Milano: incontro su Mauro Masera, fotografo del design italiano

Riceviamo e pubblichiamo
Mauro  Masera, fotografo del design italiano (1957-­‐1992) è al centro di un incontro con Alberto Bassi, Giovanna Calvenzi, Carlo Masera, Giuliano  Mosconi alla Fondazione Sozzani a Milano. Modera Manuele Salvetti.

Mercoledì  30  settembre, alle ore 19.00, incontro alla Fondazione Sozzani a Milano con l’ autore Alberto Bassi e Carlo Masera, insieme a Giovanna  Calvenzi photo editor e Giuliano Mosconi, presidente e amministratore  delegato Tecno e Zanotta. Modera Manuele  Salvetti, Fondazione Ordine Architetti Milano. L’incontro è organizzato in  occasione  della presentazione del volume su Mauro  Masera, fotografo del design italiano (1957-­1992), pubblicato da Università  Iuav di Venezia, Universalia editore.

Mauro Masera seduta Bobo lungo
di Cini Boeri per Artflex 1967

Mauro  Masera è stato tra i maggiori fotografi del design italiano.  Nato nel 1934 a Milano, Masera si è formato nella fotografia industriale dagli anni  Cinquanta (ottiche svizzere Wildt, Barilla, Pavesi, Bertolli). Ha lavorato a lungo con Pino  Tovaglia per Pirelli e Rai Radiotelevisione Italiana e con i fratelli Castiglioni per Kartell, Gavina, Cassina.  Promuove l’idea di creare negli anni  Sessanta l’agenzia di fotografi professionisti “Photo Center”. Nel 1968 inizia a lavorare per Zanotta e poi per Tecno, con cui collabora negli anni  Settanta e Ottanta.  Il lavoro di Masera ha inciso in modo determinante nella costruzione della comunicazione visiva di Tecno, che riceve per questo aspetto il premio  Compasso d’Oro nel 1989.  
La fotografia industriale di Mauro  Masera trasforma i limiti delle immagini tecniche in punti  di forza riscattati da una profonda sensibilità grafica.  L’arte dello still  life, l’organizzazione e la composizione degli elementi nello spazio, sono esempi di una fotografia industriale che ha fatto  scuola.  Dopo la morte, nel 1992, la famiglia ha donato la documentazione di 35 anni di attività  professionale all’Archivio Progetti dell’Università  Iuav di Venezia, che dal 2017 ne conserva e promuove la ricerca.  
L’incontro è parte del ciclo Archibooks on Tour, a  cura  della Fondazione dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano.

Alberto  Bassi si occupa di storia e critica del design ed è professore all’Università  Iuav di Venezia.  Coordina il corso  di  laurea in Interior design e fa  parte del Comitato Scientifico dell’Archivio Progetti  Iuav. Numerose le sue pubblicazioni, tra cui Design anonimo in Italia (Electa, 2007);; Food design in Italia (Electa, 2015); Design contemporaneo. Istruzioni  per  l’uso (Il Mulino, 2017).
Giovanna  Calvenzi laureata in lettere, è storica della fotografia. Photo Editor dal 1985, ha collaborato con diversi periodici italiani. Direttore  artistico dei Rencontres de la Photographie ad Arles nel 1998 e delegato artistico del Mois de la Photo a Parigi nel 2014.  È consulente per l’immagine di Donna Moderna dal 2016 e svolge un’intensa attività di studio sulla fotografia.
Carlo  Masera è architetto e paesaggista, vive e lavora a Milano occupandosi di progettazione nell’ambito dell’architettura  del  paesaggio, della riqualificazione urbana e della pianificazione del territorio.  Secondo dei quattro figli di Mauro  Masera, con la famiglia ha coordinato e gestito l’archivio  fotografico paterno.
Giuliano  Mosconi è laureato in economia  e  commercio presso l’Università di Urbino.  Presidente e CEO Tecno dal 2010, storico brand fondato nel 1953 dai fratelli Borsani per sviluppare la produzione di serie rispetto  a quella su disegno.  Il Centro Progetti Tecno è tra i più innovativi produttori industriali mondiali di design per ufficio e ha riservato un’attenzione privilegiata alla tecnologia.  Nel 2017 Tecno ha acquisito Zanotta, azienda storica del design italiano.
Mauro  Masera, Fotografo del design italiano 1957-­1992
a  cura  di Alberto  Bassi e Carlo  Masera
Archivio Progetti  Iuav di Venezia -­ Universalia Editore (2018) Testi italiano/inglese, pp. 100, sovraccoperta, € 18.00
Mercoledì 30 settembre 2020, ore 19.00 
alla Fondazione Sozzani – Corso Como 10 - Milano
In occasione della pubblicazione del libro
Mauro Masera - Fotografo del design italiano 1957-1992
pubblicato da Università IUAV di Venezia, Universalia editore. 
nell'ambito di Archibooks on Tour 
si terrà un incontro con
Alberto Bassi, storico del design, Università IUAV di Venezia
Carlo Masera, architetto e paesaggista
Giovanna Calvenzi, photo editor
Giuliano Mosconi, presidente e amministratore delegato Tecno e Zanotta
modera Manuele Salvetti, responsabile per le attività culturali Fondazione Ordine Architetti Milano
Prenotazioni: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-archibooks-on-tour-6-mauro-masera
L'incontro si terrà nel rispetto delle normative di sicurezza sanitaria.
Mascherine obbligatorie.

