Erica Testa: quando una foto ci può insegnare a vivere meglio

di Fabrizio Capra
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foto Erica Testa

Protagonista de “La Foto della Settimana” è Erica Testa, bravissima fotografa astigiana.
Erica ho avuto modo di conoscerla da pochissimo tempo e fin da subito mi ha colpito per il suo saper fotografare in punta di piedi, quasi come se sul set non ci fosse, ma al tempo stesso determinata nel voler ottenere la foto che ha in testa e modesta, forse fin troppo, per la capacità che ha dimostrato.
Una ragazza che è stata capace di trasmettere il suo carattere, la sua dolcezza al suo modo di fare fotografia.
La foto che pubblichiamo è lo scatto di un servizio realizzato per l’agenzia alessandrina RP Event di Roberta Pelizer di cui abbiamo già scritto sabato nello specifico.
Però questa foto, essendo una analisi emotiva lo spirito di questa rubrica, mi ha portato a una riflessione che prende il via dalla frase di un anonimo: “Se potessimo vedere il mondo con gli occhi dei bambini, vedremmo la magia ovunque”.
Ecco che cosa non abbiamo più, cosa non siamo più capaci di fare.
Ammantati da una crescente negatività preferiamo inveire, insultare, polemizzare, sparlare e colti da questo malessere interiore non siamo più capaci di vedere gli aspetti positivi, quello che di buono c’è intorno, preferiamo “giocare” a far star male gli altri piuttosto che impegnarci a migliorare noi.
Allora mi viene da pensare: è questo l’insegnamento che vogliamo trasmettere ai nostri figli, ai nostri nipoti, a chi ci sta intorno?
Preferiamo oscurare lo sguardo innocente di un bambino inculcando in lui la cattiveria insensata degli adulti?
Se imparassimo prima a guardare dentro noi stessi, capirci, criticarci sicuramente apriremmo gli occhi per vedere in modo differente quello che ci ruota intorno… e non è solo negatività.
Chiudo questa mi riflessione prendendo in prestito il pensiero di un altro anonimo: “Vivere è guardare il tramonto con gli occhi di un bambino, cercando ogni volta un colore nuovo”.
Grazie Erica, tu in questo scatto ha visto quello che molti, purtroppo, non vedono più.

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foto Erica Testa

Salvatore Franzè: la cultura in uno scatto

di Fabrizio Capra
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foto Salvatore Franzè

Eccoci con La Foto della Settimana.
Oggi la scelta è caduta su uno scatto del 2015 di Salvatore Franzè.
Salvatore ho avuto modo di conoscerlo un po’ di anni fa quando insieme realizzammo, con una sua amica, uno shooting street per le vie dell’affascinante città di Pinerolo, fino ad arrivare, inerpicandoci a piedi, alla chiesa di San Maurizio tramutando in foto ogni scorcio caratteristico sul nostro percorso.
Si trattò di una bella esperienza che purtroppo non si è più ripetuta ma che mi ha permesso di conoscere Salvatore sotto la veste di fotografo disponibile e preciso.
La foto di Salvatore Franzè che ho scelto ha il suo perché.
Salvatore con questa foto ci ha regalato una splendida panoramica su una città unica, Matera.
Matera in questo 2019 è la Capitale Europea della Cultura.
Troppo spesso ci dimentichiamo delle eccellenze che abbiamo in Italia e che ci vengono riconosciute da tutto il mondo e che noi, troppo spesso, snobbiamo o non consideriamo.
Non abbiamo più la cultura della cultura.
Un tempo la cultura era ad appannaggio di pochi, oggi che tutti potremmo avvicinarci alla cultura ce ne dimentichiamo, non la incentiviamo, la teniamo distante quasi fosse contagiosa.
Marcus Garvey, sindacalista e scrittore giamaicano affermò: “Un popolo senza la conoscenza della propria storia, origine e cultura, è come un albero senza radici”.
E noi queste radici stiamo rischiando di perderle definitivamente.
E allora ben venga anche uno scatto come quello di Salvatore perché anche la fotografia è cultura, cultura che mediamo attraverso l’occhio del fotografo che ci trasmette ciò che l’ha colpito e che noi osservatori dobbiamo fare propria stimolando la curiosità del voler conoscere.
Grazie Salvatore.

salvatore franzè - matera

foto Salvatore Franzè

I consigli per posare in modo corretto – terza e ultima parte

a cura di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event

terza parte

Asia e Antonio

model: Asia Rodrigez – fotografo: Antonio Petocchi – art director: Fabrizio Capra – location: Castello Sannazzaro di Giarole

Espressioni
Questo punto è difficilissimo, mi limito ad alcuni elementi generali:
– meglio espressioni naturali, niente forzature;
– non bisogna sorridere in ogni foto, in tanti casi rilassare il viso è una soluzione migliore;
– quando il soggetto sorride, non deve dimenticarsi di sorridere con gli occhi;
– un soggetto che si presta può provare a giocare con le espressioni, ma il rischio di facce ridicole è sempre in agguato.

