Mercoledì Rai: la diplomazia di Metternich e la poesia di Fabrizio De André

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, mercoledì 9 giugno, tra i programmi Rai: a “Passato e Presente si parla di Metternich e della sua arte diplomatica. Altra arte quella di Fabrizio De André in una nuova puntata di “Cantautori”.

A “Passato e Presente” l’arte della diplomazia: un ritratto di Metternich
Per oltre tre decenni, tra il 1815 e il 1848, Clemente di Metternich è stato il signore d’Europa, l’artefice di un ordine, la Restaurazione, che resta sostanzialmente immutato per un secolo e di un’epoca. A “Passato e Presente”, in onda mercoledì 9 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli rievoca la sua figura con il professor Luigi Mascilli Migliorini. Nonostante sia stato il trionfatore nel Congresso di Vienna, e l’abilissimo statista capace di sconfiggere Napoleone e di garantire all’Europa stabilità ed equilibrio, di Metternich prevale comunque una valutazione negativa: carceriere dei popoli, custode dell’assolutismo, difensore dell’Ancien Regime fondato sull’ingiustizia e il privilegio. Soprattutto, Metternich resta sgradito all’Italia per la quale conia la famosa definizione di espressione geografica. Ma è una lettura storicamente esatta? Oppure di Metternich si può offrire una descrizione meno negativa e perentoria? 

Cantautori: Fabrizio De André 
La produzione musicale di Fabrizio De André come documentata dalle sue apparizioni televisive, non numerosissime. “Cantautori”, in onda mercoledì 9 giugno alle 22.45, su Rai5, propone le migliori “perle” tratte dagli archivi della Rai, tra le quali una delle sue prime canzoni antimilitariste, “Girotondo”, in un raro bianco e nero, e due classici scritti nei primi anni ’60: “Bocca di Rosa” e “Via del Campo”. Non mancano “Fiume Sand Creek” sul massacro etnico, “Una storia sbagliata” sulla morte di P.  Pasolini e “La guerra di Piero”, la più celebre tra le sue canzoni antimilitariste.

“Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato” è negli store online

rubrica a cura di Fabrizio Capra
Dopo il grande successo al cinema dove è stato campioni di incassi lo scorso febbraio, dal 19 giugno è negli store online “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato”, il docufilm diretto da Walter Veltroni. Una nuova esclusiva opportunità per rivivere lo storico live di Genova del 1979, attraverso il docufilm con gli interventi di Dori Ghezzi, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Flavio Premoli, David Riondino, Piero Frattari, Guido Harari.
foto Guido Harari

 È disponibile sulle principali piattaforme (iTunes/Apple TV, Google/YouTube, Amazon, CHILI, Rakuten, Timvision) “Fabrizio De Andrè & PFM. Il concerto ritrovato”. Dopo il grande successo al cinema, il docufilm diretto da Walter Veltroni e campione d’incassi al box office lo scorso febbraio, approderà ora nelle case di tutti i fan di Fabrizio De André con brani come La canzone di MarinellaAndrea, Il testamento di Tito, Un Giudice, Giugno ’73, La guerra di PieroAmico fragile, ZirichiltaggiaRimini, Via del campo, Avventura a durango, Bocca di rosa, Volta la cartaIl pescatore.
Si tratta di un’altra chicca per gli appassionati, che arriva dopo la pubblicazione da parte di Sony Music del cofanetto della colonna sonora originale, già disponibile in doppio formato, CD con libretto e doppio LP (180 gr).

Nel rivedere “Il concerto ritrovato” si potrà rivivere uno dei momenti più alti della musica del nostro paese, trasformata per sempre dall’irripetibile sodalizio artistico, unico nella storia, tra uno dei più grandi artisti italiani di sempre e la rock band italiana più conosciuta al mondo. Il live di Genova riporta alla memoria le suggestioni di un’epoca di grandi trasformazioni sociali e fermenti ideologici, di tantissima energia creativa che proprio nella musica trovò l’espressione più dirompente e innovativa. Soltanto nel 1975 Fabrizio De André decise di esibirsi in pubblico eseguendo il suo repertorio quasi ed esclusivamente nella versione originale. Nel 1978 Franz Di Cioccio lo convinse a fare un tour lungo tutto lo stivale con PFM, che arrangiò i suoi brani in chiave rock. Fu così che De André tornò nella sua città per quel concerto rimasto nel cuore di tutti.

Il filmato restaurato del concerto è il fulcro del docufilm; le immagini del tempo sono raccontate dai protagonisti di quell’avventura straordinaria – Dori Ghezzi, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Flavio Premoli, David Riondino, Piero Frattari, Guido Harari – che rievocano l’atmosfera di quel giorno, le emozioni provate, il dietro le quinte e la magia di un’esperienza mai più replicata. 
Il minuzioso lavoro di restauro e masterizzazione del live di Genova, è stato realizzato nell’ intento costante di mettere al centro la rara grandezza vocale di Fabrizio De Andrè dal punto di vista timbrico, espressivo ed interpretativo.

Il concerto era stato registrato con tecnica multipista. L’audio era quasi totalmente monofonico ed in alcuni tratti completamente distorto. Dopo una prima operazione di restauro del materiale, sono state ricreate le condizioni di allora, montando un impianto all’interno di un hangar e riproducendo il concerto, generando un fronte sonoro simile all’originale, e registrandolo con microfoni ambientali.

Il nuovo file stereofonico creato è stato poi oggetto di diverse trasformazioni per mettere in luce, nei limiti del possibile, quegli elementi che all’interno del mix originale erano stati bilanciati quella volta in modo discutibile per compensare le problematiche ambientali del concerto di allora. Alcuni brani, risultanti completamente distorti nella registrazione originale, hanno subito trattamenti più intensivi di restauro e, nei casi peggiori, si è ricorsi all’estrazione dei singoli strumenti ed al trattamento separato di questi. Successivamente sono stati re-mixati tra loro mantenendo gli equilibri simili al missato originale.

Fabrizio De André & PFM: Il Concerto Ritrovato dal 22 maggio è in cofanetto

rubrica a cura di Fabrizio Capra
Dopo il grande successo al cinema esce il 22 maggio il cofanetto della colonna sonora originale dello storico concerto di Genova di Fabrizio De André & PFM, “Il concerto ritrovato”. Pubblicato in una qualità mai sentita prima grazie a un meticoloso lavoro di restauro e di masterizzazione.