Milano: alla Fondazione Sozzani “Ren Hang, photography”

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Per la prima volta a Milano, la Fondazione Sozzani presenta la mostra Ren  Hang, photography”, retrospettiva del fotografo cinese scomparso tragicamente nel 2017 a soli ventinove anni.

La Fondazione Sozzani presenta “Ren Hang, photography” per  la  prima volta a Milano. Con oltre ottanta fotografie, video, libri e riviste, la retrospettiva è dedicata a uno dei più importanti fotografi della Cina contemporanea, tragicamente scomparso nel 2017 a soli ventinove anni.

La fotografia di Ren Hang è un inno all’uomo, al suo corpo, alla sessualità, alla bellezza e alla vulnerabilità. Le sue immagini mettono  in relazione i sentimenti, i desideri, le paure e la solitudine delle giovani generazioni in Cina in modo quasi ironico, attraverso la loro corporeità.  
Il nudo è al centro del suo lavoro perché, racconta Ren: “gli esseri  umani vengono  al  mondo nudi, quindi il corpo nudo rappresenta la versione originaria delle persone.  Fotografando nudi, si coglie l’esistenza più reale e autentica”.

Ren Hang, 2015 © Courtesy OstLicht Gallery and The Estate of Ren Hang

Ren Hang è nato nel 1987 a Chang Chun, nella provincia di Jilin, in Manciuria, e comincia a fotografare da autodidatta fin dai primi anni del liceo.  A diciassette anni si trasferisce a Pechino dove studia pubblicità. Lascia presto l’università per dedicarsi alla fotografia.  Scatta con piccole macchine fotografiche compatte da 35mm, maneggevoli ed economiche, che confessa di rompere abitualmente.  Ne fa un uso quasi ossessivo, scattando incessantemente.  Il suo compagno  di stanza e i suoi amici sono i suoi primi soggetti, ma presto riceve sempre  più richieste da coetanei suoi ammiratori che si offrono come modelli.
Hang raffigura il corpo  umano come una forma astratta, spesso in composizioni e prospettive inattese, sovrapponendo motivi e tradizioni ben noti dell’arte occidentale.  Le sue fotografie sono dolorosamente provocatorie, a volte sognanti e surreali, con una forte resa grafica.
Richiama immagini iconiche come Ofelia morente nel fiume circondata da ninfee o Leda e il cigno, con un vocabolario visivo che attinge spontaneamente all’astrazione, al surrealismo, al dada e alla fotografia storica.
Le sue opere sono state considerate come una forma di ribellione alle convenzioni di un regime restrittivo, quello della Repubblica  Popolare Cinese, in cui i nudi e l’editoria indipendente, in particolare l’autopubblicazione, sono considerati illegali.

Racconta Ren: “Non considero il mio lavoro come un tabù, perché non penso tanto al contesto culturale o politico… Non è mia intenzione sfidare i limiti, faccio semplicemente ciò che mi viene naturale”.
Ren ha pubblicato quasi una ventina di libri autoprodotti, oggi diventati da collezione, tra cui “Ren Hang 2009-­2011” (2011) e “Son of a Bitch” (2013). Nel 2016 decide di pubblicare dodici libri, uno per ogni mese, dedicati, come ha spiegato su Instagram, alla “sopravvivenza e all’amore”.  La prima  casa  editrice internazionale a interessarsi al suo lavoro è Edition  du  Lic di Oslo che pubblica nel 2013 la monografia Republic, considerata dal fotografo il suo miglior libro.
Ren Hang aveva un blog, “My  depression”, che aggiornava quasi quotidianamente dal  2007  al 2016 con un diario di poesie in mandarino, pubblicate per  la  prima  volta in inglese dall’editore BHKM di Hong  Kong, con il titolo “word or two” nel 2017. Proprio la depressione, che lui definiva “My dog”, lo porterà al suicidio.