Regole per le fotomodelle
– la colonna vertebrale non deve mai formare una linea verticale;
– le spalle non devono mai formare una linea retta orizzontale
– ricorda sempre che le linee verticali e orizzontali danno un’idea di staticità e rigidità;
– i fianchi non devono essere perpendicolari alla fotocamera, perché quando si fronteggia la fotocamera si ha un allargamento del corpo;
– posizione di partenza: i piedi sono stretti e vicini

Roberta e Erica

model: Roberta Pelizer – fotografa: Erica Testa – art director: Fabrizio Capra

a) il primo piede punta la fotocamera mentre l’altro è angolato all’infuori;
b) il piede angolato all’infuori è invece spinto verso l’esterno del corpo;
c) il piede angolato all’infuori è esteso anche più lontano
– altro aspetto da non sottovalutare nella posa della modella è l’effetto “tartaruga”, questo avviene quando la modella si lascia andare e il collo non è più ben visibile.

Pose
– posa chiusa: richiede che la gamba più vicina alla fotocamera risulti allineata alla gamba posteriore. Questa posizione esalta la linea delle natiche e richiede che il dorso sia arcuato;
– posa aperta: la gamba vicina alla fotocamera deve essere estesa in avanti rispetto al tronco.

prima parte
seconda parte

Vittorio Puggioni: ritrovare se stessi attraverso una foto

di Fabrizio Capra
Vittorio Puggioni - Pont Valsavarenche

foto Vittorio Puggioni

Ho conosciuto Vittorio Puggioni, fotografo genovese, in occasione della presentazione, in Alessandria, di una rivista online che racconta di viaggi.
Le sue foto mi colpirono in modo particolare: ogni scatto ti trasmetteva l’impressione di essere tu ad avere in mano la macchina fotografica e di scattare quella foto tanto ti sentivi coinvolto.
Ogni scatto di Vittorio Puggioni ha un qualcosa da dire, riesce a trasmettere sensazioni, emozioni.
Era da un po’ di tempo che mi ero ripromesso di dedicare “La foto della settimana” a Vittorio Puggioni ma ho sempre rimandato proprio per la grande difficoltà nel scegliere quale pubblicare, ognuna merita e mi ogni qualvolta mi apprestavo a voler provare nel scegliere mi bloccavo indeciso sulla scelta.
Poi nella notte (come ormai mi capita sovente) alla ricerca dell’ispirazione che mi porta alla scelta della foto da pubblicare mi sono ritrovato a guardare nuovamente le foto di Vittorio e una in particolare mi ha colpito, emozionato, mi ha fatto dire “è questa”.
Concentrato sulla foto non mi sono soffermato subito a leggere la didascalia: una volta letta mi si è illuminato tutto.
Pont in Valsavarenche in una splendida giornata di fine inverno, a sinistra spicca la Becca di Monciair e al centro il ghiacciaio del Grand Etret che chiude la valle…”.
Ecco, quindi, scoperto l’arcano… si tratta di un luogo, della Valle d’Aosta, che mi ha lasciato dentro molti ricordi di gioventù e che non ho più visto, di persona, dagli inizi degli anni ‘90 del secolo scorso.
Ricordo una sera di inizio giugno, uscito fuori dall’albergo dove si soggiornava, nel guardare il cielo stellato, godendo del silenzio interrotto solo dallo scorrere poco distante del torrente Savara, mi sentii abbracciato da questo spettacolo e nella mente, come un film, mi passarono milleni di storia pensando a quanti, dalla preistoria ai giorni nostri hanno potuto ammirare questo spettacolo.
Tralasciando i ricordi personali, Pont era sovente il punto di partenza per alcune camminate, una meta tra tutte i Piani del Nivolet, una camminata di diverse ore che ti faceva amare la montagna e la natura.
E quando cammini in montagna tutto il mondo ti sembra diverso, riesci a raggiungere una tranquillità interiore molto profonda, riesci a rilassarti e a pensare. Ci si sente appagati.
Ecco, dobbiamo riappropriarci di questi momenti e anche una foto può aiutarci in questo: ritrovare noi stessi.
Grazie Vittorio per essere riuscito a far rivivere con uno scatto tanti momenti, alcuni belli, altri meno belli, che, in ogni caso, fanno parte del bagaglio di vita di una persona, ma, soprattutto, mi hai spinto a chiudere gli occhi e a pensare quanto è importante riuscire a capire noi stessi trovando anche in una foto quello che un luogo ti può trasmettere.