Esce il 22 maggio la colonna sonora originale di “Fabrizio De Andrè & PFM. Il concerto ritrovato”. Dopo il grande successo al cinema del docufilm (campione d’incassi a febbraio) tratto dal filmato recentemente ritrovato dello storico concerto di Genova unnameddi De Andrè con la PFM, Sony Music pubblica ora la colonna sonora originale. Il cofanetto sarà disponibile in tutti i digital store e nei negozi tradizionali, in due versioni: CD con libretto, e doppio LP (180 gr).
Per la prima volta, il concerto del 3 gennaio 1979 al Padiglione C della Fiera di Genova si potrà ascoltare integralmente e con una qualità mai sentita prima. L’intera registrazione viene pubblicata in altissima qualità (192kHz/24 bit), grazie ad un meticoloso ed importante lavoro di restauro e masterizzazione (a cura di Lorenzo Cazzaniga e Paolo Piccardo).
Nell’ascoltare “Il concerto ritrovato” si potrà rivivere uno dei momenti più alti della musica del nostro paese, trasformata per sempre dall’irripetibile sodalizio artistico, unico nella storia, tra uno dei più grandi artisti italiani di sempre e la rock band italiana più conosciuta al mondo. Il live di Genova riporta alla memoria le suggestioni di un’epoca di grandi trasformazioni sociali e fermenti ideologici, di tantissima energia creativa che proprio nella musica trovò l’espressione più dirompente e innovativa.
Soltanto nel 1975 Fabrizio De André decise di esibirsi in pubblico eseguendo il suo repertorio quasi ed esclusivamente nella versione originale. Nel 1978 Franz Di Cioccio lo convinse a fare un tour lungo tutto lo stivale con PFM, che arrangiò i suoi brani in chiave rock. Fu così che De André tornò nella sua città per quel concerto rimasto nel cuore di tutti.
Il minuzioso lavoro di restauro e masterizzazione del live di Genova, è stato Fabrizio De Andre e PFM. Il Concerto Ritrovato_Gino Lazzaronirealizzato nell’ intento costante di mettere al centro la rara grandezza vocale di Fabrizio De Andrè dal punto di vista timbrico, espressivo ed interpretativo.
Il concerto era stato registrato con tecnica multipista. L’audio era quasi totalmente monofonico ed in alcuni tratti completamente distorto. Dopo una prima operazione di restauro del materiale, sono state ricreate le condizioni di allora, montando un impianto all’interno di un hangar e riproducendo il concerto, generando un fronte sonoro simile all’originale, e registrandolo con microfoni ambientali. Il nuovo file stereofonico creato è stato poi oggetto di diverse trasformazioni per mettere in luce, nei limiti del possibile, quegli elementi che all’interno del mix originale erano stati bilanciati quella volta in modo discutibile per compensare le problematiche ambientali del concerto di allora. Alcuni brani, risultanti completamente distorti nella registrazione originale, hanno subito trattamenti più intensivi di restauro e, nei casi peggiori, si è ricorsi all’estrazione dei singoli strumenti ed al trattamento separato di questi. Successivamente sono stati re-mixati tra loro mantenendo gli equilibri simili al missato originale.
Questa la tracklist del cofanetto: La canzone di Marinella; Andrea; Maria nella bottega del falegname; Il testamento di Tito; Un giudice; Giugno ’73; La guerra di Fabrizio De Andre e PFM. Il Concerto Ritrovato_colorePiero; Amico fragile; Verranno a chiederti del nostro amore; Zirichiltaggia; Rimini; Via del campo; Avventura a Durango; Sally; Bocca di rosa; Volta la carta; Il pescatore.
“Fabrizio De Andrè & Pfm. Il Concerto Ritrovato”
: Fabrizio De André, voce, chitarra; Franz Di Cioccio, batteria, percussioni, marimba, crotali; Patrick Djivas, basso; Franco Mussida, chitarra elettrica, chitarre acustiche 6 e 12 corde, voce; Flavio Premoli, tastiere, sintetizzatori, chitarra 12 corde, voce, fisarmonica; Lucio Fabbri, violino, percussioni; Roberto Colombo, tastiere, sintetizzatori, chitarra acustica, voce, percussioni. Arrangiamenti PFM.

Luigi Tenco questa notte su Rai3

rubrica a cura di Fabrizio Capra
Ultimo appuntamento con "Grazie dei Fiori. Ribelli" su Rai3. Questa notte, giovedì 30 aprile, alle ore 23.25 protagonista Luigi Tenco.

Luigi Tenco sarà il protagonista dell’ultima puntata, giovedì 30 aprile alle 23.25 su Rai3, di “Grazie dei Fiori. Ribelli”, il programma che propone un viaggio nell’universo della musica italiana, dagli anni Cinquanta a oggi. Pino Strabioli e Gino Castaldo 1280x720_1486116937844_LUIGI TENCOracconteranno la vita dell’indimenticabile artista, scomparso la notte del 26 gennaio 1967 durante il Festival di Sanremo, che in un breve periodo di attività artistica (dal 1959 al 1967) è riuscito a cambiare la storia della musica italiana, regalandoci dei capolavori indiscussi e senza tempo. Ad accompagnarli in questo racconto sulla vita e la musica di Luigi Tenco, saranno l’amica Patty Pravo, che rievocherà alcuni aneddoti legati al periodo di rinnovamento culturale della beat generation, e il gruppo “Têtes de bois”, che eseguiranno alcuni fra i suoi più celebri brani. Verranno anche proposte alcune canzoni scritte e mai incise dal cantautore, come Ballata della moda, interpretata da un giovane Morgan, un brano poco conosciuto e molto attuale che prende di mira il consumo scriteriato e i pericolosi meccanismi del mercato pubblicitario. Infine, grazie al prezioso repertorio delle Teche Rai, si potranno vedere alcune grandi interpreti femminili che hanno reso ancora più preziosi i suoi brani, come Mina e Giorgia, e i suoi amici genovesi: Gino Paoli, Bruno Lauzi e Fabrizio De Andrè, con il quale, come spiega Gino Castaldo, c’è stato un vero e proprio passaggio di consegne.

“PFM canta De André – Anniversary”: ultime date a febbraio

rubrica a cura di Fabrizio Capra
foto Orazio Truglio
Dopo i tantissimi sold out registrati in tutta Italia torna a febbraio per le ultimissime date il tour “PFM canta De André – Anniversary”.

