“Extraliscio – Punk da Balera”: evento musicale della nuova stagione cinematografica

rubrica a cura di Fabrizio Capra
foto Manuel Palmieri
Dopo il successo al 77ª Mostra del Cinema di Venezia, la presentazione al Festival Internazionale del Cinema di Berlino, al MIPTV di Cannes e al Los Angeles Italia Film Fest e dopo aver conquistato il palco del Festival di Sanremo “Si ballerà finché entra la luce dell’alba”. Nelle sale italiane solo il 14, 15, 16 giugno. Prevendite aperte dal 27 maggio.

Dopo una lunga attesa, finalmente “EXTRALISCIO – PUNK DA BALERA. Si ballerà finché entra la luce dell’alba”, il film di Elisabetta Sgarbi dedicato agli Extraliscio e alla tradizione musicale romagnola, arriverà al cinema distribuito nelle sale italiane come evento da Nexo Digital solo il 14, 15, 16 giugno (elenco sale a breve su nexodigital.it) per riportare i fan a cantare e ballare sulle note degli Extraliscio. Le prevendite apriranno dal 27 maggio.
Il film è stato presentato in anteprima alle Giornate degli Autori nell’ambito della 77ª Mostra del Cinema di Venezia, al Festival Internazionale del Cinema di Berlino, al Los Angeles Italia Film Fest. Ha ricevuto il Premio SIAE per il talento creativo, conferito a Elisabetta Sgarbi, e il Premio FICE (Federazione Italiana dei Cinema d’Essai) a Mantova. 
Così, dopo il successo al 71° Festival di Sanremo con il brano “Bianca Luce Nera” (musica di Mirco Mariani, testo di Mirco Mariani, Pacifico e Elisabetta Sgarbi), continua la missione di Mirco Mariani, Moreno Il Biondo e Mauro Ferrara di contaminare la tradizione con un mondo ricco di suoni e arrangiamenti, allo stesso tempo popolare e colto.

Extraliscio

Prodotti da Elisabetta Sgarbi con la sua Betty Wrong Edizioni Musicali, motore inesauribile di arte e cultura, fondatrice e Direttrice de La nave di Teseo Editore e del Festival Internazionale La Milanesiana, gli Extraliscio e distribuito da Sony, fanno incontrare la musica della Romagna che ha fatto ballare intere generazioni con le chitarre noise, l’elettronica, il rock, il pop in un’esplosione di suoni, ironia e libertà.
Il progetto Extraliscio ha preso forma nel 2014 dall’incontro tra Mirco Mariani (sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare, diplomato al Conservatorio, compositore raffinato, conoscitore e collezionista di strumenti antichi e rari) e Moreno il Biondo (leggendario capo orchestra di Casadei anni ’90 e fondatore dell’Orchestra Grande Evento), avvenuto grazie a Riccarda Casadei, figlia di Secondo Casadei.

Elisabetta Sgarbi

A loro, si è unito Mauro Ferrara che già cantava nell’Orchestra di Moreno Conficconi. Convinto che la musica romagnola abbia ancora molto da dire e si fondi su un linguaggio sincero che non perde la sua peculiarità quando si incontra/scontra con altri generi musicali, Mirco Mariani ha trovato nella passione e nella dedizione per il liscio di Moreno Il Biondo e Mauro Ferrara gli ideali compagni di viaggio. Extraliscio sono la prima produzione musicale di Betty Wrong Edizioni Musicali di Elisabetta Sgarbi.
EXTRALISCIO – PUNK DA BALERA. Si ballerà finché entra la luce dell’alba” è una produzione Betty Wrong con il sostegno della Regione Emilia Romagna e del MiC e sarà distribuito nei cinema italiani da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio DEEJAY, MYMovies.it e Rockol.it.
Da giugno a settembre gli EXTRALISCIO saranno in tour in tutta Italia con “È BELLO PERDERSI – TOUR D’ITALIE”, una serie di imperdibili e imprevedibili concerti fuori dagli schemi che contaminano la tradizione con un mondo ricco di suoni e arrangiamenti, allo stesso tempo popolare e colto. Per ben 5 volte gli Extraliscio incroceranno la ventiduesima edizione de La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, alla quale fanno anche da colonna sonora con i brano “Il ballo della Rosa” e “Milanesiana di Riviera”.