Vittorio Puggioni - Pont Valsavarenche

foto Vittorio Puggioni

 

L’esperta Roberta e la promettente Erica per uno shooting suggestivo ed emozionante

di Fabrizio Capra

IMG_9527Lo storico paese di Casalnoceto, in provincia di Alessandria, presentandosi con alcuni interessanti scorci che rimandano all’epoca medioevale e la sua natura agreste, domenica scorsa, 17 marzo, si è trasformato in un set suggestivo ed emozionante per uno shooting con protagoniste Roberta Pelizer, titolare della RP Event e fotomodella d’eccezione, e Erica Testa, giovane fotografa, naturalmente con il sottoscritto osservatore privilegiato grazie al  mio ruolo di direttore artistico dell’agenzia.
Lascio alle parole di Roberta la presentazione della fotografa.
Erica è una giovane impiegata con la passione per la fotografia, conosciuta a Torino in occasione di un corso tecnico su come usare l’attrezzatura fotografica. Mi è subito piaciuta perché ho capito che oltre ad essere una persona dolcissima ha anche tanta voglia di imparare e crescere , il suo punto forte è sicuramente l’umiltà ma in altra caratteristica è che lei non si accontenta di un semplice ‘click’ ma ricerca l’unicità dello scatto”.
IMG_9380-2Sulla bravura di Roberta Pelizer c’è poco da aggiungere: avere la sua presenza davanti all’obiettivo è una certezza, un soggetto da cui imparare molto per la sua naturalezza nel prendere la posa, mantenerla e adattarla. Roberta è capace di mettere “in campo” tutta l’esperienza maturata mettendola a disposizione di chi ha voglia di imparare.
Durante lo shooting, pertanto, mi sono concentrato particolarmente su Erica Testa: mi è piaciuta la sua ricerca dello scatto, la sicurezza nel sapere che cosa voleva ottenere, la decisione nel gestire il set, il tutto ben miscelato da una prorompente voglia di imparare e di capire come migliorare.
Un buon inizio per una promettente carriera.
È la stessa Erica a commentare questa sua esperienza.
Grazie alla mia passione per la fotografia ho avuto modo di conoscere la bella Roberta, titolare di RP Event, e tramite lei l’incontro con il suo art director, Fabrizio Capra. Insieme abbiamo organizzato uno shooting fotografico ambientato. Che posso dire? Professionalità, stile e allegria hanno accompagnato i nostri momenti di scatto con grande libertà e possibilità di esprimermi! Un enorme grazie a entrambi e al prossimo shooting”.
model: Roberta Pelizer - fotografa: Erica Testa - art director: Fabrizio CapraRimarcando la dichiarazione di Erica, quella che è prevalsa è stata la grande condivisione dello shooting, dove con grande equilibrio tutti ha apportato il proprio contributo per la riuscita del servizio… anche il vento che ha imperversato a tratti e che, oltre a rompere un po’, ha agevolato qualche effetto “quasi” speciale.
Concludiamo questo articolo con un ultimo, importante, inciso di Roberta Pelizer.
Il pomeriggio passato insieme a Casalnoceto mi ha dato delle conferme che mi aspettavo e, quindi, Erica farà parte ufficialmente della RP Event già da quest’anno. Sono molto orgogliosa di avere accanto persone come lei con le quali poter crescere insieme”.

model: Roberta Pelizer
fotografa: Erica Testa
art director: Fabrizio Capra
Casalnoceto – marzo 2019