PFM – Premiata Forneria Marconi, dopo i tantissimi sold out registrati in tutta Italia, torna a febbraio per le ultime attesissime date del tour “PFM CANTA DE ANDRÉ – Anniversary”.  Ad impreziosire le serate ci sarà anche la videoproiezione delle Foto_musicisti_PFM canta De André Anniversary_crediti Orazio Trugliofotografie storiche di Guido Harari che ritraggono la band insieme all’amico Faber.
Le prevendite sono già aperte (info su www.pfmworld.com).
Queste le date del “PFM CANTA DE ANDRÉ – Anniversary” (organizzato da D&D concerti con il patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De André):
20 febbraio MONTECATINI (Teatro Verdi)
21 febbraio PARMA (Teatro Regio)
24 febbraio BRESCIA (Gran Teatro Morato)
25 febbraio MILANO (Teatro dal Verme)
27 febbraio PADOVA (Gran Teatro Geox)
28 febbraio GROSSETO (Teatro Moderno)
29 febbraio ROMA (Auditorium della Conciliazione).
PFM canta De André – Anniversary” come in precedenza avrà sul palco una formazione spettacolare con due ospiti d’eccezione: Flavio Premoli (fondatore PFM) con PFM_Live(byOrazioTruglio)_bassal’inconfondibile magia delle sue tastiere e Michele Ascolese, storico chitarrista di Faber.
Un anno intenso il 2019 per PFM; iniziato a febbraio con la partecipazione – per la terza volta – alla “Cruise to the edge” (fino ad oggi unico artista italiano che ha partecipato all’evento), facendo tappa per una breve tourneé in UK, per approdare poi ai 45 concerti del tour “PFM canta De André – Anniversary”, culminato nell’evento all’Arena di Verona insieme a Cristiano De André, lo scorso 29 luglio; l’estate è proseguita con un intenso “TVB Tour” in cui PFM ha presentato il proprio repertorio e con una straordinaria esibizione allo Sferisterio di Macerata dove è stata ospite dei 100Cellos di Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi (31 luglio). Un anno ricco anche di premi e riconoscimenti tra cui il Premio Nazionale Franco Enriquez, il Premio Miglior Tour (Rock targato Italia), il Premio Pierangelo Bertoli “Italia d’oro” e infine la rivista inglese “Prog UK” nomina Franz Di Cioccio tra le 100 icone della “musica che PFM_Live-01_foto di Orazio Truglio_bassahanno cambiato il nostro mondo” (unico musicista del mondo latino).
PFM Premiata Forneria Marconi ha uno stile unico e inconfondibile che combina la potenza espressiva della musica rock, progressive e classica in un’unica entità affascinante. Nata nel 1970 (discograficamente nel 1971), la band ha guadagnato rapidamente un posto di rilievo sulla scena internazionale che mantiene tutt’oggi.  Nel 2017 PFM è stata premiata con la posizione n. 50 nella “Royal Rock Hall of Fame” tra i 100 artisti più importanti del mondo, mentre nel 2018 ha ricevuto a Londra il prestigioso riconoscimento come “International Band of the year” ai Prog Music Awards UK.

Fabrizio De André e PFM: il concerto ritrovato. Al Cinema dal 17 al 19 febbraio

rubrica a cura di Fabrizio Capra
Per tutte le generazioni di appassionati l’opportunità unica di ritrovarsi nelle sale per assistere allo storico concerto del 1979. Prevendite aperte dal 17 gennaio.

DeAndré_PFM_Poster_lrLo storico filmato del concerto di Fabrizio De André con la PFM, recentemente ritrovato dopo essere stato custodito per oltre 40 anni dal regista Piero Frattari che partecipò alla realizzazione delle riprese, diventerà un docufilm diretto da Walter Veltroni, realizzato da Except, dedicato appunto a quella indimenticabile pagina della storia della musica italiana. Dopo un lungo periodo di ricerca con il supporto di Franz Di Cioccio, il nastro che si credeva perduto per sempre è stato rintracciato e grazie al regista Piero Frattari, che lo ha salvato e conservato nel corso dei decenni, è stato recentemente possibile restaurarlo.
Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato”, in arrivo nelle sale cinematografiche il 17, 18 e 19 febbraio 2020 con (prevendite aperte dal 17 gennaio), ricostruirà quell’epoca indimenticabile
che ha segnato un momento storico – l’irripetibile sodalizio artistico tra uno dei più grandi artisti italiani di sempre e la rock band italiana più conosciuta al mondo – partendo soprattutto dalla ritrovata registrazione video completa del concerto di Genova del 3 gennaio 1979, un documento veramente straordinario visto che si tratta delle uniche immagini di quell’incredibile tournée.
Strana la vita, non finisce mai di riservarti sorprese – commenta Dori GhezziPer fortuna, come in questo caso, si tratta di una sorpresa davvero bella. Sono anch’io molto curiosa ed emozionata di rivedere quello storico concerto. Se ci penso mi sento già riproiettata in quei momenti travolgentemente belli, di 40 anni fa”.

Franz Di Cioccio e Fabrizio De André_foto di Guido Harari_b

foto Guido Harari

E Franz Di Cioccio della PFM aggiunge “Che bello ritrovare Fabrizio sul palco con noi… vedere il film del concerto sarà come riabbracciarlo. Un grande amico che ha sempre raccontato gli uomini e le donne senza dare ‘buoni consigli’.”
Il filmato restaurato del concerto diventerà il fulcro del docufilm; le immagini saranno raccontate dai protagonisti di quell’avventura straordinaria – Dori Ghezzi, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Flavio Premoli, David Riondino, Piero Frattari, Guido Harari – che rievocheranno l’atmosfera di quel giorno, le emozioni provate, il dietro le quinte e la magia di un’esperienza mai più replicata.
Solo nel 1975 Fabrizio De André decise di esibirsi in pubblico, in locali e palasport, eseguendo il suo repertorio quasi ed esclusivamente nella versione originale. Nel 1978 la PFM lo convinse a fare un tour insieme lungo tutto lo stivale e ad arrangiare i suoi brani in chiave rock. Un’unione artistica unica nella storia, un legame nato ai tempi della registrazione in studio dell’album “La buona novella“, un’amicizia che  porta Fabrizio e PFM a rincontrarsi nel tempo, come in occasione di un concerto estivo della band a Nuoro proprio nell’agosto del 1978.
Fu così che De André tornò nella sua città per quel concerto rimasto nel cuore di tutti e che cambiò per sempre la storia della musica italiana. “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato” sarà un viaggio nella memoria ma anche un viaggio emozionale nel quale si ricercano le suggestioni di un’epoca unica della storia del nostro paese, segnata da eventi drammatici, un’epoca di grandi trasformazioni sociali e fermenti ideologici, e di tantissima energia creativa che proprio nella musica trovò l’espressione più dirompente e innovativa.
Concerto-de-andrè-pfm-film-780x405Walter Veltroni, chiamato a realizzare il docufilm, non ha potuto che accettare l’invito, emozionato dalle immagini uniche ritrovate dopo 40 anni: “È un documento inedito di grande valore musicale e culturale, sottratto alla distruzione, che mostreremo integralmente. Attraverso le interviste dei protagonisti gli spettatori viaggeranno nel tempo e nello spazio, fino alle porte del padiglione C della Fiera di Genova, quel 3 gennaio del 1979”.
Il docufilm “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato” sarà distribuito al cinema da Nexo Digital solo per tre giorni, il 17, 18 e 19 febbraio (elenco sale a breve su http://www.nexodigital.it), con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Rockol.it, Onstage.
Mentre si avvicina l’ottantesimo anniversario dalla nascita di Fabrizio De André (1940-1999) diverse generazioni di appassionati potranno così ritrovarsi nelle sale per assistere a un concerto di Fabrizio De André e PFM.
#deandrepfm

 

Casale Monferrato (Al): Fabrizio De Andrè protagonista di Books&Blues nelle foto di Guido Harari

Riceviamo e pubblichiamo
Giovedì 7 novembre secondo appuntamento in Biblioteca a Casale Monferrato (Al) con “Books&Blues”. Protagonista Fabrizio De Andrè attraverso Guido Harari, autore del libro fotografico «Sguardi randagi».