Alessandria: il 10 agosto arriva Vittorio Sgarbi per la Milanesiana 2020

Riceviamo e pubblichiamo
Lunedì 10 agosto 2020, alle ore 21, in Piazza Santa Maria di Castello, ad Alessandria,  in collaborazione con il Comune di Alessandria, per l’edizione 2020 della Milanesiana arriva Vittorio Sgarbi che parlerà dei tesori d’arte dell’alessandrino.
Vittorio Sgarbi

Milanesiana corre, accelera e arriva di nuovo ad Alessandria, dove l’anno scorso si era conclusa la ventesima edizione con l’inaugurazione del monumento luminoso di Marco Lodola a Umberto Eco.
Grazie alla collaborazione con il Comune di Alessandria, Elisabetta Sgarbi, ideatrice e direttore artistico di Milanesiana, chiuderà qui anche la ventunesima edizione del festival  che in questi mesi ha toccato 12 città, realizzato 40 incontri e 5 mostre, e coinvolto oltre 115 ospiti italiani e internazionali.

Elisabetta Sgarbi

In programma il prossimo 10 agosto, nella Piazza Santa Maria in Castello, una serata dedicata interamente ai tesori d’arte dell’alessandrino raccontati in una lectio illustrata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi.
A chiudere il concerto degli Extraliscio, autori delle due sigle di Milanesiana 2020 – La Rosa della Milanesiana e Milanesiana di Riviera – e autori di GiraGiroGiraGi, la canzone ufficiale che accompagnerà il prossimo Giro d’Italia.

Un omaggio a una terra, l’alessandrino, di campionissimi del ciclismo, da Coppi a Girardengo.
Un arrivo in volata, quindi, per un finale dedicato a due delle discipline storiche di Milanesiana: l’Arte e la Musica.
Appuntamento a ingresso gratuito secondo norme vigenti. Informazioni su www.lamilanesiana.eu

TESORI DI ALESSANDRIA E GIRO D’ITALIA
I tesori di Alessandria
Lectio illustrata
Vittorio Sgarbi
Il Giro d’Italia e altri successi
Concerto
Extraliscio
Introduce
Elisabetta Sgarbi
Saluti istituzionali
Gianfranco Cuttica di Revigliasco, Sindaco del Comune di Alessandria Cherima Fteita, Assessore Manifestazioni ed eventi del Comune di Alessandria

Susanna Basso, Giuseppe Patota, Elisabetta Sgarbi vincitori del Premio Cesare Pavese 2019

Riceviamo e pubblichiamo
Sabato 26 e domenica 27 ottobre 2019 avrà luogo la 36ª edizione del Premio Cesare Pavese che vedrà premiati la traduttrice Susanna Basso, il linguista Giuseppe Patota e l’editrice Elisabetta Sgarbi nella Santo Stefano Belbo (Cn) dello scrittore piemontese.

