Provincia di Brescia: almeno una volta nella vita (terza e ultima parte)

Riceviamo e pubblichiamo
Brescia, almeno una volta nella vita. Dal ristorante in vigna per due alla strada di James Bond, una piccola guida di Visit Brescia  alle esperienze straordinarie tra Valle Camonica e Lago di GardaUn lungo elenco di proposte che vi proponiamo in più uscite. Oggi la terza e ultima parte.

Nella zona tra la Valle Camonica e il Lago di Garda seguendo i consigli di Visit Brescia ci si rende conto dello straordinario – dal lusso papillare dei 13 ristoranti stellati alla notte bio nella yurta immersa nell’uliveto, fino alla speleoterapia in miniera – dietro l’angolo.

SULLE ORME DI LAWRENCE
LFBH-Villa-IgeaDH_Lawrence_-__Villa_Igea
Negli svariati mesi che lo videro soggiornare a Gargnano, a partire dal settembre del 1912, D.H. Lawrence ebbe modo di spostarsi e apprezzare diversi angoli del Lago di Garda. Camminare tra i vicoli e le mulattiere selciate è un po’ come andare all’inseguimento delle sue impressioni, prendendo spunto dagli indizi sparsi dallo scrittore per rivivere la sua esperienza e rinnovarla. Dal porto al centro storico, si scende e si sale verso la chiesa di S. Francesco, allora “schiva e nascosta”, custode di un chiostro con pilastri raffiguranti “motivi di foglie e frutta”. È ancora un luogo di culto, S. Tommaso, a essere immortalato nelle parole dell’autore de “L’amante di lady Chatterley”, che viene colpito dal campanile, paragonato a un lungo collo grigio e sottile. Le confidenze scambiate con i pescatori di Villa accompagnavano la sua discesa verso la casa gialla che, un tempo chiamata appunto Villa Igea, aveva scelto come propria dimora. La sistemazione era in realtà una camera con vista sul lago, dalla quale poteva osservare il sorgere infuocato del sole tra i monti. Nel vicino giardinetto, è possibile immaginare l’incontro di Lawrence con i proprietari della villa e il suo sguardo sui terrazzi di limoni, meta di un’oscura ma illuminante gita invernale.

BENESSERE DI LUSSO
resort Lefay GargnanoRimanendo a Gargnano ma cambiando completamente prospettiva, ci si può concedere in via straordinaria il lusso di un soggiorno nel benessere definitivo di Lefay Resort & SPA Lago di Garda, nel cuore della Riviera dei Limoni. Tra le colline, i boschi e gli uliveti, quello che richiama gli amanti dell’armonia di corpo e mente è un tempio del wellness di 3.800 metri quadrati, completamente dedicati alla riscoperta delle emozioni più autentiche. Se la piscina Infinity sembra un tutt’uno con l’orizzonte, il parco è l’estensione naturale della piscina interna ed esterna. L’area acquatica esterna è completata l’idromassaggio riscaldato Fonte Roccolino. Sei diversi tipi di sauna e cinque zone relax, con grotte e laghetti, sono le tappe di un percorso che attraversa il “Mondo Acqua e Fuoco”. L’area “Natura e Fitness”, composta da una grande palestra e una sala dedicata a corsi di fitness e attività di risveglio muscolare, confina a sua volta con la zona forse più mistica della struttura, non a caso identificata col nome “Nel Silenzio e fra le Stelle: Trilogia nell’Aria”, dove trovano spazio tutte le aree esterne adibite ad attività̀ sportive e a percorsi distensivi. Ad arricchire l’offerta, la linea cosmetica Lefay SPA “Tra Suoni e Colori”, creata secondo i principi della nutricosmetica, comprende Prodotti senza coloranti, conservanti, né parabeni, certificati “Vegan OK” e “Cruelty Free”, con formulazioni ricche dei colori della natura.

SPELEOTERAPIA ALLA MINIERA SANT’ALOISIO
centro speleoclimatico s aloisioSempre in tema di benessere, il centro Speleoclimatico della Miniera Sant’Aloisio, in Val Trompia, è un avamposto d’eccellenza della speleoterapia, trattamento terapeutico basato sulla frequentazione di grotte naturali o di miniere dismesse, ambiente capace di favorire la guarigione di malattie respiratorie come come asma bronchiale, allergia da fieno o pollini, riniti e laringiti croniche, bronchite cronica, sinusite cronica ed enfisema. Un trenino conduce all’interno della miniera, nella quale si può scegliere se seguire un percorso o distendersi su lettini allestiti in appositi spazi. Gli accertamenti sanitari consentono ai visitatori di trovare riscontro del percorso e di ottenere dati da sottoporre ai medici di fiducia.