Guido Harari F.De André & Fernanda Pivano LODI 9Secondo appuntamento autunnale per Books&Blues in Biblioteca Civica a Casale Monferrato, “tradizionale” occasione per parlare di libri e di musica, per suonare, riflettere, immaginare… insomma per stare insieme in modo intelligente.
Se ad aprire il ciclo di tre incontri che ci porteranno alla fine dell’anno con gli Auguri di Buone Feste tra i libri e note musicali era stato un omaggio a Domenico Modugno, l’attenzione questa volta sarà rivolta a un altro tra i grandissimi interpreti della musica italiana: Fabrizio De Andrè; ricordato, e tramandato, attraverso le immagini di uno dei maggiori fotografi italiani che al cantautore genovese fu sempre assai vicino: Guido Harari.
Per presentare il suo libro, che si intitola Sguardi randagi. Fabrizio De André nelle fotografie di Guido Harari, il celebre fotografo sarà ospite della Biblioteca Civica Giovanni Canna  (Casale Monferrato, via Corte d’Appello 12) giovedì 7 novembre alle ore 21. A dialogare con lui, e a suonare, ci sarà il direttore artistico di Books&Blues Paolo Bonfanti. L’ingresso come sempre è libero.
hararisguardirandagiPer quasi vent’anni Guido Harari fu uno dei fotografi personali di De André, realizzando molte delle sue più conosciute immagini ufficiali. In questo volume il suo archivio si schiude per la prima volta integralmente, con oltre 300 fotografie che includono, perciò, quelle più amate dai fan, e che ci hanno aiutato a conoscere De André non solo sul palco ma anche nei retroscena dei suoi spettacoli e nella vita quotidiana, e alcune gemme inedite.
Sono “sguardi randagi”, spesso rubati, malgrado l’ufficialità, vincendo la pigrizia o la ritrosia dell’artista. Le fotografie sono accompagnate dal racconto di ricordi, aneddoti e dalla “viva voce” di De André estratta dalle interviste realizzate dallo stesso Harari in occasione di due snodi cruciali del percorso dell’artista: la leggendaria tournée con la Guido Harari F.De André letto 7Premiata Forneria Marconi e l’album Le nuvole (quello di Don Raffaè, tanto per citare).
De André racconta la sua dipendenza dall’alcol, la competizione giovanile col padre e col fratello Mauro, il rapporto con la moglie Dori Ghezzi e con i figli Cristiano e Luvi, l’incontro con Fernanda Pivano e Edgar Lee Masters, l’infanzia ricomprata grazie alla nuova attività di agricoltore in Sardegna, la rivoluzione linguistica e musicale di Creuza de ma, il ritorno al “canto civile” degli ultimi dischi.

Guido Harari (Il Cairo, 1952) è fotografo e giornalista musicale. Ha firmato copertine di dischi per artisti internazionali e italiani. Dopo la scomparsa di De André, gli ha dedicato tre biografie per immagini – E poi, il futuro (Mondadori, 2001), Una goccia di splendore (Rizzoli, 2007) e Fabrizio De André & PFM. Evaporati in una nuvola rock (con Franz Di Cioccio, Chiarelettere, 2008). Ha curato, insieme a Studio Azzurro, la grande mostra multimediale dedicata all’artista da Palazzo Ducale, a Genova, nel 2008-2009.

Info: www.comune.casale-monferrato.al.it – 0142444246 o 0142444379

San Sebastiano Curone (Al): due giorni di spettacolo con i Trilli e la canzone genovese

di Fabrizio Capra
Due giornate di spettacolo e musica nell'Alessandrino con I Trilli, Andrea di Marco e Le Note di Genova. Mercoledì 14 e giovedì 15 agosto a San Sabastiano Curone, nel tortonese, in provincia di Alessandria.

i trilliQuando sento parlare di Trilli mi sale la commozione e il magone pensando all’importanza che Pippo (una delle due anime de I Trilli), la sua famiglia, i musicisti che ci hanno gravitato intorno hanno avuto per me in un periodo importante della mia vita.
L’emozione di convivere l’organizzazione e lo svolgimento di un mega concerto a Novi Ligure, momenti belli e, purtroppo, meno belli, il memorial al Vaillant Palace con ospiti importanti (Don Gallo, Gino Paoli, Vittorio Descalzi, Beppe Grillo, Michele e tanti altri), la tradizione che continua ancora oggi con Vladi, il figlio.
io pippo enzo andreaSicuramente da lassù Pippo (e anche Pucci) sarà orgoglioso di quello che sta portando avanti il figlio sul solco del suo impegno tracciato nel 2007, partendo proprio dal mega concerto di Novi Ligure, per riportare a dignità la canzone genovese tra tradizione e modernità.
Così quando sbarcano in provincia di Alessandria, così vicini a Genova ma così distanti, non posso che dedicare qualche riga per promuovere la loro attività anche se è difficile che vada ad ascoltarli perché devo ancora finire di assorbire quel colpo allo stomaco (metaforico) che mi sono preso nel riascoltarli, l’anno scorso, dopo tanti anni, undici per la precisione.
Abbandoniamo i ricordi e veniamo a oggi… pubblicando il comunicato stampa che mi è stato inviato nei giorni scorsi.