foto-contenuti-cesare-pavese-3-1024x811La traduttrice Susanna Basso, il linguista Giuseppe Patota e l’editrice Elisabetta Sgarbi sono i vincitori del Premio Cesare Pavese 2019, nato trentasei anni fa a Santo Stefano Belbo.
Organizzato a partire da quest’anno dalla Fondazione Cesare Pavese, il riconoscimento si rinnova nella giuria, nelle sezioni in cui è suddiviso e negli appuntamenti proposti, per meglio rendere omaggio alla complessa figura di Pavese, che non fu solo scrittore, ma anche poeta, traduttore, direttore editoriale e ideatore di una storica collana di saggi.
«Il Premio Cesare Pavese è un premio globale – spiega Gian Arturo Ferrari, che insieme a Claudio Marazzini, Giulia Boringhieri, Alberto Sinigaglia e Pierluigi Vaccaneo fa cesare paveseparte della giuria rinnovata – perché comprende tutte le “arti del libro”, fatta eccezione per quelle materiali, arti che hanno avuto in Cesare Pavese un rappresentante di statura altissima e soprattutto capace di praticarle e fonderle tutte insieme».
Le nuove sezioni del Premio sono dedicate all’Editoria e alla Traduzione, che vanno ad arricchire quelle dedicate alla Saggistica e alla Narrativa (in questa fase di transizione il premio per la Narrativa sarà assegnato dall’edizione 2020).
I tre vincitori incontreranno il pubblico e riceveranno il Premio Cesare Pavese domenica 27 ottobre 2019 alle ore 10 a Santo Stefano Belbo nell’auditorium della Fondazione Cesare Pavese, che ha sede nella Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo (Piazza Confraternita 1), sconsacrata negli anni ’20 del ‘900, in cui fu battezzato Cesare Pavese. Modera la premiazione la giornalista Chiara Buratti.
Elisabetta-SgarbiIl Premio per la nuova sezione Editoria sarà consegnato a Elisabetta Sgarbi, editrice, direttrice artistica del Festival La Milanesiana, da lei stessa ideato, e regista cinematografica. Per venticinque anni in Bompiani, dove è stata direttore editoriale, nel 2015 fonda la casa editrice La Nave di Teseo, di cui è direttore generale e direttore editoriale. «Elisabetta Sgarbi si è resa protagonista del più interessante fenomeno editoriale italiano degli ultimi anni», spiega la giura. «In meno di quattro anni è riuscita a dare alla nuova casa editrice da lei fondata un’aura inconfondibile, segnata dal suo gusto letterario ed estetico. Ad attirare nuovi autori e a mantenerne molti che già avevano lavorato con lei. A pubblicare libri che hanno felicemente incontrato i favori del pubblico. A superare il trauma della scomparsa del co-fondatore Umberto Eco».
Susanna-BassoLa nuova sezione Traduzione vedrà vincitrice Susanna Basso che annovera tra le sue traduzioni autori acclamati a livello mondiale come Ian McEwan, Alice Munro, Paul Auster, Julian Barnes, Elizabeth Strout, Martin Amis, Kazuo Ishiguro e Jane Austen, di cui sta traducendo l’opera completa. Dal 1987 collabora con la casa editrice Einaudi. «La sensibilità del suo tocco, – afferma la giuria – l’intelligenza delle sue soluzioni, la bellezza della sua lingua, l’audacia con cui interpreta il testo originale senza timori reverenziali pur nel rispetto assoluto dell’autore, e infine la generosità con cui si racconta e diffonde il valore del suo mestiere, spesso così poco compreso: tutto questo fa di lei una figura di straordinaria importanza nella cultura italiana».
Per la sezione Saggistica il riconoscimento andrà al professor Giuseppe Patota per il saggio La grande bellezza dell’italiano: il Rinascimento (Laterza, 2019), una guida che esplora il fascino della lingua italiana attraverso tre grandi protagonisti del Giuseppe-PatotaRinascimento: Pietro Bembo, Ludovico Ariosto e Niccolò Macchiavelli. Un libro per alzare una fiera barriera contro l’ignoranza e contro chi trasforma l’italiano in una lingua violenta e insultante. «Il modello culturale e linguistico del Rinascimento italiano – spiega la motivazione della giuria – esce intatto nei suoi valori classici e fondativi, ma viene offerto a un pubblico più largo, di cui Patota riesce a catturare abilmente l’attenzione, vincendo ogni oggettiva difficoltà. Questo libro insegna dunque molti segreti relativi alla sublime bellezza dell’italiano, nel suo secolo di maggior splendore».
Il premio ai vincitori sarà accompagnato da un originale omaggio offerto dall’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero: XFETTA, il tagliatartufi ideato dallo chef Davide Oldani.
Il giorno precedente la cerimonia di premiazione, sabato 26 ottobre 2019, i vincitori visiteranno la Casa Natale di Cesare Pavese (Via Cesare Pavese 20).
Il Premio Cesare Pavese è organizzato dalla Fondazione Cesare Pavese con il contributo della Regione Piemonte, del Comune di Santo Stefano Belbo, della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. In collaborazione con l’Ente Turismo Langhe Monferrato e Roero e il Relais San Maurizio. Media partner Radio Alba e IVM Multimedia.

