altrettanto importante stringere alleanze strategiche per creare insieme iniziative di marketing per mantenere un livello competitivo alto e consolidare una posizione di forza nel mercato globale del turismo.»
Ecco perché il Mediterranean Stars Festival non sarà l’unico evento organizzato per i turisti che arriveranno a Malta per assistere al concerto del 4 ottobre. Infatti, saranno predisposte molte altre attività ed eventi che trasformeranno tutto il weekend in un’esperienza unica. Sabato 5 ottobre a Valletta si terrà la Notte Bianca, con attività e musei aperti fino a tarda notte. Un appuntamento che renderà il Festival la più importante manifestazione di cultura e arte di Malta.
Il Co-Fondatore e Segretario Generale del Mediterranean Tourism Foundation, Andrew Agius Muscat, ama sottolineare che il «Mediterranean Stars Festival nasce dalla volontà di usare la musica come uno strumento per riunire le persone, promuovere la pace e rafforzare un’identità mediterranea comune. È innegabile che la musica sia un linguaggio universale, un potente mezzo che unisce i popoli. La musica è anche cultura e la cultura è l’elemento fondamentale di tutti gli eventi che creano esperienze memorabili, stimolo principale del turismo moderno. L’area del Mediterraneo è considerata la culla della civiltà e della cultura e attrae più di un terzo del turismo internazionale. La musica mediterranea con le sue singolari caratteristiche ha influenzato la scena musicale internazionale non solo in termini di generi come l’opera, ma anche attraverso il successo di importanti artisti come Luciano Pavarotti, Frank Sinatra, Madonna, Tarkan, Cheb Khaled, ecc. L’obiettivo del Mediterranean Stars Festival è di diventare l’evento principale per la musica mediterranea sia per cantanti e musicisti affermati che emergenti con un forte legame artistico con l’area.»
La stessa Mediterranean Orchestra, diretta da Bruno Santori sul palco del Mediterranean Stars Festival, darà vita ad un’accademia musicale con sede a Malta che sarà il punto di incontro tra le varie culture musicali del Mediterraneo. «Credo che fare di Malta il centro della musica del Mediterraneo possa creare uno snodo da cui le diverse culture di questa area geografica possono essere dirette insieme verso la stessa direzione. – aggiunge Bruno Santori – Ritengo che far rinascere l’identità del Mediterraneo possa contribuire molto sul piano della costruzione di una identità collettiva più uniforme e condivisa».
https://medstarsfestival.com

Mediterranean Tourism Foundation (MTF) è un'organizzazione internazionale indipendente e imparziale con l’obiettivo di creare una sinergia fra enti pubblici e privati. La Fondazione nasce otto anni fa come iniziativa della Malta Hotels and Restaurants Association (MHRA), per poi affermarsi come entità indipendente. La Fondazione mira ad aumentare il potenziale di crescita del turismo sostenibile nel Mediterraneo, trasformando la regione in un'area di pace, cooperazione e prosperità con il sostegno e la collaborazione regionale e tramite progetti concreti, comprese iniziative commerciali. MTF sostiene e lavora a progetti innovativi che dimostrano che le differenze tra le culture non sono un danno o un pericolo, ma piuttosto una fonte di ricchezza. Per questo motivo MTF concentra gli sforzi sull'essere la voce positiva nel Mediterraneo con l’obiettivo di usare il turismo come veicolo per la pace, la stabilità e la prosperità tra i popoli del Mediterraneo. A tal fine, l'MTF riceve sostegno per le proprie attività da istituzioni consolidate come UNWTO, UPM e HOTREC e da altre istituzioni e leader interessati alle finalità della Fondazione. La Fondazione organizza il Mediterranean Tourism Forum, evento annuale che riunisce leader di società e investitori interessati al turismo e alla pace nel Mediterraneo. In questa occasione rappresentanti, alti dirigenti, leader di organizzazioni internazionali e di organizzazioni non governative competenti, i più importanti leader culturali e sociali si incontrano con lo scopo di definire le priorità e plasmare le agende del turismo del Mediterraneo. I governatori di MTF comprendono imprenditori, artisti, accademici e politici provenienti da tutto il Mediterraneo con l'obiettivo di dare al concetto di turismo una vasta interpretazione nella realizzazione degli obiettivi MTF. Per maggiori informazioni sulla Fondazione e l'elenco dei governatori e ambasciatori che ne fanno parte, consultare www.medtourismfoundation.com.