trilliMercoledì 14 Agosto i Trilli faranno ritorno nell’Alessandrino per il terzo anno consecutivo nella splendida location Del Club Tilacino 366 Piscine Pizzeria Ristorante a San Sebastiano Curone.
Il gruppo, guidato con grandissima passione e determinazione da Vladi sarà in concerto al completo sullo sfondo di una bellissima piscina per far vivere al pubblico un’indimenticabile serata tra musica e buon cibo in un’ambientazione incantevole a pochi chilometri della nostra Liguria. Ospite speciale sarà il comico e cabarettista Andrea Di Marco, volto di Zelig e fondatore dei Bruciabaracche, oggi sempre più conosciuto e amato per essere il maggiore esponente del Movimento Estremista Ligure – Basta Milanesi.
Il cuore dei Trilli in questo giorno sarà immancabilmente stretto nel ricordo delle vittime del crollo del Ponte Morandi e vicino ai parenti dei caduti. La scelta é quella di non spegnere la musica e di continuare a regalare sorrisi e speranza e lo faranno sia dal vivo a San Sebastiano Curone insieme all’amico Andrea di Marco sia tramite un videomessaggio per essere presenti anche nel cuore di Genova e nella nostra Liguria dove diversi artisti ricorderanno questa tragica giornata in diverse manifestazioni.
noteLa festa proseguirà a Ferragosto, il 15 agosto, con Le Note di Genova per la prima volta in Piemonte, nella Val Curone. Il nuovo progetto musicale con Vladi dei Trilli, Fabio Milanese Stephanie Niceforo propone un repertorio ampissimo che spazia dalla tradizione musicale italiana dei più grandi artisti liguri, dai New Trolls ai Ricchi e Poveri per arrivare ai grandi cantautori come De Andrè, Bindi, Paoli e molti altri… ma troveranno spazio nella serata anche i brani di artisti contemporanei come Arisa e Annalisa.
Prenotazioni al 3487951419

Arena di Verona: domani il grande concerto con PFM e Cristiano De Andrè

rubrica a cura di Fabrizio Capra
Domani all’Arena di Verona è il gran giorno: PFM e Cristiano De Andrè si alterneranno sul palco con le rispettive performance e condivideranno una lunga terza parte finale del concerto.

PFM e Cristiano De André_bDomani, lunedì 29 luglio, nella straordinaria cornice dell’Arena di Verona, la prog band italiana più famosa al mondo, PFM – Premiata Forneria Marconi, e il polistrumentista e cantautore Cristiano De André si alterneranno sul palco con le loro rispettive performance e condivideranno la lunga terza parte finale di un concerto imperdibile dedicato a Fabrizio de André: “PFM Premiata Forneria Marconi – Cristiano De André cantano FABRIZIO”!
PFM – Premiata Forneria Marconi salì sul palco insieme a Fabrizio de André nel 1978; Cristiano De André nel 1996 per il tour di “Anime Salve”. Entrambi più volte hanno riarrangiato la poesia di Faber, dandole nuova veste musicale e sottolineando come i suoi versi continuino ad essere attuali.
Le storie d’amore, degli ultimi, dei soldati e dei carcerati cantate da Fabrizio De André saranno interpretate, da una parte, da PFM Premiata Forneria Marconi, con gli arrangiamenti del fortunato tour “Fabrizio De André e PFM in concerto” e le complesse armonizzazioni tipiche del gruppo e, dall’altra, da Cristiano De André, con la sua dinamica inaspettata dal tocco rock. Sopra a tutto questo, le parole cariche di poesia di Faber.

Franz Di Cioccio e Fabrizio De André_foto di Guido Harari_b

foto Guido Harari

Il concerto è prodotto da D&D Concerti e da BMU, in collaborazione con DuemilaGrandiEventi, VentiDieci e Eventi Verona, con il patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De André.
PFM – Premiata Forneria Marconi dal 20 giugno è protagonista sui palchi di tutta Italia con il suo “TVB The Very Best Tour” durante il quale presenterà al pubblico i brani più significativi di tutta la storia di PFM: dai primi anni fino ai grandissimi successi di oggi, aprendo anche una finestra su De André e il pezzo di storia della musica italiana che insieme hanno condiviso. Mentre, visto il grandissimo successo del tour “PFM canta De André – Anniversary” sono già previste repliche in autunno. Il tour arriva a 40 anni dai live “Fabrizio De André e PFM in concerto” per celebrare il fortunato sodalizio con il cantautore genovese. Tutto questo accade in un anno ricco di impegni e grandi soddisfazioni, dall’intenso tour mondiale (che ha riscosso un travolgente successo dal Giappone alle Americhe passando per il Regno Unito), alla premiazione a Londra ai Prog Music Awards UK 2018 come “Band internazionale dell’anno” e la partecipazione alla “CRUISE TO THE EDGE” come unico artista italiano in questa e nelle passate edizioni.
Fabrizio e CristianoCristiano De André è attualmente in tour nei teatri d’Italia con “Storia di un impiegato”, storico disco di Faber arrangiato come una vera e propria opera rock, affiancato da altri celebri brani di repertorio come “Fiume Sand Creek” e “Don Raffaè”, che hanno affrontato il tema della lotta per i diritti, e altre perle, contenute nei progetti discografici di grande successo “De André canta De André – Vol. 1” (2009), “De André canta De André – Vol. 2” (2010) e “De André canta De André – Vol. 3” (2017). La regia di “Storia di un impiegato”, curata da Roberta Lena, è piena di soprese, dai visual, alle luci. Dopo i numerosi sold out, continuano ad aggiungersi nuove.

Festival della Mente: XVI edizione. Sarzana, 30 agosto – 1 settembre 2019. Si discute del “futuro”

Riceviamo e pubblichiamo
Sedicesima edizione del “Festival della Mente” quella che si svolge a Sarzana dal 30 agosto al 1° settembre. Tema di questa edizione “il futuro”.

Festival della Mente - archivio (12)Il Festival della Mente è il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana con la direzione di Benedetta Marietti. La XVI edizione si terrà dal 30 agosto al 1 settembre, a Sarzana (www.festivaldellamente.it).
40 gli incontri in programma ai quali si aggiungono 20 eventi ideati appositamente per bambini e ragazzi e 6 workshop didattici nella sezione curata da Francesca Gianfranchi, un vero festival nel festival.
Un centinaio di ospiti italiani e internazionali in tre giornate indagheranno i cambiamenti, il fermento creativo e le speranze della società attraverso incontri, letture, spettacoli, laboratori e momenti di approfondimento culturale, rivolgendosi, con un linguaggio chiaro e comprensibile, al pubblico ampio e intergenerazionale che è da sempre la vera anima del festival.
Tema del 2019: il futuro.