Ren Hang ha collaborato alle campagne  pubblicitarie di alcuni tra i marchi contemporanei più noti, mantenendo uno sguardo proprio.  Il suo lavoro è stato pubblicato dalle principali riviste di moda internazionali come Antidote, Beauty Papers, Numerò China, Tank Magazine, Purple Fashion, raccolte dalla Fondazione Sozzani in un approfondimento specifico sul lavoro del fotografo in questo ambito.  

Ren  Hang,  photography
In  collaborazione  con OstLicht.  Gallery  for  Photography,  Vienna, Stieglitz19,  Anversa
The  Estate  of  Ren Hang
Inaugurazione Sabato, 12 settembre  2020 - Ore 15.00 – 20.00
In mostra 13 settembre – 29  novembre  2020
Tutti i giorni, 11.00 – 20.00
Ingresso  libero, nel rispetto delle misure  di  sicurezza sanitarie e delle modalità̀ di accesso consentite.
Fondazione Sozzani
Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
Tel  +3902653531 fax  +390229004080 - www.fondazionesozzani.org
La Fondazione Sozzani è un’istituzione culturale costituita  a Milano da Carla  Sozzani nel 2016 per la sviluppo della fotografia, della cultura, della moda e delle arti. La Fondazione ha assunto il patronato della Galleria  Carla  Sozzani e intende proseguire il percorso dell’importante funzione  pubblica che la galleria svolge da 30 anni.

Milano: Martino Marangoni presenta il suo libro alla Fondazione Sozzani

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Sozzani Martino Marangoni2Mercoledì 24 aprile, alle ore 19.00, alla Fondazione Sozzani (Corso Como 10 – Milano), Martino Marangoni, in conversazione con Roberta Valtorta e Edward Rozzo, presenta il libro “Rebuilding – My Days in New York 1959-2018”, edito da Postcart.
Rebuilding – My days in New York 1959-2018 è una raccolta di immagini scattate nell’arco di circa 60 anni selezionate dall’archivio di Martino Marangoni. Realizzate nella zona di “Lower Manhattan” e integrate con aneddoti e storie personali, queste fotografie sono una straordinaria testimonianza di una città in rapida evoluzione e della sua vita di strada.
Figlio di padre italiano e madre americana, Martino Marangoni salpa su una nave per New York nell’estate del 1959 per andare a trovare i nonni statunitensi. È la prima volta che visita gli USA, ha nove anni e porta con sé la sua macchina fotografica, una Kodak Brownie. Marangoni dal 1972 al 1975 studia fotografia al Pratt Institute e conosce, tra gli altri, il lavoro di Robert Frank e Lee Friedlander, individua i suoi soggetti, sviluppa un metodo di lavoro e il proprio stile.
Martino Marangoni - da FacebookScrive W.M Hunt nell’epilogo del libro: “New York ha costantemente bisogno di cambiare pelle, è in perenne costruzione. Marangoni è il nostro testimone, il nostro occhio. A lui piace persino la spazzatura di New York, “la vista, il suono e anche il suo odore”.

Martino Marangoni (Firenze, 1950). Ha studiato al Pratt Institute di New York ed è stato docente di fotografia dello Studio Arts Center International di Firenze dal 1977 al 1993. Nel 1991 ha fondato la Fondazione Studio Marangoni: Iniziative di Fotografia Contemporanea, di cui è presidente. Numerose mostre personali in istituzioni pubbliche e private come Maxxi, Roma; Museo di Fotografia Contemporanea, Milano; Museo degli Uffizi, Firenze; Rencontres Internationales de la Photographie, Arles; Photography Biennal di New York. I suoi lavori fanno parte di prestigiose collezioni come Le Cabinet des Estampes de la Bibliotèque Nationale de France, Maison Européenne de la Photographie, Parigi, Museum of Fine Arts, Houston, Camera Works, New York. Tra le sue pubblicazioni: Ozymandias (Polistampa), Nonni’s Paradiso e Alone together (Danilo Montanari Editore e The Eriskay Connection). Roberta Valtorta (Milano, 1952), storico e critico di fotografia, vicepresidente della SISF (Società Italiana per lo Studio della Fotografia), ha progettato il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo-Milano, di cui è stata direttore scientifico dal 2004 al 2015. Ha insegnato nelle università di Udine, Roma Tor Vergata, Milano Politecnico e dal 1984 insegna al Centro Bauer di Milano. Ha curato mostre in Italia e in Europa e progetti di committenza pubblica sul paesaggio. Tra le numerose pubblicazioni e saggi: 1987-1997 Archivio dello spazio (con Achille Sacconi), 1997; Volti della fotografia. Scritti sulle trasformazioni di un’arte contemporanea, 2005; Il pensiero dei fotografi. Un percorso nella storia della fotografia dalle origini a oggi, Milano 2008; Fotografia e committenza pubblica. Esperienze storiche e contemporanee, 2009; Luogo e identità nella fotografia italiana contemporanea, 2013. Edward Rozzo (New York, 1947), ha studiato alla School of Public Communications della Boston University e conseguito una laurea in Belle Arti alla Rhode Island School of Design.
Sozzani Martino MarangoniDal 1989 insegna comunicazione, semiotica, cinema e cultura visiva in vari corsi universitari: Università Bocconi (Innovative Retail Design, Cinema & Social Theory), SDA Bocconi (Leadership Storytelling, Communication through Storytelling), Università Cattolica (MFI, Communications in Fashion Marketing), Politecnico/Polidesign (Storytelling for Strategic Marketing).