Mare, WWF: squali sentinella in Adriatico lanciano segnali ai ricercatori

Riceviamo e pubblichiamo
Entra nel vivo il progetto WWF SafeSharks primo esperimento di marcatura degli individui realizzato in quest’area del Mediterraneo. Gli squali sentinella in Adriatico lanciano segnali ai ricercatori.

WhatsApp Image 2019-08-10 at 10.11.44In questi giorni i primi 4 squali ‘sentinella’ della specie Verdesca (Prionace glauca) stanno nuotando nelle acque del basso Adriatico ‘raccontando’ in diretta dettagli sul loro comportamento, come durata di immersione e spostamenti, grazie a speciali TAG satellitari precedentemente applicati dai ricercatori sugli animali.
È entrato così nel vivo il progetto Safesharks del WWF, condotto insieme a COISPA e INCA e che vede la collaborazione della comunità di pescatori di Monopoli, la più importante dell’Adriatico per quanto riguarda la pesca del pesce spada. I 4 animali ‘taggati’, tutti di un metro e mezzo circa di dimensione, sono stati i primi ad essere marcati nelle acque a nord del Gargano durante le normali battute di pesca.
WhatsApp Image 2018-11-16 at 09.29.02 (3)Dai primi dati sembra che gli animali si stiano spostando verso sud ma in autunno si avranno maggiori dettagli che verranno analizzati in maniera approfondita.
Le verdesche catturate e poi liberate sono tra le specie di squalo più colpite dal fenomeno del bycatch (cattura accidentale): l’obiettivo del progetto Safesharks è proprio quello di valutare le probabilità di sopravvivenza degli squali che vengono catturati e realizzare con i pescatori le linee guida per una manipolazione e tecniche di rilascio ottimali.
Si tratta del primo esperimento di marcatura con tecnologia pop-up realizzato in quest’area del Mediterraneo per valutare gli effetti della cattura accidentale delle verdesche.
WhatsApp Image 2019-07-12 at 13.29.51I tag utilizzati nel progetto sono marche elettroniche capaci di raccogliere dati su temperatura profondità attività di nuoto e posizione e che dopo un periodo prestabilito si staccano dall’animale e trasmettono i dati immagazzinati via satellite. La marcatura di verdesche catturate accidentalmente durante la pesca del pesce spada darà informazioni importantissime per capire il tasso di sopravvivenza una volte rilasciate e soprattutto sul comportamento di questa specie. I tag satellitari, infatti, immagazzinano preziose informazioni sia quando l’animale è in superficie che in immersione ad elevate profondità.
IMG-20190706-WA0034I dati raccolti saranno fondamentali anche per identificare gli spostamenti e le aree di concentrazione (riproduzione e crescita) di questi affascinanti animali. La comunità dei pescatori di Monopoli lo scorso luglio aveva ricevuto ufficialmente dal WWF i Tag insieme a magliette ‘simbolo’ del loro impegno come ‘angeli degli squali’, realizzate da Eurojersey, azienda italiana produttrice dei tessuti brevettati Sensitive® Fabrics, al fianco del WWF Italia dal 2015, che sostiene questo progetto di conservazione.
SQUALI: I PREDATORI SIAMO NOI
Secondo il recente rapporto del WWFSquali in crisi nel Mediterraneo “ lanciato lo scorso luglio in occasione della Giornata Mondiale degli Squali, oltre la metà delle 86 specie di squali, razze e chimere del Mediterraneo è minacciata e un terzo di queste è prossima al rischio di estinzione.
WhatsApp Image 2019-08-10 at 10.28.28Il preoccupante stato di questi predatori marini è un chiaro segnale della salute complessivamente precaria del Mar Mediterraneo, la cui biodiversità marina è decimata dalla pesca eccessiva.
Una mattanza silenziosa e invisibile provocata da attività di pesca insostenibili e a volte illegali. Il WWF ha anche lanciato una campagna di adozione a sostegno del progetto.

© Joost van Uffelen - WWF - Verdesca

©Joost van Uffelen – WWF

Tra le soluzioni possibili contenute nel suo report, il WWF evidenzia la necessità di evitare attività di pesca in habitat chiave di squali e razze e di utilizzare strumenti di pesca più selettivi che riducano o eliminino il bycatch.
La raccolta dei dati ottenuti grazie agli squali ‘sentinella’ dell’Adriatico saranno molto utili per migliorare la conoscenza delle popolazioni di queste specie e aumentare gli sforzi di conservazione e assicurare completa trasparenza e legalità nel settore della pesca.