Benedetta Marietti

Benedetta Marietti

«Il concetto di “futuro” è sempre stato importante e necessario per la mente umana – spiega Benedetta Marietti – ma acquista particolare significato in un’epoca come la nostra, densa di cambiamenti sociali, di trasformazioni tecnologiche e di incognite che gravano sul presente. Con il consueto approccio multidisciplinare, il festival si interroga sugli scenari possibili che ci attendono in campo scientifico e umanistico, senza però dimenticare che per guardare al domani bisogna conoscere il passato. E con la ferma convinzione che per immaginare il futuro che vogliamo è necessario creare e inventare una realtà nuova a partire dall’oggi. Spero che il festival, attraverso le voci competenti e appassionate dei relatori, riesca a trasmettere la convinzione che tutti noi possiamo e dobbiamo diventare “inventori del futuro”».
500 i volontari, di cui la maggior parte studenti che con passione e generosità contribuiscono a creare quel clima unico di festa che si respira nel centro storico di Sarzana durante il festival. Testimonianza del forte legame che la manifestazione ha creato con il territorio e della voglia di molti giovani di mettersi in gioco.
Biglietti: lezione inaugurale gratuita; eventi diurni e trilogia (incontri n. 6, 24, 40) €4,00; eventi serali, approfonditaMente e didatticaMente €8,00.
Informazioni e prevendite dal 17 luglio: www.festivaldellamente.it

Amalia Ercoli Finzi

Amalia Ercoli Finzi

IL PROGRAMMA
Scienziati, umanisti e artisti esploreranno in 40 incontri il tema del futuro, fulcro di questa edizione.
Apre il festival la lezione inaugurale di Amalia Ercoli Finzi dal titolo “L’esplorazione spaziale: oggi, domani e…dopodomani”. L’ingegnere aerospaziale, che da oltre venticinque anni si occupa di dinamica del volo spaziale e progettazione di missioni spaziali, ha contribuito infatti alla realizzazione di satelliti e sonde per l’esplorazione planetaria e ricoperto incarichi presso l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Agenzia Spaziale Europea e l’International Astronautical Federation. Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per meriti scientifici, Ercoli Finzi ricorda che, per svelare i segreti di mondi tanto lontani da essere fino ad ora considerati irraggiungibili, servono una tecnologia esasperata, lunghi tempi di progettazione e realizzazione, finanziamenti ingenti, ma soprattutto menti visionarie. È fondamentale che le scelte future su dove e quando andare siano il frutto di uno sforzo collettivo, che non veda come protagonisti solo i paesi industrialmente avanzati.
IL FUTURO DELLA LETTERATURA, DELLA LINGUA E DELLE ARTI
Masha Gessen, una tra le più brillanti giornaliste della scena internazionale, firma del New Yorker e vincitrice del National Book Award 2017, racconta, in un dialogo con lo scrittore Wlodek Goldkorn, la nuova Russia, nazione che con un sorprendente rovesciamento è passata dall’essere il faro della sinistra internazionale a diventare il modello esemplare, in America e in Europa, del pensiero conservatore.
Come riuscire ad avere una storia d’amore durante un conflitto? Come scappare dalle bombe quando ci si ritrova orfani? Come sopportare le torture dei soldati? Il poeta e scrittore palestinese Mazen Maarouf, sul palco con lo scrittore Matteo Nucci, svela come si può fondere la quotidianità domestica con la spietata irrealtà della violenza bellica per tenersi a galla, per resistere nell’unico modo possibile: sognando, scherzando, immaginando il futuro.
StampaDalla Palestina a Israele: la scrittrice israeliana Dorit Rabinyan, in dialogo con lo scrittore Alessandro Zaccuri, riflette sui grandi ostacoli, tra cui il dialogo interreligioso, che si frappongono al raggiungimento della stabilità politica e all’interruzione della guerra fratricida tra Israele e Palestina. È possibile una convivenza pacifica tra popoli in guerra da generazioni? Quali sono le strade attualmente percorribili verso il domani?
Oggi la tecnologia è in continuo cambiamento: internet e i social media mutano nel profondo i nostri modi di comunicare e di pensare, con una velocità che la storia non ha mai conosciuto. Cosa significa questo per la lettura? È davvero a rischio estinzione o prenderà forme nuove? Lina Bolzoni, scrittrice e membro dell’Accademia dei Lincei e della British Academy, ricorda che – da Petrarca a Machiavelli, da Tasso a Montaigne – la lettura è un incontro personale, un dialogo con gli autori al di là delle barriere del tempo. 
Il linguista Andrea Moro dimostra che le regole del linguaggio non sono convenzioni arbitrarie, ma sono legate all’architettura neurobiologica del cervello: non esistono quindi lingue migliori di altre, lingue musicali o lingue stonate, né l’essere umano vede il mondo diverso a seconda della lingua che parla, come se essa fosse un filtro per i sensi e i ragionamenti.
La poesia è il futuro della parola, perché è una parola che guarda sempre al futuro. Intorno a questa affermazione dialogano due tra le voci più riconoscibili dell’attuale letteratura italiana in versi, Antonella Anedda e Alessandro Fo, sollecitati dalle domande dello scrittore Alessandro Zaccuri.
Festival della Mente - archivio (4)La produzione artistica contemporanea si è polarizzata sempre più in un rapporto tra città e periferia. Ma alla luce delle recenti emergenze ambientali e della nuova ubiquità digitale, come si diversificano gli interventi e le pratiche artistiche? La storica dell’arte Ilaria Bonacossa e l’artista Massimo Bartolini indagano le trasformazioni in corso dell’attuale panorama culturale e produttivo.
Achille e Odisseo rappresentano, secondo gli antichi, due modelli caratteriali contrapposti: il primo spontaneo e diretto, il secondo ingannevole, prudente, dai pensieri tortuosi. Achille è costantemente gettato nel presente, Odisseo invece non smette mai di pianificare il futuro, osserva lo scrittore Matteo Nucci.
Al festival partecipa anche l’Atelier dell’Errore, un laboratorio di Arti visive e performative progettato dall’artista Luca Santiago Mora per i reparti di Neuropsichiatria infantile a Reggio Emilia e a Bergamo, che in questi anni si è rivelato valido complemento all’attività clinica. Mora accompagna sul palco del festival alcuni dei ragazzi che raccontano gli animali del futuro, i prototipi di una zoologia che noi non faremo in tempo a conoscere ma che, inesorabilmente, sono già in viaggio, direzione Terra.
IL FUTURO DELLA SCIENZA
L’Intelligenza Artificiale, anche se già presente nella nostra vita, pone alcune legittime preoccupazioni: l’uso dei dati, le possibili discriminazioni, l’allineamento ai valori umani, la trasparenza, la necessità di capire come l’IA prende decisioni, l’impatto sul mondo del lavoro. Francesca Rossi, global leader dell’Intelligenza Artificiale dell’IBM, sostiene che è nostra responsabilità progettare il futuro che vogliamo, identificando per l’IA linee guida etiche che la indirizzino in direzioni benefiche per gli individui, la società, e l’ambiente.
Festival della Mente - archivio (5)La scienziata Barbara Mazzolai, direttrice del Centro di MicroBioRobotica dell’IIT di Pontedera e nella classifica internazionale delle donne più geniali della robotica, ha inventato il plantoide, primo robot ispirato al mondo delle piante che potrà trovare impiego in numerosi ambiti, dall’esplorazione spaziale al monitoraggio dell’ambiente. A Sarzana racconta perché, per riuscire a immaginare un futuro ecosostenibile, è necessario che biologia e tecnologia procedano insieme nell’indagare i misteri della natura.
Ciò che mangiamo influenza la nostra salute: di questo la scienza è certa. Ma quale modello alimentare sia più efficace per restare sani e vivere a lungo è argomento di discussione e spesso di confusione; il chimico Dario Bressanini e la nutrizionista Lucilla Titta dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano mettono in guardia sulle bufale delle mode alimentari, che offrono soluzioni semplici, ma non poggiano su solide basi scientifiche.
Il neuropsichiatra e neuroscienziato Edward Bullmore dell’Università di Cambridge spiega il nesso esistente fra infiammazione e depressione, dimostrando come e perché l’infiammazione può rientrare tra le cause della depressione. Quali fattori di rischio conosciuti, come lo stress sociale, possono causare infiammazioni? In quale prospettiva futura si potranno utilizzare nuove medicine antinfiammatorie per il trattamento della depressione?
L’idea del male ha origini lontane, si è integrata con la storia dell’uomo sulla Terra, ma oggi, osserva Valter Tucci, direttore del laboratorio di genetica ed epigenetica del comportamento dell’IIT, possediamo gli strumenti per trattare il male come un fenomeno biologico. Possiamo identificare porzioni specifiche di DNA che influenzano le nostre peggiori azioni: conoscere la biologia dei comportamenti è una delle priorità nel futuro della nostra specie.
Ora che tutte le vette sono state scalate e i poli esplorati, quali nuovi obiettivi e quali sfide attendono i pionieri del futuro? Risponde a questa domanda la matematica, fisica e glaciologa svedese Monica Kristensen, una delle più note esploratrici polari nordeuropee e prima donna a ricevere la medaglia d’oro della Royal Geographical Society. Oggi esistono misteri da risolvere – come la ricostruzione del tragico destino del grande eroe polare Roald Amundsen, scomparso nel tentativo di ritrovare l’equipaggio del dirigibile Italia – intere aree al di sotto degli oceani ancora da esplorare e lo Spazio da indagare, con la speranza di trovare altre forme di vita: un sogno destinato agli esploratori del futuro.
“Alla ricerca dell’immortalità” è il titolo dell’incontro con lo scrittore, fotografo e regista Alberto Giuliani, che accompagna il pubblico in un viaggio nel futuro, alla scoperta della scienza che spera di vincere la morte: dagli astronauti della NASA che simulano la vita su Marte alla ricerca genomica in Cina, dai laboratori di crioconservazione umana e di clonazione ai padri della robotica umanoide.