Ale Brusinelli: una foto “fiabesca” che mi fa sognare

di Fabrizio Capra
Ale Brusinelli - model Valeria Foglia - Teatronatura

foto Ale Brusinelli – model Valeria Foglia – Teatronatura

Ale Brusinelli lo conobbi alcuni anni fa: insieme organizzammo un paio di shooting, uno in Cittadella ad Alessandria e l’altro in una officina squadra corse, entrambi molto belli ed entusiasmanti, con foto che meritavano.
Ale mi venne subito a genio per il suo modo di approcciarsi decisamente poco formale ma sempre corretto, bravo nello scattare e, soprattutto, nel vedere la foto.
Poi ci siamo persi di vista, ci siamo sentiti ancora qualche volta in chat, ma, forse la lontananza, lui è residente nel comasco, ha fatto un po’ da ostacolo a ritrovarci per qualche servizio.
Però nei suoi confronti è rimasta sempre immutata, almeno da parte mia, una grande ammirazione.
Non so che cosa mi ha spinto ieri a cercare il suo profilo su Facebook e all’apparire della foto copertina mi sono bloccato ad ammirarla e mi sono detto, come capita spesso per questa rubrica: è “La foto della settimana”, e quando ho questa folgorazione difficilmente riesco a trovarne un’altra.
Trenta sono le settimane che sono trascorse dal debutto della rivista e tante sono le foto pubblicate e fino a ora ho sempre e solo ricevuto pareri positivi da parte dei fotografi, professionisti e non: come dice il proverbio “abbiamo fatto 30 facciamo 31” e, pertanto, mi auguro che anche Ale apprezzi questa mia scelta dettata sia dalla stima nei suoi confronti sia dalla bellezza di questa foto (anche perché come capita da qualche tempo l’ispirazione, non so come, esplode nel cuore della notte quando è difficile contattare il fotografo).
Questa foto, a parte il piacere della sua visione, mi ha portato al mio classico ragionamento interiore.
La prima impressione nel vederla è stato quello di ammirarla per il suo contesto “fiabesco”, quello che un po’ tutti, grandi e meno grandi, stiamo perdendo.
Abbiamo perso l’abitudine, ogni tanto, di vivere nelle fiabe, quelle raccontate, quelle viste attraverso disegni e fotografie, perché sopraffatti dall’avanzare della tecnologia capace, a volte, di toglierci ogni sentimento.
Com’era bello sentirsi raccontare una favola, com’era bello raccontare una favola.
Ale con questo scatto mi ha catapultato in un mondo che, personalmente, non vedo più così emozionante.
Ecco questo scatto mi ha emozionato pensando a questo “mondo fiabesco” in via d’estinzione, a come non riusciamo più a sognare, a immergersi in un mondo che è al di fuori della realtà, sopraffatti ormai da un ritmo di vita incalzante e, qualche volta, da una cattiveria che supera perfino quella di certi personaggi maligni delle favole.
Perché in fondo in fondo in certi personaggi cattivi delle favole possiamo ancora trovare qualcosa di buono, in certi esseri umani no.
Proviamo a fermarci un attimo e ricordare che “C’era una volta…” anzi c’è ancora grazie a questo scatto di Ale Brusinelli.

Ale Brusinelli - model Valeria Foglia - Teatronatura

foto Ale Brusinelli – model Valeria Foglia – Teatronatura

Renato Luparia, quando una foto dice tutto

di Fabrizio Capra
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foto di Renato Luparia

Sarà dovuto a un ritmo molto più blando dettato dal press tour che sto magnificamente vivendo nelle Marche ma tra ieri e oggi nessuna foto riusciva a stimolare la mia fantasia e la mia emotività.

Prima di dare inizio all’ultimo giorno di tour mi sono detto:  “Facciamoci un ultimo giro di Facebook” per vedere se trovo qualche fonte di ispirazione.
Mi metto a scorrere la bacheca e l’occhio mi cade su questa foto di Renato Luparia.
Renato è un bravissimo fotografo monferrino che riesce, attraverso la sua macchina fotografica, a farci rivivere situazioni veramente splendide, emotive, coinvolgenti.
Le sue foto hanno bisogno di poche descrizioni, si commentano da sole, ci dicono tutto.
Ecco perché, forse in un calo di ispirazione, questa sua foto mi ha detto tutto e, spero, che possa fare altrettanto con voi.
Una foto inno alla gioiosa primavera che sta pian piano prendendo il sopravvento sull’inverno.
Ecco, vorrei solo dire questo: che negli essere umani possa sorgere una nuova primavera che ci porti a essere più gioiosi per vivere al meglio la nostra esistenza.
Grazie Renato per avermi illuminato in un giorno di vuoto mentale, ma, forse, la fotografia deve essere anche questo.