Premio Pavese 2019: il programma
Sabato 26 ottobre 2019
ore 16,00 - “Cesare Pavese. La storia di un Premio” Giovanna Romanelli, autrice del libro, e Adriano Icardi ricordano Luigi Gatti attraverso la storia del Premio Pavese. Modera Chiara Buratti. 
ore 17,00 - “Scienza e umanesimo: la nuova frontiera delle due culture” Gian Carlo Avanzi, Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Alessandro Perissinotto, docente dell’Università degli studi di Torino e Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino, dialogheranno con Alberto Sinigaglia e i membri a della giuria del Premio, Giulia Boringhieri, Gian Arturo Ferrari, Claudio Marazzini e Pierluigi Vaccaneo.
Seguirà rinfresco
ore 21,30
“Passeggiata musicale attraverso i secoli” Mauro Edantippe e Il Quintetto dell’Opera di
Milano.
Domenica 27 ottobre 2019
ore 10,00 - Premio Pavese 2019 – Cerimonia di premiazione 
Modera Chiara Buratti 
Seguirà rinfresco

FONDAZIONE CESARE PAVESE
Piazza Confraternita, 1
12058 Santo Stefano Belbo (CN)
Tel.: +39 0141 840894
Cell.: +39 366 7529255
Email: info@fondazionecesarepavese.it
Sito: https://fondazionecesarepavese.it