Rebuilding – My Days in New York 1959-2018 
di Martino Marangoni 
Testi di Martino Marangoni, epilogo di W.M. Hunt 
208 pagine, 28 x 20 cm Postcart, 2019 - € 40,00

Milano: in Fondazione Sozzani il World Press Photo, fotografia e giornalismo

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Catalina Martin-Chico - Panos

Catalina Martin-Chico – Panos

La Fondazione Sozzani a Milano, corso Como 10, presenta per il 25° anno consecutivo il World Press Photo, uno dei più prestigiosi premi di fotogiornalismo. Il concorso è aperto ai fotografi provenienti da tutto il mondo che nel corso dell’anno precedente alla premiazione (2018), con creatività e competenza, abbiano fotografato un avvenimento o sviluppato un progetto di forte rilevanza giornalistica.
Sin dalla sua fondazione nel 1955, il World Press Photo contribuisce alla storia del miglior giornalismo visivo mondiale.
I premi sono suddivisi in otto categorie distinte in “scatti singoli” e “storie”. Le categorie sono: Attualità (Contemporary Issues), Ambiente (Environment), Notizie Generali (General News), Progetti a Lungo Termine (Long-­Term Projects), Natura (Nature), Ritratti (Portraits), Sport, Spot News.
I vincitori sono stati annunciati ad Amsterdam giovedì 11 aprile 2019.
Il prestigioso premio World Press Photo of the Year 2019 è stato assegnato al fotografo John Moore (Stati Uniti), nella categoria “Spot News” per la foto della bambina honduregna che piange ai piedi della madre fermata dalla polizia di frontiera tra Messico e Stati Uniti.
Tra i sei finalisti candidati i fotografi: Mohammed Badra (Siria), nominato nella categoria “Spot News” con un’immagine che racconta la guerra civile siriana a Ghouta; l’italiano Marco Gualazzini nella categoria “Ambiente” sulla crisi idrica del lago Ciad; Catalina Martin-­Chico (Francia /Spagna) nella categoria “Contemporary Issues” un’ex combattente delle FARC incinta dopo lo scioglimento del gruppo; Chris McGrath (Australia), nella categoria “Notizie generali” mentre trattiene la stampa dopo l’omicidio di Khashoggi a Istanbul; Brent Stirton (Sudafrica), nella categoria “Ambiente” con la foto di una donna dell’unità antibracconaggio nel Parco naturale Phundundu in Zimbabwe.

Marco Gualazzini - Contrasto

Marco Gualazzini – Contrasto

Per la 62esima edizione del concorso fotografico, la World Press Photo Foundation ha introdotto un nuovo importante premio: il Premio Storia dell’anno (World Press Photo Story of the Year).
Insieme alla Foto dell’anno, questo nuovo premio valuta la scelta delle immagini che compongono una storia e la loro sequenza. Lo ha vinto il fotografo Pieter Ten Hoopen (Paesi Bassi/ Svezia), finalista nella categoria “Spot News” per uno scatto sulla carovana dei migranti diretta dal Centro America negli Stati Uniti. Candidati finalisti sono stati i due italiani Marco Gualazzini, finalista nella categoria “Ambiente” con un reportage sulla crisi umanitaria del bacino del Ciad e Lorenzo Tugnoli, nella categoria “Notizie generali” con un reportage commissionato dal Washington Post sulla crisi umanitaria in Yemen.