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foto di Renato Luparia

Shooting al “Cottage sul fiume” con Giuseppe Momentè

di Roberta Pelizer
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model: Roberta Pelizer – fotografo: Giuseppe Momentè – art director: Fabrizio Capra

Era iniziato per gioco al fine di introdurre l’amico Giuseppe Momentè nello staff dell’agenzia lo shooting che la RP Event ha organizzato e realizzato nello scorso mese di gennaio presso il “Cottage sul fiume” di Alessandria.
Il “Cottage sul fiume” è un delizioso B&B situato alle porte della città, sulla strada che porta al sobborgo di Valle San Bartolomeo: circondato dal verde e con una vista meravigliosa proprio sul fiume.
Lo shooting è stato fatto qualche giorno dopo una nevicata, pertanto il paesaggio che si è prospettato era davvero interessante.
I cespugli, gli alberi, i vasi di fiori, tutto era coperto dalla neve e subito Giuseppe Momentè, Fabrizio Capra – direttore artistico della RP Event – e io abbiamo iniziato a snocciolare man mano foto in esterno molto belle e suggestive, non sembrava nemmeno di essere ad Alessandria.

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model: Roberta Pelizer – fotografo: Giuseppe Momentè – art director: Fabrizio Capra

Anche il “Cottage”, nel suo interno, ci ha offerto scatti molto belli e particolari nei suoi vari angoli curati e un po’ diversi dal solito.
Il camino acceso, L’ampio finestrone  e l’arredamento tipico di una baita sono risultati oggetto d’ispirazione al fine di creare un’atmosfera rilassata e piacevole durante gli scatti.
Giuseppe Momentè è sempre stato un fotografo paesaggista ed era alla sua prima esperienza con una modella ma posso affermare che si è rivelato un vero professionista molto umile e che con l’aiuto mio e di Fabrizio è riuscito a creare uno shooting davvero bello e carico di emozioni.
A me fa sempre piacere scattare foto nuove perché mi diverto, comunque imparo qualcosa anche io tutte le volte, rinnovo un po’ anche la mia galleria fotografica ma soprattutto quando le rivedo mi specchio nel mio stesso sguardo e scopro qualcosa di emotivo dentro di me.
Benvenuto Giuseppe in RP.

 

 

Giorgio Pericone: da una foto dalla fine sensualità una riflessione sul rispettare la donna

di Fabrizio Capra
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foto Giorgio Pericone

Giorgio Pericone ho avuto la fortuna di conoscerlo a Torino, in occasione di un modelsharing dove posava una ragazza che seguivo nel mio ruolo di “consulente”.
Il primo impatto che ho avuto è stato quello di una persona corretta e professionale.
E me lo ha dimostrato anche quando gli ho chiesto se potevo pubblicare un suo scatto.
Le sue foto mi sono subito piaciute, le ho trovate interessanti: scatti studiati, voluti, non banali… fatto raro di questi tempi, in particolare quando si scatta con una modella.
Molte sue foto ti fanno pensare: che bella e generano dentro ammirazione per l’incanto e il fascino che trasmettono.
Però una in particolare mi ha fatto riflettere oltre la bellezza dello scatto ed è quella che oggi è stata scelta per questa rubrica.
Nel corso di questi mesi ho cercato il più possibile di dare spazio a foto che non raffigurassero modelle (mi sembrava di voler vincere facile) o se presenti fossero co-protagoniste in un contesto particolare.
Questa di Giorgio Pericone, invece, non mi ha lasciato scampo e mi sono detto: devo pubblicarla.
La sensualità di una donna è un qualcosa di molto fine, che non deve essere portato all’eccesso, non deve scadere nel volgare perché il confine è sempre tanto sottile.
La donna non è solo apparenza, non è solo immagine ma è qualcosa di più profondo e questo scatto che propone l’immagine della modella sdoppiata, come fosse riflessa mi fa pensare che ogni donna ha una sua anima, quella che più si deve tenere in considerazione, che deve essere rispettata e che troppo spesso ce ne dimentichiamo.
Partiamo chiaramente dal presupposto che non bisogna mai ferire una donna, ne a livello fisico ne a livello morale ma, soprattutto, quest’ultimo deve essere maggiormente tenuto in considerazione.
Se la ferita fisica è, nella maggior parte dei casi, guaribile, una donna ferita nel suo animo difficilmente guarisce, si tiene dentro questo malessere, un qualcosa che rischia di segnarla per sempre: purtroppo, sovente, queste due ferite coesistono.
Pertanto questa foto la leggo come un invito ad apprezzare la donna per quello che rappresenta, per quello che ti trasmette, tenendo sempre presente che la sua anima se compresa e rispettata si riflette anche dentro di noi uomini.
Se non sappiamo rispettare una donna nel suo corpo e nella sua anima, probabilmente, non sappiamo rispettare neanche noi stessi.