Approfondimenti sui vincitori
Susanna Basso
Sezione traduzione
Nata nel 1956, a Torino, è traduttrice e professoressa di lingua e letteratura inglese. Dal 1987 collabora con la casa editrice Einaudi e insegna al liceo classico torinese Massimo D’Azeglio. Tra i prestigiosi autori tradotti sono Ian McEwan, Alice Munro, Paul Auster, Julian Barnes, Angela Carter, Elizabeth Strout, Martin Amis, Kazuo Ishiguro, Tobias Wolff e Jane Austen, di cui sta traducendo l’opera completa.  Ha vinto per due volte il Premio Procida: la prima nel 2002 per la traduzione di Espiazione (Einaudi) di Ian McEwan, al cui centro è la giovane Briony, tredicenne dalla fervida immaginazione, che accusa un innocente di un crime orrendo. La seconda nel 2014 per Lasciarsi andare (Einaudi) di Alice Munro, diciassette racconti che descrivono l’evoluzione dell’autrice e il suo percorso. Nel 2006 si è aggiudicata il Premio Mondello per la traduzione di I Fantasmi di una vita (Einaudi) di Hilary Mantel, in cui la scrittrice si confronta con le occasioni mancate del suo passato e le durezze della vita. Nel 2007 viene assegnato, a Basso, il Premio Nini Agosti Castellani per la traduzione di Jane Austen e nel 2016 il Premio Giovanni, Emma e Luisa Enrique. Nel 2010 ha pubblicato il saggio Sul tradurre. Esperienze e divagazioni militanti (Mondadori), una sorta di manuale e diario, in cui Basso racconta il suo lavoro da traduttrice, dai rituali privati, ai segreti di bottega e agli incontri mai dimenticati. Tra le ultime opere tradotte nel 2019, sempre con Einaudi: Macchine come me di Ian McEwan, che riflette sul rapporto uomo-macchina attraverso le vicende del protagonista, trentaduenne, Charlie; L’unica storia di Julian Barnes, in cui l’autore descrive l’amore con ironia e disperazione; La vita delle ragazze e delle donne di Alice Munro, che racconta l’emancipazione delle donne con gli occhi della protagonista Del Jordan e Notturni di Kazuo Ishiguro, cinque storie dove la musica costituisce il nesso di ogni trama.
Motivazione del premio
In trent’anni di attività, Susanna Basso è diventata un punto di riferimento nel mondo della traduzione letteraria. Gli autori da lei tradotti sono alcuni fra i massimi scrittori contemporanei di lingua inglese: Alice Munro, Julian Barnes, Ian McEwan, Martin Amis, Kazuo Ishiguro e molti altri, quasi tutti per l’editore Einaudi. A coronamento della sua carriera, attualmente sta curando la nuova traduzione italiana delle opere complete di Jane Austen per i Meridiani Mondadori. Se si può dire che i grandi traduttori sono come i grandi musicisti, alla cui interpretazione è affidato il modo in cui uno spartito arriverà alle nostre orecchie, Susanna Basso è la Martha Argerich della narrativa inglese contemporanea in lingua italiana. La sensibilità del suo tocco, l’intelligenza delle sue soluzioni, la bellezza della sua lingua, l’audacia con cui interpreta il testo originale senza timori reverenziali pur nel rispetto assoluto dell’autore, e infine la generosità con cui si racconta e diffonde il valore del suo mestiere, spesso così poco compreso: tutto questo fa di lei una figura di straordinaria importanza nella cultura italiana, una figura a cui il traduttore Cesare Pavese sarebbe orgoglioso di assegnare un premio che porta il suo nome.
Giuseppe Patota
Sezione saggistica