SCHEDA INFORMATIVA
20 specie di squali e razze sono in pericolo critico di estinzione tra cui anche il grande squalo bianco, la verdesca,  lo smeriglio, lo squalo mako, tutte e tre le specie di squalo angelo e la specie di razza endemica maltese. 11 specie sono in pericolo tra cui entrambe le specie di  squali volpe , lo squalo grigio, lo squalo elefante, pesci chitarra e la mobula. 8 specie sono vulnerabili tra cui la canesca e tutte e tre le specie di spinaroli. Altre 13 specie sono tanto scarse da non consentire di avere dati sufficienti, rendendo necessari ulteriori studi per valutarne lo stato e le misure di conservazione, tra cui lo squalo bruno, il notidano dagli occhi grandi, lo squalo manzo e la pastinaca (Dasyatis marmorata).
PESCA ECCESSIVA:
Quasi l'80% degli stock ittici valutati nella regione mediterranea è sovrasfruttato.
● Per quanto riguarda i paesi che catturano gli squali, i due paesi maggiormente responsabili sono la Libia (4.260 tonnellate) e la Tunisia (4.161 tonnellate) che catturano  circa il triplo di squali e razze rispetto all'Italia (1.347 tonnellate) e all'Egitto (1.141 tonnellate).
LO STATO DI SALUTE DELLE SPECIE NEL MEDITERRANEO
● Più della metà delle specie di squali e razze nella regione mediterranea è in pericolo di estinzione con 20 specie in pericolo critico, 11 in pericolo, 8 vulnerabili, un trend peggiorato negli ultimi 10 anni.
● Il comune pesce chitarra è elencato come "in pericolo" nella regione ed è completamente scomparso dal Mediterraneo settentrionale, ma è l'obiettivo di una pesca non gestita in Tunisia, dove c'è un alto rischio di catture non registrate.
● Il grande squalo bianco è presente anche nel Mediterraneo. Recentemente ci sono state segnalazioni da parte di cittadini di squali bianchi catturati con le reti a circuizione in Tunisia, tra cui un esemplare femmina di 750 kg a quanto pare commercializzata per 1.200 euro. Un esemplare giovane è stato segnalato anche in un mercato del pesce in Sicilia durante l'estate del 2018.
● Gli squali angelo si sono estinti ‘commercialmente’ e ora sono gravemente minacciati.
● L'impatto della pesca ricreativa nel Mediterraneo non dovrebbe essere sottovalutato: colpisce circa il 20% di tutte le specie di squali e di razze. Uno studio che analizza le aree costiere in Spagna, Italia, Turchia e Francia ha scoperto che con la pesca ricreativa sono state catture  almeno quattro specie attualmente in pericolo.
ALTRE MINACCE
● Uno studio recente ha rilevato che più di un quarto delle verdesche analizzate ha ingerito plastica.
● La guardia costiera italiana afferma che lo squalo venduto come pesce spada è una delle tre frodi di pesca più comuni in Italia. Le indagini sul DNA hanno anche riscontrato che alcune specie di squali sono state etichettate in modo errato: in un mercato greco  il 56% dei campioni era classificato erroneamente, comprese le specie a rischio e quelle protette,  illegalmente vendute ai consumatori.

Presentato il Progetto SIS.T.IN.A per un turismo innovativo nell’alto Mediterraneo

Riceviamo e pubblichiamo
Ieri a Roma, nella sede dell’Enit, è stato presentato il progetto SIS.T.IN.A (Sistema per il Turismo Innovativo dell’Alto Mediterraneo), per un turismo innovativo nell’alto Mediterraneo.