IN ELICOTTERO SUI LAGHI
darfo_boario_termeDi tutto questo e tanto altro, è possibile godere un’esclusiva visione aerea, assicurandosi l’emozionante esperienza di un volo in elicottero. Le Terme di Boario, la Valle Camonica, il Lago di Iseo, la Franciacorta, l’Adamello, Ponte di Legno e Passo del Tonale, il Lago di Garda: ogni angolo della provincia di Brescia diventa un punto da ammirare dall’alto e da stringere tra le dita.

Magari per scegliere la prossima destinazione o il prossimo itinerario, consultando la brochure “Sentieri Bresciani. Escursioni nel territorio della provincia di Brescia”, scaricabile dal sito Visit Brescia.
Per informazioni: Visit Brescia
Tel. 0303725403 – Email: info@bresciatourism.it – Sito web: www.visitbrescia.it

Prima parte
Seconda parte

Tinca al Forno con Polenta… specialità di Clusane d’Iseo

Novellus Apicio

tincaI miei ricordi legati alla ricetta che propongo oggi risalgono ai primi anni ’90 del secolo scorso.
Mi trovavo in ferie sul Sebino, in frazione Clusane d’Iseo, campeggio Le Betulle (mi pare di ricordare), sulle sponde del lago, di fronte ai celeberrimi Cantieri Navali Riva.
Quella è stata l’occasione in cui ho avuto il piacere di degustare il piatto tipico del luogo: la Tinca al forno con polenta, ora tutelato dal marchio De.Co. (Denominazione Comunale).
Un piatto non facile da realizzare sia nella scelta della “tinca” sia nella sua preparazione pratica.
La “tinca” è un pesce dalla carne saporita ma ricca di spine che può presentare gusto di fango viste la sua abitudine nel prediligere zone fluviali o lacustri stagnanti o melmose, pertanto diventa essenziale farla spurgare bene (il problema molte volte si supera acquistando tinche da allevamento ma a perderci è il sapore).
tinca clusane iseoIl titolare del campeggio, ottimo cuoco, per prepararmela l’acquistò al mattino dalla Cooperativa fra Pescatori di Clusane, facendola spurgare per svariate ore prima di iniziare la preparazione vera e propria per la cena.
Particolare attenzione va posta alla scelta della tinca (non sempre c’è la Cooperativa Pescatori con il pescato fresco): se il pesce si presenta troppo molle, dall’aspetto opaco e dall’odore sgradevole è meglio evitarne l’acquisto. Le caratteristiche devono essere: corpo rigido, carni solide, lisca ben aderente ai muscoli dorsali, odore gradevole e poco pronunciato. La tinca fresca si conserva due giorni in frigo.
tinca sagraLa “tinca al forno”, o come veniva chiamata dai clusanesi “cappone ripieno dei poveri” o “el pes en turta” (si presenta all’uscita dal forno proprio come se fosse una specie di torta), è un piatto della tradizione di Clusane già preparata alla fine dell’ottocento, ricetta inventata dai pescatori del posto.
Un po’ bistrattata e considerata un pesce “povero” e “grasso” (invece è uno dei pesci più “leggeri”), l’idea di cucinarla ripiena al forno porta in auge la tinca.
La terza settimana di luglio, inoltre, si svolge a Clusane la “Settimana della Tinca al Forno con Polenta” dove i ristoranti propongono la loro ricetta.
Andiamo, quindi, a proporre la ricetta, tratta dal sito dell’Antica Trattoria del Gallo, evidenziando come la fase più delicata di tutta la preparazione è lo sfilettamento.

tinca al fornoIngredienti per 4 persone
4 tinche da 3-4 hg.l’una,
un ciuffetto di prezzemolo
100gr. di burro,
200gr. di pangrattato ,
spezie macinate (cannella,pepe, alloro, chiodi di garofano e noce moscata)
200 gr. di grana padano 24 mesi
olio extravergine di oliva, uno spicchio d’aglio, sale, acqua
Preparazione
Incidere il pesce dal dorso in modo da disliscarlo ed eviscerarlo contemporaneamente.
Preparare il ripieno con un trito di prezzemolo e aglio, pangrattato, grana padano, spezie e sale, amalgamare il tutto e farcire le tinche.
Dopo la farcitura passatele esternamente con un po’ di ripieno rimasto come se le impanaste e adagiatele sopra a qualche foglia di alloro, in una pirofila di terracotta, precedentemente unta con olio e burro. Cospargere sui pesci qualche presa di sale e spezie e del burro a pezzetti , Aggiungere l’olio extravergine e un mestolo di acqua. Infornare in forno caldo a 220° per circa 1 ora avendo cura di ungere di tanto in tanto i pesci con il loro intingolo di cottura senza mai smuoverli.
Servire con una fetta di polenta fumante, nella quale con il dorso di un cucchiaio vi si fa un’impronta che accolga l’intingolo denso di cottura.

Chiudiamo con un detto popolare clusanese: tènca e pulenta la fa la tàula cuntéta (tinca e polenta fanno la tavola contenta)