Il prof. Patota è accademico della Crusca e membro del suo Consiglio Direttivo, socio dell’Accademia dell’Arcadia, socio dell’ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana) e della SILBA (Société Internationale Leon Battista Alberti) e giurato del Premio Strega. È membro del comitato scientifico del Bollettino di Italianistica e degli Studi Linguistici Italiani. È stato direttore scientifico del Dizionario Italiano Garzanti dal 2004 al 2015 ed è condirettore del Nuovo Vocabolario Treccani 2018. Dal 2015 dirige le collane Grammatiche e lessici pubblicati dall’Accademia della Crusca e Le varietà dell’italiano. Scienze arti professioni. Nel 2017 è stato insignito dall’Accademia dei Lincei del Premio per la Filologia e Linguistica. È consulente linguistico di Rai Scuola per la didattica dell’italiano. Nella sua carriera ha scritto circa centocinquanta pubblicazioni, alcune delle quali tradotte e pubblicate in Francia e in Giappone. Tra le sue opere sono i Nuovi lineamenti di grammatica storica dell’italiano (Il Mulino, 2007), La grande bellezza dell’italiano. Dante, Petrarca, Boccaccio (Laterza, 2015), La quarta corona. Pietro Bembo e la codificazione dell’italiano scritto (Il Mulino, 2016), Prontuario di grammatica. L’italiano dalla A alla Z (Laterza, 2017) e La grande bellezza dell’italiano. Il Rinascimento (Laterza, 2019). Inoltre, è autore con Valeria Della Valle di testi divulgativi sulla lingua italiana, editi da Sperling & Kupfer, fra i quali Viva il congiuntivo! (2009), L’italiano in gioco (2009), Ciliegie o ciliegie? E altri 2406 dubbi della lingua italiana (2013), Piuttosto che. Le cose da non dire, gli errori da non fare (2014) e La nostra lingua italiana, fresco di stampa (ottobre 2019).   
Motivazione del premio a “La grande bellezza dell’italiano. Il Rinascimento”
Questo libro si concentra su tre “Sale”, perché non utilizza la denominazione di ‘parti’ o ‘capitoli’: vuol essere simile, piuttosto, a un museo d’arte, in cui si entra, non per visitare quadri, arredi o sculture, ma per guardare e leggere testi. I testi appartengono a tre autori d’eccezione, che rappresentano in maniera perfetta il Rinascimento italiano: Pietro Bembo, Ludovico Ariosto, Niccolò Machiavelli. Tre soli autori, dunque, scelti per rappresentare la “bellezza” intesa come perfezione stilistica e formale, oltre che come compiuta sapienza costruttiva. All’interno delle tre “Sale”, Giuseppe Patota assume la funzione di guida, di Cicerone pronto ad accompagnare il pubblico, indicando via via trame, vicende biografiche, ma soprattutto costruzioni sintattiche e scelte lessicali. L’autore ha attirato l’attenzione della Giuria per la sua capacità di coniugare altissimi livelli di specializzazione, come richiesto dall’analisi formale dei testi, con una straordinaria capacità comunicativa, realizzando un esempio di divulgazione di alta classe, in cui non si cede mai alla semplificazione. Il modello culturale e linguistico del Rinascimento italiano esce dunque intatto nei suoi valori classici e fondativi, ma viene offerto a un pubblico più largo, di cui Patota riesce a catturare abilmente l’attenzione, vincendo ogni oggettiva difficoltà. Questo libro insegna dunque molti segreti relativi alla sublime bellezza dell’italiano, nel suo secolo di maggior splendore.
Elisabetta Sgarbi
Sezione editoria