IMG_1839Programmi e progetti integrati. È questa la novità assoluta di questo progetto che rappresenta il primo gradino di una collaborazione che ci deve portare lontani. La commercializzazione è assicurata da una piattaforma capace di dare ottimi risultati, ma a patto che gli operatori sappiano approfittare delle opportunità che vengono loro offerte”. Con queste poche ma significative annotazioni il Senatore Massimo Mallegni, Assessore ai Beni Culturali e Turismo del Comune di Pietrasanta, ha aperto all’ENITAgenzia Nazionale per il Turismo l’incontro di presentazione del progetto SIS.T.IN.A, acronimo di Sistema per il Turismo Innovativo dell’Alto Mediterraneo, la cui finalità è quella di destagionalizzare i flussi turistici in arrivo e aumentare la permanenza nei territori, attraverso la diversificazione integrata dell’offerta e la promozione innovativa. Il progetto si inserisce nell’ambito del Programma Europeo Marittimo 2014-2020 che sostiene le attività di Italia e Francia, con l’obiettivo di contribuire a lungo termine a rafforzare la cooperazione transfrontaliera tra le regioni partecipanti che, per quanto concerne il nostro paese, interessa la Sardegna, la Toscanae la Liguria.
Tutto ciò – continua Mallegni – potrà avvenire soltanto se ci sarà un sostegno e un coordinamento da parte delle Regioni e dell’Enit, l’unico ente deputato alla promozione turistica nazionale. Il progetto ha preso avvio nel 2015 ed ora è pronto per essere lanciato. Quando ci siamo incontrati per la prima volta, il nostro obiettivo non era quello di presentare destinazioni, sia pure affermate, ognuna con le proprie specificità, ma quella di dar vita ad un sogno, consapevoli tuttavia, che potesse esserci anche un brutto risveglio, rappresentato dalla disorganizzazione e dalla precarietà. Per questo abbiamo voluto dar sostanza ad un progetto che eliminasse ogni inconveniente, mettendo il turista nella migliore condizione di girare, poter andare ovunque lo desiderasse, approfittando di una piattaforma e di un portale di prenotazione. Occorreva in sostanza eliminare ogni ostacolo che potesse impedire di realizzare un progetto aperto e diversificato”.
IMG_1836I partner del progetto sono gli enti e i territori interessati in vario modo al Programma Italia-Francia Marittima 2014-2020, vale a dire BLUE HUB – Azienda Speciale Camera di Commercio Riviere di Liguria, Comune di Pietrasanta, ASPAL – Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro, Camera di Commercio di Bastia e Alta Corsica, Rete d’Imprese Turistiche dell’Alto Tirreno, GIP FIPAN – Groupement d’Intérêt Public pour la formation et l’insertionprofessionnelle de l’Académie de Nice.  Capofila del progetto è Blue Hub il cui rappresentante, Ilario Agata, intervenuto in sostituzione del Presidente Cristina Pagni, ha sottolineato la necessità di capire che “per promuovere i territori occorre superare quella innata idiosincrasia che rende difficile superare i confini, quando per il turista questo rappresenta il modo più naturale per visitare i territori.Questa esperienza, che deve durare nel tempo, sia pure attraverso la realizzazione di diverse attività che si stanno portando a termine, deve veramente far capire che stare insieme è un valore aggiunto, anche fra enti e realtà diverse, e che l’unione deve fare da volano per la promozione dei nostri territori”.
Il Progetto SIS.T.IN.A è attualmente impegnato nella costituzione di una rete unica transfrontaliera attraverso: la costruzione di un Catalogo di pacchetti turistici transfrontalieri specializzati sulle linee di prodotto Diporto, Bike, Enogastronomia e Wellbeing; la stipula di accordi di promo-commercializzazione con Tour Operator; il lancio di un sito web di promozione turistica; la realizzazione di video promozionali dei territori protagonisti; l’organizzazione di eventi di presentazione al di fuori dell’area di Progetto, e di workshop locali nei territori coinvolti nel Progetto.
Tra i promotori del progetto figura anche un partner privato rappresentato dalla Rete d’Imprese Turistiche dell’Alto Tirreno con sede a La Spezia, composta da circa 400 operatori economici del settore turistico, in rappresentanza del quale è intervenuta Antonella Simone secondo cui “la possibilità di operare insieme ad altri territori, come la Costa Azzurra, la Corsica, la Sardegna e la Toscana, che hanno in comune con La Spezia non solo il mare e la costa, ma anche la natura, la cultura e la storia, ognuno nella loro specificità, non fa che rafforzare il nostro progetto di cooperazione tra operatori turistici per il raggiungimento dei fini che l’iniziativa si propone”.
A fare gli onori di casa è intervenuto il Direttore dell’Enit, Giovanni Bastianelli, il quale ha voluto rimarcare il concetto del coordinamento che non si supera con il cambiamento delle norme. “Non si può scindere, ha sostenuto, il momento della promozione da quello dell’accoglienza che è poi quello più importante. Quando un turista visita un territorio, si porta con sé un’esperienza, una emozione e la voglia di raccontarlo e in questo momento l’Italia è fortunata perché ciò che conta per il turista non è la destinazione, ma come questa deve essere vissuta.  Sta poi a noi incrociare le esigenze e far vivere al turista le emozioni di cui va in cerca”.
Nel portare i saluti di Caterina Cittadino – Capo Dipartimento Turismo MIPAAFT- e di Francesco Palumbo – Direttore di Toscana Promozione Turistica- impossibilitati a partecipare per improvvisi impegni istituzionali, il  Presidente di SL&A Turismo e Territorio Stefano Landi ha ricordato come il Mediterraneo rappresenti per il progetto SISTINA una Marca-Ombrello, tanto più efficace ed innovativa quanto più vista da lontano, dai bacini turistici extraeuropei. Per questo è necessario non solo comunicare la macro-destinazione, quanto soprattutto renderla raggiungibile sui social media, nel Portale/catalogo online, ed in prospettiva anche mediante dispositivi di acquisto in rete.