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John Moore – Getty images

Quest’anno, il concorso ha visto la partecipazione di 4783 fotografi da 129 Paesi diversi che hanno presentato un totale di 78801 immagini. Una giuria indipendente composta da esperti del settore e presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente della sezione
Esperienze Visive ed Immersive presso National Geographic, ha selezionato 43 candidati provenienti da 25 differenti nazioni: Australia, Belgio, Brasile, Canada, Repubblica Ceca, Egitto, Francia, Germania, Ungheria, Iran, Italia, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Filippine, Portogallo, Russia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Syria, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, e Venezuela. Tra questi vi sono 14 donne (32%), dato che rappresenta un significativo aumento rispetto al Photo Contest del 2018, che aveva il 12% di candidati donne.

WORLD PRESS PHOTO EXHIBITION 2019
fotografia e giornalismo
Fondazione Sozzani – Corso Como 10 - Milano
Inaugurazione sabato 11 maggio 2019
dalle ore 15.00 alle ore 20.00
In mostra
12 maggio – 2 giugno 2019
tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
Ingresso 5 € Ridotto 3 € (6­26 anni)

Milano: “Sulla motocicletta”. Maria Nadotti presenta il libro di John Berger alla Fondazione Sozzani

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john_berger«Guidare una motocicletta non ha niente a che fare con la velocità. È un’esperienza intensissima di libertà psichica e fisica». John Berger.
Mercoledì 3 aprile alle ore 19.00 alla Fondazione Sozzani, Maria Nadotti, in conversazione con Benedetta Marietti e Michele Lupi, presenta il libro “Sulla motocicletta”, scritto da John Berger (1926-­2017), corredato da sue illustrazioni e pubblicato da Neri Pozza nella collana Piccola Biblioteca.
Amorevolmente curato da Maria Nadotti, questo libro è un omaggio all’arte di guidare la
motocicletta secondo John Berger, offerto a tutti coloro che ne condividono in qualche modo l’«esperienza di libertà».
John Berger (1926-­2017), noto in tutto il mondo come critico d’arte, poeta, narratore, era anche sceneggiatore cinematografico, autore teatrale e disegnatore.
Con la sua meccanica e le sue due instabili ruote, la moto è, per Berger, mezzo di trasporto d’elezione, ma anche metafora, esca al lavoro congiunto di corpo e mente, strumento di ricerca e di piacere che implica costantemente una perfetta coincidenza tra occhio e mente, mano e cuore.
guidare una motociclettaGuidare una moto, per Berger, è «un’esperienza intensissima di libertà psichica e fisica» poiché è un’arte che «differisce da ogni altro tipo di guida». “…In moto, se si vuole continuare a vivere, non si pensa ad altro oltre quello che c’è”. Nel 2002, in un’intervista a una stazione radio di Los Angeles, John Berger descrive così la sua passione per la motocicletta, nata durante il servizio militare e mai abbandonata, tanto che quasi novantenne dava ancora lezioni di guida alla giovane figlia di Tilda Swinton.
MARIA NADOTTI Giornalista, saggista, consulente editoriale e traduttrice, Maria Nadotti è autrice di vari testi, tra i quali Prove d’ascolto (2011), Trasporti e traslochi. Raccontare John Berger (2014), Necrologhi. Pamphlet sull’arte di consumare (2015). Curatrice del volume Riga 32 -­ John Berger, da anni cura e traduce l’opera di questo autore. Di recente, in collaborazione con il disegnatore Selçuk Demirel, ha raccolto e pubblicato in varie parti del mondo What Time Is It? Una piccola antologia di riflessioni bergeriane sul “tempo”.
BENEDETTA MARIETTI Dirige da cinque anni il Festival della Mente. Giornalista pubblicista, scrive di libri e avventure sul Venerdì di Repubblica. Vive tra Milano e Sarzana e nel tempo libero ama guidare la sua Honda Hornet 600.
MICHELE LUPI Fonda e dirige Rolling Stone Italia nel 2003, diviene direttore di GQ Italia fino al 2011, vicedirettore di Vanity Fair, direttore di Icon e Flair Italia, vicedirettore del settimanale Panorama, fonda e dirige la rivista Icon Design nel 2015. Nel dicembre 2018 lascia gli incarichi giornalistici in Mondadori ed entra nel gruppo Tod’s con il ruolo di Men’s Collections Visionary.

Sulla Motocicletta – John Berger
a cura di Maria Nadotti con scritti di Javrier Caletrio, John Coward, Andy Merrifield, Maria Nadotti, Tom Penn
160 pagine, 17,5 x 10 cm
Neri Pozza, Piccola Biblioteca, 2019 € 12,50