Festival della Mente (5) - archivio Foto di Grazia Lissi

Foto di Grazia Lissi

IL FUTURO DELL’AMBIENTE
Il riscaldamento climatico, la deforestazione, l’urbanizzazione selvaggia e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse, alimentati dai nostri attuali modelli di sviluppo e di consumo, hanno già ridotto la biodiversità di un terzo. Il filosofo della scienza Telmo Pievani lancia una sfida: provare a immaginare come sarebbe la Terra senza la pervasiva presenza dell’uomo, per ritrovare la consapevolezza della nostra fragilità.
Fragments of Extinction è un progetto dell’artista interdisciplinare, compositore e ingegnere del suono David Monacchi, che sta conducendo una ricerca sul patrimonio dei suoni delle foreste primarie equatoriali. Raccoglie registrazioni che restituiscono, fissandolo nel tempo, il linguaggio sonoro di un pianeta che rotola verso la sesta estinzione, per accrescere la coscienza ecologica pubblica e sperare di salvare così quanti più ecosistemi possibili. L’incontro è completato dalla proiezione del film di Monacchi Dusk Chorus.
Nel corso della sua storia, il clima del nostro pianeta è passato attraverso grandi cambiamenti, alternando glaciazioni globali con epoche molto più calde, pur mantenendo una sostanziale stabilità che ha permesso la presenza della vita da almeno tre miliardi e mezzo di anni. Quali cambiamenti sono avvenuti in passato e come influiscono sull’ambiente naturale e sulla società? E soprattutto, quale tipo di clima ci aspettiamo nel futuro? Sul palco del festival, per proporre soluzioni a questi pressanti interrogativi, sale Antonello Provenzale, direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR.
Qualche decina di anni fa il futuro era rappresentato dalla plastica, che ha velocemente sostituito i materiali tradizionali e ha contribuito in maniera decisiva a creare nuovi mercati, rivoluzionando il nostro modo di vivere e di consumare. Oggi, però, siamo tutti preoccupati per i problemi ambientali legati alla sua produzione, al suo utilizzo e al suo smaltimento: le bioplastiche possono rappresentare una soluzione efficace per il nostro futuro? Si confrontano sul tema il chimico Marco Ortenzi e il biologo Marco Parolini.
Negli ultimi decenni si osservano tendenze quali l’abbandono di milioni di ettari di aree rurali, problemi di inquinamento e di riscaldamento climatico, scarsa qualità e quantità delle risorse alimentari. È quindi necessaria, spiega il presidente del Comitato scientifico del Programma Mondiale della FAO sul patrimonio agricolo Mauro Agnoletti, una nuova visione che realizzi un equilibrio fra aree urbane e rurali, anche per far fronte alla crescita della popolazione. L’Italia può giocare un ruolo importante proponendo la propria cultura in materia di qualità dei prodotti agroalimentari e del patrimonio paesaggistico e ambientale.