 

Destinazione Bit… Marocco, una destinazione tra le più amate dagli italiani

Riceviamo e pubblichiamo

Marocco essaouira mogador

Essaouira Mogador

Il Marocco si conferma per gli italiani una destinazione storica, vicina, sicura. Secondo dati dell’Ente Nazionale per il Turismo, l’Italia è il quinto mercato strategico per il Marocco e il mercato italiano ha registrato a oggi un +30%, mentre a livello globale il Paese ha raggiunto più di 7 milioni di turisti. Le previsioni 2018 per il mercato italiano sono di un ulteriore progresso del 10%, con un incremento del 5% del fatturato.

Marocco safi

Safi

Un trend che l’Ente vuole continuare a far crescere partecipando alla Bit, a fieramilanocity dal 10 al 12 febbraio 2019, come spiega Jazia Santissi, Direttore dell’Ente Nazionale per il Turismo del Marocco“Nel corso degli anni hanno retto molto bene città e regioni dall’alto potenziale turistico come Marrakech seguita da Fès (abbinata al circuito delle città imperiali) e da Casablanca per il segmento business. Prediletto anche l’itinerario che include le oasi, valli e il deserto del Sud per vivere l’esperienza autentica del Marocco tradizionale. Marrakech si conferma anche polo per investimenti di catene come Mandarin Oriental, Radisson, Oberoi e Ritz Carlton e dei grandi eventi internazionali come il salone turismo di lusso Pure Experiences o il Festival International du Film, Oasis Fest.

Marocco casablanca

Casablanca

Oltre alle città di punta e adatte per i city break, le operazioni dell’Ente si basano principalmente sulle destinazioni e prodotti centrati sulla scoperta del patrimonio tradizionale, naturale e sul turismo responsabile con una reinterpretazione degli itinerari classici con originali percorsi centrati sull’unicità del patrimonio storico delle città e naturalistico di ogni regione. Viaggi culturali e ambientali con l’obiettivo della conoscenza del Marocco sotto tutti i suoi aspetti naturalistici, storici e gastronomici dove al viaggiatore viene proposta un’esperienza che lo mette in relazione diretta con le popolazioni locali.

Marocco JEMAA-EL-FNA-NUIT

Jemaa-El-Fna_nuit

Puntiamo su diversificazione e delocalizzazione – prosegue Jazia Santissi anche nella comunicazione, con il Marocco protagonista dei più importanti reality show, tra i quali Pechino Express 7 in onda a settembre su RAI2 dove le puntate sul Marocco hanno raggiunto quasi due milioni di telespettatori con uno share del 10%. Una tipologia di promozione che verrà portata avanti con il Marocco al centro di nuovi format televisivi anche su altre piattaforme, come per esempio Gambero Rosso Channel di SKY.
Il Paese è tutt’ora fortemente motivato dagli obiettivi del suo piano di sviluppo turistico nazionale “Vision 2020” e punta ancora a diventare una delle prime venti destinazioni turistiche a livello mondiale e Paese punto di riferimento nel Mediterraneo per lo sviluppo e turismo sostenibile.