Per tutte le violenze consumate su di lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le sue ali che avete tarpato,
per tutto questo:
in piedi, signori, davanti ad una Donna!
firmato William Shakespeare.

Complimenti Giorgio, regalaci sempre immagini così!

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foto Giorgio Pericone

Torino: si inaugura il 7 marzo nella Project Room di Camera la mostra di Lorenzo Pingitore

Riceviamo e pubblichiamo
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Lorenzo Pingitore, Avezzano – L’Aquila Da Parmenide, 2018

Giovedì 7 marzo, alle ore 18.00, nella Project Room di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, verrà inaugurata Parmenide, mostra personale di Lorenzo Pingitore (Torino, 1985) e curata da Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola.
Il giovane fotografo torinese presenta una serie inedita di nove immagini di grandi dimensioni, che immortalano ogni volta una grande sfera, dal diametro di 4.5 metri, immersa in ambienti e architetture sempre differenti. Ogni paesaggio instaura una relazione dialogica con il solido, esaltando la capacità dello stesso di alterare la percezione dell’ambiente.

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Lorenzo Pingitore – Fotografia di Carola Cometto

Questi soggetti, seppur immobili, creano in ogni fotografia un unico insieme dinamico, che persisterà nel tempo grazie alla capacità del medium fotografico di fermare l’istante in un’immagine.
Con Parmenide (2018), il fotografo realizza scatti digitali attraverso i quali riflette sia sul linguaggio fotografico sia sull’essere umano: a partire dal pensiero dell’omonimo filosofo greco, complessità e cambiamenti del mondo fisico sono illusori, mentre si afferma l’unicità e l’immutabilità dell’Essere.
L’uomo trasforma i luoghi con la sua presenza e non viceversa. Allo stesso tempo, Pingitore racconta il viaggio compiuto in luoghi noti e meno noti dell’Italia, nei quali ha documentato diverse categorie di paesaggio: dall’archeologico all’industriale, dal culturale al naturale. Il Palazzo del Lavoro a Torino, il Lago Verde a Bardonecchia, la Villa Pisani a Stra, un vecchio Zuccherificio di Avezzano e una zona industriale in stato di abbandono a Terni sono solo alcune delle realtà che formano un catalogo di luoghi uniti tra loro dalla presenza della sfera.

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Lorenzo Pingitore, Villa Pisani – Stra Da Parmenide, 2018

L’inaugurazione della mostra Parmenide sarà seguita da un incontro di approfondimento, alle ore 19.00 in sala Gymnasium, sul percorso di ricerca di Pingitore tra il direttore di CAMERA, Walter Guadagnini, e l’autore stesso. L’incontro è ad ingresso gratuito.
L’appuntamento si inserisce all’interno del nuovo ciclo di incontri intitolati Hotel Panorama. Una nuova generazione italiana, attraverso il quale CAMERA avvia una mappatura di quelle esperienze che maggiormente oggi caratterizzano, sia in ambito locale che nazionale, le nuove forme del linguaggio fotografico.

Pingitore è uno dei sei talenti emergenti selezionati da CAMERA per l’edizione 2018 di FUTURES Photography, piattaforma europea per la valorizzazione della fotografia contemporanea emergente di cui CAMERA fa parte insieme ad altre dieci istituzioni internazionali. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze dell’Architettura e Ingegneria Edile al Politecnico di Torino, Pingitore si avvicina alla fotografia di moda, collaborando con prestigiosi marchi e realtà. Ha al suo attivo mostre in spazi nazionali e internazionali come UNSEEN ad Amsterdam (2018), CAMERA a Torino (2018), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – Bookshop a Torino (2016), Art Salon S Gallery a Praga (2016). È stato selezionato nel 2017 tra gli artisti finalisti dell’ottava edizione del Combat Prize.

Parmenide
Fotografie di Lorenzo Pingitore
CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, Project Room 
Via delle Rosine, 18 – Torino
7 marzo – 7 aprile 2019
Inaugurazione e apertura al pubblico: giovedì 7 marzo, ore 18.00, Project Room
A seguire, alle ore 19.00 in sala Gymnasium, si terrà un incontro aperto al pubblico con Lorenzo Pingitore e Walter Guadagnini
www.camera.to |camera@camera.to