Nata a Ferrara, figlia dei farmacisti Giuseppe Sgarbi e Rina Cavallini, è editrice, direttrice artistica del Festival La Milanesiana e regista cinematografica. Dopo la laurea in farmacia e la specializzazione in farmacologia, ha intrapreso tutt’altra carriera iniziando, grazie allo scrittore Gian Antonio Cibotto, a lavorare nell’editoria con Studio Tesi di Pordenone. Mario Andreose la assunse alla Bompiani come ufficio stampa, poi editor e, dal 2002, direttore editoriale della stessa casa editrice. E’ rimasta alla Bompiani per oltre 25 anni, fino al 2015, quando ha fondato – in reazione alla acquisizione da parte di Mondadori delle case editrici della RCS Libri, tra le quali la Bompiani – la casa editrice La Nave di Teseo, di cui è direttore generale e direttore editoriale. Il progetto è stato realizzato insieme ad altri autori ed editori, tra cui Umberto Eco, Sandro Veronesi, Edoardo Nesi, Mario Andreose ed Eugenio Lio. Nel 2017 La Nave di Teseo ha acquisito Baldini + Castoldi e Oblomov Edizioni di cui Sgarbi ha assunto la presidenza. Dal 1999 produce e dirige i suoi lavori cinematografici, presentati ai più importanti Festival internazionali: La Mostra del Cinema di Venezia, il Torino Film Festival, il Festival di Annecy, e la Festa del Cinema di Roma. Ha lavorato con attori quali  Laura Morante, Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Galatea Ranzi, Andrea Renzi, Roberto Herlitzka, Toni Laudadio. Nel 2000 Sgarbi ha ideato il Festival La Milanesiana, Letteratura, Cinema e Scienza, di cui è tutt’ora direttrice artistica. Nel 2009, insieme al fratello e critico d’arte Vittorio Sgarbi, e ai genitori, ha dato vita alla Fondazione Cavallini Sgarbi che raccoglie 500 opere d’arte di famiglia; e, sempre nel 2009, ha creato la Fondazione Elisabetta Sgarbi, di cui è presidente e che, tra le varie attività, ha realizzato, presso il Castello Estense di Ferrara, la mostra “La collezione Cavallini Sgarbi. Da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati. Tesori d’arte per Ferrara”, oltre che l’annuale incontro dedicato ad Ariosto che si svolge a Ferrara. Fa parte del board della Fondazione Paulo Coelho, il noto scrittore brasiliano, i cui libri sono stati pubblicati da La Nave di Teseo. Per il suo contributo alla cultura, Sgarbi ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui l’Ambrogino d’Oro, il Premio Ausperberg, il Premio Vittorio De Sica, il Premio Fidapa e il Premio Sulmona.
Motivazione del premio
Elisabetta Sgarbi si è resa protagonista del più interessante fenomeno editoriale italiano degli ultimi anni. Dopo aver diretto per lungo tempo e con molto successo la Bompiani, allora parte del gruppo Rizzoli, nel momento in cui il medesimo gruppo Rizzoli veniva ceduto a Mondadori ha deciso, insieme con Umberto Eco, di staccarsene e di dar vita alla fine del 2015 a una nuova casa editrice, La nave di Teseo. In meno di quattro anni Elisabetta Sgarbi è riuscita a dare alla nuova casa editrice un’aura inconfondibile, segnata dal suo gusto letterario ed estetico. Ad attirare nuovi autori e a mantenerne molti che già avevano lavorato con lei in Bompiani. A pubblicare libri che hanno felicemente incontrato i favori del pubblico. A superare il trauma della scomparsa del co-fondatore Umberto Eco. Da ultimo, last but not least, a raggiungere in questo brevissimo tempo una quota di mercato maggiore dell’uno per cento, ossia superiore a quella di molte reputate case che operano da decenni sul mercato italiano.