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ph Francesco Tassara

IL FUTURO DELLA SOCIETÀ E DELL’INDIVIDUO 
Il Festival della Mente indaga le questioni più attuali del presente e del futuro: non poteva mancare una riflessione sugli oltre 70 milioni di rifugiati e sfollati, che spesso si muovono insieme a migranti economici lungo rotte controllate da trafficanti o attraverso zone di conflitto. Povertà, ineguaglianze e cambiamenti climatici rendono la situazione ancora più complessa. Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016, risponde agli interrogativi più pressanti: è possibile offrire soluzioni a questi fenomeni in modo concreto, organizzato e rispettoso del diritto internazionale? È possibile parlare di rifugiati senza che il discorso sia strumentalizzato dalla politica? Come rispondere agli esodi forzati di milioni di persone? La solidarietà esiste ancora? 
Esattamente trent’anni fa cadeva il muro di Berlino e, sulle sue macerie, si è ingenuamente celebrata la “fine della storia”, con il trionfo delle democrazie liberali e del capitalismo, secondo un progresso ritenuto lineare e senza contraddizioni. Ma adesso ci sembra di sporgerci su una nuova frattura della storia, osserva il direttore del Censis Massimiliano Valerii. Quando la storia si rimette in moto riecheggia il clangore delle armi: come saremo in futuro, fra trent’anni?
Bertrand Badré, che è stato managing director della World Bank e chief financial officer del World Bank Group, sostiene che la finanza non è un nemico perché di per sé non è né buona né cattiva. È uno strumento, la più potente delle forze meccaniche che quando imbocca la strada sbagliata produce esiti rovinosi ma può avvantaggiare tutti se controllata e gestita con responsabilità. 
Il sociologo Stefano Laffi spiega come si aiuta una generazione a riscrivere il futuro. Parlare con pessimismo della crisi provoca nei giovani paura, disincanto e cinismo; rifugiarsi nella celebrazione dei fasti antichi, di contro, non serve a nulla sul piano concreto. Che fare? Occorre rompere il ricatto del presente, imparare a immaginare, esercitare il possibile al posto dell’esistente.
L’architetto e ingegnere Carlo Ratti – considerato da Wired una delle 50 persone che cambieranno il mondo, copresidente del World Economic Forum Global Future Council su Città e Urbanizzazione e special advisor presso la Commissione Europea su digitale e smart cities – spiega la grande rivoluzione odierna nel campo dell’architettura e del design, che vede affermarsi sempre più un modello progettuale partecipativo e collaborativo con idee sviluppate dal basso, più che imposte dall’alto.
L’amore resiste al tempo e vorrebbe non morire mai. Ma l’amore che sa durare non è forse un amore impossibile? Lo psicoanalista Massimo Recalcati si inoltra nel labirinto della vita amorosa e indaga il miracolo dell’amore, il sentimento più misterioso di tutti.
Dalle moderne guerre di religione agli attuali rigurgiti fondamentalisti il dialogo tra le fedi si è sempre mostrato irto di difficoltà, ricorda il filosofo della religione Roberto Celada Ballanti. Oggi la multiculturalità impone relazioni tra etnie, visioni del mondo e religioni, determinando confronti – che spesso diventano scontri – e la globalizzazione ridisegna gli assetti planetari: occorre un paradigma dialogico che superi il concetto di tolleranza, inadeguato a fronteggiare le sfide del terzo millennio.
L’epistemologa Luigina Mortari sottolinea come, con il venire al mondo, siamo chiamati alla responsabilità ontologica di avere cura della vita. Poiché all’essere umano non è data sovranità sulla sua esperienza ma sempre è dipendente da altro, il prendersi a cuore la vita non può che attualizzarsi nell’avere cura di sé, degli altri e del mondo.

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Alessandro Barbero – ph laura pietra

LA TRILOGIA
Attesissimi, come ogni anno, i tre appuntamenti con lo storico Alessandro Barbero, che chiude ciascuna delle serate del festival con le sue lezioni in Piazza Matteotti. Il ciclo quest’anno è dedicato alle rivolte popolari nel Medioevo, che hanno cambiato il corso della storia. Venerdì si parla dei Jacques, i contadini dell’Île-de-France, che, a metà del 1300, a causa delle continue disfatte che i nobili francesi riportavano nella guerra dei Cent’Anni, si ribellarono al dovere di mantenerli con il loro lavoro. Sabato è la volta dei Ciompi fiorentini, che nel 1378 occuparono le piazze della città per ribadire il loro diritto a essere coinvolti direttamente nel governo della città. Si chiude domenica con la rivolta dei contadini inglesi del 1381, gli ultimi a essere liberati, in Europa, dalla servitù della gleba.

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Lorenzo Jovanotti – credits Leandro Manuel Emede

EVENTI SERALI
Non esiste invenzione che non sia anche il frutto delle visioni che altri hanno avuto prima di noi: da Magellano a Mozart, da Gabriel García Márquez a Joseph Conrad, da Albert Einstein a Jimi Hendrix, ogni creazione nuova è il prodotto complesso delle intuizioni che l'hanno preceduta. È possibile trovare una curva che colleghi quei punti e indichi la traiettoria del futuro? Rispondono a questa domanda, in un incontro speciale pensato per il festival, Lorenzo Jovanotti e Paolo Giordano. 
L’attore Umberto Orsini, che calca le scene da ormai sessant’anni e ha lavorato con Fellini, Visconti, Zeffirelli e Ronconi, pensa sempre al teatro come a un eterno presente, come a un futuro che si costruisce osando. È quanto spiega nel dialogo con lo scrittore Paolo Di Paolo, mentre ripercorre la sua carriera e pensa a come si crea il futuro in scena: nella scelta dei testi, nell’interpretazione, nel dialogo con la platea e nella costruzione del pubblico.  
In anteprima per il pubblico del Festival della Mente, il regista Raphael Tobia Vogel porta in scena Marjorie Prime, un testo che esplora il rapporto tra memoria e identità, scritto dal drammaturgo Jordan Harrison – finalista al premio Pulitzer 2015 – e prodotto dal Teatro Franco Parenti. Se esistessero tra noi i Prime, ologrammi di persone care venute a mancare, riusciremmo a relazionarci a loro come se fossero l’originale? L’Intelligenza Artificiale può soddisfare i nostri più chiari bisogni e i nostri più intimi desideri ed essere utilizzata per sconfiggere la solitudine o aiutare l’essere umano a conoscersi meglio? 
Se ne avessimo l’opportunità, come decideremmo di ricostruire il nostro passato e cosa decideremmo di dimenticare? Sul palco gli attori Ivana Monti, Francesco Sferrazza Papa, Elena Lietti e Pietro Micci.
La Bandakadabra, estrosa formazione di fiati e percussioni, si cimenta in uno spettacolo comico-teatral-musicale dai toni vagamente surreali e dadaisti, che spazia dalle atmosfere western e dalle colonne sonore di Ennio Morricone ai brani dei Beatles, diventando occasione per riflettere ironicamente sulla tossicità degli smartphone e sulla sfortunata vita amorosa dei musicisti di “insuccesso”.
La musica, il teatro e la letteratura vivono del tempo e nel tempo, ma sanno rovesciarne la percezione.
Beatrice Venezi, tra i più giovani direttori d’orchestra d’Europa, incontra l’attore Gioele Dix: insieme ai Solisti di Milano Classica, confrontano i loro artisti più amati e provano a immaginare un futuro per il loro mestiere.
Due esploratori del suono, il pianista improvvisatore e compositore Cesare Picco e il musicista e dj Alessio Bertallot danno vita, sul palco, a uno speciale viaggio tra i brani iconici della dj culture, affiancata alla forza evocativa del pianoforte, per creare un caleidoscopico nuovo mondo di suoni.
L’esplorazione polare è il tema dell’incontro con lo storico Paolo Colombo e il disegnatore Michele Tranquillini, che ripercorrono la storia di Ernest Henry Shackleton e della sua impresa di attraversamento a piedi dell’Antartide. Le parole di Colombo e gli acquerelli disegnati dal vivo di Tranquillini fanno rivivere questa avventura e rispondono a una domanda importante: cosa significa essere eroi?

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