Alessandria: domani si inaugura il monumento di Marco Lodola dedicato a Umberto Eco

Riceviamo e pubblichiamo
Domani alle 19,30 in piazza Vittorio Veneto ad Alessandria si inaugura il Monumento ad Umberto Eco che porta la firma dell’artista Marco Lodola. Saranno presenti Vittorio Sgarbi, Roberto Cotroneo, Elisabetta Sgarbi.

Cs-01Mercoledì 31 luglio, alle ore 19.30, verrà inaugurato il Monumento ad Umberto Eco, opera dell’artista Marco Lodola. L’opera, che la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ha concesso in comodato d’uso alla Città di Alessandria, sarà simbolicamente collocata in piazza Vittorio Veneto, a lato dell’ingresso della Biblioteca Civica ‘F.Calvo’, come doveroso omaggio all’illustre scrittore alessandrino.
L’evento per la sua rilevanza artistica e culturale è stato inserito nell’ambito del programma del prestigioso festival ‘La Milanesiana 2019’, festival che si propone come momento di incontro fra arti diverse (Letteratura, Musica, Cinema, Scienza, Arte, Filosofia, Teatro, Diritto, Economia) ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi che, quest’anno, per la prima volta farà tappa ad Alessandria per ricordare e rendere omaggio a Umberto Eco che del festival è stato l’anima per molti anni.
Saranno, inoltre, presenti all’inaugurazione il famoso critico d’arte, Vittorio Sgarbi, legato da profonda amicizia alla Città di Alessandria e Roberto Cotroneo, amico e biografo di Umberto Eco, autore di Niente di Personale, pubblicato dalla casa editrice “La Nave di Teseo”, con sede a Milano, fondata nel novembre 2015 da alcuni autori tra cui Umberto Eco, Eugenio Lio e la stessa Elisabetta Sgarbi.
L’opera, una scultura in plexiglass, led luminosi e pellicole adesive, misura: 300cm x 200cm x 20 cm.
Roberto-cotroneoAl termine della cerimonia di inaugurazione si terrà il concerto della band ‘eXtraLiscio’.
L’inaugurazione della terza opera firmata da Marco Lodola, uno dei principali esponenti del “nuovo futurismo”, completa il percorso artistico e culturale che la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ha dedicato e donato alla città di Alessandria – ha affermato il notaio Luciano Mariano, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria -. Un percorso che ha voluto rendere omaggio a personaggi famosi le cui vite, a vario titolo, si sono intrecciate con la realtà alessandrina: l’industriale Giuseppe Borsalino, l’imperatore Napoleone Bonaparte in sella al suo cavallo Marengò e ora Umberto Eco. L’installazione è stata simbolicamente collocata davanti alla Biblioteca Civica ad illuminare con i suoi led colorati la “casa del sapere” e a ricordare il grande tributo offerto alla cultura e, in particolare, alla letteratura dal nostro concittadino, un grande le cui doti sono state riconosciute a livello mondiale. L’importanza e il significato di questa opera sono stati colti anche dalla “Milanesiana” che ha inserito l’evento nel prestigioso programma messo a punto per celebrare i vent’anni del festival. Un grazie, quindi, a Elisabetta Sgarbi, ideatrice e direttore artistico della rassegna, all’alessandrinoRoberto Cotroneo, amico di Umberto Eco ed autore di un saggio sulla suanarrativa, al critico d’arte Vittorio Sgarbi, deus ex machina di questo progetto, oltre che curatore del catalogo delle opere della nostra Fondazione. Stima e riconoscenza per Marco Lodola che ci ha permesso di “colorare” la nostra città con il tratto e l’estro inconfondibili delle sue opere che si affiancano ai numerosi interventi che il nostro Ente ha realizzato, nel tempo, per integrare o conservare il patrimonio artistico e culturale del nostro territorio”.
vittorio sgarbiLa cultura può e deve essere, oltre che un collante identitario della nostra comunità, anche una leva di attrazione e di crescita. La collocazione di questa nuova installazione dell’artista internazionale Lodola se da un lato completa un iter già iniziato nel passato con la collocazione, in altri punti strategici della nostra città, di due sculture luminose che danno lustro e pregio arricchendo il nostro patrimonio artistico, dall’altro lato diventa un importantissimo volano di promozione del nostro territorio per l’inserimento nell’ambito del festival ‘La Milanesiana’ che per la prima volta, nel corso della sua ventennale attività, farà tappa ad Alessandria, con la presenza del suo direttore artistico, Elisabetta Sgarbi – ha spiegato il sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco -. Nella giornata dell’inaugurazione sarà, inoltre, presenteVittorio Sgarbiche già da tempo è al nostro fianco su progetti culturali che interessano la Città di Alessandria.Si tratta di nomi importanti che, nella riflessione e nel doveroso omaggio alla figura dell’illustre alessandrino Umberto Eco,proiettano la nostra città in un contesto culturale altamente qualificante, referenziato e soprattutto di largo respiro. Di questo ha bisogno Alessandria: di allargare i propri orizzonti per far comprendere il pregio ed il valore artistico del suo patrimonio, frutto di un ruolo di primo piano come crocevia culturale e di pensiero che la Città ha svolto nei secoli del quale si deve riappropriare, tornando al centro del panorama, almeno nazionale, con la Cultura”.
ElisabettaSgarbiLa Milanesiana chiude l’edizione del suo ventennale a Alessandria il suo lungo viaggio, composto di circa 70 appuntamenti, 14 città toccate, 200 ospiti internazionali, 13 mostre. E chiude nel nome di Umberto Eco che della Milanesiana fu sempre ospite, sin dalla prima edizione, fondatore della Nave di Teseo che ha portato la città di Alessandria nel mondo – ha dichiarato Elisabetta Sgarbi, direttore generale de La Nave di Teseo, presidente di Baldini+Castoldi e direttore artistico de La Milanesiana -. Il monumento di Lodola a Umberto Eco spero sia l’inizio di un ricordo protratto e vivo. E che questo monumento non abbia il destino che indicava Musil: Non c’è dubbio tuttavia i monumenti sono fatti per essere visti, anzi, per attirare l’attenzione; ma nello stesso tempo hanno qualcosa che li rende, per così dire, impermeabili, e l’attenzione vi scorre sopra come le gocce d’acqua su un indumento impregnato d’olio”